Recensione di Axel & Pixel

Copertina Videogioco Axel & Pixel
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Silver Wish Games
  • Costo:

     800 Ms Points
  • Data uscita:

     14/10/2009
- Stilisticamente valido
- Semplice ed immediato
- Divertente e spassoso
- Difficolta medio bassa
- Troppo breve
A cura di (AP) del
Gli anni ‘90 sono stati il periodo d’oro delle avventure grafiche. Capolavori come Monkey Island, Indiana Jones e il Destino di Atlantide e successivamente Grim Fandango e Full Throttle rimarranno sempre nei cuori di chi li ha giocati. In questi ultimi anni però, nonostante non si possa certo parlare di rinascita del genere, alcune avventure grafiche maggiormente popolari al grande pubblico hanno fatto ritorno. Se il cane poliziotto Sam e il suo psicopatico amichetto Max hanno dato prova di godere di ottima salute grazie alle due stagioni delle nuove avventure, l’artista Axel e il suo fido cane Pixel si affacciano per la prima volta sulle nostre console tramite Xbox Live Arcade. Il loro viaggio però risulta un incrocio tra una classica avventura grafica e un puzzle game conditi da un comparto tecnico davvero eccentrico e per certi versi psichedelico. Vediamo come se la sono cavata.

Un topo per nemico
Axel & Pixel
vede i due protagonisti impegnati nel fuggire da un sogno indotto e provocato da un terribile ratto violaceo che, azionando un grammofono, li catapulterà in un mondo surreale e piuttosto singolare. Il loro scopo finale sarà la cattura del malefico roditore, che come un novello Donkey Kong, continuerà a scappare da uno stage all’altro facendo attraversare scenari sempre nuovi dall’improbabile duo. Qui infatti sta la singolarità di questa produzione degli Silver Wish Games: i personaggi andranno mossi per lo schermo muovendo con la leva analogica un cursore che, una volta raggiunto un particolare oggetto dello scenario cambierà forma permettendo di interagire con esso. L’interazione effettuabile darà il via ad animazioni spesso curiose e buffe che a loro volta potranno fornire un indizio al giocatore sul come proseguire. Per fare un esempio pratico possiamo prendere in esame alcune parti del primo livello di gioco. All’inizio potremo interagire con la grande stalattite che ci blocca la strada. Passandoci sopra vedremo il cursore trasformarsi in una mano e potremo chiedere ad Axel di arrampicarsi su di essa semplicemente premendo A per confermare. Il tentativo di arrampicata fallirà a causa del suo essere scivolosa e quindi dovremo prendere in considerazione la possibilità di scioglierla utilizzando i raggi di sole che rimbalzano su un pezzo di quarzo nelle vicinanze. Purtroppo una volta che si punterà l’oggetto riflettente, un grande mostro apparirà dietro le montagne e oscurerà il Sole. Come fare per allontanarlo? Basterà cliccare su di esso per far partire una sorta di breve quick time event in cui dovrete premere i pulsanti che appariranno per permettere ad Axel di lanciare correttamente delle palle di neve contro il gigantesco essere. Una volta completata anche quest’incombenza scioglierete la stalattite solo per trovarvi davanti ad un fosso troppo ampio per essere saltato. Da questo punto in avanti ci sembra corretto lasciarvi scoprire da soli le tante follie che questo mondo riserva.

Una breve avventura
I livelli di gioco si risolvono quindi in sequenza e vi vedranno avanzare in un luogo dove tutto è possibile. Per venire incontro ai giocatori meno abili è stato inserito un sistema di aiuti che si attiverà premendo il tasto Y. Esso avrà un numero limitato di utilizzi per non facilitare troppo il compito, ma potrà tornare utile in alcune occasioni davvero bizzarre. A queste sessioni se ne aggiungono alcune decisamente più arcade che vi vedranno guidare una dune buggy, una mongolfiera e una barca. Esse potranno essere giocate anche al di fuori del contesto avventuroso, selezionandole dal menu principale e garantendo un piccolo incremento alla longevità complessiva. Essa purtroppo è la nota dolente dell’intera produzione, poiché per portare a termine la modalità principale impiegherete appena una manciata di ore, permettendo il suo completamento in una sola sessione di gioco. Il numero complessivo degli stage è di sole ventiquattro unità e il loro completamento, sapendo cosa fare, si può spesso ottenere in pochi minuti, andando ad inficiare sulla rigiocabilità che a conti fatti è quasi nulla. Utilizziamo l’avverbio “quasi” perché per incrementare un po’ il fattore longevità, oltre ai già menzionati minigiochi, gli sviluppatori hanno inserito all’interno dei vari stage diversi ossi da trovare per Pixel, diversi pennelli per Axel e alcune viste panoramiche da far dipingere all’occhialuto pittore. Ottime idee che unite alla possibilità di selezionare i livelli già completati dal menu principale riescono a coinvolgere agilmente il giocatore più completista, ma incapaci di aumentare significativamente la durata del gioco.

Gioco o collage?
Pur senza appoggiarsi a tecnologie grafiche di ultimissima generazione Axel & Pixel stupisce gli occhi del giocatore grazie ad un uso combinato di grafica fotorealistica e disegni animati molto semplici, ma nel contempo animati con grande dovizia di particolari. I fondali prendono di peso immagini di fiori, stagni e della natura in generale per creare un ambiente di gioco in cui convivono tranquillamente personaggi che sembrano disegnati da un bambino, ma che una volta in movimento risultano credibili pur nella loro semplicità e surrealità. Il gioco si presenta colorato e ricco di dettagli e muoversi all’interno di ogni stage stamperà un sorriso sul volto di molti giocatori. Il comparto sonoro svolge anch’esso un ottimo lavoro grazie a suoni ambientali azzeccati, musiche capaci di farci entrare in questo folle universo e soprattutto ai versi che vengono prodotti dalle creature che incontrerete e da Axel stesso, che si farà capire dal fido Pixel tramite borbottii e versi davvero eloquenti.
La giocabilità risulta davvero elevata grazie ad un sistema di controllo immediato (basta lo stick analogico e un singolo pulsante) e ad un gameplay che non punisce mai davvero il giocatore, costringendolo al massimo a bloccarsi per trovare la soluzione. Certo è che un numero maggiore di livelli ed una maggiore complessità degli stessi avrebbe reso la produzione 2K Games ancora migliore.
Recensione Videogioco AXEL & PIXEL scritta da AP Un bel gioco dura poco dicevano. Questo proverbio calza a pennello con il prodotto sviluppato da Silver Wish Games poiché ad una giocabilità immediata e semplice e ad un comparto tecnico stilisticamente divertente e divertito, si contrappone un numero di stage di appena due dozzine.
Per questo motivo Axel & Pixel rimane consigliato ad utenti giovani o poco pratici di avventure grafiche (leggasi Sam & Max o The Secret of Monkey Island), ma anche a tutti quelli che con un gioco desiderano rilassarsi e magari farsi anche qualche bella risata.
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