Anteprima di Rise of the Tomb Raider

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox One
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Crystal Dynamics
  • Data uscita:

     13 novembre 2015 - 29 gennaio 2016 (PC) - 11 ottobre 2016 (PS4)
ASPETTATIVE
- Impatto scenico sempre impeccabile
- Le sezioni stealth paiono gradevoli
- Tecnicamente sembra già a un ottimo livello
A cura di (Specialized) del

Rise of the Tomb Raider si è già mostrato in lungo e in largo all’E3 2015 di Los Angeles facendo discutere non poco i fan di vecchia data e quelli nuovi, che magari si sono piegati al fascino di Lara Croft solo con il Tomb Raider del 2013. I primi, quasi sconcertati dalla linearità delle fasi esplorative e action, si sentono ormai rassegnati a un ennesimo Uncharted al femminile e devono dire definitivamente addio alla Lara degli esordi. I secondi invece non avrebbero potuto chiedere di meglio tra sequenze scriptate di grande fascino cinematografico, fughe, salti impossibili e Quick Time Event. È in fondo il classico scontro tra modernità e vecchie passioni che è andato in scena anche pochi giorni fa alla Gamescom di Colonia, dove questa esclusiva temporanea per Xbox 360 e Xbox One attesa sul mercato a metà novembre si è rivista in due distinte demo. 


Una perfetta arma stealth
Nella conferenza di Microsoft abbiamo assistito a un passaggio del gioco piuttosto interessante nelle sue componenti stealth, con Lara intenta a compiere un discreto massacro notturno in un campo pieno zeppo di nemici. Gli elementi dell’action-stealth in terza persona sono tutti al loro posto come da copione. Lara si muove acquattata e si nasconde tra alcuni cespugli in stile Assassin’s Creed, lancia oggetti raccolti sul posto per distrarre i nemici, scocca frecce (anche doppie) dal suo arco mirando direttamente alla testa delle guardie, si arrampica su un capanno e fa un’esecuzione dall’altro che nemmeno l’Altair dei vecchi tempi. Ci sono poi le esecuzioni alle spalle, il lancio di molotov e anche qualche classica sparatoria con l’altrettanto immancabile sistema di coperture. Insomma, originalità sotto i tacchi e intelligenza nemica discutibile (le guardie sono apparse piuttosto lente e addormentate), ma se non altro in questa sezione si respira un po’ di libertà di azione e movimento che era quasi del tutto mancata nella demo ghiacciata dell’E3 e l’impatto grafico, esaltato dagli effetti e dai riflessi della pioggia, fa ben sperare in un deciso passo avanti rispetto al già comunque notevole Tomb Raider di due anni fa. Certo, l’influenza di Uncharted e Assassin’s Creed è a dir poco palese in questi 5-6 minuti di gameplay, ma ormai un simile approccio non suona più come un mistero o una novità e comunque le sezioni action-stealth saranno solo uno degli elementi che andranno a comporre l’avventura messa in piedi da Crystal Dynamics.


Lara impazza anche in Siria
Non a caso la seconda e più lunga demo mostrata a Colonia ci riporta in territori più consoni alla nostra cara archeologa. Lara si trova in Siria alla ricerca di una mitologica e antica città e il suo arrivo sulla location è funestato dall’attacco di un elicottero, il tutto in una cut-scene spettacolare e ben diretta, ma anche in questo caso piuttosto prevedibile e senza un grande coinvolgimento. Sopravvissuta a stento, dolorante e sanguinante, Lara continua il suo cammino costeggiando precipizi paurosi e arrampicandosi su sporgenze sospese nel vuoto. Ogni tanto, tra un salto e l’altro, scatta il Quick Time Event per aggrapparsi all’ultimo secondo a una sporgenza, ma per il resto anche in queste prime sezioni della demo non si è visto nulla di particolarmente innovativo. Rise of the Tomb Raider continua così ad apparire un action-adventure in terza persona molto scriptato e lineare, con continue cut-scene che spezzano il gameplay, semplicissimi QTE e puzzle non pervenuti. Plausibile che di enigmi ce ne siano in quasi ogni tomba e rovina, come nel predecessore, ma vista la loro scarsa spettacolarità si è optato per una presentazione più votata all'azione. Si prosegue in pratica su un sentiero prestabilito, si preme qualche volta un pulsante per sgretolare un muro e si salta da un punto all’altro. 


Addio Lara, è stato bello
Addirittura certi passaggi paiono identici alla demo siberiana dell’E3, come quanto Lara deve fuggire in modo rocambolesco alla distruzione di una montagna, con passaggi e interi pezzi dello scenario che crollano mentre la nostra eroina scappa a gambe levate tra salti e discese vorticose nel classico “scivolo” d’acqua. Ne risulta un impatto scenico sicuramente notevole, anche grazie al fascino innegabile dell’ambientazione (un’antica città costruita all’interno di una montagna), alla potenza visiva della distruzione e al ritmo serrato, soprattutto nell’ultima parte della demo. Chi ha adorato Tomb Raider edizione 2013 proprio per queste sezioni di gioco farà lo stesso con Rise of the Tomb Raider, ma come dicevamo all’inizio di questa anteprima i fan di vecchia data non potranno che storcere il naso per l’ennesima volta. La Lara che doveva studiarsi attentamente il percorso da fare e che moriva un salto sì e uno anche è definitivamente morta e sepolta. In fondo già si sapeva, ma dopo la Gamescom l’impressione è che Crystal Dynamics abbia puntato ancora di più su questo approccio a la Uncharted lasciando davvero pochissimo spazio al Tomb Raider che fu. La speranza comunque è che il resto del gioco possa offrire anche momenti meno guidati e dove potremo utilizzare anche il cervello e i riflessi, con anche nemici magari un po’ più ostici, numerosi segreti da scovare e ambientazioni più vaste ed esplorabili a piacimento. Per saperlo con certezza, non resta però che attendere ancora tre mesi.            
Recensione Videogioco RISE OF THE TOMB RAIDER scritta da SPECIALIZED Cosa dire di Rise of the Tomb Raider all’indomani della Gamescom? Semplicemente nulla di nuovo rispetto a quelle che erano le impressioni post-E3, ovvero un action in terza persona ben coreografato, pieno di belle ambientazioni e tecnicamente solido, ma anche avaro di novità e, da quanto visto a Colonia, anche molto scriptato e lineare nelle sezioni esplorative. Un titolo che, come già successo per il suo predecessore di due anni fa, spaccherà sicuramente in due il pubblico, destinato a dividersi tra l’insofferenza dei reduci della Lara Croft degli esordi e la soddisfazione di chi vuole un’esperienza più cinematografica e guidata.
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