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Va(le) Pensiero

Va(le) Pensiero

L’anno dello scorpione

Rubrica
A cura di del
No, non stiamo parlando di me (28 ottobre, ricordatevi gli auguri), ma ovviamente di Project Scorpio. Ne torno a parlare dopo più di due settimane, un tempo infinito per il settore, perché c’è qualcosa che dal 6 aprile scorso non riesco a farmi andar bene.
C’è qualcosa che non va nel reveal della console, ed è qualcosa che forse è molto più indicativo ed importante di quanto sembra. Con questo tipo di annuncio, e l’arrivo, di Project Scorpio si aprono degli scenari che non mi piacciono, e sono legati alla famigerata ultima ricerca ESA, secondo cui i giocatori apprezzano la grafica principalmente in un videogioco. Teraflops oscuri, oscure parole.



Il veleno dello scorpione
Ricapitoliamo per i distratti: il 6 aprile scorso, Microsoft ha svelato al mondo la scheda tecnica definitiva di Project Scorpio, tramite Digital Foundry. Il reveal è stato tecnicamente impeccabile, a dimostrazione di come lo staff di DF sia l’unico a poter parlare del lato tecnologico dei videogiochi con una competenza degna di essere definita tale.
Sotto quell’aspetto non c’è davvero niente da dire. Nella giornata del 6 sono arrivati cinque articoli dettagliatissimi, pure troppo per alcuni palati meno tecnologici, che sviscerano per filo e per segno ciò che si nasconde dentro Scorpio. C’è stato anche spazio per un’analisi dettagliata dell’engine che muove la serie Forza Motorsport, il quale ha dimostrato come Scorpio possa generare i beneamati 4K di risoluzione alla massima fluidità, sfruttandolo solamente il 70% della GPU, o giù di lì.
Il lavoro di Richard Leadbetter di Digital Foundry è stato impeccabile, davvero niente da dire. Anche le promesse di Microsoft riguardo la “console più potente di sempre” sono state mantenute perché, effettivamente, non esiste console più performante di Scorpio. Cosa c’è che non va, allora? La presentazione stessa.
Siamo di fronte alla cosa più vicina possibile al concetto di “nuova generazione di console”, magari non di nome ma di fatto, e l’evento viene gestito tramite una fredda presentazione, competentissima lo ripeto, ma che non lascia nessuna speranza per il futuro. È vero, ci sarà l’E3 per parlare di giochi, ma da aprile a giugno i giocatori Xbox non hanno ancora la più pallida idea di quanto costerà Scoprio, di come sarà fatta, e se magari si chiamerà sempre così. Senza contare la cosa più ovvia, ma comprensibile visto il contesto di Digital Foundry, ovvero che si continua a parlare sempre e solo di numeri.
Il che fa il pari con la recente ricerca dell’ESA (Entertainment Software Association), e tutto sommato legittima tutto d’un botto il modus operandi di Microsoft. Tra i tanti dati emersi dallo studio ce n’è uno che, per chi come me vive questa industria come una passione nata molti anni fa, è agghiacciante. Su 4000 giocatori intervistati riguardo i fattori più determinanti riguardo l’acquisto di un videogioco, il 67% di loro ha dichiarato di valutare il comparto tecnico prima di ogni cosa, quindi la cara e vecchia “grafica”. Dallo stesso report, viene fuori che le vendite di prodotti come Baldur’s Gate Enhanced, Pillars of Eternity e del più recente Yooka-Laylee siano state influenzate negativamente proprio dal comparto tecnico. Al contrario, Dark Souls III e Final Fantasy XV sono piaciuti più per l’impatto estetico che per la trama, i personaggi, e addirittura l’attaccamento alle saghe di riferimento.
E volete sapere qual è la seconda motivazione che spinge all’acquisto di un videogioco rispetto ad un altro? Il prezzo. Grafica e prezzo, e mi domando a quanto siamo dal far pagare i videogiochi un tanto al pixel, visto che già da un po’ si valuta il prezzo in rapporto alla longevità.



La favola dello scorpione
Così come lo scorpione punge la rana nella nota favola, è nella natura dei videogiocatori trovare nella grafica e nel prezzo le prime (e forse le uniche) motivazione per dare fiducia ad uno studio di sviluppo e sborsare dei soldi. Mi stupisco di non essere stupito, onestamente, ma la realtà è che da alcuni anni sta crescendo un sottobosco di utenti tech-addicted che vivono, respirano, e valutano il videogioco in maniera del tutto diversa dal passato (ne parlavo in un precedente appuntamento, ricordate?).
Quindi ha senso che Microsoft “presenti” Project Scorpio tramite un video e cinque articoli di una testata che, di fatto, ha contribuito pesantemente a creare questa sotto-cultura tecnologica all’interno del medium videogioco. Se lo studio dell’ESA rivela quei dati è colpa dell’industria del videogioco stessa. La cosa preoccupante è che, gioco forza, i player dell’industria si adatteranno per essere sempre più accondiscendenti e soddisfare i giocatori, come è giusto che sia. D’altronde, in un paese in cui nessuno mangia la bresaola non mi metterei di certo ad aprire una macelleria, non so se mi spiego.
Ma questo avvicinamento alle dinamiche del mondo PC mi spaventa. Il video di Project Scorpio di DF mi ha ricordato il reveal di una nuova GPU di Nvidia, AMD o chicchessia. È una tendenza che non scomparirà, credo, ma anzi farà sempre più passi da gigante, purtroppo. Mi spaventa anche perché, in tutto questo, non si capisce ancora cosa voglia fare Microsoft da grande, qual è la natura che voglia intraprendere. Questo E3 sarà fondamentale per il colosso di Redmond, perché da quello e da ciò che succederà entro la fine del 2017 dipenderà il futuro dell’azienda nel settore del gaming.
Recentemente ho letto un intervento di Satya Nadella - CEO di Microsoft che al suo insediamento si era lasciato scappare qualche parola non troppo lungimirante riguardo il settore Xbox – riguardo la politica della casa di Redmond nei confronti dei fallimenti. Oltre al fatto che, come sappiamo tutti, il fallimento è in realtà un’occasione per imparare, Nadella ha dichiarato, riguardo i processi di innovazione ed i tentativi nel mondo tecnologico: “Alcuni posso definirla sperimentazione rapida, ma più importante, noi la chiamiamo ‘testing delle ipotesi’. Invece di dire ‘abbiamo un’idea’, che ne diresti di dire ‘Ho una nuova ipotesi, testiamola, vediamo se è valida, e quanto in fretta la possiamo rendere valida’. E se non è valida, avanti il prossimo.”
Che sia proprio questo lo spirito con cui Scorpio andrà avanti? In fondo, Microsoft ha saputo riprendersi più che egregiamente dal disastroso esordio di Xbox One, e se il prossimo passo fosse una “Windows Machine”?

Project Scorpio solleva una serie di dubbi non indifferenti riguardo il futuro di Microsoft nel mondo del gaming. L’E3 sarà molto importante, perché il reveal di Scorpio è stata solo una questione di freddi numeri e tabelle. Sappiamo come l’industria del videogioco, oggi, viaggi sul marketing e le promesse, ma cosa sta promettendo Microsoft ad i suoi nuovi e vecchi utenti?

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