Agassi Tennis Generation 2002

A cura di Tyo - 29 Luglio 2002 - 0:00

Il gioco che mi appresto a recensire è forse uno degli ultimi titoli della Cryo visto che la software house transalpina sta per chiudere i battenti.
Purtroppo gli insuccessi sul mercato sono stati pagati cari e giochi quali Zorro, From Dusk Till Dawn, Frank Herbert’s Dune o Megarace 3 non hanno avuto il successo sperato e sono senza dubbio da imputare tra le cause di questo fallimento.
Alla lista va aggiunto il titolo che mi accingo a recensire e che risponde al nome di: Agassi Tennis Generation 2002 (d’ora in poi ATG).
ATG fa parte di quel gruppo di giochi che, scelto un testimonial ben preciso, tentano di fargli ruotare attorno tutto il resto, purtroppo nella maggior parte dei casi e a prescindere quale sia la software house incaricata dello sviluppo del gioco (in questo caso l’Aqua Pacific), si finisce per puntare tutto sul carisma del personaggio che non sulla realizzazione tecnica.
Ad ATG questa descrizione calza a pennello e non basta l’immagine di Agassi ad imprimere una personalità vincente al gioco e parliamo di uno dei sei giocatori al mondo capace di vincere tutti e quattro i tornei del Grande Slam oltre ad essere uno degli sportivi più famosi del globo.
Il gioco della Acqua Pacific ci mette di fronte alla possibilità di affrontare una semplice Partita Veloce, di scegliere la modalità Arcade o di cimentarci nel Torneo Agassi e proprio quest’ultimo è il motivo per cui è stato sviluppato l’intero gioco.
Nella modalità Torneo noi impersoneremo proprio il supermegamaxi campione e dovremo renderlo tale anche nei 14 tornei in cui saremo impegnati, tra i quali Svezia, Canada, Francia, Spagna etc.,
tutti saranno accompagnati da un sostanzioso premio in denaro, oltre naturalmente agli onori della vittoria.
Una volta portati a termine i vari tornei andrà fatta una piccola somma dei soldi racimolati per decidere la classifica mondiale e sapere se il poligonale Agassi è all’altezza della sua controparte in carne ed ossa. A competere con noi, o meglio contro di noi, ci saranno ben 31 avversari, tutti sconosciuti perché inesistenti, ma comunque molto agguerriti e ognuno dotato di peculiarità che li distinguono gli uni dagli altri, come i punti di forza (diritto, servizio, doppio etc.) o il terreno di gioco preferito (cemento, erba e via dicendo).
Le nostre armi non saranno shotgun, uzi o spade laser ma semplici colpi di polso con cui creare Top Spin, Diritti, Rovesci, Volèe e Colpi Tagliati, tutto farcito da un po’ di strategia sul campo.
La seconda e ultima modalità degna di nota è quella Arcade dove potremo scegliere se cimentarci in un Singolo o in un Doppio e dove saremo finalmente in condizione di impersonare qualcuno che non si rasa la testa con un Wilkinson; scelto il tennista che più ci aggrada dovremo portare a termine una serie di incontri (o round) consecutivi fino al nostro successo o alla definitiva disfatta, una modalità non molto originale ma sicuramente interessante.
Per giocare ad ATG disporremo di due diverse inquadrature, la prima è la classica angolazione fissa posizionata alle spalle di uno dei due giocatori a circa mezza altezza, la seconda invece riprende la situazione a livello del campo e rende l’esperienza di gioco un tantino più immersiva.
Restando in tema di inquadrature, un ultimo appunto riguardante la regia, va fatto: durante le partite verremo allietati da doppie inquadrature che mostrano lo stato d’animo dei giocatori con i loro volti tesi e concentrati, o da zoomate all’interno dei replay tendenti a sottolineare il punto in cui la pallina ha impattato con il campo e che sono la prova che in ATG gli arbitri di linea sono robot e non persone visto e considerando che non sbagliano nemmeno quando sarebbe lecito aspettarsi il contrario.

Grafica e sonoro
Da punto di vista degli aspetti tecnici ATG più che far gridare al miracolo, fa gridare alla maledizione!! La grafica risulta un po’ troppo sempliciotta e nell’insieme stona un po’, le texture sono discrete, ma questo vale solo per il campo di gioco, se consideriamo quello che lo circonda siamo messi malino. Gli spalti sono poco dettagliati e il pubblico è animato davvero male, inoltre sembra tutto un po’ vuoto e poco proporzionato.
In più alcuni effetti di contorno sembrano un tantino esagerati, uno fra tutti le polvere alzata dai giocatori nei campi in terra battuta, in fondo parliamo di un gioco di tennis non di rally (si vede che ho appena recensito Rally Championship!).
I modelli 3D, sono invece il punto di forza di questa simulazione, grazie infatti all’utilizzo del motion capture i giocatori si comportano in maniera abbastanza credibile e l’essere accompagnati da buone skin non può che migliorare le cose. Un particolare delle animazioni che mi ha colpito è che, nel doppio, il nostro compagno si abbassa durante il servizio o le risposte se pensa che la palla lo possa colpire, e devo dire che tutto avviene con naturalezza e senza movimenti legnosi.
Nella stragrande maggioranza dei casi i giocatori rispondono bene alle varie situazioni, con movimenti credibili e ben coordinati, questo però dal collo in giù perché le animazioni facciali strappano più di qualche sorriso, in particolar modo durante gli smash o il servizio e tutto ammirabile tramite i vari replay di gioco (certe volte Agassi sembra ridere come un beota!). Un’altra cosa che mi ha divertito molto è stata la realizzazione del modello 3D del succitato tennista che somiglia tantissimo a quella del Detective Mosely di Gabriel Knight 3 (vai Mose!).
Ma come spesso succede in questi casi le sventure non vengono mai da sole e a fare buona compagnia alla grafica troviamo il sonoro che accoppia alcuni effetti di gioco buoni, come le urla dei giocatori o l’eco nei campi di gioco al chiuso, ad altri veramente pessimi tra cui spicca la telecronaca che fa venire veramente i brividi, con il commentatore che se ne esce con frasi quali: “deve fare un po’ più di pratica!”, rivolgendosi ad Agassi, cosa da spezzargli una racchetta in testa.
Bruttina anche l’unica traccia audio del gioco e che potremo udire vagando nei vari menù.

Giocabilità e longevità
In linea di massima la giocabilità è uno degli aspetti più curati anche se da solo non può fare molto per migliorare la situazione. Il sistema di controllo dei giocatori è molto semplice e anche se qualche volta non risponde alla perfezione, generalmente si comporta bene; i vari colpi possono essere messi a segno con facilità e ognuno deve essere ben calibrato sia come potenza che angolazione.
Il servizio, invece, è gestito tramite una barra che rappresenta la forza con cui colpiremo la palla; la barra si riempirà progressivamente di energia e sarà la nostra reattività a deciderne il livello.
Peccato che manchino “tiri speciali” come tuffi o colpi sotto le gambe e che avrebbero reso il gameplay più ricco e divertente.
Alla lunga però ATG può diventare un tantino monotono, questo perché ben presto capiremo come fare a battere i nostri avversari, visto che prima o poi una tecnica capace di sbaragliare tutti si trova (io non ho mai perso un set con me al servizio!).
Per quanto riguarda l’aspetto longevità, posso dire che ATG è discretamente longevo sia per la presenza di due modalità entrambe interessanti da giocare, sia per la bravura dei nostri avversari, che anche al livello medio sapranno farci sudare sette camicie (o polo), se sorvoliamo poi sul discorso monotonia, la longevità non risente di altri fattori.

HARDWARE

Graficamente parlando, ATG è sicuramente poco pretenzioso e basterà quindi un PIII 500Mhz con128 Mb di Ram, una scheda grafica 3D con 32MB e 800Mb di spazio vuoto su disco per poterci giocare.

MULTIPLAYER

Assente.


Animazioni discrete.
Giocabilità convincente.


Grafica e sonoro mediocri.
Alla lunga monotono.


6

Agassi Tennis Generation 2002 mi ha decisamente deluso; il titolo della Aqua Pacific pecca sotto troppi aspetti per riuscire ad imporsi nel mercato delle simulazioni sportive e tennistiche nello specifico.
Come c’era da aspettarsi il gioco punta tutto sulla figura di Andrè Agassi nel tentativo di entrare nelle grazie dei fan, ma purtroppo lo fa presentandosi con un titolo non molto degno di nota.
Su mercato la concorrenza è spietata e la conversione di Virtua Tennis per PC dalla già ottima versione Dreamcast non può che pesare sulle fragili spalle di ATG.
La grafica e il sonoro non aiutano affatto e anche la giocabilità non contribuisce a sdrammatizzare, pur risultando migliore rispetto agli altri aspetti tecnici; troppi punti negativi che non possono che rendere un giudizio negativo a sua volta.

Per concludere volevo fare il mio personale saluto alla Cryo che tanto ha fatto in passato per rendere le nostre giornate più divertenti………. arrivederci Cryo!!




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