Recensione di Nel Paese delle Creature Selvagge

Copertina Videogioco Creature
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Amaze Entertainment
  • Distributore:

     DDE
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Abbastanza immediato
- Interamente doppiato in italiano
- Solo per bambini
- Manca una trama di fondo
- Tutto già visto
- Comparto tecnico sottotono
A cura di (Fabfab) del
Questo autunno 2009 ci porta, tra le altre cose, l'ennesimo film per ragazzi tratto dall'ennesimo libro più amato nel suo genere, che probabilmente nessuno aveva mai sentito nominare prima dell'uscita della pellicola (noi ci annoveriamo tra questi ultimi). Altrettanto prevedibilmente, a seguito della produzione cinematografica, troviamo un tie-in prodotto per le maggiori piattaforme, che tenterà di cavalcarne il presunto successo.
Sulla validità del film non possiamo ancora esprimerci, su quella del videogioco ci accingiamo a trattare...

Il bambino col pigiama da coniglio
Il piccolo Max è un bambino che si sente trascurato dalla famiglia, madre e sorella, mentre il padre risulta assente. Per questo una sera, indossato il suo pigiamino, fugge di casa e con una barca a remi approda su una vicina isola: probabilmente vorrebbe solo essere un modo per attirare l'attenzione, non fosse che l'isola si rivela popolata da bizzarre, enormi creature. Le quali pensano bene di accogliere Max ed eleggerlo a loro re, per aiutarle a fronteggiare l'immininente minaccia distruttiva che incombe: il nulla avanza!
Questa in breve la trama che abbiamo estrapolato dopo qualche ricerca in internet, perchè in realtà il gioco non ritiene necessario spiegare chi siano i protagonisti dello stesso e che cosa vogliano: si comincia subito con l'approdo del bambino sull'isola e da quel momento è tutto un susseguirsi di eventi surreali, senza un minimo di filo logico a collegarli. Ma in fondo non si tratta di una novità per i tie-in, in cui si dà per scontato che il giocatore abbia visto il film da cui è tratto, per cui gli sviluppatori ritengono di non dover perdere tempo per elaborare uno straccio di trama: Harry Potter docet.

Una corsa a perdifiato
Altrettanto prevedibilmente, il titolo è un action-adventure con preponderanza di elementi platform, che è sempre la scelta più comoda per convertire in videogioco praticamente qualunque tipo di pellicola.
Punto focale del gioco è il villaggio delle Creature Selvagge, in cui Max si accampa dopo il tutorial iniziale. Qui è possibile effettuare un minimo di esplorazione dei ridotti ambienti circostanti, alla ricerca di un modo per raccogliere le varie risorse disponibili. In alternativa il giocatore può andare ad affrontare i vari livelli di cui si compone il titolo, liberamente rigiocabili una volta completati.
I livelli hanno la curiosa caratteristica di essere sempre improntati come una sorta di corsa: sia che Max insegua una creatura, sia che si accompagni ad essa, al giocatore viene richiesto di trovare il modo di superare gli ostacoli che i gigantesci compagni superano con un balzo, senza dimenticare di dare sempre un'occhiata in giro per recuperare le già nominate risorse.
In questi livelli, tutti piuttosto simili tra di loro come ambientazione, le cose da fare sono combattere i nemici (con un'unica semplice combinazione di attacco e parata), saltare e appendersi, arrampicarsi, raccogliere gli oggetti sparsi ed interagire con alcuni elementi dell'ambiente: bagnare una pianta la farà crescere e ci permetterà di raggiungere aree altrimenti inaccessibili, usare i gusci esplosivi consente di far saltare in aria alveari ostili, utilizzare le esche permette di attirare i nemici e distrarli temporaneamente dalla strada che stavano sorvegliando e così via. Il tutto attraverso livelli totalmente lineari e quasi del tutto privi di componente esplorativa. Talvolta la consueta progressione viene arricchita da sessioni di gara in cui il piccolo Max, a cavallo di una Creatura, dovrà schivare gli ostacoli che si materializzano via via sul percorso.
Facile immaginare come con un'offerta tanto limitata il tutto finisca per venire presto a noia.

La nuova generazione
Il comparto tecnico del gioco non sfrutta minimamente le potenzialità della console Microsoft, risultando in tutto e per tutto un gioco con l'aspetto di una generazione fa, con personaggi ed ambienti poco definiti e dalle movenze rigide: nonostante questo la resa globale non è male, basta accontentarsi. La telecamera è ancorata alle spalle del protagonista e può essere mossa limitatamente sull'asse orizzontale, ma in genere risulta adeguata a carpire tutte le informazioni che necessitano sull'ambiente circostante.
Accettabile il comparto audio, con qualche tema d'atmosfera ed un doppiaggio italiano nella media, che rende il prodotto fruibile anche dai videogiocatori più piccini.
La longevità è prevedibilmente molto bassa: vero che ci sono molti oggetti da raccogliere, utili per sbloccare obiettivi e bonus di gioco, ma l'estrema ripetitività del tutto rende l'operazione adatta solo ai più ostinati...
Recensione Videogioco NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE  scritta da FABFAB Nel Paese delle Creature Selvagge rappresenta l'essenza dei tie-in. Pensato evidentemente per un pubblico molto giovane, il gioco risulta banale e prevedibile, senza innovazioni di sorta, e con un comparto tecnico che non sfrutta minimamente le potenzialità dell'hardware su cui gira.
Sembrerebbe un titolo da bocciare senza appello, tuttavia proprio il target infantile verso cui è diretto in parte lo salva. Infatti per un bambino il titolo può risultare piacevole, la difficoltà regolabile e quel minimo di intuito e strategia richiesti possono coinvolgere sul breve periodo. Ma chiunque sia over 8 dovrebbe tenersene alla larga senza rimpianti...
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