7 Sins

A cura di Fabfab - 9 Maggio 2005 - 0:00

Il mondo dei videogiochi non è più quello di una volta, quando la più grande ambizione di un videogiocatore era quella di vestire i panni di un baffuto idraulico, instancabile paladino della giustizia dal cuore puro, e salvare principesse rapite da gorilloni. Ora il gioco tende ad avvicinarsi sempre più alla realtà, proponendoci simulazioni di ogni genere, persino di vita virtuale, con tutti i rischi che questo comporta! Inevitabile, perciò, che il processo degenerasse e si passasse a trattare anche di aspetti più oscuri della realtà: ecco allora che nasce 7 Sins, il primo simulatore di individuo abbietto…

La scalata verso il successo
7 Sins si presenta come l’ennesima variante di The Sims: dopo aver preso il controllo del vostro sogghignante alter-ego virtuale, dovrete condurlo a scalare le vette della notorietà della metropoli Apple City partendo come uno sfigato qualsiasi, solo molto ambizioso e disposto a tutto.
A differenza che nel titolo Maxis, in 7 Sins non dovrete preoccuparvi di mangiare, lavarvi o espletare i vostri bisogni, in quanto il titolo si concentra, essenzialmente, nella creazione e gestione di rapporti con gli altri abitanti della città.
Il gioco è diviso in più livelli, ognuno dei quali fornisce l’accesso a locazioni differenti: completando gli obiettivi di un livello, si passa a quello successivo. E’ comunque sempre possibile ritornare nei luoghi delle nostre precedenti missioni per divertirsi ancora con le vecchie conquiste oppure per completare il livello al 100%. Gli obiettivi di missione hanno sempre a che fare con le altre persone virtuali, non importa che si debba compiacerle per ottenere favori, adularle per vendergli qualcosa o sedurle per portarle a letto.
L’interazione con gli altri personaggi avviene attraverso varie fasi. Innanzitutto ogni interlocutore ha una personalità diversa, quindi occorre sempre adottare l’approccio giusto con ognuno loro: mediante pressione del tasto R1 è fortunatamente possibile avere notizie su chi ci troviamo davanti, cosicché potremo scegliere le frasi migliori per relazionarci con lui/lei. Le scelte a disposizione non sono comunque molto numerose: si può essere spiritosi, timidi o sprezzanti, si può parlare di cultura, di celebrità o di sesso, ci si può vantare senza ritegno (mentendo) o fingersi appassionati di filosofia zen. L’importante è indovinare gli argomenti verso cui l’interlocutore è sensibile ed evitare, invece, quelli che lo contrariano. Il rapporto con una persona passa attraverso sei stadi differenti, si parte dall’indifferenza totale per poi giungere alla passione più sfrenata, preludio a intense sessioni di ginnastica in camera da letto, ma non solo…
Il protagonista non si fa scrupoli ne ha particolari preferenze, quindi il giocatore può indifferentemente insidiare giovani e procaci top model oppure vecchie nobildonne inacidite, ma anche grasse ed indisponenti figlie di papà, travestiti e, perchè no, uomini!

Dalle parole ai fatti
Nei rapporti interpersonali il giocatore deve tenere conto di tre importanti fattori: la rabbia, l’insicurezza e la libidine. Tutti e tre questi bassi istinti sono rappresentati da un’apposita barra che si riempie sempre più a seconda della situazione: cercate di fare amicizia con una persona a voi odiosa ed aumenta pian piano la rabbia nel dover ascoltare le stupidaggini che dice, cercate di sedurre una ragazza fin troppo ammiccante e sarà difficile tenere a freno la libido, fallite clamorosamente una prestazione sessuale e la vostra partner vi irriderà, ledendo la vostra autostima. Se gli indicatori preposti raggiungono il massimo, il personaggio letteralmente impazzisce e scappa via dal luogo in cui si trova: oltre a dover ricaricare la missione, una simile esplosione emotiva compromette il rapporto con gli interlocutori che hanno assistito alla scenata e la barra di feeling torna ad azzerarsi. Va detto, però, che recuperare il rapporto è molto semplice, basta ripetere le frasi dette in precedenza. In ogni caso è sempre consigliabile intervenire prima che accada l’irreparabile: se la conversazione procede bene ma uno dei tre indicatori è in zona pericolo, meglio sospenderla temporaneamente (tanto è possibile ricominciare a parlare esattamente dal punto in cui ci si era interrotti) e correre a sfogarsi. La libido, ad esempio, si può soddisfare (facendo quindi scendere il livello di guardia) sbirciando nelle scollature delle donne, la rabbia orinando nel vaso delle piante ornamentali, l’insicurezza facendo sedute di training autogeno davanti allo specchio; esistono anche rimedi generici che agiscono su tutti e tre gli aspetti, come il sonno (si può schiacciare un veloce pisolino nell’ufficio del capo o nel cesso di un locale pubblico).
Tutte queste situazioni si risolvono in veri e propri mini-giochi (tutti piuttosto semplici e dissacratori, salvo alcuni i cui controlli sembrano pensati per la precisione di un mouse da Pc, non certo per il pad della PS2) in cui all’utente è richiesto di raggiungere un punteggio minimo entro il tempo stabilito per conseguire il risultato voluto. L’espediente dei mini-giochi viene sfruttato anche per eseguire buona parte delle azioni riprovevoli in cui il nostro alter-ego può macchiarsi, come sottrarre il portafoglio dalle tasche degli interlocutori senza essere beccati oppure soddisfare sessualmente la partner del momento.
Bisogna inoltre prestare attenzione ad un terzo indicatore, quello della cattiveria: in quanto poco di buono, il nostro personaggio rende al meglio quando c’è da compiere qualche colpo basso, ma in una società civile c’è sempre un limite al numero di malandrinate che vengono tollerate. Pertanto è concesso eseguire solo un certo numero di comportamenti inappropriati, dopo di che dovrete espiare con qualche buona azione, che riduce la barra della cattiveria (rendendo possibile eseguire altre azioni scorrette) ma finisce con lo stressare non poco il nostro amico.

7 peccati posson bastare…
Le situazioni di gioco sono abbastanza varie, si passa dal fare il commesso al dover portare a letto personaggi famosi, al far loro fotografie, al superare un corso di arti marziali: c’è da dire, però, che bene o male si finisce sempre col dover conquistare un’altra persona a forza di chiacchiere e minigiochi, per raggiungere lo scopo prefissato. I vari momenti di gioco sono filtrati da un evidente velo di ironia, di quella che fa sorridere a denti stretti (mai pensato che il modo migliore per vendere un paio di scarpe di pelle sia quello di accompagnarne la descrizione con un “puro ano di pecora”?), ma bisogna dire che ci si trova comunque di fronte a situazioni spesso piuttosto forti ed inadatte ad un pubblico molto giovane: i peccati capitali sono sette, ma nel gioco è soprattutto il sesso a farla da padrone. La longevità è discreta se rapportata al numero di cose da fare, ma la ripetitività del tutto potrebbe stancare ben prima di giungere fino in fondo.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico il titolo presenta più bassi che alti. Il motore grafico è poco dettagliato ma sembra comunque fare molta fatica a gestire il tutto. Gli ambienti di gioco in cui si svolgono le varie missioni sono sempre molto piccoli e quindi non c’è mai troppo da fare al loro interno. Per fortuna i personaggi, protagonista e comprimari, godono di una discreta caratterizzazione che evita l’effetto “clonazione”: certi individui potrete incontrarli più volte nel corso delle vostre peregrinazioni, ma non ci saranno mai due persone virtualmente identiche tra loro. Questo però non significa che la loro realizzazione sia ottimale, il livello di dettaglio lascia molto a desiderare, con abiti e capelli virtualmente immobili. Discreta la varietà di comportamenti messi in atto a seconda del tipo di interazione a cui si sta dando vita, anche se questi sono comuni a tutti e non studiati a seconda del personaggio. Carina l’idea di potersi cambiare di abito o, ancora meglio, di poter cambiare la lingerie delle ragazze conquistate.
Si segnalano problemi di compenetrazione di poligoni e, soprattutto, presenza di bug che fanno piantare il gioco obbligando a riavviare il tutto (quindi il consiglio è di salvare con una certa frequenza).
Molto deplorevole risulta invece l’eccessiva frequenza e durata dei caricamenti. I vari luoghi di Apple City si selezionano dall’apposita mappa cittadina, soluzione all’apparenza logica ma che finisce invece per dilatare a dismisura i tempi morti del gioco. Facciamo un esempio pratico: dopo aver inserito il dvd nella vostra PS2 caricate la vostra ultima partita. Il gioco carica il salvataggio, quindi occorre ancora attendere il caricamento della mappa cittadina. Da qui selezionate l’Eden Club ed ecco un nuovo, lungo caricamento. Dentro l’Eden Club seducete la bambola di turno, quindi decidete di portarla a casa vostra per continuare la conversazione: peccato che prima occorra passare per la mappa cittadina, con conseguente altro caricamento. Dalla mappa cittadina selezionate casa vostra ed un altro caricamento allieterà la vostra esperienza di gioco. Dopo aver sfiancato la pupattola dovete riportarla al club, e sono altri 2 caricamenti (mappa + club). Aggiungete che c’è un caricamento anche per ogni mini-gioco (a volte brevissimo, altre molto meno) e capirete che molto del tempo dedicato a 7 Sins lo trascorrerete davanti a schermate di loading
Il sonoro, infine, fa il suo dovere e nulla più: ogni ambiente ha la musichetta adeguata mentre i dialoghi avvengono tramite i classici mugugni indistinti propri dei Sims.


– Finalmente un videogioco politically scorrect
– Dialoghi e situazioni stuzzicanti ed ironici


– Troppi caricamenti
– Molto ripetitivo
– Tecnicamente modesto


6.5

Concettualmente questo 7 Sins di Montecristo è molto simile al recente “Leisure Suite Larry” della Sierra: nei panni di un impenitente playboy affronterete tutta una serie di mini-giochi più o meno riusciti con lo scopo dichiarato di sedurre uomini o donne, non necessariamente per portarli a letto.
I toni sono ironici e decisamente più adulti ma i difetti sono bene o male gli stessi: grafica scarna, gameplay alla lunga tremendamente ripetitivo. I mini-giochi possono risultare piacevoli all’inizio, ma per quanto numerosi e diversificati ben presto ci si stufa di dover sempre affrontare la stessa sfida anche per fare una semplice dormitina: a tal proposito sarebbe stata gradita la possibilità di disattivarli. Un altro difetto non indifferente è rappresentato dai caricamenti che interrompono continuamente un’azione di gioco già non particolarmente frenetica.
Uscito a prezzo ridotto ma non budget (49€), 7 Sins è un ironico gioco per adulti dove abbondano sesso ed ironia, ma che soffre irrimediabilmente di ripetitività: può comunque risultare un prodotto interessante per chi cerchi un prodotto con tematiche decisamente inusuali per il mondo dei videogiochi…




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