Asus Transformer Pad TF300

Recensione
A cura di Nitro - 15 Settembre 2012 - 0:00

Negli ultimi tempi smartphone e tablet stanno via via divenendo dei veri e propri desktop replacement. Tutto ciò è dovuto al debutto di processori mobili dual e quad core, come ad esempio quelli facenti parte della famiglia NVIDIA Tegra, che consentono all’utenza di usufruire di prestazioni davvero notevoli su dispositivi dalle dimensioni ridotte. Durante le ultime settimane abbiamo avuto modo di provare Transformer Pad TF300, una delle tante proposte di ASUS disponibile a partire da 350 euro. Ecco le nostre impressioni.

Unboxing
Nella dotazione presente all’interno della scatola si trovano gli accessori basilari. Oltre al tablet figura la guida utente e il libretto con le modalità di accesso alla garanzia, la pezza da utilizzare per pulire l’ampio schermo da 10.1 pollici e il caricabatterie USB con relativo adattatore per la presa a muro. Non vi è purtroppo una custodia, accessorio assolutamente indispensabile date le dimensioni del pannello montato e la mancanza di un trattamento Gorilla Glass o equivalente per lo stesso.
Transformer Pad alla mano è possibile notare la cura impiegata dalla casa taiwanese nella sua realizzazione. Lungo la parte superiore è collocato il tasto di accensione/standby, mentre in quella inferiore sono presenti i due docking hole per il collegamento alla tastiera esterna proprietaria e, tra di essi, la porta da 40 pin per collegare il cavo dell’alimentazione. Sul lato sinistro figurano un’uscita microHDMI, il pulsante per la regolazione del sonoro e lo slot per una memoria esterna microSD che consente di espandere di ulteriori 32 GB la memoria integrata da 16. Su quello destro si annoverano invece il jack in da 3.5mm e lo speaker audio. Va mossa una critica per quest’ultimo elemento: la presenza di un solo altoparlante e la posizione in cui è stato collocato spesso impediscono una resa sonora ottima, poiché reggendo il dispositivo in modalità landscape si tende più volte a coprirlo con il palmo della mano destra, alterando la qualità audio complessiva.
Sulla parte frontale è collocato il display multi touchscreen da 10.1 pollici ad una risoluzione di 1280×800 pixel (WXGA), il quale presenta la tecnologia IPS (diversa da quella utilizzata su Transformer Prime e presentante una luminosità di soli 350 nit) che offre una resa cromatica davvero notevole e per niente mutata da angoli di visuale differente. Appena sopra di esso vi sono il sensore luminoso e la fotocamera da 1.2 megapixel che va ad affiancarsi a quella posteriore da 8, capace di registrare video ad una risoluzione massima di 1920×1080 pixel (Full HD) e di regolare automaticamente la messa a fuoco durante l’inquadratura. Un vero peccato la mancanza di una funzione simile allo zero shutter lag, visto in terminali come Samsung Galaxy Nexus, che provoca un leggero ritardo che intercorre dal momento in cui viene premuto il tasto della cattura a quando la foto viene effettivamente scattata.

Un tablet a protossido d’azoto
Il processore quad core Nvidia Tegra 3 operante ad una frequenza base di 1.2 GHz (leggermente inferiore rispetto al fratello TF201) garantisce, insieme alla ram da 1 GB, un’estrema fluidità che si può constatare già nelle operazioni più basilari come la navigazione in internet, la consultazione della propria casella email o la visione di un filmato in alta definizione.
Misurando le prestazioni con programmi quali Quadrant Standard e NenaMark2 – il primo per avere una panoramica generale ed il secondo per un’indicazione precisa sulle performance della GPU GeForce 12 core – abbiamo potuto spremere al massimo l’hardware a bordo. Con Quadrant Standard, utilizzando un governor a prestazioni bilanciate, abbiamo totalizzato un punteggio totale pari a 3790, che vede Transformer Pad TF300 in terza posizione al di sotto di Transformer Prime TF 201. Spingendo invece al massimo con un governor ad alte prestazioni, il dispositivo ha raggiunto i 4197 punti, giungendo in seconda posizione al di sotto di HTC One X. Con Nenamark2, invece, abbiamo ottenuto una media di 53.1 frame per secondo dopo un rendering tridimensionale durato poco meno di un minuto. Volendo staccarci dai meri risultati forniti da un paio di applicativi, ci siamo buttati in mezzo agli zombie di Dead Trigger e ci siamo improvvisati audaci cavalieri in Heroes Call THD. In entrambi i casi abbiamo potuto verificare un’ottima gestione della mole poligonale e del filtro antialiasing, senza fastidiosi crolli di frame rate durante l’intera esperienza di gioco. L’input lag pressoché nullo e il supporto multi touchscreen fino a 10 interazioni contemporanee hanno saputo dare un enorme aiuto sia in questi sia in molti degli altri titoli presenti sul portale Nvidia TegraZone. Essendo un’architettura relativamente nuova, inoltre, gli sviluppatori hanno ancora moltissima strada da fare per ottimizzare ulteriormente il codice dei propri prodotti e spremere di più questi nuovi device


 
Brandizzazione ASUS
Come altri produttori del calibro di Samsung ed HTC, anche ASUS non si è per nulla risparmiata nel creare una build personalizzata di Android 4.0 Ice Cream Sandwich. Le applicazioni preinstallate erano infatti molteplici, e tra di queste se ne annoveravano alcune proprietarie come App Backup, App Locker ed ASUS Webstorage. L’ultima elencata merita sicuramente una menzione d’onore, poiché consente di usufruire gratuitamente di un disco remoto da 8 GB che va ad aggiungersi ai 16 della ROM e ai 32 massimi di un’eventuale scheda di memoria esterna. La personalizzazione del sistema operativo non si ferma tuttavia a questo. ASUS ha infatti rivoluzionato la tastiera stock di Android, introducendone una propria caratterizzata da tasti di dimensioni differenti, utili shortcut per scrivere simboli e numeri più rapidamente ed un dizionario predittivo in lingua italiana atto a facilitare la stesura di lunghi testi. A nostro avviso, però, questa soluzione rimane al di sotto di quella standard realizzata da Google, poiché quella ASUS ha più volte interpretato la digitazione in modo sbagliato modificando in modo arbitrario ed errato parole dividendole anche in modo totalmente casuale. Qualora foste alla ricerca di una valida alternativa, potete provare una delle tante presenti in Google Play Store come per esempio SwiftKey e Swype.
Formidabile la possibilità di impostare tre differenti governor, già citati nel paragrafo relativo alle prestazioni e ai benchmark, a seconda del tipo di utilizzo: tramite un tocco sull’orologio digitale posto sulla barra degli strumenti si aprirà un menu contestuale dal quale, tra le altre cose, si potrà selezionare l’impostazione più adatta alle nostre esigenze che regolerà di conseguenza il clock della CPU, garantendo così un’autonomia più o meno elevata. A tal proposito, la batteria al polimero garantisce una durata che arriva fino alle 15 ore di utilizzo ininterrotto.
Scheda tecnica completa
Sistema operativo: Android 4.0 Ice Cream Sandwich (ICS)
CPU: NVIDIA Tegra 3 T30L Quad-Core @1.2GHz
GPU: GeForce 12-core, 3D stereo (built-in)
Memoria RAM: 1GB 
Memoria ROM: 16GB
Connessione dati: Wifi/3G
Trasmissione dati: 3G HSPA+ 21/5.76 Mbps
Connettività: 802.11 b/g/n, Bluetooth v3.0
Display: 10.1″ WXGA 1280 × 800 pixel – IPS LED Backlight 
Camera: 1.2MP (frontale) camera e 8MP auto-focus (posteriore) con apertura F/2.2 
Dockin Station 2-in-1 Audio Jack (head-out/MIC-in 2-in-1), 1 micro-D HDMI 1.4a 1 microSD Card Reader / microfono integrato, speaker ad alta qualità
Batteria: 9 ore 22Wh polimeri di litio; 15 ore con la dock 
Tastiera QWERTY (opzionale)
Dimensioni: 263x180x9.9 mm 
Peso: 635 g






La nostra prova di ASUS Transformer Pad TF300 ha saputo soddisfarci appieno. La presenza del processore NVIDIA Tegra 3 permette al dispositivo di raggiungere prestazioni notevoli e lo rende adatto sia per l’utilizzo lavorativo sia per l’intrattenimento videoludico.




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