Recensione di Magna Carta II

Copertina Videogioco Magna Carta II
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Data uscita:

     Autunno 2009
- Ottimo design
- Sistema di combattimento immediato e profondo
- Longevità adeguata alla categoria
- Buona caratterizzazione dei personaggi
- Tecnicamente "vecchiotto"
- Solo per amanti del genere
- A tratti ripetitivo
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A cura di (Folken) del
Sin dal suo arrivo sul mercato, la console Microsoft ha cercato di imparare dagli errori del passato arricchendo il proprio catalogo di titoli dedicati al difficile mercato giapponese. In particolar modo gli utenti Xbox 360 hanno potuto godere di un numero piuttosto consistente di giochi di ruolo orientali, paradossalmente battendo almeno in quantità la diretta concorrente Sony. Questo Magna Carta II si va ad aggiungere alla folta lista, proponendosi piuttosto in sordina come un prodotto di certo non mainstream e sfornito di budget stellari, ma a nostro parere in grado di attirare più di un’attenzione su di sé e di quietare gli appetiti dei fan infiammati dall’hype generato dall’eternamente atteso Final Fatansy XIII.

Nord e Sud
Le terre di Lanzheim sono dilaniate da una sanguinosa guerra tra le forze del nord e quelle del sud. Sotto la guida della principessa Rzephillda queste ultime cercano di difendere con tutte le proprie energie la libertà del proprio popolo, minacciata dalla brama di potere del malvagio auto-proclamatosi re, Schuenzeit. Aiutata dall’ambiguo conte Alex, la dolce ma combattiva Zephie si ritrova a fronteggiare diverse minacce, anche interne, tra cui le Sentinelle, armi supreme delle forze del nord, di cui un esemplare si trova sull’isola di Ventalto. È qui che il protagonista dell’avventura incrocerà la propria vita con i catastrofici eventi che stanno coinvolgendo il mondo fino ad allora a lui estraneo. Juto, questo il nome del nostro eroe, risulta inizialmente piuttosto stereotipato, avendo egli perso la memoria. Egli vive la propria vita con superficialità, tra qualche lavoro svolto distrattamente e qualche screzio con Melissa, la dolce amica che si è presa cura di lui sin dal suo arrivo sull’isola. Quando gli eventi del mondo esterno travolgono Juto, egli non potrà più far finta di niente e si unirà alle forze meridionali, nel disperato tentativo di riconquistare la memoria.
Questo incipit non particolarmente brillante non vi tragga in inganno: la trama di Magna Carta 2 ha il non indifferente pregio di catturare il giocatore nelle proprie vicende, grazie principalmente all’ottima caratterizzazione dei personaggi e ai divertenti rapporti che si instaureranno fra essi. Essendo il gameplay basato sulla gestione del proprio party, si può immaginare quanto sia fondamentale al fine di creare un’esperienza di gioco piacevole, l’inclusione di protagonisti carismatici. Al vostro fianco troveranno quindi posto la bella principessa Zephie, l’enorme guerriero Argo, il mago del fuoco Crocell e altri che si aggiungeranno più avanti nell’avventura.

Dalla Corea con furore
Il gameplay del titolo Softmax è molto più complesso e sfaccettato di quanto non appaia inizialmente, tant’è che anche dopo diverse ore di gioco, il completo tutorial si ritroverà costretto ad illustrarvi nuovi aspetti rimasti ancora inesplorati. Centrali nell’economia del gioco saranno le fasi di combattimento, alle quali dedicherete la maggior parte del vostro tempo. A differenza di quanto si è di solito abituati, queste saranno in tempo reale, senza alcuno stacco rispetto alle sezioni esplorative. Quando infatti sulla mappa di gioco incontrerete dei nemici, premendo il trigger sinistro, entrerete nella modalità attacco, attivando così tutte le funzioni utili per avere la meglio sui vostri avversari. I tre diversi personaggi che potrete di volta in volta controllare si differenziano per caratteristiche, dividendosi in base al tipo di energia di cui fanno uso e che permette loro di eseguire attacchi fisici, magie offensive o curative. Nel caso dei guerrieri, quali Juto e Argo, i punti che permettono di utilizzare le abilità più potenti si ricaricheranno portando a segno attacchi normali. Quando ne avrete a sufficienza, potrete scegliere dal menu apposito quale potere speciale utilizzare. Nell’interfaccia è compreso anche un altro indicatore, che andrà a riempirsi più azioni eseguirete. Se supererete un certo limite, il vostro personaggio si affaticherà troppo, rimanendo inutilizzabile per alcuni istanti. Tuttavia, se la riempirete utilizzando un’abilità speciale, attiverete il cosiddetto vincolo, che, cambiando personaggio col giusto tempismo, ne incrementerà il potere offensivo. Tutte queste meccaniche, ulteriormente arricchite da numerose sfaccettature, quali ad esempio le magie, i vari cambiamenti di stati a cui il vostro party potrebbe essere soggetto e così via, danno vita ad un sistema di combattimento sorprendentemente profondo e allo stesso tempo molto veloce, oltre che impegnativo nelle fasi più avanzate o nelle sfide contro i boss. La definizione delle caratteristiche di ogni PG sarà strettamente legata al proprio equipaggiamento, ed in particolar modo all’arma utilizzata. Questa potrà essere potenziata con specifici oggetti e identificherà lo stile di combattimento, nel quale dovrete necessariamente specializzare il vostro personaggio acquisendo nuove abilità ed incrementando i diversi valori a suon di punti esperienza, che rimarranno così vincolati alla vostra scelta.
Quando non sarete impegnati a fare stragi di creature bizzarre o di spietati membri delle forze settentrionali, non vi ritroverete sicuramente a girarvi i pollici. Magna Carta II può infatti contare su un campionario quanto mai ricco di quest principali, ma soprattutto tantissime secondarie. Queste sono risultate piuttosto canoniche, ma non di meno varie e permettono al titolo di garantire la ragguardevole cifra di circa quaranta ore di gioco. Non mancano alla lista nemmeno svariati mini-games, utili a spezzare il ritmo di gioco e quindi a non annoiare l’utente con l’inevitabile ripetitività degli scontri ed un ricco sistema di crafting tramite il quale creare nuovi oggetti grazie alla consueta combinazioni di materiali e ricette.

Unreal Engine con gli occhi a mandorla
Sul fronte estetico il discorso merita quanto mai di essere scisso in due, con da un lato un’analisi più squisitamente artistica, dall’altro una tecnica. Sotto il profilo del design, è difficile non fare un plauso alla matita dell’inconfondibile (almeno per gli appassionati) artista coreano Hyung-Tae Kim. I personaggi tratteggiati con il suo stile particolare potrebbero non incontrare i gusti di tutti, ma i fan di tutto ciò che viene dall’oriente rimarranno affascinati dai sontuosi abiti con cui è capace di vestire i propri soggetti. C’è purtroppo da notare come il passaggio dalla carta ai modelli tridimensionali, nonostante lo sviluppo sul motore grafico Unreal Engine 3, risulti in un’espressività degli stessi piuttosto limitata. La natura low budget del prodotto viene indubbiamente messa in evidenza proprio dall’implementazione del motore grafico, purtroppo in questo titolo in una delle sue manifestazioni peggiori. Sebbene il colpo d’occhio, proprio in virtù di una direzione artistica di buon livello, sia più che positivo, non si possono non notare tutta una serie di difetti. Primo su tutti un livello di dettaglio spesso troppo esiguo nella realizzazione degli ambienti, fortunatamente comunque molto vari. Texture e numero di poligoni sono infatti decisamente sotto il livello medio della produzione odierna. A tutto ciò si affiancano alcuni difetti grafici, tra cui il più evidente è un pop-up degli elementi a schermo. La sensazione è che il titolo, che gode di un design ottimo e capace di coinvolgere il giocatore nel mondo ideato dai programmatori con grande dovizia di particolari, avrebbe meritato una realizzazione tecnica di ben altro spessore, rischiando di relegare la produzione ad una nicchia di appassionati capaci di scavare oltre le apparenze.
Di ottimo livello il comparto audio, sebbene vada ovviamente analizzato nel contesto dei giochi di ruolo orientali, da sempre caratterizzati da un’effettistica mai troppo fedele alla realtà, ma comunque apprezzabile. Stesso discorso per le musiche, forse non sempre adatte ad un pubblico occidentale, ma indubbiamente ben scritte ed arrangiate e contribuiranno a rendere piacevoli le vostre lunghe esplorazioni.
Recensione Videogioco MAGNA CARTA II scritta da FOLKEN Magna Carta II si è rivelato una piacevole sorpresa. Il titolo non stravolge il genere, nè tenta di imporsi come nuovo metro di paragone, ma è proprio nella sua modestia che è possibile identificarne il punto forte. Senza cercare le luci della ribalta gridando ai quattro venti feature spacca mascella, è in grado in realtà di offrire un gameplay solido, vasto e sfaccettato. Come se non bastasse, il particolare sistema di combattimento riesce ad essere a suo modo originale e indubbiamente accattivante. Ciò vale anche per la trama e soprattutto la caratterizzazione dei personaggi, che riusciranno nel magico intento di assorbirvi nel mondo disegnato da Softmax e in definitiva divertirvi. Poco male se tecnicamente siamo indietro di qualche anno rispetto alla concorrenza, Magna Carta II è un gioco piacevole e longevo, che gli appassionati di JRPG troveranno sicuramente appagante e coinvolgente quanto basta, in attesa dei pesi massimi eternamente in ritardo.
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