Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
Sunset Overdrive

Sunset Overdrive

BLAM BLAM BLAM!

Provato
A cura di del
Con Insomniac bisogna andarci con i piedi di piombo. Abbiamo ancora le scottature fresche di Resistance 3 e di FUSE per poterci dimenticare che recentemente il buon Ted Price non è che abbia esattamente brillato di luce propria. I due titoli sopracitati prima ci hanno illuso e poi abbandonato sul ciglio di produzioni indubbiamente non all’altezza della compagnia, con cambi repentini di design e meccaniche lente e macchinose.
Certo, Sunset Overdrive sembra voler svoltare drasticamente la situazione e sin dal suo primo annuncio non è poco l’hype che si è generato attorno al titolo, soprattutto proprio grazie alla presenza dei marchi di fabbrica di Insomniac, quei colori sgargianti e quelle armi fuori di testa che ci hanno sempre fatto divertire come matti.
Dopo un annuncio in pompa magna durante la conferenza Microsoft abbiamo fatto un salto allo Showcase di Xbox One per metterci le mani sopra e finalmente possiamo parlare con cognizione di causa. Eccovi dunque le nostre prime impressioni.



Il sole cala sulla città
La storia dovreste ormai conoscerla, ma se non foste abbastanza preparati eccovi un piccolo riassunto della situazione. A Sunset City c’è stata un’apparente epidemia causata da una bibita energetica speciale che ha trasformato in esseri non meglio definiti gli abitanti della città. Tutti o quasi ovviamente, dato che i pochi sopravvissuti dovranno tentare ad ogni costo di resistere il più a lungo possibile, il tutto in puro stile Insomniac. I mutati, dal canto loro, hanno escrescenze luminose, lasciano scritte di sangue fumettose e spargono liquidi arancioni su tutte le superfici in un’esplosione di colori davvero impareggiabile. Non tutti i sopravvissuti però sono persone per bene, alcuni hanno deciso di approfittare della situazione per sciacallare liberamente ogni proprietà e noi, agili paladini senza macchia, ci troveremo nel bel mezzo di un fuoco incrociato tra mostri e banditi.
Abbiamo avuto occasione di provare ben due modalità di gioco, la prima in singleplayer con un piccolo pezzo di campagna, e una seconda modalità invece dove cooperare con altri sette giocatori in una sorta di modalità orda dove difendere un paio di punti di controllo predefiniti. Sebbene le due tipologie di gioco differiscano sostanzialmente in quanto a obiettivi da completare per vincere la partita, le meccaniche rimangono esattamente le medesime.
Saremo armati di tutto punto, con bocche da fuoco completamente fuori di testa, e dovremo semplicemente far saltare in aria con più stile possibile il maggior numero di cose, un concept facile da assimilare. Case, palazzi, strutture in legno o semplici barili non potranno esimersi dalla nostra voglia di spettacolarità e distruzione, divenendo elementi integranti del gioco.
Se dovessimo fare un paragone forzato potremmo tranquillamente mettere sullo stesso piano le armi di Sunset Overdrive con quelle di un Dead Rising qualsiasi. Follia e nonsense la fanno infatti da padrone e per le mani ci sono capitati degli equipaggiamenti davvero improbabili.
La nostra partita era programmata in modo da donarci sin da subito un intero set di armi dalla potenza variabile, tra le quali figuravano una pistola a forma di drago capace di lanciare fuochi d’artificio, un lancia dischi dotato di proiettili rimbalzanti, fucili dai raggi congelanti, ma anche orsetti esplosivi fino ad arrivare ai più classici e basilari mitragliatori semi automatici.
Ondata dopo ondata i nemici si riversavano nelle varie mappe di gioco e il nostro obiettivo, in entrambi i casi, era quello di liberarci di loro fino all’ultimo mutante.
Nella campagna singleplayer all’eliminazione completa dei nemici corrispondeva la comparsa di un boss gigantesco da affrontare con astuzia, mentre nella modalità co-op al semplice arrivo di una nuova ondata di nemici, decisi ad attaccarci da più direzioni e composta da mutanti sempre più forti fisicamente.
Giocando in sei nel nostro caso la situazione si è risolta abbastanza facilmente, grazie anche alla possibilità di sferrare colpi melee e alla semplicità con la quale si possono congelare i nemici, ma è la capacità di sfoderare poderosi salti e controllare la situazione dall’alto che ci ha tolto più di una volta dagli impicci, anche senza organizzarsi in alcun modo con gli altri componenti della squadra.
Gli unici momenti intensi sul finale ci hanno visto dover concentrare il fuoco su un paio di bestioni per avere la meglio, ma dato che il titolo porta alla competitività, dovuta a punteggi separati per i giocatori, nel tempo restante la volontà di superare gli altri ci portava spesso a ignorarli per puntare direttamente sui gruppetti più numerosi di nemici, con buona pace della collaborazione e della strategia, facendo risultare il titolo ugualmente appagante e divertente.



Cosa non convince?
Ma cos’è che non ci ha convinto allora? Beh è presto detto, Sunset Overdrive soffre di un’assenza cronica di ricompense sensate per gli sforzi del giocatore, laddove i soli punteggi durante le partite non riescono a giustificare prolungate sessioni di gioco. Questa sera avremo giocato per circa una mezz’oretta al titolo Insomniac e arrivati alla fine non sentivamo davvero la mancanza del gioco o la voglia di continuare ad esplorare il titolo. I nemici, per quanto visto questa sera, non offrono un livello di sfida tale da risultare competitivi e anche le cose da fare, sia nella campagna che in co-op, ben presto si riducono ad azioni cicliche e precalcolate vista l’immobilità dei punti caldi. Far esplodere qualche barile al momento giusto, piazzare qualche trappola nei luoghi strategici e poi bersagliare dai tetti i nemici è quanto di più semplice si possa fare per portare a termine in scioltezza il livello. La cooperativa perde presto di mordente ed è in generale il sistema di spostamento tramite grind di rotaie e altri elementi in ferro a rendere il tutto davvero troppo guidato e poco libero. La sensazione che abbiamo avuto giocando a Sunset Overdrive è quella di venir incanalati verso percorsi sì veloci e spettacolari, ma preconfezionati ad hoc dagli sviluppatori, cosa che, se rende piacevole ed esaltante il primo match, rischia di accentuare eccessivamente la ripetitività in quelli successivi. A sopperire questo lato negativo ci si mette però un comparto tecnico dai colori sgargianti che distrae, personaggi fuori di testa completamente personalizzabili in tantissimi modi differenti e meccaniche di shooting comunque riuscite e ben diversificate a seconda della bocca da fuoco utilizzata.
Sunset Overdrive è comunque atteso per il prossimo 28 ottobre, un lungo periodo nel quale ci aspettiamo diverse modifiche che, se portate a compimento, potrebbero donare quel qualcosa in più al titolo riportandolo sulla retta via.
  • [+] Coloratissimo e frenetico
    [+] Tantissime armi fuori di testa

Non fraintendeteci, Sunset Overdrive ha tutte le carte in regola per fare bene. Da vedere è splendido, colorato e velocissimo, è ricco di nemici e offre una notevolissima quantità di armi, ma c’è qualcosa nel sistema di movimento e di grind sulle rotaie che non ci ha convinto completamente. La paura di trovarsi per le mani un gioco dalle grandi possibilità ma al contempo limitato è piuttosto forte e speriamo vivamente che con il prodotto completo, e magari qualche tonnellata di mappe e ambientazioni in più, questa nostra impressione possa essere completamente smentita, ne saremmo davvero contenti.

0 COMMENTI