Assassin’s Creed Origins, Ubisoft difende l’introduzione dell’aquila

A cura di Paolo Sirio - 29 Ottobre 2017 - 0:00

Assassin’s Creed Origins introduce una serie di novità rispetto ai precedenti capitoli della saga, che vanno oltre la modernizzazione del sistema di combattimento e l’arrivo di una meccanica di loot con gradi di rarità diversi.Tra queste troviamo l’aquila Senu, che nel gioco viene utilizzata per agevolare l’esplorazione e individuare i target essenziali per il completamento di molte missioni.A qualcuno Senu non è piaciuto, o comunque non è stata vista come un elemento particolarmente originale, vista la sua somiglianza – per funzionamento – al drone di Ghost Recon Wildlands.“Iniziamo sempre dal gioco che vogliamo fare e cosa ha senso inserire in quel gioco. Che funzionalità ha senso inserire qui? Il rampino in Assassin’s Creed Syndicate, ad esempio, aveva perfettamente senso perché Londra era la città con gli edifici più alti che avessimo mai riprodotto”, ha spiegato il creative director Jean Guesdon.“Con Assassin’s Creed Origins avevamo un mondo molto diverso e avevamo qualche diversa opzione. Abbiamo realizzato un mondo gigantesco, pieno di IA persistente e globale, quindi tutti gli esseri viventi vivono davvero – anche se non c’è Bayek nei paraggi. Questo è molto interessante perché crea situazioni che neppure gli sviluppatori possono predire. Quindi perché l’aquila? Sì, parzialmente per la prospettiva strategica sulle location nelle vicinanze, ma volevamo anche avere una nuova prospettiva con una scala molto più grande, cosicché poteste vedere il mondo vivere ad una distanza così sostenuta ed identificare gli obiettivi da soli. Questo non ha nulla a che fare con altri giochi”.Soddisfatti di questa spiegazione? Diteci la vostra, nei commenti, riguardo a Senu e soprattutto se vi è piaciuto il suo arrivo nella saga degli Assassini. Per saperne di più sul gioco, vi rimandiamo alla nostra recensione di Assassin’s Creed Origins.Fonte: WCCFTech




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