Recensione di Halo 3: ODST

Copertina Videogioco Halo: ODST
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Bungie
  • Distributore:

     Microsoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 16 (Multiplayer online)
  • Data uscita:

     22 Settembre 2009
8.5
Voto lettori:
8.5
- E' Halo
- Meccaniche di gioco perfette
- Tante modalità a prezzo budget
- Grafica un po' datata
- Poco coraggioso
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A cura di Luca Forte (drleto) del
Quando si parla di Halo milioni di giocatori in tutto il mondo rimangono col fiato in sospeso in attesa di ogni nuova notizia che riguardi la loro serie preferita, che oramai ha sorpassato agilmente i confini videoludici per diventare un vero fenomeno mediatico, fatto da libri, serie animate e forse persino un film. Tutti con un grande comune denominatore: il successo.
Non stupisce dunque che Microsoft cerchi di sfruttare intensamente il proprio brand, conscia del fatto che l’immaginario creato da Bungie è talmente vario e dettagliato da permettere un’espansione radiale del suo universo, nato inizialmente solo come sfondo alle vicende di Master Chief.
L’ anno scorso arrivò nei negozi il primo (Spin off della saga) titolo dedicato ad Halo non facente parte del filone originale, ovvero Halo Wars, l’RTS sviluppato da Ensemble Studios che se da un lato non aveva pienamente convinto dal punto di vista delle meccaniche, dall’altro aveva dimostrato la versatilità del brand, fornendo un mondo di gioco credibile e dettagliato.
Quasi contemporaneamente veniva rivelato un secondo progetto parallelo, Recon, dalle meccaniche di gioco decisamente più classiche, ma con protagonisti un gruppo di Orbital Drop Shock Trooper ovvero una divisione di Truppe d'Assalto Orbitale, “normali” soldati dell’U.N.S.C. impegnati nel respingere l’assalto Covenant alla città di New Mombasa.
Nato inizialmente come DLC per Halo 3 e sviluppato da un pugno di uomini interni a Bungie, Recon, con il cambio di nome in ODST, si ritagliò persino una distribuzione retail, calamitando intorno a se sempre maggiori attenzioni e curiosità, per via del diverso approccio alla guerra che un soldato ODST poteva avere, soprattutto se confrontato con LO Spartan per eccellenza. Livelli aperti, un gameplay maggiormente votato allo steath e l’essere parte di una squadra di soldati terrestri: queste sono le premesse che accompagnano l’uscita di Halo: ODST nei negozi.
Andiamo insieme a scoprire che impatto hanno avuto le Truppe d’Assalto Orbitale.

Promesse
Coloro che hanno temuto una rivoluzione stiano tranquilli: ODST è un Halo fino al midollo. È vero che la Recluta, questo è il soprannome del nuovo protagonista, non è uno Spartan: è meno forte fisicamente, non ha scudi ricaricabili e non ha la nomea di leggendario guerriero. È però altrettanto vero che esteticamente i meno esperti non noteranno tutte queste differenze tra i due soldati, senza contare che la recluta picchia altrettanto duramente i poveri Covenant e possiede un equipaggiamento di tutto rispetto, a partire dal VISR, uno speciale visore capace di penetrare l’oscurità ed individuare le attività ostili, e due nuove armi (M7S e M6S Magum) dotate di silenziatore, utili a eliminare qualche nemico senza essere notati. Ma la cosa più evidente è l’identica caratterizzazione dei due personaggi, entrambi parlano poco (se non addirittura per niente) e sono perennemente barricati dietro il loro elmo tattico, che ne cela perennemente i lineamenti. Inoltre sono soldati implacabili, che non disdegnano l’azione solitaria e non si spaventano di fronte ad orde di nemici aggressivi. La maggiore differenza tra Master Chief e la Recluta sta nella duplice gestione della barra d’energia. In barba ad una delle tante innovazioni introdotte proprio da Halo, in ODST per recuperare la salute dovremo cercare dei medikit, senza i quali le nostre condizioni rimarranno critiche. L’unica cosa che si ricaricherà automaticamente rimanendo nascosti dietro una copertura sarà l’energia una sorta di secondo indicatore che permetterà di assorbire senza danni solamente i primi colpi avversari.
A parte questo non si percepisce una reale differenza di esperienza, sicurezza e forza tra questi due personaggi, così come non la si avverte nemmeno quando si vivranno le fasi di gioco attraverso gli occhi di Mickey, Romeo, Buck e Dutch, ovvero i propri compagni ODST, veterani di molte battaglie.
Eppure il gioco comincia in maniera coraggiosa, distaccandosi pesantemente dai binari tracciati dalla serie: dopo il rovinoso sbarco a New Mombasa ci ritroveremo infatti soli e sperduti tra le macerie della città conquistata dai Covenant, illuminata solo dagli incendi che consumano gli edifici. Saremo divisi dalla nostra unità, feriti e sperduti, ma soprattutto nel mezzo del territorio nemico. Sul visore compariranno solo i segnali che indicheranno il punto nel quale si sono ricevuti gli ultimi aggiornamenti dai propri compagni. Il nostro compito sarà dunque quello di scoprire cosa è successo loro, in modo da ottenere quegli indizi necessari per riunirci con la squadra, sempre che sia sopravvissuta all’impatto.

Gameplay
New Mombasa è strutturata come un meta livello di proporzioni generose dal quale far partire i diversi capitoli che suddivideranno la trama di gioco. Ad ogni segnale dei propri compagni corrisponderà infatti un flashback giocabile grazie al quale, attraverso gli occhi degli altri ODST, riusciremo a mettere insieme i vari pezzi della trama e fare persino luce sulle motivazioni che hanno portato i Covenant ad invadere la città. Ognuno di questi ricordi sarà caratterizzato da un “tema” portante che aiuterà il gioco a variare il gameplay e mostrarci nuove ambientazioni. Avremo sessioni nelle quali poter cecchinare gli avversari, fasi nelle quali attraversare angusti cunicoli a bordo di mezzi volanti ed altre nelle quali poter falciare fila di nemici cavalcando un fido Warthog. Ognuna di queste sezioni sarà strutturata in pieno stile Halo, ma proprio per questo divertirà sia i fan di vecchia data che i nuovi utenti, grazie ad una struttura ottimamente rifinita e bilanciata, ma soprattutto garantirà abbastanza varietà e spettacolarità da mantenere alto il coinvolgimento e l’interesse del giocatore fino alla fine.
Le fasi di raccordo a New Mombasa invece saranno più innovative, grazie alle ambientazioni perennemente buie che richiederanno un utilizzo intensivo del visore e soprattutto alla possibilità di aggirare i nemici per poi decidere se sorprenderli alle spalle o sgattaiolare in silenzio versa la successiva area della città. Come abbiamo detto questo meta livello è molto ampio, permetterà di avere una o più strade tra cui scegliere per raggiungere il medesimo obiettivo, tranne nel caso del passaggio tra una sezione e l’altra della città, gestita da un unico punto d’ingresso, oltretutto non sempre facile da trovare. Come poco evidenti saranno gli oggetti che daranno il via ai flashback o alcuni punti di accesso minori, caratterizzati semplicemente da alcune fievoli luci verdi che col visore attivato saranno pressoché invisibili. Tra le strade di New Mombasa potremo spostarci solamente a piedi, scelta effettuata per dare una maggiore sensazione di desolazione e devastazione in una città sconvolta dalla guerra. I Covenant saranno concentrati solo in alcuni punti, intenti a pattugliare una città morta ed inconsapevoli della presenza di una forza a loro ostile. A questo proposito stona leggermente la scelta di far arrivare un nuovo contingente di nemici sempre a bordo di un Phantom e sempre al termine di un flashback. Una piccola incongruenza della sceneggiatura che tende a farsi notare dato il suo immancabile ripetersi.
Come si nota il ritorno alle origini che contraddistingue il crescendo finale. Dopo la sezione a New Mombasa, si inizierà l’ultima parte dell’avventura che lascerà davvero poco spazio alle “sperimentazioni” di ODST. Una lunga sequenza di stretti corridoi inframmezzati da nemici porterà al classico finale a bordo di un Warthog. Un vero e proprio omaggio dai creatori della serie a sè stessi. In questa occasione anche i fan faticheranno a distinguere ODST dall’Halo originale, ma proprio per questo saranno appagati da una delle meccaniche di gioco più pure e bilanciate degli ultimi anni.

Luci ed ombre
Essendo nato come DLC di Halo 3 non stupisce che ODST utilizzi lo stesso motore grafico dell’avventura di Master Chief. Un lavoro che non aveva impressionato nemmeno due anni fa, all’uscita del gioco e che oggi, se confrontato con produzioni del calibro di Gears of War 2 o Killzone 2, mostra decisamente i suoi anni.
Fortuna vuole che tra i ragazzi di Bungie si nascondano dei veri e propri artisti che, lavorando su shader ed effetti luce, sono riusciti a ricreare un ambiente affascinante e di impatto, capace di stupire per la bellezza di alcuni scorci e fondali. Nei filmati invece si notano ancora alcune limitazioni, soprattutto per quanto riguarda i volti. Ottima invece la regia, per non parlare delle musiche, sempre eccezionali e piene di pathos.
La modalità campagna può essere completata in circa 6/8 ore, senza considerare che essa potrà essere rigiocata in compagnia di un amico. In più all’interno della confezione, venduta a circa 49 euro, saranno contenute tutte le mappe di Halo 3, più tre scenari inediti, la chiave per la beta di Halo Reach e la modalità sparatoria, ovvero l’Orda in salsa Bungie.

Multiplayer
La prova con mano del comparto multigiocatore di Halo 3: ODST non può che averci soddisfatto. La quantità di modalità a disposizione nella confezione è entusiasmante, soprattutto se in questi anni vi siete lasciati sfuggire uno o più map pack di Halo 3.
Oltre a tre nuove mappe, (Heretic, Cittadella e Porto Industriale), in ODST sarà presente un disco apposito nel quale sono contenute tutte le mappe multigiocatore di Halo 3, grazie al quale potersi unire alla folta comunità di giocatori presenti su Xbox Live ed assaporare una delle esperienze online più appaganti su console.
Le tre nuove mappe non rivoluzioneranno la già ricca offerta Bungie: Heretic infatti è la riproposizione dell’omonima arena già vista in Halo 2. Di piccole dimensioni, l’interno della nave Covenant si presta maggiormente per partite Massacro o a squadre con pochi giocatori.
Anche Cittadella è una mappa adatta alle partite meno affollate: sviluppata su due livelli questa arena, ispirata agli asettici ambienti dei Precursori, con la sua forma simmetrica non si presta a particolari modalità di gioco e difficilmente rimarrà nei ricordi dei fans.
Porto Industriale è l’unica mappa del trio di dimensioni notevoli. Sviluppata su più livelli risulta adatta a partite ad obiettivi con squadre di grandi dimensioni. È ambientata sulla Terra e presenta ampi spazi aperti, attraversati da un ponte semovente, collegati tra di loro da stretti cunicoli.
Ricordiamo che tali mappe saranno parte integrante di Halo 3, quindi si tornerà a vestire i panni di Master Chief, lasciando momentaneamente da parte armi silenziate e medi pack.

Sparatoria e cooperativa
Queste cose saranno invece il cuore di Sparatoria, la vera novità di ODST. Essa è la rivisitazione dell’Orda, modalità di gioco resa famosa da Gears of War 2, nella quale dovremo resistere all’assalto di ondate di nemici da soli o in compagnia di un massimo di 4 amici. Le mappe a nostra disposizione saranno una decina, ispirate a scenari già visti durante la campagna di gioco. In alcuni casi la stessa ambientazione sarà presentata in versione notturna, obbligandoci ad utilizzare il VISR.
Il team di ODST ha però voluto personalizzare l’esperienza per meglio adattarla all’universo di Halo. Per prima cosa vi saranno gli immancabili teschi e i vari modificatori di difficoltà, in modo da calibrare nella maniera più precisa possibile l’impegno richiesto per completare la missione a seconda dell’abilità dei partecipanti. In secondo luogo vi sarà un indicatore comune delle vite a disposizione. Questo obbligherà il team a preservare e proteggere i propri compagni per cercare di evitare uccisioni inutili che andrebbero ad incidere pesantemente sull’economia di gioco di tutta la squadra. La collaborazione viene invece incentivata dalla presenza di praticamente tutte le tipologie di avversari presenti in Halo, mezzi corazzati inclusi. L’intelligenza artificiale è discreta, con i nemici che proveranno in tutti i modi ad accerchiarvi, obbligando la squadra a pianificare bene la difesa della propria roccaforte.
In definitiva risulta essere un esperimento riuscito, grazie a questi piccoli accorgimenti capaci di adattare nel miglior modo possibile una modalità nata con un Tps alla tipica giocabilità di Halo.
Ultimo ma non meno importante è modalità campagna in cooperativa. Similmente a quanto accadeva in Halo 3 essa vedrà semplicemente la presenza degli altri giocatori nelle fasi giocate, non lasciando spazio per ulteriori personaggi nei filmati. Questa sensazione “fuoriposto” si nota anche in occasione delle fasi a New Mombasa, dove la presenza di un partner rovina in parte quell’atmosfera di desolazione e solitudine che erano riusciti a ricreare i Bungie.
Tolti questi piccoli difetti la modalità campagna rimane un’esperienza gratificante, grazie ad un gameplay ed una giocabilità bilanciate in maniera egregia. E se siete dei fan della saga, il fatto che all’interno del disco risiede la chiave per partecipare alla beta di Halo Reach, prevista per la primavera 2010, potrebbe valere da solo il prezzo del gioco.
Recensione Videogioco HALO 3: ODST scritta da DRLETO A nostro avviso il difetto principale di Halo 3: ODST è da riscontrare nella mancanza di coraggio. Perché con ODST i ragazzi di Bungie potevano cercare di distaccarsi maggiormente dalla saga principale, in modo tale da dare alle Truppe Orbitali d’Assalto una maggiore dignità e riconoscibilità, creando oltretutto un nuovo filone narrativo nell’universo di Master Chief. Le buone idee sono state invece un po’ accantonate in favore di un impianto di gioco molto classico, che farà la gioia dei tantissimi fan, ma potrebbe deludere coloro che si aspettavano una ventata d’aria fresca. Rimane comunque un gioco molto valido, ricco di momenti spettacolari e divertente da giocare, con un comparto multiplayer d’eccezione, che vi offre tutte le mappe uscite finora di Halo 3, la riuscita modalità Sparatoria e la chiave per la beta di Halo Reach. La mancanza di grandi innovazioni dal punto di vista del gameplay, il comparto tecnico oramai solo nella media ed il fatto che i fan di Halo avranno già acquistato la gran parte delle mappe qui offerte penalizzano il giudizio finale, che rimane comunque quello di un prodotto consigliato a tutti.
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