Blur

Hands On
A cura di andymonza - 3 Marzo 2010 - 0:00

Eravamo presenti in pochissimi quando circa un anno fa Bizarre Creations tolse per la prima volta i veli a Blur, proponendo un interessante ibrido tra corse arcade ed utilizzo di power up in pista. Grazie alla disponibilità del publisher Activision siamo tornati dieci mesi dopo negli uffici di Liverpool in compagnia dei maggiori esponenti della stampa videoludica europea per una lunga sessione di prova sul titolo, ormai prossimo al rilascio: il 28 maggio 2010 Blur arriverà sugli scaffali, andandosi a scontrare direttamente con Split Second: Velocity di Disney nella nascente categoria degli action racing game.

Neo-realismo
Ged Talbot, game producer di Bizarre, è stato chiaro sin da subito nell’introdurre il titolo. “Mentre la maggior parte delle software house sono alla ricerca del massimo realismo nell’ambito dei giochi di corse, noi abbiamo deciso di fare un passo indietro, di creare un titolo che avesse come scopo principale quello di divertire.” Questo scopo è stato perseguito unendo un aspetto grafico accattivante e un set di controlli facili da apprendere ad un utilizzo dei power up di natura strategica, in grado di fornire non solo divertimento immediato, ma anche possibilità di approfondimento tramite l’elaborazione di vere e proprie tattiche.
Per chi si fosse perso la nostra precedente anteprima, il concetto alla base di Blur è molto semplice: fino a 20 macchine su licenza si sfidano in circuiti chiusi a sfondo perlopiù urbano/industriale. Ispirandosi a Mario Kart gli sviluppatori hanno fatto sì che gareggiando sia possibile raccogliere fino a tre power up da specifiche posizioni della pista, utilizzabili in qualunque momento e nell’ordine che si desidera. L’obbiettivo è naturalmente quello di arrivare primi, e possibilmente tutti interi, al traguardo, scopo che andrà perseguito tanto con l’abilità nella guida quanto con un utilizzo intelligente degli 8 power up, di cui vi diamo una breve descrizione.
Shunt: una sfera di energia a ricerca di bersaglio; quando colpisce ribalta la macchina dell’avversario.
Barge: una scarica d’energia ad area, che allontana e rallenta i nemici attorno a noi.
Nitro: un’iniezione di protossido che aumenta per qualche secondo la velocità del nostro mezzo. Lo spostamento d’aria può rallentare le macchine circostanti.
Shock: crea una tempesta elettromagnetica in un punto casuale della pista, con fulmini da evitare se non si gradisca una bella scossa.
Bolt: permette di sparare tre arpioni; le macchine colpite subiranno un forte rallentamento alla velocità.
Shield: protegge la macchina da urti ed attacchi per un tempo limitato.
Mine: deposita sulla pista una sfera d’energia; chiunque vi incappi subirà un ribaltamento e forti danni alla vettura.
Repair: ripara immediatamente tutti i danni subiti.
Rispetto ad un anno fa, l’interfaccia di Blur è stata parzialmente ridisegnata per permettere al giocatore di visualizzare al meglio lo stato della vettura ed i power up a disposizione: questi ultimi, efficacemente rappresentati da icone colorate, vanno a sistemarsi in tre slot visibili in sovraimpressione sul paraurti posteriore dell’auto. Nella versione Xbox 360 da noi testata, il tasto X era deputato allo scorrimento tra quelli disponibili ed A al loro utilizzo. I poteri d’attacco, come Bolt e Shunt, possono essere “sparati” anche all’indietro premendo in giù l’analogico sinistro in contemporanea col tasto A.
Nel caso si voglia raccogliere un particolare power up ed i tre slot a disposizione siano già tutti occupati, la pressione del tasto Y permetterà di eliminare quello al momento selezionato, così da fare spazio per nuovi arrivi. Gestire l’utilizzo dei poteri durante la guida è più semplice di quanto non possa apparire sulla carta: qualche giro in pista sarà più che sufficiente per imparare a riconoscere i power up e ad utilizzarli con coscienza.
Lo stato della vettura è invece esplicitato da un’apposita barra posta nella parte alta nello schermo, che da verde si tinge di rosso man mano che si accumulano danni alla carrozzeria. Altro elemento fondamentale dell’interfaccia è lo specchietto retrovisore: per quanto le uniche visuali disponibili siano quella posta dietro alla vettura e quella dal cofano, il retrovisore è sempre presente in dimensioni generose. Esso è infatti fondamentale per allinearsi con gli avversari nelle posizioni arretrate ed utilizzare i power up di conseguenza.

The Blur experience
Per quanto Blur offra una completa esperienza anche in solitaria, la natura estremamente competitiva del gareggiare offre il meglio di sè nelle partite multigiocatore. Ben consci di questo, i ragazzi di Bizarre hanno riposto particolare cura in questo comparto, che permetterà a ben 20 giocatori in contemporanea di sfidarsi sui circuiti. Il nostro recente hands-on è stato completamente dedicato alle sfide online, circa tre ore di full immersion con la possibilità di provare una buona fetta della cospicua offerta in fatto di macchine e circuiti. Le 50 vetture su licenza sono distinte da caratteristiche ben note ai fan dei giochi di corse arcade, tra cui accelerazione, velocità, tenuta di strada e resistenza agli urti. Per quanto il modello di guida si presenti assolutamente slegato da qualsivoglia velleità simulativa, la differenziazione tra i vari modelli di auto, dai SUV alle giapponesi da tuning, è netta e restituisce un feeling immediatamente riconoscibile. Le gare cui abbiamo preso parte hanno rivelato un gameplay frenetico e coinvolgente, che costringe il giocatore a dividere la propria concentrazione tra la guida ed uno sfruttamento intelligente dei power up per mettere fuori gioco i contententi al podio. Rispetto ad un anno fa, è evidente il grande lavoro di bilanciamento svolto dai ragazzi di Bizarre: esso fa sì che utilizzare con successo le armi restituisca soddisfazione ed un effettivo vantaggio sulla concorrenza, senza tuttavia generare eccessiva frustrazione quando ci si trova vittime di attacchi avversari. Subire l’effetto di uno Shunt, di un Barge o dei famigerati Bolt porta a perdere terreno in maniera tangibile ma mai eccessiva, offrendo sempre e comunque una chance di recupero. Le conseguenze più gravi si hanno nel caso di definitivo wreck della vettura, il quale avviene subito un certo numero di danni consecutivi, ma anche in questo caso ci si ritrova nuovamente in pista dopo una manciata di secondi. Grazie all’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori i risvolti di ogni gara sono assolutamente imprevedibili, ed i ribaltamenti di classifica avvengono con una frequenza impressionante.
In questo senso, per quanto marcatamente arcade, l’esperienza offerta da Blur non è da intendersi come “facile” o “superficiale”: il gameplay è immediato ma richiede apprendimento, l’istinto ed i riflessi sono importanti ma l’abilità e l’esperienza finiscono sempre per pagare. Il risultato è un titolo caratterizzato da una giocabilità profonda e soprattutto appagante, in grado di dare alle sessioni online un sapore di sfida forte e sincero.
Ad aggiungere ulteriore profondità al gameplay vi è un completo comparto di upgrade simili ai perk ben noti ai fan di Call of Duty: fino a tre bonus potranno essere portati in gara, con benefici che spaziano da danni aumentati per i poteri offensivi, resistenza del veicolo migliorata o l’acquisizione di un potere extra nel caso l’auto venga distrutta. Così come le auto, anche i perk vengono sbloccati accumulando esperienza durante le competizioni, sia off che online.

Race network
Come anticipato, le funzionalità online di Blur sono state oggetto di grandi attenzioni da parte degli sviluppatori sin dagli albori del progetto. Oltre a garantire massima fluidità ed un numero di giocatori notevole i ragazzi di Bizzarre si sono concentrati sulla creazione di una piattaforma che permetterà alla futura community di interagire al di là delle singole gare. Oltre a competere direttamente i giocatori potranno infatti lanciarsi vicendevolmente vere e proprie sfide basate sui risultati ottenuti durante gare affrontate nella modalità singolo giocatore: grazie ad un completo sistema di tracciamento delle statistiche e dei poteri utilizzati durante una corsa sarà dunque possibile inviare i risultati di una competizione ad un amico, ed invitarlo a fare di meglio.
Altro aspetto interessante è l’interazione con Twitter, la quale permetterà di inviare messaggi direttamente dall’interfaccia di gioco allegando risultati di gara ed altre statistiche. A questo si affianca un’interfaccia ispirata a quella dei maggiori social network dalla quale sarà possibile visualizzare il profilo degli amici, scambiarsi messaggi ed organizzare eventi come gare personalizzate e tornei.

Comparto tecnico
Per quanto il codice oggetto delle nostre prove non fosse definitivo, Blur si è rivelato solido oltre le più rosee aspettative. Nonostante i 20 giocatori in contemporanea il motore di gioco proprietario di Bizarre non ha mai ceduto, neanche quando pesantemente stressato dal divertente caos visivo creato dagli effetti di luce dei power up.
Il look offerto dal titolo è molto personale, e vive di un originale dualismo tra l’aspetto realistico delle ambientazioni e delle vetture ed i giochi di luci e colori generati dai poteri. Il livello di dettaglio sulle auto è sufficiente a renderle riconoscibili al colpo d’occhio, anche se rispetto ad altre produzioni si nota un livellamento verso il basso in favore degli sfondi. Questi ultimi presentano una notevole profondità di campo, un buon livello di dettaglio ed effetti di luce a contorno. Apprezzabile è anche la varietà delle ambientazioni, che spaziano da setting realistici (Londra, Tokyo e molti altri) a panorami generici ma nondimeno ben caratterizzati.


– Gameplay immediato e divertente
– Utilizzo dei power up ben ideato
– Comparto multigiocatore di spessore






Le ore spese in compagnia di Blur sono volate lasciandoci sensazioni piacevoli. Il livello di sfida offerto dalle gare online è alto ma mai frustrante, in grado di generare la famosa sindrome del “faccio l’ultima e poi smetto”. Sotto la scorza arcade del titolo giace comunque un interessante sostrato di gestione strategica, tanto dei poteri quanto dei perk, che saprà appassionare anche i giocatori più esigenti. L’integrazione con alcune caratteristiche “prese in prestito” dai social network espande efficacemente l’esperienza online al di là delle singole competizioni, e se ben supportata potrà fare da base per una folta comunità di fan.
Se quanto sopra ha stuzzicato la vostra fantasia di giocatori, vi ricordiamo che la beta online di Blur è in arrivo su Xbox 360: se possedete una console Microsoft tenete d’occhio l’homepage di Spaziogames. Nei prossimi giorni avrete la possibilità di accaparrarvi una delle preziose chiavi, non mancate!




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