Assassin’s Creed: Odyssey

Un'odissea dal sapore amaro

A cura di GamesForum - 30 Giugno 2020 - 20:46

Autore della recensione: David-Senpai 95

Dopo gli ultimi capitoli criticati dai giocatori, Assassin’s Creed, ormai storico brand di Ubisoft, si prese una pausa dalle scene salvo poi tornare in pompa magna con una nuova struttura di gioco, adesso più orientata al gdr che all’action adventure puro. Dopo averci portato nell’antico Egitto e raccontato la nascita della leggendaria Confraternita degli Assassini in Assassin’s Creed Origins, i ragazzi canadesi ci catapultano nell’Antica Grecia, ancor prima degli eventi del suo predecessore. Questa idea avrà giovato al prodotto finale? Scopriamolo insieme.

Cantami, O Diva…

Dopo aver recuperato il manufatto dell’Antica Civilizzazione nel capitolo precedente, Layla Hassan ed il suo team sono ora alla ricerca della leggendaria lancia di Leonida. Entrata di nuovo nell’Animus, verrà catapultata indietro nell’Antica Grecia nei panni di Alexios o di Kassandra (a discrezione del giocatore). Indipendentemente dal personaggio selezionato, la trama sarà unica e saremo sempre portati a vestire i panni di un Misthios, un mercenario. Alle dipendenze di Marco di Cefalonia l’avventura prenderà presto una piega inaspettata, facendoci uscire dalla monotonia dell’isola greca e facendoci partire per un viaggio in giro per l’Antica Grecia per svelare i misteri che circondano noi e la nostra famiglia in quella che sarà una vera e propria odissea. Purtroppo la storia risulterà ben presto banale, con colpi di scena telefonati, dialoghi mediocri e personaggi facilmente dimenticabili tranne poche e rare eccezioni. Un vero peccato, considerando la bellezza e il fascino dell’ambientazione e della mitologia a cui si ispira. La presenza di alcuni momenti e scelte di trama interessanti non fa altro che aumentare la delusione per quello che il comparto narrativo della produzione avrebbe potuto offrire.

Un’odissea (poco) memorabile

Il titolo di Ubisoft Quebec, segna il passaggio definitivo della saga al gdr puro. Questo cambiamento ha portato con sé luci ed ombre ma andiamo con ordine. Il combat system del titolo si basa su attacchi semplici e pesanti da combinare per eseguire combo sui nemici in base alla nostra arma attualmente equipaggiata, il tutto supportato da un sacco di abilità attive o passive da usare consumando un segmento di una specifica barra che si ricarica ogni volta che si colpisce il nemico. Queste abilità si dividono in tre skill tree differenti e potremo apprenderne una a nostra scelta ogni volta che saliremo di livello. Torna anche l’arco, che ci permetterà di attaccare dalla distanza il nemico ed eliminarlo in maniera silenziosa. Purtroppo il passaggio ad una struttura gdr ha, difatti, vanificato questa meccanica in quanto i nemici di livello superiore al nostro non potranno essere uccisi con colpi alla testa o con uccisioni furtive alle spalle, penalizzando quindi chi predilige uno stile di gioco incentrato sulla furtività. Altro problema è la ripetitività del titolo: le cose da fare si ridurranno sempre allo sterminio di accampamenti nemici, zone inesplorate o abbattimento di animali leggendari. Le quest secondarie si presentano invece discretamente appassionanti, ma per colpa di una scrittura sempre mediocre e una struttura delle stesse sempre molto simile, verranno presto a noia e andremo avanti a completarle solo per inerzia e per salire di livello.

Assassin’s Creed: Odyssey

In sintesi, sebbene il combat system sia discretamente vario e divertente, avvertiremo sempre una certa ripetitività di fondo nelle nostre azioni e sembra quasi che la serie abbia smarrito la propria identità tentando, senza motivo (se non quello di attirare quanta più utenza possibile) e senza riuscirci, di emulare in tutto e per tutto The Witcher 3. Scelta che, forse, ha fatto perdere quell’unicità che contraddistingueva la serie facendole perdere parte del suo fascino. Con il passaggio al gdr, vengono introdotte anche scelte multiple durante i dialoghi che, in teoria, dovrebbero cambiare l’esito di alcune quest ed il finale dell’avventura stessa. In pratica, purtroppo, esse sono del tutto irrilevanti ai fini della storia fatta eccezione per due o tre durante e verso la fine dell’avventura. Purtroppo anche i vari finali si rivelano banali e poco soddisfacenti lasciandoci con l’amaro in bocca. Non tutto è da buttare comunque, grazie ad una esplorazione ben riuscita ed ambienti ricreati minuziosamente, e con estrema cura. Grazie alla nave del nostro Misthios, potremo dunque viaggiare in lungo e in largo per la Grecia ed assistere a scorci meravigliosi che valgono quasi da soli il prezzo del biglietto.

L’arte ci salverà

Fiore all’occhiello della produzione è dunque la Grecia stessa, che si rivela splendida in ogni suo angolo, in ogni suo scorcio. Forte anche di una ricostruzione storica dei luoghi superba e di una direzione artistica eccezionale con anche giochi di luci-ombre splendidi. Ottima anche la colonna sonora con tracce sempre azzeccate ed un tema principale che non uscirà mai più dalle vostre teste. Ottimo anche il doppiaggio in inglese e più che buono quello italiano anche se a volte le voci non saranno sempre azzeccate al personaggio rappresentato con voci giovanili su persone anziane o viceversa.

+ Ambientazioni e lato artistico superlativi
+ Combat system discretamente divertente
+ Ottimo comparto sonoro
+ La storia ha dei momenti ben riusciti...
- ... ma nel complesso resta banale, con dialoghi mediocri e personaggi dimenticabili
- Ripetitivo in ogni suo aspetto
- Alcune scelte di game design sono discutibili
- Dov'è Assassin's Creed?

6.5

Assassin’s Creed Odyssey è deludente. Il titolo di Ubisoft Quebec cela dentro di sé un potenziale enorme ma fallisce nelle meccaniche cardine del genere di cui vuole fare parte: le scelte multiple e la narrativa. Resta l’amaro in bocca per il potenziale sprecato e scelte di game design discutibili affossano di parecchio la produzione ma non tutto è perduto. Grazie a delle ambientazioni spettacolari e un combat system discretamente divertente il titolo divertirà ed intratterrà gli amanti dell’esplorazione e i fan dei gdr più incalliti.




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