Overwatch: Cos’è il Nuovo Progetto Legato al Titolo Blizzard?

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 13 Ottobre 2017 - 0:00

Capita molto spesso di leggere notizie riguardanti i movimenti interni degli studi di sviluppo, che siano nomi illustri che se ne vanno da uno studio all’altro, o grandi sviluppatori che fanno una chiamata alle armi per nuove leve. Quando le notizie riguardano i grandi nomi, anzi grandissimi, dell’industria, c’è sempre dell’inevitabile chiacchiericcio che ne consegue. Come nel caso di Blizzard, che proprio di recente ha pubblicato un annuncio di lavoro.
La software house di Irvine sta cercando, per il suo incubatore di talenti proprio nella sede californiana, un “generalist artist intern”. Tra i requisiti richiesti alla risorsa c’è la capacità di aiutare nel processo di creazione di una grande varietà di asset per un progetto non ancora annunciato. Oltre a tutti i requisiti classici in termini di software conosciuti come Zbrush, Photoshop e compagnia bella, c’è anche la necessità di conoscere approfonditamente l’universo di Overwatch.
Non è difficile, quindi, fare uno più uno: Blizzard ha in cantiere un progetto inedito legato ad Overwatch.
Possiamo da subito escludere che sia un “Overwatch 2”, perché lo sparatutto di Blizzard è ben lontano dal pensionamento. La Overwatch League è decollata solo di recente, e di certo non è il caso di uscire con un sequel nel momento in cui il titolo sta spopolando nel mondo degli eSports. Tuttavia è necessario che si creino dei nuovi contenuti (gli “asset” di cui sopra), quindi non stiamo parlando neanche di un evento a tema come quello di Halloween appena iniziato. Qualunque cosa sia, è un titolo “nuovo” ambientato nello stesso universo.

I più maliziosi in giro per il web hanno pensato ad un gioco di carte. Sebbene è un guilty pleasure su cui tutti noi scommetteremmo segretamente il nostro simbolico euro, è altamente improbabile. Hearthstone è già una bella gatta da pelare per il buon Ben Brode di Blizzard, director del titolo. Con le recenti espansioni, Un’Goro e Cavalieri del Trono di Ghiaccio, il team ha dovuto lavorare moltissimo per implementare molte più patch del solito, legate a tanti buff e nerf a molte carte, con lo scopo di mantenere bilanciato il metagame di Hearthstone, ed un doppio carico di lavoro su un titolo “gemello” è difficile da immaginare realisticamente.
La strada del titolo mobile, invece, ha più senso. Torniamo allo scorso maggio, nei dintorni dell’anniversario di Overwatch. Blizzard pubblicò un annuncio di lavoro riguardo un posto da software engineer per “contribuire agli sforzi di Blizzard nel mobile gaming”. In questo caso, le conoscenze richieste comprendevano le nozioni di base del mondo di Warcraft. Ad oggi non si sa ancora niente del titolo, ma in quel periodo il co-fondatore di Blizzard e CDO Frank Pearce disse, ai microfoni di VentureBeat, che StarCraft ed Overwatch sono dei franchise che potrebbero “condursi da soli” al mobile. Ammettendo che sia proprio Overwatch, e magari neanche l’unico, ad arrivare su smartphone e tablet, che tipo di gioco potrebbe essere? La risposta più semplice, considerata l’evoluzione dei device e degli studi che su di essi lavorano, è che possa essere una sorta di Overwatch Lite, per così dire, ovvero una trasposizione mobile. In fondo, ormai generi impensabili come i MOBA sono arrivati su mobile con efficacia grazie a titoli come Arena of Valor, ed è da un pezzo che gli sparatutto in prima persona fanno capolino sui device che ogni giorno portiamo con noi. Certo, sarebbe un progetto imponente ed una potenziale (quanto inutile) scissione dell’utenza, ma potrebbe allo stesso tempo captarne di nuova tra tutti gli utenti meno smaliziati che già giocano a Clash Royale e simili.

Tornando su binari più stabili, direi che possiamo dare quasi per certo che questo “progetto Overwatch” sia qualcosa legato a PC e console. Cercando di farmi un’idea su cosa potessi immaginare ed ipotizzare, sono incappato nella rubrica Expert Mode del IGN statunitense, nella quale i giornalisti del portale chiacchierano con sviluppatori e director di giochi importanti (molto interessante la puntata con il nostrano Davide Soliani per Ubisoft Milan, recuperatela).
In uno degli ultimi episodi della rubrica il protagonista è stato Jeff Kaplan, responsabile di Overwatch in Blizzard. Oltre alle storie sulla genesi del titolo (esilarante il racconto della dirigenza Activision rassegnata dal fatto che, tra tutte le cose che Blizzard potesse proporre all’epoca, scelsero proprio un altro sparatutto), Kaplan dice delle cose che sono assist molto importanti per capire cosa c’è nel futuro del franchise.
Dal nascere come progetto cancellato a rinascere come fenomeno di culto mondiale, Overwatch si è basato sempre su una cosa sola: i suoi personaggi. La stessa Activision, racconta Kaplan, rimase impressionata dal main artwork con tutti gli eroi a raccolta in posa plastica. Ve ne parlai in uno dei miei primi pezzi qui su SpazioGames, e niente è cambiato da allora. Gli eroi, i rapporti tra loro, il background narrativo con antieroi e tradimenti, la Blackwatch e la rivolta degli Omnic, tutti dettagli che hanno reso il titolo qualcosa di più di un semplice sparatutto. Un’attenzione tale nel raccontare qualcosa, pur non facendolo direttamente, grazie a quello che Kaplan chiama “storytelling contestuale”. In parole povere: infarcire ogni mappa di tanti dettagli che possano suggerire al giocatore cosa sia potuto succedere in ognuna di esse. La volontà dello studio non è mai stata quella di creare un semplice sparatutto a squadre, ma quella di creare un universo fatto di storie. E se fosse giunto il momento di viverle in prima persona?
Un esperimento in tale senso è stato fatto con l’evento Rivolta, in cui si prendeva il controllo di Mercy, Reinhardt, Torbjorn ed una cadetta Tracer impiegata nella sua prima missione in assoluto. Ma potrebbe esserci qualcosa di più grande in ballo, come ci suggerisce Kaplan: “Il team sogna che ci sia molto più di Overwatch oltre a questo. Credo che dovremmo iniziare a pensare a come Overwatch possa esprimersi in altri modi che vadano oltre lo sparatutto sei contro sei che conosciamo oggi”.
A questo punto, non credo sia troppo azzardato ipotizzare che questo nuovo progetto sia una modalità campagna. Le modalità con cui si può raccontare l’universo di Overwatch sono molteplici. Questo progetto potrebbe essere una campagna di una manciata di ore, acquistabile separatamente come DLC, che racconta la pregressa con tanto di cutscene. Oppure, perché no, una narrazione ad episodi non consequenziale legata ai momenti chiave del background del gioco, con ogni episodio acquistabile separatamente a seconda delle proprie preferenze. Stando alle parole di Kaplan, possiamo aspettarci il primo vero DLC di Overwatch, che andrà a completare finalmente quel mosaico di informazioni che lo studio ha centellinato tra biografie, cortometraggi, fumetti digitali e quant’altro.
In ultima ipotesi, andando ancora oltre il concetto per cui Overwatch non è solo uno sparatutto a squadre, questo nuovo progetto potrebbe non essere addirittura un videogioco ma un film, oppure una serie animata. In fondo, con i cortometraggi pubblicati nel corso di questo ultimo anno e mezzo, Blizzard ha dimostrato di avere le carte per raccontare Overwatch senza bisogno di un payload da scortare.






L’imminente BlizzCon saprà senz’altro darci qualche dettaglio ulteriore, ma per ora possiamo farci un’idea di che cosa ci sia nel futuro di Overwatch. Escluse le ipotesi più improbabili, Blizzard potrebbe effettivamente essere al lavoro su una modalità campagna per il suo sparatutto campione d’incassi. Oppure, è davvero giunto il momento di godersi una serie animata sui nostri eroi preferiti.
Secondo voi cosa bolle in pentola?




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