Call of Cthulhu, provato il titolo ispirato al famoso gioco di ruolo

By |febbraio 14th, 2018|Categories: ANTEPRIME|Tags: |

Al What’s Next di Focus abbiamo finalmente visto Call of Cthulhu, l’ RPG/Investigation game sviluppato dai ragazzi di Cyanide Studio e ispirato dall’omonimo e celebre gioco di ruolo cartaceo uscito nell’ormai lontano 1981. Il titolo proposto dal publisher francese Focus si presenta come un’esperienza non particolarmente innovativa, caratterizzata principalmente dalle particolari atmosfere lovecraftiane accompagnate da un gameplay abbastanza semplice e che punta piuttosto a potenziare l’elemento thriller della produzione. Il protagonista della storia è Edward Pierce, investigatore privato che sarà convocato sulla misteriosa isola di Darkwater per investigare sulla tragica morte di un componente della misteriosa famiglia Hawkins. Nel corso del nostro handsoff abbiamo assistito a quella che è la parte introduttiva dalla campagna, composta dall’arrivo di Pierce sull’isola seguito poi dalle prima fasi di questa investigazione.

Call of Cthulhu ha delle regole molto semplici: per scoprire le informazioni necessarie a risolvere il caso dovremo parlare con tutte le personalità dell’isola, entrandoci in confidenza per poi ottenere ciò che ci serve. Per accrescere il fattore di personalizzazione dell’avventura ogni mistero può essere risolto in molteplici maniere, che dipendono principalmente dalle skill che decidiamo di sviluppare (l’albero delle abilità ha quattro diramazioni: fisico, professionale, cognitivo e sociale) e dalle vie che decidiamo di percorrere di volta in volta, a ogni scelta che ci troveremo ad affrontare. Il gioco infatti concede una abbondante libertà d’azione, ma anche un interessante approfondimento del tessuto sociale e dei meccanismi che regolano i rapporti fra i cittadini di Darkwater. 
In questo senso, potremmo decidere quanto approfondire la conoscenza di ogni singolo personaggio, andando così ad ampliare oltre che il ventaglio di possibilità a disposizione, anche la durata del gioco. Gli sviluppatori ci hanno confermato che la longevità dell’esperienza dipenderà principalmente da quanto tempo vogliamo investire nell’indagine e quanto siamo disposti a sperimentare in termini d’approccio alla situazione. A questo proposito abbiamo assistito a un’indagine che poteva essere risolta in più modi, alcuni più furtivi, altri più d’impatto o ancora seguendo stratagemmi più subdoli. 
Esteticamente Call of Cthulhu non stupisce ma neanche delude: l’isola di Darkwater è ben caratterizzata e i vari NPC che la popolano sembrano godere di personalità e movenze ben definite, contribuendo a creare un ambiente più immersivo, componente fondamentale per un titolo investigativo. In buona sostanza il titolo sviluppato da Cyanide vuole proporre una storia accattivante, narrata tramite un gameplay che non vuole inventarsi nulla ma preferisce invece giocare sul sicuro. Il metodo investigativo classico, la conduzione dei dialoghi e i bivi narrativi formano un pacchetto non innovativo, ma che siamo sicuri saprà ritagliarsi il suo spazio nel mercato.

La mitologia di Lovecraft rende tutto molto intrigante
Perfetto per chi ama le avventure investigative classiche






Call of Cthulhu ci ha in parte deluso e in parte soddisfatto. Da un lato il gioco non vuole essere moderno, non prova ad innovare e propone una struttura ludica/narrativa molto classica; dall’altro lato invece ha una trama molto intrigante e un setting certamente azzeccato, elementi che lo rendono in qualche modo magnetico. In attesa di provarlo, quest’handsoff ci ha lasciato con luci e ombre che speriamo di poter chiarire e approfondire il prima possibile.