Alpha Protocol

By |25/05/2010|Categories: Anteprima|Tags: |

C’è gran fermento in casa Obsidian: mentre i lavori su Fallout New Vegas procedono a ritmo serrato, gli sviluppatori californiani danno gli ultimi ritocchi ad Alpha Protocol, ambizioso gioco di ruolo a sfondo spionistico destinato a giungere sugli scaffali il 28 Maggio 2010. La disponibilità di una versione di prova (facente parte di un codice vecchio di qualche mese) ci ha permesso di avventurarci tra le prime ore di gioco nei panni dell’agente segreto Michael Thorton: vediamo com’è andata.

Il mio nome è Thorton, Michael Thorton
L’incipit di Alpha Protocol strizza decisamente l’occhio alle avventure cinematografiche di Jason Bourne, in grado qualche anno fa di riportare in auge lo spionaggio sul grande schermo: imprigionato ed interrogato senza sosta, il giovane agente segreto ex NSA (la National Security Agency statunitense) scopre in un secondo momento di fare inconsapevolmente parte di un feroce programma di addestramento dell’Alpha Protocol, un’agenzia talmente segreta da non essere neanche riconosciuta dal governo americano, tra le cui fila si muovono uomini ombra intenti a compiere missioni in luoghi di cui è meglio non sapere il nome. Tutto ovviamente nel nome del bene comune e della sicurezza del cittadino americano medio.
Mentre Mike fa la conoscenza di quelli che saranno i suoi nuovi datori di lavoro, in Medio Oriente un aereo civile viene abbattuto con quelli che sembrano proprio missili americani prodotti da una celebre multinazionale dedita al rifornimento delle maggiori agenzie di sicurezza statunitensi: è l’inizio di una crisi che chiaramente ci troveremo a dover risolvere, sventando la minaccia di quello che potrebbe trasformarsi in un conflitto su vasta scala. Le prime due ore circa sono dedicate all’apprendimento della particolare formula di gameplay, la quale mescola un impianto ruolistico con fasi da sparatutto in terza persona, dialoghi a scelta multipla e crescita del personaggio con punti abilità da spendere opportunamente. Il tutto comincia naturalmente con la scelta di una classe: quelle a disposizione permettono di selezionare un approccio più stealth oppure “di sfondamento”, lasciando ampia libertà al giocatore che potrà scegliere se specializzarsi nell’utilizzo delle armi e del corpo a corpo, oppure nella furtività e relative capacità di scassinamento ed hacking: sin da queste prime decisioni è evidente come l’impianto di gioco sia stato ideato per essere in primo luogo flessibile, così da permettere al giocatore la totale libertà di decisione su come caratterizzare il proprio agente segreto ed in seguito affrontare le missioni. Fatta la prima importante scelta si passa al tutorial vero e proprio, abilmente mascherato con un espediente narrativo piacevole che permette di familiarizzare, oltre che con i futuri compagni di lavoro, anche con il peculiare sistema di dialoghi a scelta multipla; quest’ultimo ricorda in parte quello visto in Mass Effect, ma laddove il titolo Bioware e relativo seguito proponevano scelte basate su un breve “riassunto” di quanto il protagonista successivamente avrebbe detto, Obsidian ha optato per una forma più esplicita, offrendo scelte basate sul comportamento. Ogniqualvolta la parola passerà a voi avrete un breve lasso di tempo per decidere tramite i tasti frontali del pad se assumere un comportamento chiaramente espresso da vari aggettivi, tra cui ad esempio “aggressivo”, “professionale” o “affabile”. Oltre a portare conseguenze dirette sullo svolgersi degli eventi, quando i vostri interlocutori saranno i compagni di lavoro azzeccare il tono giusto durante un briefing potrà portare diversi bonus sul campo di battaglia, come informazioni extra o maggiore protezione da parte dell’agenzia. Sono solo accenni per quello che si rivela essere un intricato e complesso sistema di relazioni interpersonali: avendo giocato solo qualche ora della campagna è impossibile capire quanto a fondo le ripercussioni possano influire sullo svolgimento della vicenda, anche se è chiaro che le chance per un forte impatto ci sono tutte.

Sotto copertura
Una volta terminata la fase di addestramento, la quale permette di apprendere i controlli relativi agli scontri a fuoco, al corpo a corpo ed all’utilizzo degli strumenti elettronici a vostra disposizione, si passa naturalmente all’azione vera e propria. Un accogliente pied a terre in Arabia Saudita farà da base per le prime tre missioni, le quali implicheranno farvi strada presso complessi paramilitari al fine di recuperare preziose informazioni riguardo al traffico dei famigerati missili made in USA. Aggirandovi liberamente per l’appartamento potrete controllare e personalizzare il vostro arsenale, leggere le mail e rispondere (naturalmente in maniera del tutto automatica, come visto in GTA IV), cambiarvi d’abito ed acquistare nuovo equipaggiamento tramite una sorta di “mercato nero online”; interessante il fatto che quest’ultimo permetta di procurarsi, oltre alla consueta trafila di bocche da fuoco ed upgrade per le stesse, anche informazioni preziose sulle prossime missioni, le quali forniranno diversi benefici una volta sul campo. Tutte queste operazioni faranno da pianificazione pre-battaglia: una volta raggiunta la porta di casa infatti verrete immediatamente “teletrasportati” verso il luogo della prossima missione. I primi tre assegnamenti introduttivi sono più che sufficienti a far luce sulla natura del gameplay offerto dai ragazzi di Obsidian, il quale come anticipato si rivela molto differente a seconda dell’approccio scelto dal giocatore. Le missioni giocate erano tutte ambientate in mappe chiuse di dimensioni non eccessive e caratterizzate da un incedere lineare, laddove i principali ostacoli da “rimuovere” erano le guardie che pattugliavano i dintorni. Questo potrà essere fatto scegliendo un approccio più stealth, ovvero nascondendosi, scivolando alle spalle delle sentinelle ed eliminandole alla pressione di un tasto, oppure preferendo un profilo più alto, fatto di sparatorie e coperture improvvisate. Mentre nel primo caso si ottiene perlopiù l’impressione di un incedere fluido e ben cadenzato, qualora invece si venga scoperti o si decida sin dall’inizio di scendere in campo ad armi spianate la situazione cambia drasticamente: a causa di routine d’Intelligenza Artficiale decisamente carenti e di un sistema che gestisce gli scontri a fuoco ibridando il genere action alle statistiche tipiche dei GDR senza tuttavia abbracciare con successo né l’uno né l’altro stile, il risultato sono sezioni di shooting scarsamente impegnative, surreali ed in generale molto poco soddisfacenti per chiunque apprezzi il genere cui si ispirano. Questo problema compromette in parte l’intero impianto di gioco, in quanto come già anticipato, almeno nell’incipit la vostra principale preoccupazione saranno proprio le sentinelle e la loro eliminazione, silenziosa o meno. Le fasi di shooting e di esplorazione silenziosa verranno inframmezzate dalla soluzione di minigiochi di scassinamento ed hacking che si ispirano ampiamente ad offerte simili da parte della concorrenza: vi troverete a far collimare i tamburi interni delle serrature, a far coincidere circuiti elettrici in una determinata sequenza ed a rintracciare stringhe di codice entro diagrammi in continuo movimento: niente di particolarmente originale, anche se la difficoltà più elevata rispetto alla media costituisce un punto decisamente positivo, rendendo questi esercizi di riflessi e colpo d’occhio molto importanti per il successo delle operazioni, facendone così parte integrante del gameplay.

Futuro incerto
Terminate le tre missioni introduttive, con già 4/5 ore di gameplay sulle spalle, abbiamo avuto modo di lasciare l’Arabia Saudita e scegliere direttamente dove proseguire le nostre operazioni, grazie ad un punto di svolta del plot che preferiamo non svelare in questa sede; tralasciando le premesse, il dato importante è che vi verrà offerta una scelta tra Roma, Mosca e Taipei. Selezionata la capitale italiana, abbiamo avuto modo di testare in chiusura un’interessante missione che dona ulteriore varietà al titolo Obsidian: dovendo localizzare un particolare sospetto, ci siamo trovati a tenere sotto tiro dalla distanza un hotel, dovendoci soffermare sui vari occupanti per qualche secondo, in modo da dare la possibilità al nostro agente di appoggio di esaminarne i volti e darci di volta in volta “luce rossa” o “luce verde” sull’eliminazione, fino a trovare il nostro uomo. Ricco di suspance e caratterizzato da una meccanica sino a quel momento inedita, l’incarico ha dimostrato la capacità di Alpha Protocol di proporre idee buone ed originali.
Più in generale, si può affermare che il lavoro di Obsidian (o almeno il segmento offertoci nella versione di prova che, ribadiamo, era già vecchia di qualche mese al momento dell’hands on) si preannunci purtroppo caratterizzato da alti e bassi realizzativi: dialoghi ben scritti e divertenti da “esplorare” affiancati da sparatorie banali ed inconcludenti, un interessante pool di abilità originali accompagnate da un design dei livelli poco ispirato. Questo su e giù sembra indicare uno sviluppo travagliato, che speriamo possa aver trovato negli ultimi mesi una pace ed una scorrevolezza tali da concedere almeno la risoluzione dei problemi più evidenti. La speranza c’è, alimentata dalla consapevolezza che se rifinito a dovere Alpha Protocol potrebbe rivelarsi un prodotto interessante, in grado di esplorare nuovi confini all’interno del genere GDR.


– Diverse idee originali
– Dialoghi interessanti
– Minigiochi di scassinamento impegnativi






Le circa cinque ore spese in compagnia di Alpha Protocol hanno delineato i confini di una produzione interessante ma controversa, capace di mostrare sorprendenti spunti di originalità a fianco di un’evidente mancanza di rifinitura in alcuni elementi chiave del gameplay. La speranza è chiaramente che gli ultimi mesi di sviluppo siano stati messi a frutto da parte dei ragazzi di Obsidian al fine di proporre un prodotto se non perfetto, almeno in grado di rendere godibili le buone idee che indubbiamente lo caratterizzano, affiancandovi una struttura portante sufficientemente solida. Il verdetto in tal senso non si farà attendere molto, rimanete con noi per la recensione, presto su queste pagine.