Recensione di Kinect Sports Rivals

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox One
  • Genere:

     Simulazione
  • Data uscita:

     11 aprile 2014
- Kinect 2.0 è un gran passo in avanti nel riconoscimento dei movimenti e nell'angolo di visuale
- Resta una valida alternativa per una serata in compagnia
- Il Tennis è molto ben realizzato...
- ...ma non tutti i mini-giochi risultano davvero divertenti
- Difficilmente convincerà un hardcore gamer a tornare sulle sue convinzioni
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A cura di (AR) del
Kinect è senza dubbio l’accessorio più discusso, e discutibile, degli ultimi anni. Annunciato come il Messia, nei fatti si è rivelato uno dei più grandi buchi nell’acqua della storia recente, tanto da attirare su di sé più sarcasmo che consensi. Da questa esperienza drammatica Microsoft ha colto un messaggio: non solo doveva migliorare il sensore, apparso tecnologicamente poco all’avanguardia, ma doveva anche renderlo parte integrante della sua nuova console, trasformandolo in aggeggio imprescindibile, e imponendo un prezzo giocoforza maggiorato, rispetto alla concorrenza, di 100€. Non sta a me sostituirmi a Michael Pachter per dire se sia stata, o meno, una mossa vincente. Quel che è certo è che ora tutti, indistintamente, possono godere del nuovo Kinect Sports Rivals, titolo sviluppato da Rare (o quello che ne rimane…), e che si appresta a conquistare cuori e maledizioni dei Casual Gamers di tutte le età. 


Ciao mamma, sono in TV!
Gli sportivi videoludici più informati si staranno allenando già da mesi nella Pre-Season gratuita di Kinect Sports Rivals. La demo è un assaggio di ciò che vi aspetta nel prodotto finale, a partire da una più completa creazione del proprio alter ego, ora chiamato “Campione”. A differenza del passato, in cui si era rappresentati da semplici Avatar, il nuovo Kinect è in grado di mappare, in pochi secondi, le sembianze del vostro viso. Il risultato finale, a dirla tutta, è bel lungi dall’essere soddisfacente, ma per i perfezionisti dell’estetica è comunque possibile modificare il modello grazie a un corposo editor. Le ragazze, già abituate a photoshopparsi su Facebook per eliminare smagliature e chili in eccesso, partono ovviamente avvantaggiate.  
L’ambientazione è una ridente isola tropicale dominata dalla fame di successi di 3 team: Wolf Clan, Viper Network e Eagle Legion. La scelta, da effettuarsi dopo una serie di allenamenti e sfide, non è ininfluente, e permette alla Community di mantenersi viva: la competitività, soprattutto online, è ora posta al centro dell’attenzione, tanto è vero che il vostro personaggio si metterà in gioco anche senza la vostra materiale presenza davanti allo schermo. Così come avviene in Forza Motorsport, infatti, il “fantasma” del vostro Campione sfiderà i vostri amici, per un duello infinito e ricco di colpi di scena. 
Prima di addentrarci nella descrizione dei 6 eventi, tra novità e riproposizioni, è giusto fare un bilancio del nuovo Kinect 2.0. I miglioramenti, rispetto al precedente modello, sono davvero evidenti: in primo luogo è stato svolto un importante lavoro sulla latenza, ora quasi assente. Allo stesso tempo il riconoscimento generale dei movimenti è molto più completo, e in grado di riprodurre tutti i gesti più elementari, e anche quelli più complessi, come la chiusura e l’apertura della mano. Molto migliorato è anche l’angolo di visuale, più ampio e adatto agli spazi più angusti, anche se non ancora ottimizzato per tutte le esigenze: alcuni mini-game, come ad esempio la arrampicata, richiedono ancora oggi una discreta distanza dalla telecamera, ma in generale le richieste tecnico-logistiche sono molto meno esigenti che in passato. Per nulla convincente, invece, è il riconoscimento vocale: utile per districarsi nei menu, ma anche per utilizzare i power-up (sì: per rendere più avvincente il gameplay sono stati inseriti bonus e potenziamenti tipicamente Arcade), è apparso a dir poco reticente. Devo ancora capire se si tratti di un problema mio, o se invece è una problematica generale. Considerando ciò che mi tocca sentire nelle chattate di gruppo (“Xbox togli. XBOX TOGLI! XBOX VAFFAN….brodo…”), opterei più per la seconda ipotesi, ma è comunque un neo marginale considerando che ancora oggi il caro e vecchio Pad risulta più rapido nella navigazione. 
Data l’impostazione tipicamente Social, sono state ovviamente inserite statistiche e punti utili non solo a scalare le classifiche mondiali, ma anche a sbloccare nuovi bonus e capi di abbigliamento all’ultima moda. Un simpatico diversivo che, pur non migliorando il gameplay, riesce comunque a stimolare la longevità del titolo. 


Calcio
Lo sport più bello del mondo è anche il mini-game meno riuscito della produzione. A prescindere dalla discutibile cornice “futuristica”, l’importanza data ai movimenti del giocatore è davvero minima. Si parte dalla difesa, e si ha a disposizione un tempo prestabilito per concludere l’azione sulla falsariga di quanto avviene nel basket reale. Gli avversari si muovono su un asse orizzontale con deludente omogeneità, come se si giocasse a calcio-balilla contro un bambino di 5 anni. Lo scopo è far filtrare il pallone fino al centravanti che, con il giusto tempismo, concluderà verso la porta avversaria. Il limite, evidente, è proprio qui: se Kinect 2.0 si è rivelato efficace nel riconoscere anche i più impercettibili movimenti della mano, purtroppo non può essere altrettanto “estremo” in quelli del piede. L’esperienza si riduce quindi esclusivamente nel colpire il pallone al momento opportuno, con poca possibilità di variare colpi e direzione. Altrettanto poco stimolante è la fase difensiva: dimenticate voli plastici alla Pagliuca, per respingere i tiri avversari sarà sufficiente porsi di fronte al pallone. Per la gioia di gomiti e ginocchia. 

Bowling
Altro “classico” del genere. In questo caso i risultati sono buoni, a partire da alcune finezze davvero accattivanti. Innanzitutto bisogna sporgersi per raccogliere la palla, e questa cadrà qualora apriate la mano. La stessa fisica è abbastanza sviluppata, e il lancio viene davvero influenzato dalla diversa inclinazione e rotazione del braccio. Si tratta del classico mini-game da compagnia, il cui il neo principale risiede forse nell’eccessiva abbondanza di Strike e Spare improbabili. E’ verosimile che vi siano dei sistemi di assistenza abbastanza influenti, ma in fondo, è pur sempre un videogioco, e lo stesso bowling reale non è poi lo sport più complesso che esista. 

Tennis
Salito alla ribalta grazie a Wii Sports, il tennis è probabilmente lo sport che meglio si addice alle meccaniche del motion control. La riproposizione di Kinect Sports Rivals è a mio avviso il mini-game più completo e profondo dell’intero gioco, l’unico in grado di mantenere viva l’attenzione sul titolo. La tracciatura dei movimenti è al limite del maniacale, in ogni circostanza, anche in quelle precedenti al servizio. Fondamentale è ovviamente il tempismo con cui si impatta sulla pallina, e anche se difficilmente darete vita a scontri degni dei pirotecnici match tra Federer e Nadal, allo stesso tempo troverete giovamento dall’incredibile varietà di colpi effettuabili, come pallonetti, palle smorzate o missili terra-aria da fondo campo. 


Wave Racing
Arriviamo ora alle novità assolute, anche se nel caso specifico delle corse su moto d’acqua tate termine è improprio, visto che è l’evento scelto da Rare per la Demo. Il giocatore è chiamato a muovere le braccia come se gestisse un manubrio, e le funzioni di accelerazione e frenata sono gestite dalla chiusura, o apertura, della mano. E’ inoltre possibile effettuare salti acrobatici incurvando il busto in avanti o all’indietro dopo aver affrontato una rampa, e tale scelta non si limita ad essere meramente scenografica, ma permette di ricaricare più velocemente il power-up a disposizione. L’esperienza è gradevole, anche se non particolarmente gratificante. Manca una certa profondità di fondo, ma il modo in cui si gestiscono le curve, anche quelle a gomito, è piuttosto accurato. 

Arrampicata
Intrigante sulla carta, snervante nella pratica. L’arrampicata è uno dei pezzi “pregiati” messi in vetrina dal team di sviluppo, ma nei fatti si rivela a mio modesto parare una delle esperienze più controverse. Lo scopo è chiaramente quello di arrivare in cima per primi, e per farlo non dovremo limitarci a una sportiva scalata, ma anche a sgomitare contro i nostri rivali. Per salire è necessario allungare la mano verso l’appiglio più vicino, e chiuderla, fino all’agognato traguardo. In alcune circostanze sarà indispensabile anche saltare per sfuggire alle prese degli inseguitori, oppure per aggrapparsi ad un sostegno più elevato. Qualora si rimanga nella stessa posizione per troppo tempo il nostro Campione accuserà la stanchezza, e precipiterà inesorabilmente. Gli stage, via via più complessi, presentano vari percorsi ed ostacoli, ma non lasciano mai nel giocatore la sensazione di pieno appagamento. 

Tiro a segno
Concludiamo la nostra disanima affrontando il tiro a segno. Il giocatore dovrà mimare una pistola, e mirare nel più breve tempo possibile i bersagli che gli si profileranno di fronte, anticipando i colpi dell’avversario. La sensibilità del cursore della mira è sicuramente ben bilanciata, ma la scelta di adibire lo sparo a un semplice automatismo temporale (è sufficiente “sostare” col mirino sul bersaglio per qualche frazione di secondo”) toglie un po’ di mordente. Sarebbe stato sicuramente più immersivo lasciare tale incombenza al movimento del dito a mo’ di grilletto. Ne avrebbe giovato anche la nostra autostima. 

Tuca tuca…tuca!
Il difetto che in assoluto non mi permette di promuovere totalmente Kinect Sports Rivals è però intrinseco alla stessa tecnologia di fondo: si avverte, soprattutto nel tennis e nel tiro a segno, la mancanza di periferiche tangibili. Mimare i movimenti, oppure colpire l’aria come nel caso del calcio, non concede al giocatore una immedesimazione davvero completa, rendendo il titolo un semplice e simpatico diversivo per le serate in compagnia, e un gradevole passatempo per i più piccini. E’ difficile, però, che chi è abituato a fraggare su Call of Duty o su Titanfall possa trovare anche il minimo interesse in un simile prodotto, ben consapevoli, comunque, che effettivamente tali giocatori nemmeno rientrano nel target individuato da Microsoft. 
Recensione Videogioco KINECT SPORTS RIVALS scritta da AR Prima che si scateni la Rivoluzione per un voto poco più che sufficiente è doveroso fare delle precisazioni. Kinect Sports Rivals gode grazie a Kinect 2.0 di un netto miglioramento nel riconoscimento dei movimenti, non solo per una latenza pressoché inesistente, ma soprattutto per la complessità dei gesti trasferiti su schermo. Allo stesso tempo, però, permangono difetti strutturali che mai verranno superati, su tutti una mancanza di concretezza delle proprie azioni, e una longevità limitata quasi esclusivamente alle spensierate serate in compagnia. Non esiste, infatti, alcun tipo di mordente nella modalità Single Player, e i mini-giochi stessi offrono un grado di divertimento modesto, eccezion fatta per il Tennis che risulta in assoluto l’unica vera ragione per accaparrassi questo titolo. Il consiglio è quindi di non lasciarvelo sfuggire esclusivamente nel caso siate soliti organizzare party a casa vostra con giovani e ragazze poco avvezze al mondo videoludico. In caso contrario, una bella LAN di qualsiasi titolo “hardcore” resta ancora oggi la soluzione più gratificante.
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