Recensione di Mass Effect 2
Xbox 360

Copertina Videogioco Mass Effect 2
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     BioWare Corp.
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
9.5
Voto lettori:
9.6
- Universo incredibile
- Storia appassionante
- Buone meccaniche shooting
- Caricamenti troppo lunghi
- Conseguenze del primo capitolo non molto incisive
- Coperture poco dinamiche
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A cura di Luca Forte (drleto) del
In molti pensano che in questo stadio evolutivo del nostro media, un prodotto videoludico per imporsi all’attenzione del pubblico e della critica deve cercare di sviluppare maggiormente una delle due anime intrinseche nel suo nome: questo può tradursi da una parte nella ricerca di un nuovo linguaggio narrativo attraverso la stesura di una propria e specifica grammatica, dall’altra nel perfezionamento della “ludica” attraverso nuovi modi per interagire con l’ambiente di gioco, capaci di coinvolgere e rendere sempre più protagonista il fruitore.
Con Mass Effect 2 Bioware ha provato ad espandere entrambi questi due elementi, in modo da realizzare, non solo il miglior titolo della compagnia canadese, ma anche una delle pietre miliari di questa generazione.

Senza soluzione di continuità
In Mass Effect 2 avremo la possibilità di vivere nuovamente le gesta del Comandante Shepard, il primo Spettro di origine umana mai arruolato dal Consiglio Intergalattico. Una sorta di icona in tutto l’universo, essendo colui che ha salvato la Cittadella dalla completa distruzione per opera della Sovereign, il mastodontico incrociatore che i Razziatori hanno affidato a Saren per distruggere il cuore del potere politico della galassia. Ritroveremo quel che resta dell’equipaggio della Normandy a pochi mesi da questi fatti, intento a debellare le ultime tracce di questa minaccia, in una lunga ed onerosa caccia per tutto l’universo.
La marcata continuità tra i due episodi è di fondamentale importanza per gli sviluppatori, che in questo modo vogliono sottolineare quanto le decisioni prese in qualsiasi momento del gioco vadano ad incidere sugli avvenimenti del successivo capitolo. Missioni svolte, fama, ma soprattutto i comprimari conosciuti, amati o salvati modificheranno gli avvenimenti che andremo a vivere, chi incontreremo nel lungo viaggio intrapreso e i rapporti che ci legheranno a queste persone. Va comunque sottolineato come gli sviluppatori abbiano dovuto "depotenziare" l'incidenza di alcune delle scelte più estreme per restringere il campo delle possibili variabili da tenere in considerazione ai fini dello svolgimento della storia; nonostante questo le nostre gesta passate ci accompagneranno come una sorta di eco per tutta l’avventura, grazie ai tanti richiami o piccole conseguenze che scopriremo viaggiando per l’enorme universo. Una eco che ci porterà a riflettere pesantemente sulle nostre azioni, dato che la loro portata si ripercuoterà sui rapporti con il nostro equipaggio e sicuramente sugli avvenimenti narrati nel seguito, già previsto ed annunciato.
Coloro che invece intendono entrare nell’universo Bioware direttamente con Mass Effect 2, senza dunque importare il salvataggio e le conseguenze del primo capitolo non disperino, perché iniziando la partita da capo scoprirete come alcune di queste scelte siano state prese per voi da Bioware, come facenti parte del background personale di Shepard, in modo da catapultarvi in universo conosciuto e vivo, nel quale i diversi protagonisti hanno un passato importante e pregno di forti legami interpersonali.

Costruire un sequel
Se qualcuno avesse mai avuto dei dubbi sulle qualità di Bioware come sviluppatore, con Mass Effect 2 dovrà ricredersi. Il colosso canadese ha infatti dimostrato come si realizza un seguito, intraprendendo con intelligenza e coraggio un'operazione di destrutturazione di quello che, nonostante tutto, è stato un debutto acclamato sia dalla critica sia dal pubblico, accettando le poche critiche ricevute ed usandole come base per costruire una nuova pietra miliare dell’intero panorama videoludico.
Questo perché è bastato sistemare un comparto tecnico a volte zoppicante (perlomeno su Xbox 360), un'esplorazione dell'universo poco varia ed altri piccoli dettagli non molto amati dai fan (i famigerati ascensori, adesso sostituiti da famigerate schermate di caricamento) per permettere alla narrazione di prendere il sopravvento, valorizzata da un comparto ludico decisamente all'altezza in grado di catalizzare la tensione dei filmati in fasi giocabili altrettanto adrenaliniche. La scelta è stata quella di esasperare, perlomeno superficialmente, la componente action dei combattimenti, abbandonando alcune velleità GDR che appesantivano il gameplay, come l’abilità con le armi, non più assoggettata alle statistiche di Shepard, fino ad arrivare alla standardizzazione di alcune meccaniche, come quelle della ricarica o del recupero dell'energia. Questi fattori, uniti alla presenza di un tasto deputato all'utilizzo diretto di uno dei poteri caratteristici della specializzazione del nostro personaggio, rendono il sistema di combattimento molto più veloce e dinamico. Questo non dovrà far dimenticare che Mass Effect 2 è pur sempre un gioco di ruolo: in ogni momento potremo infatti mettere in pausa e richiamare la ruota dei poteri o delle armi in modo da impartire con calma e precisione gli ordini ai nostri compagni. Grazie a due diverse direzioni del D-pad potremo assegnare singolarmente i diversi comandi, in modo da differenziare l’approccio ed il posizionamento tra un mastodontico Krogan ed un esile Quarian.
La profondità del gameplay realizzato da Bioware si comincerà a saggiare col procedere dell’avventura, quando si sbloccheranno alcune tra le abilità più avanzate di ogni specializzazione (biotico, ingegnere, soldato) in grado di differenziare grandemente ognuna di queste tre scelte. Anche la gestione del proprio inventario seguirà questa filosofia, apparendo inizialmente molto semplificata e limitata, soprattutto se confrontata con la mole di informazioni ed armi da gestire nel primo capitolo, per poi mostrare un elevato grado di personalizzazione, grazie ai tanti upgrade acquistabili con i quali potenziare sia le capacità fisiche dei personaggi sia l’equipaggiamento, Normandy inclusa. Tutte queste possibilità saranno disponibili una volta reclutati tutti i membri del proprio equipaggio, che tramite alcune opzioni di dialogo daranno il loro contributo alla ricerca scientifica. I nuovi upgrade avranno ovviamente un costo da corrispondere in uno dei quattro metalli preziosi dei quali molti pianeti sono ricchi. La rinnovata fase di esplorazione spaziale rimuove del tutto le sezioni a bordo del Mako, concentrandosi sull’analisi della superficie planetaria attraverso gli scanner della nave. In questo modo sarà possibile trovare sia i suddetti metalli, ma anche imbattersi in tecnologie perdute o in anomalie che nasconderanno alcune missioni secondarie. Esse saranno molto più varie ed articolate di quelle viste in Mass Effect e, nel caso di quelle legate ai comprimari, in grado di coinvolgere ed appassionare, grazie ad un enorme spessore di un cast di personaggi affascinanti e carismatici.
Ed è proprio l’imponenza dell’universo creato da Bioware ad impressionare in questo Mass Effect 2. Un universo credibile e coerente, dove le diverse razze aliene coesistono in base ad un complesso sistema di relazioni e un delicato equilibrio di poteri. Un lavoro in grado di restituire un affresco che solo le grandi produzioni hollywoodiane sono in grado di pareggiare. La disperata caccia di Shepard si trasformerà presto nella vostra ricerca e le oltre venti ore necessarie per finire l’avventura principale tutta di un fiato continueranno a sorprendere con colpi di scena memorabili. Il ritmo della narrazione si fa ancora più serrato e la possibilità di interrompere alcuni dialoghi con azioni buone o cattive rende la storia ancora più avvincente.

Macchine da guerra 2
Nonostante non sia un action “puro” va sottolineato come le fasi di combattimento Mass Effect 2 siano davvero godibili, grazie ad un ottimo bilanciamento tra i momenti d’azione e la gestione dei poteri. In virtù di una risposta delle armi più credibile ed un sistema di copertura efficiente, legato alla pressione del tasto A, il prodotto Bioware si avvicina terribilmente agli standard dei moderni Third Person Shooter. Una meccanica delle coperture ancora piuttosto statica ed un livello di difficoltà alto rendono i combattimenti impegnativi, nonostante un’intelligenza artificiale non eccelsa, che porterà i nemici ad eseguire semplici strategie d’aggiramento. Malgrado queste piccole imperfezioni i combattimenti saranno molto coinvolgenti e decisamente più che un semplice riempitivo tra una fase d’esplorazione e l’altra. Occorre ricordare infatti come l’anima di Mass Effect 2 sia ancora quella di un gioco di ruolo molto profondo che pian piano svelerà tutto il suo potenziale sia nella personalizzazione della propria squadra che soprattutto nell’impronta che le nostre gesta lasceranno nelle vicende narrate.

Senza fiato
Laddove il primo Mass Effect mostrava maggiormente il fianco era il profilo tecnico. Ambienti puliti ed asettici nascondevano con mestiere una carenza di dettagli che il motore di gioco non sarebbe riuscito a sostenere. Un frame rate ballerino e l’atavico problema delle texture dell’Unreal Engine 3 non permettono al prodotto Bioware di ammaliare lo spettatore ancora oggi, nonostante le buone opinioni del tempo. Mass Effect 2 ci proietta invece in un universo molto più sporco, usurato ma soprattutto vario di quello conosciuto finora, fatto di oscure bettole, sperduti centri di detenzione e tranquille colonie periferiche. Ognuna di queste ambientazioni appare molto ricca di dettagli, di segreti da scoprire e cose da fare ed è piacevole constatare come il motore di gioco rimanga costantemente ancorato ai 30 fps, anche nelle situazioni più concitate, laddove esplosioni, l’uso dei poteri biotici o la distruzione dei ripari rendono gli scontri molto spettacolari. Tutto ciò ha un costo, ovvero dei tempi di caricamento un po’ troppo lunghi, sopportabili nel caso di spostamenti tra una zona e l’altra dell’universo, ma piuttosto inopportuni nel caso in cui ci si sposti tra un piano e l’altro della Normandy.
Inutile sottolineare la maestria con la quale sono stati modellati i volti dei personaggi incontrati durante il nostro viaggio o la caratterizzazione delle diverse razze aliene, tutte splendidamente animate e capaci di donare ancora più credibilità alla narrazione. Lo sforzo dei produttori nel concentrare tutte le proprie risorse tecniche nella modellazione dei volti è tangibile e di sicuro impatto soprattutto se accompagnate da un eccezionale doppiaggio come quello della versione inglese, laddove star del calibro di Martin Sheen, Adam Baldwin, Tricia Helfer, Michael Hogan e Carrie-Anne Moss si alternano a prestare la voce a personaggi memorabili. Lasciamo alla seconda opinione del gioco il compito di valutare la riuscita della versione italiana, sperando vivamente che essa possa mantenere il livello qualitativo incontrato nel primo episodio.
La colonna sonora si presenta come una delle più evocative degli ultimi tempi, grazie ad un’ottima varietà di arrangiamenti epici, in grado di sottolineare al meglio ogni situazione di gioco.
L’avventura di Shepard ci terrà incollati allo schermo per più di venti ore di gioco, senza considerare i tanti segreti e le missioni secondarie che costellano l’universo. Come se non bastasse Mass Effect 2 spinge il giocatore a scoprire i diversi risvolti della trama attraverso una seconda partita, se non addirittura a rigiocare il primo capitolo, solo per vedere come e quanto le scelte effettuate andranno ad incidere sulla storia. Tutto questo senza contare i DLC già annunciati che allungheranno ulteriormente l’esperienza di gioco.
Recensione Videogioco MASS EFFECT 2 scritta da DRLETO Mass Effect 2 è senza mezzi termini il nuovo metro di paragone per i giochi di ruolo di stampo occidentale. A livelli produttivi altissimi si affianca un sistema di gioco divertente e ben bilanciato e una fase di gestione del personaggio e del proprio equipaggiamento molto profonda, nonostante l’apparente semplificazione messa in atto. Un universo coerente costellato da personaggi memorabili, un ritmo narrativo serrato e alcuni dei dialoghi meglio riusciti dell’intero panorama videoludico, non possono che spingerci ulteriormente a consigliare il gioco a tutti.
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