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Dead Rising 3: Fallen Angel

Dead Rising 3: Fallen Angel

Nessuna speranza per i DLC di Dead Rising

Recensione

XONE

Survival horror

22 Novembre 2013 - 5 settembre 2014 (PC)

A cura di del
Continuano ad approdare su Xbox One i contenuti aggiuntivi dedicati a Dead Rising 3 e dopo aver visto in azione a gennaio Operation Broken Eagle, questo mese è tempo di angeli caduti. Per chi non avesse letto la nostra precedente recensione, sappiate che le storie perdute di Los Perdidos non sono altro che trame parallele alla storyline principale, il cui compitò è quello di svelare interessanti retroscena e mettere in mostra personaggi carismatici con i quali combattere l’invasione zombie… questo almeno sulla carta.
Diciamo sulla carta perché, se già non eravamo rimasti soddisfatti dal precedente capitolo, con Fallen Angel Capcom ha toccato veramente il fondo: in questo breve, brevissimo, articolo vi spiegheremo il perché.



Ciao Angelo bello
Questa recensione sarà particolarmente breve perché semplicemente quanto proposto nel secondo DLC di Dead Rising 3 altro non è che una mescolanza di cose già viste, già fatte e situazioni già vissute in precedenza.
Angel, la protagonista della nuova avventura, è un personaggio tosto, una sexy eroina alcolizzata piena di tatuaggi ma dall’animo estremamente puro. E’ solo per questo probabilmente che Doug, il capo dei rifugiati, la tiene ancora con sé e le assegna gli incarichi più importanti per la sopravvivenza dell’intero gruppo… un attimo.. cerchiamo di capire bene.
Angel è chiaramente psicolabile, beve vodka e si sballa in continuazione e l’idea migliore che viene in mente a Doug è di assegnarle un incarico fondamentale per la sicurezza di tutti? Ok…
Per fortuna a controllare Angel saremo noi e quindi i fumi dell’alcol che di solito la governano in questo episodio non avranno la minima influenza, anzi, potrete decidere tranquillamente di non farle toccare mai nemmeno un cocktail e la storia scorrerà liscia come l’olio (non che ad ubriacarsi cambi qualcosa invero). Insomma Fallen Angel non ha twist nella trama derivanti dalle nostre azioni e ci troveremo a girare per la città nel tentativo di recuperare medicinali, cibo e un trasporto per le persone che ancora tentano disperatamente di sopravvivere. Ad opporsi al nostro tentativo le forze Speciali della ZDC oltre che agli zombi, che ci scaricheranno addosso tutto il loro arsenale solo perché sono stati piazzati da qualche sviluppatore sul nostro cammino.
In parole povere la trama di questo DLC è risibile e dimenticabile, e non riesce a conquistare più di quanto non facciano le missioni secondarie di Dead Rising 3.



Tattoo come skin
Visto che la trama principale era povera, Capcom Vancouver ha ben pensato di arricchirla con subquest inutili, come la distruzione dei megafoni o la necessità di bruciare poster sparsi per la città, poster che purtroppo non prendono fuoco se colpiti con armi melee incendiarie. Serviranno quindi Molotov o archi con frecce esplosive per farli fuori: il nonsense allo stato puro. Restando in tema di armi, il DLC ci propone una morning star, un doppio uzi in puro stile Lara Croft e un fucile a impulsi devastante sulla media distanza. Il tutto vale l’acquisto? assolutamente no.
Nemmeno il mezzo extra aggiunto per l’occasione alza il valore del pacchetto. Il furgoncino degli hamburger è una semplice reskin dei mezzi già presenti, senza abilità speciali o particolari di rilievo.
Una durata di sole due ore infine affossa del tutto la produzione, lasciate perdere del tutto questo DLC e speriamo che il prossimo ci sappia regalare qualcosa di nuovo.
  • [+] eh?

I contenuti extra di Dead Rising 3 ci stanno deludendo in maniera pesantissima e sconsigliamo ad ora l’acquisto di qualsivoglia DLC relativo. Speriamo che con il terzo episodio qualcosa si muova in senso narrativo e anche dell’azione. sinceramente siamo dubbiosi, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Soprattutto in un gioco dove i morti tornano in vita.

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