The Return of Doctor Mysterio

Recensione Spoiler-Free
A cura di Nicolò Bicego - 31 Dicembre 2016 - 0:00

Dopo un anno di assenza, Doctor Who, la serie televisiva di fantascienza più amata dal pubblico britannico e non solo, torna sulla BBC con il suo ormai consueto speciale natalizio, quest’anno a tema supereroi. Riuscirà questo singolo episodio a compensare l’attesa? Scopriamolo insieme.
Dottori e supereroi
Come detto in apertura, quest’anno il nostro Dottore (Peter Capaldi, al suo terzo anno nel ruolo) si appresta ad incontrare il mondo dei supereroi. All’inizio dell’episodio, facciamo la conoscenza di un bambino di nome Grant, nella cui abitazione il Dottore finisce solo per caso. Grant è un appassionato di supereroi, come si può notare fin da subito dai numerosi fumetti presenti nella sua cameretta. Poco dopo, il Dottore (che Grant soprannomina Doctor Mysterio) dà a Grant una gemma in grado di realizzare i desideri e i sogni di chi la possiede, ma la spiegazione arriva troppo tardi: Grant, confuso dal nome dell’uomo, prende la gemma per una pillola e la manda giù. I suoi sogni non tardano ad avverarsi, e un momento dopo Grant può già volare proprio come Superman. 
Il Dottore gli promette che i superpoteri se ne andranno col tempo, ma così non è. Ventiquattro anni dopo, ritroviamo Grant (Justin Chatwin) ancora con i suoi superpoteri, intento a gestire una doppia vita: quella da Grant, tata della bambina della donna di cui è perdutamente innamorato fin da bambino (rimasta single dopo la fuga del marito) e quella da Ghost, supereroe che può contare su molteplici abilità, tra cui volo, vista a raggi x, superforza e invulnerabilità, per proteggere la città di New York.
Anche il Dottore si trova a tornare a New York ventiquattro anni dopo il suo incontro con Grant, occupato ad indagare su una misteriosa compagnia, Harmony Shoal, che sembra nascondere qualcosa di losco. Dopo la separazione da Clara e da River Song nel corso degli episodi precedenti, il Dottore è qui accompagnato da Nardole (Matt Lucas), personaggio che avevamo già conosciuto durante “The Husbands of River Song” e che è stato ricostruito dal Dottore con lo scopo di accompagnarlo nelle sue avventure.
Ad indagare sull’enigmatica azienda troviamo anche Lucy (Charity Wakefield), una reporter, che casualmente si rivela essere la donna amata da Grant. Questo porta il Dottore e Grant ad incontrarsi di nuovo, e ad unire le forze per fronteggiare l’ennesima minaccia: una razza aliena che vuole prendere possesso della Terra prendendo il posto dei suoi leader (incipit che ricorda altre storie di Doctor Who).
L’ennesima scommessa
Steven Moffat, l’attuale showrunner della serie che lascerà il suo incarico con lo speciale natalizio del prossimo anno, non abbandona la sua voglia di osare, stavolta mettendo in gioco i supereroi in una serie con cui sembrano avere ben poco a che fare. E, come spesso accade nelle puntate sceneggiate da Moffatt, ci riesce senza problemi: se avevate dei dubbi su questo connubio, spariranno tutti entro la fine della puntata. Il personaggio di Grant, insieme alla sua doppia identità, viene ben delineato nel corso dell’episodio, pur senza rubare spazio al Dottore. I due sono i veri protagonisti di questo speciale, e durante la visione saremo tanto presi da ciò che accade al Dottore quanto dalle vicissitudini di Grant, occupato a difendere il mondo e a mantenere la sua identità segreta, proprio come Clark Kent, dal quale eredita anche alcuni tratti estetici (come gli occhiali ed il cambio di capigliatura). Lucy si rivela un personaggio interessante, e sebbene non abbia lo stesso tempo su schermo di Grant, scopriamo abbastanza di lei perché ci importi della sua esistenza, cosa non scontata quando si parla di personaggi che compaiono in un singolo episodio della serie. 
Un discorso a parte merita Nardole: dalle ultime interviste, abbiamo appreso che il personaggio comparirà per tutta la decima stagione, diventando quindi a tutti gli effetti uno dei nuovi companion del Dottore (sappiamo già che al gruppo si aggiungerà Bill, interpretata da Pearl Mackie). Proprio come in “The Husbands of River Song”, Nardole mantiene il suo ruolo di comic-relief in “The Return of Doctor Mysterio”, strappando qualche sorriso grazie ai suoi interventi buffi e fuori luogo. La capacità di Matt Lucas è fuori discussione, e sembra anche che l’alchimia tra il nuovo arrivato e Peter Capaldi sia decisamente buona. Resta da vedere come il personaggio verrà trattato nel corso della decima stagione, perché non si corra il rischio di abusare del suo ruolo come è successo in passato per Strax.
Tornando al nostro special, la storia scorre in modo decisamente sciolto e senza intoppi:dal punto di vista dell’intreccio Moffat rischia meno del solito, proponendo una storia tutto sommato lineare. Questo salva lo special da situazioni forzate o improbabili e da colpi di scena contorti, elementi spesso criticati (spesso con ragione) alla gestione di Moffat. Sebbene la razza aliena venga solamente abbozzata nelle sue caratteristiche, svolge egregiamente il suo ruolo di minaccia, e non è da escludere che venga riutilizzata nei futuri episodi.
Senza dire nulla sulla storia, per chi vuole evitare ogni tipo di spoiler, possiamo dire che l’episodio è pienamente riuscito, e sebbene il tema natalizio sia appena accennato all’inizio, “The Return of Doctor Mysterio” coglie in pieno lo spirito della festività, lasciandoci con una bella storia da ricordare e con un sorriso sulle labbra al termine della visione. Per l’ennesima volta, Moffat ha fatto centro, regalandoci uno special completo che soddisfa la nostra astinenza da Doctor Who






The Return of Doctor Mysterio è un ottimo special natalizio, qualitativamente in linea con le migliori produzioni festive di Moffat. Sebbene la minaccia di questo episodio non sia approfondita quanto avrebbe meritato, sono i comprimari del Dottore, in primis Grant/Ghost, a far diventare questa avventura una degna di essere vista e rivista negli anni a venire.




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