Baldur’s Gate: Dark Alliance

By |09/03/2004|Categories: Recensione|Tags: |

Uscito su PS2 nell’ormai remoto 2002 e su Xbox nel 2003, l’ottimo Baldur’s Gate: Dark Alliance vede finalmente la luce anche per il nostro cubetto con incomprensibile ritardo (anche perché negli Usa le versioni per Xbox e GCN sono praticamente uscite assieme…), specie se consideriamo che sulle console concorrenti è da poco uscito il secondo capitolo della saga: saranno felici quelli tra voi che attendevano con ansia questo titolo perché non hanno altre console…detto tra noi, quanti mai potranno essere?

D&D su console
“Baldur’s Gate” per Pc permette di creare liberamente il proprio eroe, scegliendone aspetto, allineamento, caratteristiche, razza e classe; potremo inoltre creare un vero e proprio party arruolando fino a cinque compagni, in base alle nostre esigenze. Alla trama principale fanno da contorno tutta una serie di avventure secondarie che il giocatore può scegliere o meno di intraprendere, conferendo al gioco una libertà di movimento e decisione davvero notevole.
Nulla di tutto ciò è stato implementato in questo Baldur’s Gate: Dark Alliance: iniziato il gioco potrete scegliere unicamente tra tre personaggi già precostituiti: Vahn, un arciere umano con qualche potere magico, Kromlech, un guerriero nano oppure Adrianna, una maga elfa, mentre mancano del tutto classi storiche come il chierico, il ladro o il bardo. Ognuno dei tre avventurieri possiede già determinate caratteristiche non modificabili e l’unica scelta lasciata al giocatore riguarda le abilità o i poteri da acquisire con i punti esperienza guadagnati nel corso del gioco. Potrete equipaggiare i vostri eroi sia acquistandolo armi ed armature presso i vari negozi sia raccogliendo ed utilizzando quelli dei nemici uccisi; naturalmente gli oggetti risulteranno più o meno efficaci a seconda del personaggio scelto (l’esile maga non è assolutamente in grado, ad esempio, di maneggiare armi a due mani).
La storia comincia col vostro personaggio che arriva nella città di Baldur’s Gate, situata a nord della Costa della Spada; derubati di tutti i vostri averi, inizialmente agirete solo per vendetta andando alla ricerca delle persone che vi hanno malmenato e depredato. Ma il palesarsi di una grave minaccia che incombe sulla cittadina e sui suoi abitanti vi indurrà ad indagare più a fondo e scoprire chi si cela dietro tale losca macchinazione.
La trama è assai lineare e al giocatore non è lasciata alcuna libertà decisionale: anche le brevi quest secondarie non sviano dalla strada principale (se vi incaricano di recuperare un medaglione, ad esempio, lo troverete proprio nelle catacombe che dovete comunque visitare per scovare i ladri che vi hanno derubato…).
Il giocatore agisce da solo, senza incontrare mai compagni e senza la possibilità di formare un gruppo di avventurieri come nella versione per Pc: per questa ragione i programmatori sono dovuti scendere a compromessi con le rigide regole della 3° edizione di Dungeons & Dragons.
Un mago di primo livello, ad esempio, si troverebbe in seria difficoltà ad affrontare le orde di coboldi che vi attaccano nei primi livelli di gioco, debole com’è di salute, con scarse abilità nel combattimento e pochi incantesimi a disposizione, ma la nostra elfa si destreggia senza eccessivi problemi anche nel corpo a corpo: una scelta necessaria, visto il tipo di gioco.

Il gameplay
La struttura di gioco ricorda molto da vicino quella del celeberrimo Diablo della Blizzard: impersonerete infatti un solitario eroe che si aggira per sotterranei, cripte, paludi ed altri luoghi infestati da mostri decisi a farvi la pelle.
I controlli sono facili ed intuitivi: con i tasti direzionali muovete il personaggio e ruotate la telecamera; ci sono poi i tasti per la corsa, l’attacco, l’incantesimo (o l’attacco speciale), la parata, il salto, l’utilizzo delle pozioni (per curare i punti ferita o rigenerare i punti magia); la visuale dall’alto (non modificabile) vi permette di tenere d’occhio una sufficiente porzione dell’area di gioco, evitandovi in tal modo di cadere in imboscate impreviste.
L’interazione con l’ambiente si riduce al minimo: spaccare casse e barili alla ricerca di oggetti, aprire porte, attivare meccanismi, e così via. Potrete salvare il gioco solo in presenza di appositi check point, distribuiti capillarmente lungo i vari livelli.
Volendo è possibile affrontare la stessa avventura in due contemporaneamente, in una sorta di modalità alla Gauntlet: niente split-screen, i due personaggi sono visibili contemporaneamente su schermo (e quindi non possono allontanarsi più di tanto l’uno dall’altro) e devono collaborare tra loro nel combattimento e coordinare i loro movimenti, non possono ferirsi vicendevolmente, ma rimane la possibilità di sottrarre gli oggetti al compagno.
Un taglio netto, dunque, con la popolare serie per Pc: ma se, da una parte, il gioco ha molto poco da spartire con la “simulazione” di gioco di ruolo per eccellenza, d’altra parte la scelta di un gameplay così veloce, immediato e frenetico, accompagnata ad un’ottima ed ispirata realizzazione tecnica, è garanzia sicura di divertimento!
Se la trama non stupisce per originalità, vi divertirete comunque un sacco ad esplorare i vari livelli (davvero belli e ben congegnati) e a combattere contro un perfetto campionario di “mostrame” fantasy: coboldi, hobgoblin, orchi, gnoll, lupi selvaggi, uomini lucertola, troll, minotauri, beholder, golem e draghi sono solo una piccola parte degli esseri che dovrete affrontare e sconfiggere per portare a termine il gioco e tutti godono di una magnifica rappresentazione videoludica!

Il lato tecnico e la longevità
Graficamente il titolo si presenta quasi identico alla versione per PS2 non fosse per un grave, incomprensibile problema: l’osceno frame rate che crolla a picco in ogni situazione in cui su schermo ci siano più di due personaggi (praticamente sempre!), rendendo l’esperienza di gioco deprimente e frustrante. Un simile problema non è presente su PS2 e neppure nella successiva conversione per Xbox, ma è un’esclusiva della macchina Nintendo.
A parte questo incredibile difetto, il resto del comparto grafico si presenta di buona fattura: i vostri personaggi, ma anche i vari comprimari, sono realizzati in maniera eccellente, belli a vedersi, credibili nei movimenti ed ottimamente dettagliati! Ogni volta che indosserete una nuova armatura o che impugnerete una nuova arma o scudo, questi appariranno fedelmente riprodotti addosso al vostro personaggio, rendendo assai divertente cambiare equipaggiamento.
Gli avversari ed i vari mostri sono tratti direttamente dall’immaginario di D&D e godono anch’essi della medesima cura nella realizzazione, per quanto non brillino certo per I.A.. A questo sopperiscono però con il numero: così orde di mostri vi si avventeranno contro rendendo sempre più instabile e traballante il frame rate.
Un plauso va agli spettacolari effetti grafici implementati nel gioco: l’ormai famosissima rappresentazione delle increspature sull’acqua risulta una delle migliori mai viste e vi lascerà a bocca aperta, senza contare poi l’implementazione di un suggestivo sistema di illuminazione semi-dinamica, i vari effetti particellari, la nebbia, le trasparenze, le esplosioni dei nostri attacchi magici… un vero spettacolo per gli occhi!
Un’ultima menzione và, infine, al level design, con ambienti suggestivi e dettagliatissimi, ricchi di oggetti, vasti da esplorare ma mai dispersivi.
Maestosa anche la colonna sonora, composta dallo stesso autore di quella, mai abbastanza osannata, di Icewind Dale per Pc: musiche evocative e molto d’atmosfera accompagneranno piacevolmente il vostro girovagare per i vari livelli di gioco.
Positivo anche il doppiaggio italiano, non eccessivamente caricaturale e abbastanza azzeccato.
La longevità del prodotto varia molto a seconda dell’approccio adottato: il gioco è inizialmente affrontabile selezionando tre livelli di difficoltà, invero tutti piuttosto abbordabili, nonostante che per questa versione il grado di sfida sia stato aumentato. Il consiglio rimane quello di cominciare a giocare partendo almeno dal grado medio perché, in generale, Baldur’s Gate: Dark Alliance è un gioco abbastanza semplice da portare a termine: basta adottare un minimo di accortezza e strategia per venire fuori indenni anche dalle situazioni più pericolose, e i frequenti punti di salvataggio vi permettono di ripartire subito dal punto in cui siete morti.
Una volta completata l’avventura, sbloccherete un livello inedito da completarsi entro un determinato tempo: il bello è che questa volta potrete impersonare nientemeno che l’elfo scuro Drittz, una delle leggende del mondo di D&D!
Terminare questo ulteriore livello sbloccherà un ulteriore grado di difficoltà oltre ad alcuni bonus molto divertenti…


– Perfetta riproduzione del mondo di D&D
– Divertente da giocare
– Realizzazione tecnica rimarchevole


– A lungo andare un pò monotono
– Trama lineare
– Comparto tecnico compromesso da un frame rate incostante


7

Baldur’s Gate: Dark Alliance è un titolo immediato da padroneggiare, frenetico, divertente e sufficientemente longevo se giocato ai massimi livelli di difficoltà; una volta terminato, inoltre, si sbloccano alcuni bonus e segreti che invogliano a rigiocare il tutto.
Nei panni di un ranger, un guerriero o una maga percorrerete livelli zeppi di mostri da sterminare, raccoglierete o comprerete una miriade di armi, armature e scudi differenti, con cui potenziare o, semplicemente, caratterizzare il vostro eroe, il tutto mentre sarete occupati a salvare la cittadina di Baldur’s Gate da un’oscura ed antica minaccia.
Purtroppo questa versione per GCN è minata da un traballante frame rate che rovina in parte l’esperienza di gioco, rendendo molto frustrante affrontare le infinite mischie di cui è costellato il titolo; se a questo aggiungiamo l’enorme ed inspiegabile ritardo con cui esce, non v’è ragione di acquistare questa versione quando quelle per PS2 (ormai uscita in versione platinum) e per Xbox sono nettamente migliori. Se invece possedete solo il GCN e aspettavate questo gioco da tempo, sappiate che andrete incontro ad una parziale delusione…