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Art of Rally

Realtà alternative

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Era il 2 Maggio del 1986 quando Henri Toivonen e il co-pilota Sergio Cresto persero la vita a bordo della loro Lancia Delta S4 durante la tappa del Tour de Corse, valida in quell’anno per accumulare punti nel Rally di Francia.

La tragedia, culmine di una serie d’incidenti, portò la FISA (Federazione Internazionale dello Sport Automobilistico) alla drastica decisione di bandire per sempre il Gruppo B, ed i suoi mostri a quattro ruote, dopo che Toivonen e Cresto già facevano parte di un’alternativa più avveniristica, sperimentale e presumibilmente più sicura del Gruppo B, il Gruppo S.

In questa disciplina motoristica, i vari gruppi suddividono la potenza delle vetture per controparti stradali; negli anni 80 il Gruppo B rappresentava la vetta massima, dove gli ingegneri automobilistici si spinsero a tal punto da rendere le versioni Rally di certe vetture irriconoscibili sotto la scocca dalle corrispettive auto in commercio.

È così che, da una delle tragiche storie dell’automobilismo sportivo, Art of Rally, titolo ideato dai Funselektor Labs Inc – a.k.a. Dune Casu e collaboratori vari – trova ispirazione ed ipotizza una realtà alternativa in cui il Gruppo B non è mai stato bandito dal mondo del Rally, e come nella realtà, la sua influenza ha aiutato a plasmare il futuro di questo sport.

Guida Zen

Il canadese Dune Casu non è un sviluppatore di primo pelo: subito dopo la pubblicazione di Absolute Drift, ha iniziato ad immaginare un’evoluzione spontanea del suo gioco incentrato sul mondo del drifting.

Per trovare ispirazione, nel corso degli oltre 5 anni che ci sono voluti per la creazione di Art of Rally, Casu ha vissuto all’intero di un Camper Van – scherzosamente chiamato Funselektor Van – adibito a postazione di sviluppo mobile, girovagando per l’America del Nord tra alcuni dei paesaggi più selvaggi del mondo e ripercorrendo i percorsi dei rally americani. Nel suo pellegrinare il canadese ha voluto anche affrontare direttamente le difficoltà dei professionisti, partecipando ad una scuola guida per piloti di rally in Nuova Zelanda.

Ciò che contraddistingue ed accomuna Absolute Drift ed Art of Rally è la comprensione da parte di Dune Casu del core design di queste discipline. Se nel primo abbiamo una trasposizione del controllo e della precisione, in quest’ultimo prodotto il gaming feel è quello della costanza e del ritmo.

Il successo nello sport automobilistico del Rally – con tracciati da punto a punto – risiede nella conoscenza delle basi dell’accelerazione, della frenata, e della traiettoria unite alla concentrazione ed inventiva del pilota. Seppur Art of Rally non ha un reale interesse simulativo, per riuscire ad avere la meglio sulle varie tappe dei rally sarà necessario avere padronanza di questi concetti. Lanciare la propria automobile a tutta velocità cercando di eseguire una derapata per tagliare un tornante, risulterà il più delle volte in una manovra suicida capace solo di far andare in fiamme il nostro bolide, oltre che far perdere secondi preziosi.

L’avventura di Art of Rally viene introdotta da un Buddha che ci aprirà la strada all’interno di una delle 5 mappe della modalità Guida Libera, con la quale si potrà iniziare a familiarizzare con lo stile di guida del gioco senza preoccuparsi troppo di danneggiare la vettura o di combattere per avere il miglior tempo. In questa modalità si devono trovare e raccogliere vari oggetti – vecchie musicassette che sbloccheranno tracce audio, lettere che compongono la parola RALLY, viste panoramiche e persino il Funselektor Van – per poter sbloccare le mappe successive.

Il tema delle mappe in guida libera ricalca quello delle cinque località in cui affronteremo i vari rally nella modalità Carriera (Finlandia, Sardegna, Giappone, Norvegia e Germania) e presentano tre tipi di terreno (asfalto, ghiaia e neve) con condizioni di tempo variabili sia in orario che in condizioni con pioggia e nebbia.

La Carriera di Art of Rally è dove risiede il cuore del titolo. Ripercorrendo 29 anni del rally, dal 1967 al 1996, suddivisi in 6 gruppi di categoria automobilistica contenenti cinque tappe per gruppo, si dovrà superare un gruppo dietro l’altro piazzando tempi sempre più veloci fino a vincere nel leggendario Gruppo A.

Completare un Rally non è mai un’esperienza scontata, grazie ai diversi modificatori presenti nel gioco. Oltre al consueto livello di difficoltà degli avversari, si può modificare anche la gravità degli urti subiti durante la corsa. Il sistema di danni in Art of Rally è localizzato, e ogni due tappe viene data la possibilità di usare una pausa meccanica per riparare le parti più danneggiate dell’automobile, come il motore, le sospensioni, o semplicemente pulire la vettura per migliorarne la resistenza all’aria.

Le velleità simulative del gioco arrivano persino a dare un’opzione per abilitare un tasto per la frizione oltre che diversi aiuti alla guida, che si trovano tipicamente in titoli più blasonati e ad alto budget. Il gioco supporta anche l’utilizzo di volanti, ma ad oggi non presenta alcun tipo di force feedback.

La peculiarità del gameplay di Art of Rally, come il predecessore Absolute Drift, risiede nella visuale a volo d’uccello, che può essere leggermente modificata per meglio adattarsi allo stile del giocatore. Per scelta dei Funselektor il titolo non presenta alcun tipo di navigatore che anticipa le curve in arrivo, lasciando la capacità di previsione al pilota ed il suo istinto.

Con l'ultimo aggiornamento, è possibile modificare le livree delle auto con un programma di ritocco esterno

Questa scelta, seppur condivisibile, trova però un grosso difetto durante la presenza di dossi e salti proprio per via della visuale di gioco, che poco aiuta a comprendere le reali altezze presenti in alcuni tracciati. In generale i pericoli e le ostruzioni in corsa possono apparire molto punitive. Tagliare troppo il tracciato porta la macchina ad un repentino reset sulla pista con perdita standard di 5 secondi; questo accade forse fin più del dovuto, rendendo frustranti rally di diversi minuti che possono essere rovinati per un momento di disattenzione.

Andare fuori pista risulta in una forte decelerazione del veicolo, così come le corse sull’asfalto bagnato, seppur presentando pozzanghere che smorzano l’aderenza e la velocità delle ruote che ne entrano in contatto, nella loro totalità risultano persino più scivolose di quelle su piste innevate.

Vengono proposti anche due Eventi Online, la Prova Giornaliera e quella Settimanale, che mettono testa a testa i giocatori in una tappa o un rally completo, in cui viene data solo una possibilità per piazzare il miglior tempo. A completare l’offerta ludica si trovano anche una modalità di Prova a tempo, nella quale potremmo sfidare il fantasma dei nostri tempi migliori nel tentativo di scalare la classifica mondiale, ed il Rally personalizzato, dove scegliere ogni settaggio nel dettaglio prima di gettarsi in una corsa libera.

Un muro di Polaroid

Se Absolute Drift presentava ambienti molto stilizzati, con colori quasi inesistenti, Art of Rally è invece un tripudio di geometrie, colori ed effetti. Resta minimale invece l’hud in gioco, che presenta solo il tempo di corsa, la velocità e progressione delle marcie, ed una barra indicativa della percentuale di completamento della tappa.

Correre lungo le varie tappe in giro per il mondo è sempre piacevole ed intrigante. Ogni location è stata resa peculiare e significativamente diversa, come ad esempio la Sardegna, costellata di pale eoliche e campetti da calcio, o il Giappone, con pagode e alberi di bambù lungo altissime montagne piene di tornanti. Mancano marchi, loghi e tappe dei campionati più famosi, ma Dune Casu è riuscito ad inserire alcuni easter eggs ricalcando famosi percorsi, come quello dell’Ebisu Circuit Drift di Nihonmatsu ri-immaginato all’interno della fittizia mappa Kanto Mountains accessibile nella guida libera.

Art of Rally offre un vasto numero di vetture per Gruppo, ed anche qualche piccola sorpresa come camion ispirati al Rally Dakar o una piccola Ape Piaggio. La mancanza di licenze anche qui non sembra incidere in alcun modo sulla rappresentazione di alcune vetture, rimanendo più che riconoscibili anche sotto i fantasiosi nomi come “das hammer” per l’Audi Sport Quattro S1, “il gorillona” per la Lancia Delta, o “the liftback” per la Toyota Celica GT4. Su PC, grazie ad un recente aggiornamento chiamato Heritage Update, è ora possibile modificare le livree di ogni singola vettura usando un programma di ritocco d’immagini esterno, facendo così apparire nomi e colori ufficiali di squadre e sponsor o semplicemente sbizzarrirsi con la creatività sui bolidi stilizzati di Art of Rally; il database di queste mod non è pero ad uso esclusivo del titolo che invece si appoggia al sito RaceDepartment.com per l’upload e download dei file modificati tra gli utenti.

In ogni momento durante la corsa è possibile entrare nella modalità foto, che permette una discreta libertà per riuscire ad ottenere spettacolari inquadrature delle vetture in movimento o dei bellissimi paesaggi. Ogni fotografia raccolta andrà poi a colmare il menu principale di gioco, affiggendo delle polaroid estratte randomicamente dalla nostra collezione.

L’intera struttura visiva di Art of Rally si appoggia sul motore Unity: purtroppo la non perfetta ottimizzazione di questo, se messo a paragone con altri, riesce a farsi sentire nei paesaggi ricchi di vegetazione o che presentano un gran numero di ombre, problema dovuto anche all’aggressiva occlusione ambientale che aiuta a dare profondità alle texture sui modelli ma che se spinto nei massimi livelli unito al fogliame può rubare preziosi fps o generare fastidioso micro stuttering.

Sul frangente audio l’ultima opera dei Funselektor mostra in parte il fianco. Se da un lato si possono trovare ottime tracce musicali che possono accompagnare le folli corse da punto a punto, dall’altro il comparto audio dei motori delle macchine può risultare fin troppo abbozzato, limitandosi a suddividere i tipi d’automobile per categoria di motore e classe di provenienza, andando a dare personalità ad alcune vetture solo in istanze particolari.

Indie Rally Championship

Dune Casu ed i suoi collaboratori di Funselektor Lab non sono solo degli estimatori del mondo sportivo automobilistico, ma degli amanti. Questo si può vedere non solo nei dettagli presenti in gioco, come i gruppi di spettatori che si trovano lungo gli apex delle curve, incuranti dei bolidi in arrivo, proprio come nella realtà, ma anche dai mille rimandi presenti nel sistema di achievements del gioco. Il “Maximum Attack”, reso noto dal pilota canadese Sylvain Erickson, che ci vedrà intenti a premere l’acceleratore senza rilasciare il pedale per 60 lunghissimi secondi, o “Samir” riprendendo la vicenda – non vera – del navigatore Vivek Ponnusamy ed il suo pilota Samir Thapar, in cui dovremmo portare l’automobile al suo punto di rottura costringendoci ad abbandonare il rally in corso.

Si tratta solo di alcuni dei tanti riferimenti ed omaggi, a volte posizionati anche sotto il corpo delle macchine, a far trasparire tutta la cura e l’affetto del team verso il mondo del Rally.

VOTO: 8,5

Ispirato dal mondo, e dalla storia, dei primi trent’anni del Rally, Art of Rally rappresenta un gradito esponente dei videogiochi di corsa, che cerca di reintegrare il feeling di gioco dei titoli come Sega Rally Championship ed i primi Colin McRae Rally utilizzando una singolare vista dall’alto, ed introducendo note di realismo tipici dei titoli più simulativi. Imparare a padroneggiare l’auto in velocità sarà solo l’inizio.

Pro

  • Gameplay capace di trasmettere tutti i brividi del Rally senza essere simulativo
  • Lato artistico, presentazione eccellenti ed apertura alle mod della community
  • Il team di Funselektor continua a lavorare per migliorare ed ampliare l’esperienza di gioco

Contro

  • Ottimizzazione tecnica su PC non straordinaria
  • Comparto audio solo discreto
  • Difficile disinstallarlo dall’hard disk