Layton’s Mistery Journey – Katrielle e il complotto dei Milionari

Recensione
A cura di DottorKillex - 5 Ottobre 2017 - 0:00

Sbarcata per la prima volta nella sua storia prima su dispositivi mobile, segno dei tempi che cambiano, la saga del Professor Layton, narrativamente chiusa dopo le due trilogie uscite tra DS e 3DS, torna sui lidi Nintendo con un titolo lunghissimo, che citeremo per esteso una sola volta: Layton’s Mystery Journey: Katrielle ed il complotto dei Millionari, nuovo inizio che vede come protagonista la figlia del famoso investigatore con un paio di nuovi aiutanti a sostituire Luke.
Come sarà andata?
Di padre in figlia
Katrielle (Kat per gli amici) è la figlia del professore due almeno due generazioni di videogiocatori hanno imparato ad amare, protagonista della touch generation e fautore di tanto allenamento mentale per il suo pubblico, ma, almeno all’apparenza, è molto diversa dal padre a livello caratteriale: posato e riflessivo lui, iperattiva ed entusiasta lei, sorretta dal sacro fuoco della gioventù.
In realtà, dopo una fase introduttiva in cui i due sembrano agli antipodi (“avrà preso dalla mamma” cit.), man mano che i casi si susseguono, Kat si dimostrerà una Layton in tutto e per tutto, seguendo le orme del padre e sfruttando capacità deduttive ed osservative, oltre che il supporto di due nuovi amici.
L’uno, Ben Greegy, è un aiutante goffo e non troppo dotato inizialmente, ma la sua dedizione e, sospettiamo, un debole per la bella Kat lo spingeranno a migliorarsi continuamente, fino a rendersi utile più o meno quanto lo era Luke per Hershel Layton; l’altro, Sherl, chiamato così in onore del personaggio creato da Arthur Conan Doyle, è un cane parlante che, con un espediente narrativo abusatissimo ma amato dai giapponesi, soffre anche di amnesia.
Questo sgangherato trio costituirà la spina dorsale della nuova agenzia investigativa con sede a Londra, che sarà chiamata a risolvere una dozzina di casi in tutto, ognuno autoconclusivo, ma che poi, uniti in un disegno più grande, riportano ad un mistero maggiore.
La caratterizzazione dei personaggi, il tono dei dialoghi, lo stile della traduzione nella nostra lingua rispecchiano tutti i canoni della serie, con il doppio risultato di far sentire a casa i fan di vecchia data e di acclimatare alle atmosfere della serie tutti coloro che si sono (colpevolmente) persi i capitoli precedenti.
Da parte nostra, pur apprezzando la battute sagaci del cane parlante, abbiamo trovato Ben un po’ insipido se confrontato con Luke, ma pensiamo sia una questione di gusti, fondamentalmente: visto lo storico di Level 5, tenderemmo a concedere il beneficio del dubbio alla software house nipponica.
Deja Vu
A fronte di un cast di protagonisti tutto nuovo, il team di sviluppo ha ritenuto di non introdurre significative novità a livello di gameplay, con tutto ciò che ne deriva in termini di familiarità e di effetto sorpresa: la struttura portante del titolo funziona ancora benone, tra enigmi da risolvere, NPC da interrogare e collezionabili da scovare negli angoli più remoti di Londra, ma diverse scelte di game design allontanano Katrielle ed il complotto dei Milionari dai picchi di eccellenza raggiunti da alcuni dei suoi predecessori.
Innanzitutto, come detto, la sensazione di deja vu per quanti abbiano già portato a termine almeno uno dei capitoli precedentemente usciti si rivela essere molto forte sin dal primo caso, in cui qualcuno ha trafugato nientemeno che una della lancette del Big Ben a poche ora dall’arrivo di una delegazione diplomatica: situazioni ed in certi casi finanche soluzioni sono già state esplorate dalla serie fin qui, e i fan di vecchia data non faticheranno ad accorgersene.
Anche la suddivisione in dodici casi indipendenti, naturale se si pensa alle origini mobile del titolo e alla durata media di una sessione di gioco su quei dispositivi, non giova al fluire dell’avventura e finisce con lo spezzettarla un po’ troppo, nonostante, alla fine dei conti, la durata complessiva sia in linea con quella degli episodi precedenti.
In ultimo, probabilmente al fine di introdurre una nuova schiera di appassionati alla serie, Level 5 ha abbassato il livello di difficoltà medio, che già non era altissimo negli episodi con Hershel Layton protagonista: il target del videogiocatore medio che utilizza i device mobili è sicuramente differente da quello console, sebbene 3DS disponga di moltissimi utenti giovani, ma il fatto che non ci siamo mai bloccati in alcuno dei casi proposti (a differenza di quanto era capitato in passato) non depone a favore della rigiocabilità del tutto.
Ad onor del vero, e questo è bene sottolinearlo, l’aver pescato a piene mani dal passato della serie assicura a Katrielle ed il complotto dei Milionari una serie di meccaniche rodate e ancora attuali, che stimolano il ragionamento e la capacità di osservazione: semplicemente, in presenza di capitoli molto più riusciti tanto sul piano narrativo quanto su quello della qualità degli enigmi, non consiglieremmo l’acquisto di questo titolo a loro discapito.
L’impressione generale, acuita dal mancato adeguamento del prezzo di lancio, più che doppio rispetto alla versione per Android e iOS, è che lo sviluppatore abbia optato per una strada sicura, senza spendersi troppo, come aveva fatto in passato, nell’ideazione di rompicapo veramente impegnativi e di una storyline che possa interessare anche i meno giovani tra gli utenti.
Sempre bello da vedere
Se ci siamo trovati costretti a muovere appunti all’ultima fatica Level 5 dal punto di vista dell’intreccio narrativo e della reale mancanza di innovazioni di gameplay, non abbiamo nulla da obiettare riguardo al comparto tecnico e (soprattutto) artistico della produzione, delizioso come da tradizione: l’ambientazione londinese torna in forma smagliante, il design dei personaggi secondari e, ancora di più, dei protagonisti è ineccepibile, e il doppiaggio nella nostra lingua si avvale ancora di una scelta delle voci perfetta.
Detto di una longevità grossomodo in linea con quella dei titoli precedenti, e di un fattore rigiocabilità meno incisivo rispetto al passato, le nostre speranze sono riposte negli enigmi aggiuntivi che sarà possibile scaricare gratuitamente per un anno dopo il lancio del gioco, che, lo ricordiamo, arriverà sugli scaffali fisici e virtuali il prossimo sei di ottobre: sulla quantità, quindi, c’è poco da lamentarsi, ma qualche dubbio resta sulla qualità.
Pollice verso, invece, per il prezzo: all’utenza 3DS che disponga anche di un tablet adatto al gioco consiglieremmo di optare per la versione Android/iOS, visto che quest’ultima costa all’incirca diciotto euro contro i quaranta richiesti per avere accesso a quella per la console a due schermi della grande N, a parità di presentazione grafica e di contenuti.
Non ci spieghiamo questa scelta, che penalizza chi possiede solo una delle console della famiglia 3DS, cui non resta che sperare in qualche offerta speciale o in un repentino (quanto improbabile) calo di prezzo.

Struttura solida e divertente
Grande quantità di enigmi…
Artisticamente delizioso


Prezzo doppio rispetto alla versione mobile
…ma qualità e difficoltà medie più basse rispetto agli standard della saga
Narrativa un po’ troppo infantile


7.0

Dopo sei episodi uno più bello dell’altro ed uno spin off che non aveva nulla da invidiare ai capitoli canonici, Layton’s Mystery Journey Katrielle ed il complotto dei Milionari rappresenta un capitolo interlocutorio per la fortunata serie creata da Level 5, per una serie di motivi perlopiù riconducibili alla piattaforma d’esordio, ovvero i dispositivi mobile.
Una narrativa priva di mordente, casi troppo slegati l’uno dall’altro, enigmi già visti e un prezzo inspiegabilmente alto pesano sul giudizio di questa versione per 3DS, che darà comunque discrete soddisfazioni a chi di questa serie ha sempre e solo sentito parlare.
Il consiglio, quindi, è di recuperare a metà prezzo la versione iOS o Android o di optare per una delle vecchie avventure dell’inossidabile Professor Layton.




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