Recensioni degli utenti 3 min

0 Degrees

Un gioco che non scalda il cuore

Questo è un contenuto creato dalla community degli utenti del forum di SpazioGames.it e pertanto non è rappresentativo della testata giornalistica SpazioGames.it, né della sua redazione.

Non possiamo affermare con assoluta certezza che gli sviluppatori di 0 Degrees abbiano cercato di attirare l’attenzione dei possibili acquirenti scegliendo uno stile artistico e un’ambientazione che rimandano a quelli di Celeste. È indubbio, comunque, che osservare alcune immagini del gioco lasci sperare in un’esperienza videoludica se non allo stesso, altissimo livello del titolo di Matt Makes Games, almeno capace di imitarne le meccaniche. La realtà è invece ben diversa, come scopriremo nella recensione che segue, e lascia un pizzico di amaro in bocca non tanto per la mancanza di analogie con Celeste, quanto per le caratteristiche intrinseche di 0 Degrees.

Di fatto non ci sono storie e introduzioni particolari che diano una giustificazione all’avventura di cui siamo protagonisti. Anche parlare di avventura, a essere onesti, è iperbolico, visto che 0 Degrees ci propone quaranta livelli a schermata fissa, per nulla legati uno con l’altro, configurandosi così come un simil-gioco mobile. Se ci fosse una valutazione su base di tre stelline alla fine di ogni livello, in effetti, penseremmo di essere proprio di fronte a un’app per smartphone.

Le meccaniche sono presto spiegate. In ognuno dei quaranta livelli dovremo condurre la protagonista dal punto di inizio a una sorta di portale che consente il passaggio allo stage successivo. Inizialmente potremo solo saltare e l’unica difficoltà starà nell’evitare di cadere nel vuoto o su uno degli spuntoni che emergono dal terreno o da alcune pareti. Procedendo con il gioco si ottiene l’abilità di generare un massimo di cinque blocchi che possono aiutarci a raggiungere luoghi troppo alti per i nostri salti. Verso la fine otteniamo poi la capacità di congelare questi blocchi dopo averli lanciati, in modo da fissarli in una posizione precisa (anche nel vuoto) e da costruirci vere e proprie scale per attraversare zone senza piattaforme. A condire il tutto ci sono livelli in cui il portale va attivato raccogliendo un particolare prisma, altri in cui i blocchi devono attivare interruttori per fare muovere piattaforme volanti e altri ancora in cui possiamo resettare il numero di blocchi che possiamo creare.

Di fatto il gioco è tutto qui e, così come inizia, ci conduce alla fine nel giro di un paio d’ore o poco più. Le piccole varianti inserite non sono sufficienti a rendere l’esperienza dinamica e accattivante. Il risultato è che tutto il coinvolgimento che 0 Degrees può dare è nelle mani del livello di difficoltà, o meglio nell’equilibrio fondamentale tra il senso di sfida e l’accessibilità degli “enigmi” cui siamo sottoposti. Il problema è che questo equilibrio non viene raggiunto, non tanto perché le sfide siano troppo ardue, quanto perché spesso risultano banali. Tra l’altro, non c’è una progressione regolare, così che un livello potrebbe risultare molto più facile e veloce di uno che lo precedeva.

Le maggiori difficoltà si riscontrano semmai in qualche fase in cui il comando del salto sembra non reagire con la tempestività che ci si aspetterebbe da un gioco del genere. In altri casi è il sistema di mira per la creazione e il lancio dei blocchi a non essere troppo amichevole, e ancor di più ci fa impazzire il meccanismo per congelare gli stessi blocchi. Per fortuna ricominciare dall’inizio del livello è un processo immediato. Tanto immediato quanto arrivare alla fine dei quaranta stage proposti e dimenticare un gioco che, per l’appunto, lascia il tempo che trova.

Dal punto di vista grafico la soluzione scelta da Eastasiasoft è quella di una pixel art gradevole, che però ripropone costantemente gli stessi elementi con una variazione lasciata solo alla disposizione di piattaforme, portali e spuntoni. Anche il comparto audio è trascurabile e non lascia alcuna memoria di sé.

VOTO: 5

0 Degrees è un gioco troppo breve e troppo facile per definirsi tale, tanto che lascerebbe insoddisfatti anche utenti smartphone se fosse un'app. In effetti, per la struttura del gioco e dei livelli stessi non sembra di trovarsi al cospetto di un titolo per console, ma di un breve esperimento, non troppo riuscito neanche a livello di gameplay, che verrà dimenticato in un tempo ancor minore di quello che serve a portarlo a termine.

Pro

  • Un breve passatempo dal Platino facile

Contro

  • Difficoltà praticamente nulla
  • Progressione della difficoltà non lineare
  • Comandi non sempre precisissimi e amichevoli