The Walkind Dead 8×01, recensione del primo episodio della nuova stagione

Recensione
A cura di Antron93 - 24 Ottobre 2017 - 0:00

Previously on The Walking Dead… Dopo una settima stagione ricca di alti e bassi, Rick Grimes e Negan tornano sugli schermi per quella che si preannuncia come la sfida finale. Chi la spunterà tra il leader di Alexandria e il dittatore dei Salvatori?
It’s clobbering time!
Prendendo in prestito il famosissimo grido di battaglia de La Cosa dei F4, è tempo di distruzione. Perchè dopo una stagione con Rick prono nei confronti di Negan, finalmente lo sceriffo ha ritrovato lo smalto di un tempo. Prima ha organizzato una nuova offensiva con Hilltop e il Regno, poi ha costruito barricate e armi, arrivando infine ad un piano pressoché perfetto. Ottimo. Perchè, al contrario, di molte altre puntate di TWD, questa sembra più una produzione di alto livello, con una sceneggiatura, finalmente, sfruttata a pieno e trasposta anche meglio. Un episodio partito col botto, in cui si mettono in luce anche le debolezze di Negan e dei suoi uomini. 
L’unica cosa che non mi ha convinto pienamente è la parte riservata a quelle scene oniriche, “smarmellate” nella luce, in cui non si capisce come, perché o quando Rick è invecchiato, si è sistemato con Michonne e una parvenza di normalità sembra essere tornata nel mondo di TWD. Un mondo che, si sa, normale non tornerà mai più.


Un crescendo continuo
La parte più interessante della puntata, come già detto, è la continua crescita del pathos. Si parte lenti, con qualche dialogo più studiato, strutturato e meno frivolo del solito. Con il discorso di Rick al suo nuovo esercito. Poi si capisce quale sarà il piano finale, studiato, preciso, frutto di mesi e mesi di lavoro, un lavoro, però, che sembra curiosamente sfuggito ai Salvatori, gruppo fin troppo attento nella precedente stagione. Non si sa quanto tempo sia passato, ma una produzione industriale di armi, una fitta rete di comunicazioni e un’organizzazione così attenta non possono sicuramente essere questione di giorni. E il climax lo si raggiunge in pieno con l’attacco al Santuario, con la caduta del simbolo di potere per eccellenza di Negan. Un Negan che ha sbagliato tanto, troppo con Rick. Lo ha lasciato vivere, come esempio vivente della sua magnanimità ma anche della sua crudeltà. Un errore che si paga a caro prezzo. Perchè Rick e i suoi non sono tipi che si lasciano scavalcare, umiliare e colpire, senza rappresaglie.
Finalmente, i personaggi secondari vengono ridotti al lumicino e tutti i protagonisti vengono sfruttati quasi al meglio, ognuno ha un suo compito, un obiettivo da raggiungere, senza inutili dialoghi, senza momenti di stanca, tutto finalizzato verso la distruzione di Negan. Tutti sono cresciuti nel corso del tempo, da Morgan, che ha capito finalmente cosa deve fare, a Carol che ha ripreso in mano il ruolo di donna forte, a Daryl, Maggie e Dwight, che fa da spia per Rick. Nel mondo di TWD, ognuno ha ripreso il posto che gli spetta. L’unico che non ha capito che in un mondo post-apocalittico non si deve avere pietà è Padre Gabriel, che fa, ancora una volta, la figura del fesso assoluto, aiutando il trasformista Gregory.
Eppure non è abbastanza, TWD ci ha abituato a troppe pause, troppi cali nella narrazione e nel ritmo. E questa prima puntata può farci sorridere, può farci sperare in bene verso il futuro, ma già sappiamo, nel profondo, che come al solito TWD calerà nel corso delle puntate. Ma, alla fine, è fisiologico. Una stagione così lunga non riuscirebbe mai a trascinarsi a questo livello per tutta la sua intera durata.

– Puntata coinvolgente
– Ritmi altissimi
– Ottima costruzione dei personaggi


– La disattenzione dei Salvatori
– La parte onirica di Rick
– Gli effetti speciali non eccezionali


7.5

Parafrasando una locuzione inflazionatissima a scuola, The Walking Dead è sempre stato lo studentello intelligente che non si applica abbastanza. Capisci che ha del potenziale, vedi che se vuole riesce a prendere anche i votoni, ma non ha voglia di studiare perchè sa che, in un modo o nell’altro, arriverà a fine anno e verrà promosso all’anno successivo. Perchè, in fin dei conti, è davvero così. La scorsa stagione, solo in pochissimi episodi, ha avuto picchi discretamente alti, cadendo però, come sempre, a causa della durata titanica della stagione. Non mi stancherò mai di dirlo, TWD dovrebbe essere una miniserie. Perché questa puntata è stata molto buona, ma rimane sempre quel retrogusto amaro, sapendo che non potrà durare per sempre.




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