Recensione di The Bigs 2
Xbox 360

- Arcade immediato e molto divertente da giocare...
- Diverse modalità e minigiochi
- Ottimo in multiplayer
- Longevo
- ...ma piacerà ai puristi della simulazione?
- Tecnicamente buono ma graficamente altalenante
- Completamente in inglese
A cura di Vittorio Valerisce (ViKtor) del
Qual è lo sport che, puntualmente, ogni anno tiene incollati al divano milioni di americani a partire da Aprile? Semplice, il baseball. Sulle nostre console non esistono molte incarnazioni di diamanti, home run e palline, ed è quindi con curiosità che accogliamo il nuovo prodotto su licenza ufficiale di 2K Sports, The Bigs 2.

Follie sul diamante
Lanciandosi subito sul “Play Now”, ovvero sulla partita veloce tipica del genere degli sportivi, si percepisce immediatamente che la parola d'ordine qui è “immediatezza”. La facilità con cui colpirete e lancerete fin dai primi inning è sorprendente, grazie anche al veloce tutorial che illustra i comandi basilari per ogni azione di gioco.
The Bigs 2 è, infatti, un titolo dall'anima prettamente arcade pur basandosi su squadre, rosters e stadi ufficiali della MLB (Major League Baseball, la lega principale degli Stati Uniti). Al giocatore più attento e nostalgico ricorderà subito Baseball Star e seguito, storici coin-op anni novanta che sembrano oggi un po' i padri spirituali dell'incarnazione 2K Sports.
Seguendo alla lettera i canoni tipici di questo genere di produzioni, The Bigs 2 basa il proprio gameplay su power-up e colpi cinematografici e sovrumani. Che stiate correndo, lanciando o battendo, la giocata d'effetto sarà sempre in agguato, a patto di premere con il giusto tempismo il tasto richiesto.
E' molto facile prendere la mano con il sistema di controllo, visto che si basa sui quattro pulsanti principali: con X, A, B e Y, uniti alla levetta analogica sinistra per le direzioni, si effettuano quattro tipi diversi di pitch (lancio) e, ovviamente, di battuta. Per quanto riguarda le corse, tramite la pressione di A il baserunner in movimento tenterà una scivolata per conquistare la base. Questo per eseguire le giocate “normali”. In casi particolari, poi, verrete chiamati a portare a termine un piccolo minigioco per riuscire in giocate difficili: un buon ricevitore potrebbe provare a prendere anche una pallina che gli sta volando metri sopra la propria testa, ma perché ci riesca dovrete completare una precisa sequenza di tasti con il massimo tempismo. Se avrete fortuna, darete vita a “Legendary Catch” veramente esaltanti.
La fase di pitch riveste un ruolo molto importante, perché dopo un certo numero di strike inizierà a riempirsi la barra dei “Power up” in cima allo schermo e questi potenziamenti diventeranno disponibili. Attivabili con il grilletto destro, consentiranno al lanciatore o al battitore (a seconda di chi state controllando in quella frazione di inning) di eseguire colpi speciali che spesso sfociano in semplici strike o poderosi home-run.
Per ogni lancio andato a buon fine, base ottenuta o battuta vincente, vi verrà assegnato un punteggio che contribuirà a riempire un secondo contatore, quello del “Big Blast”: questo è il bonus più importante del gioco e strategicamente riveste un ruolo importantissimo considerato il risicato numero di occasioni che avrete per sfruttarlo. Premendo i due grilletti contemporaneamente l'azione di gioco rallenterà e verrà enfatizzato il movimento del vostro giocatore; colpire la pallina o lanciare efficacemente in queste occasioni significa al 100% riuscire in un home-run o in uno strike, ribaltando magari in pochi secondi le sorti di una partita.
Sono proprio questi power-up a rendere The Bigs 2 un'esperienza di gioco appassionante e divertente, soprattutto quando affrontata in multiplayer.
Scorrendo per i menu si scovano alcuni interessanti minigiochi, tra i quali eccelle l'”Home run Pinball”. Ambientata in tre diverse zone di altrettante famose metropoli come New York, il fulcro di questa modalità è nel colpire e distruggere alcuni obiettivi statici battendo con la nostra mazza preferita. Anche qui non mancheranno bonus e orpelli vari, il tutto giocabile anche in coppia.
Esistono poi altri piccoli spin-off, sottoforma però di training: esercizi di presa, lancio e corsa tutti divertenti ed impegnativi, utilissimi per affinare le proprie capacità e che, vedremo dopo, ritroverete in modalità carriera.
Fino ad ora tutto rose e fiori, ma difetti? In primis occorre segnalare l'intelligenza artificiale non sempre brillante, soprattutto nella gestione dei baserunner. Dopo una battuta regolare i giocatori che eventualmente occupano già il perimetro del diamante decideranno in automatico il movimento da eseguire, se provare a conquistare la base successiva o rimanere in posizione: scelte che, spesso, vengono prese in modo totalmente illogico con l'ovvia conseguenza di fastidiose eliminazioni.
L'unico modo per ovviare al problema è quello di prendere il controllo manuale del giocatore, visto che ci viene permesso, ma chiaramente è fattibile quando i baserunner in azione sono al massimo due.
Un'altra mancanza che però solo i più esperti sentiranno è quella legata alle statistiche, qui proposte in modo molto sintetico elencando solo un valore per poche voci principali a seconda del ruolo. Scelta perfetta per un arcade, certo, ma vista la licenza ufficiale dell'MLB poteva essere lecito aspettarsi qualche statistica in più,
Va detto che quelli appena riportati sono difetti che, fortunatamente, non minano troppo l'essenza dell'intero titolo e che rischiano di divenire pesanti solo dopo molte ore di gioco, quindi inizialmente quasi non ve ne accorgerete.

Noi giovani Babe Ruth
Calcare le orme del più grande giocatore di baseball di sempre probabilmente è impossibile anche in un videogioco, però potrete andarci vicino affrontando la modalità carriera qui chiamata “Become a Legend”.
Seguendo ormai i cliché del genere dovrete innanzitutto creare il vostro giocatore, scegliendo tra una serie di caratteristiche fisiche ed accessori. Scoprirete così che il vostro alter-ego è reduce da un grave infortunio che ne ha minato la stagione passata e l'ha visto obbligato ad abbandonare l'MLB. L'obiettivo primario è quello di tornare subito ai fasti di un tempo, ritrovare la giusta condizione fisica e strappare un nuovo contratto nella massima serie americana. Per farlo siete costretti a ripartire da una piccola squadra di provincia in Messico, il trampolino di rilancio ideale per vecchie glorie decadute.
La peculiarità della modalità “Become a Legend” è quella di unire in un'unica avventura intorno all'America tutte le modalità di gioco. Non basterà infatti scendere in campo per migliorare le proprie statistiche, bensì durante il vostro viaggio vi verranno proposte prove atletiche o tecniche da superare, sottoforma dei soliti minigiochi che abbiamo descritto prima. Ma non basta, perché spesso il vostro avversario diretto sarà un giocatore “leggenda”, ovvero uno dei più grandi specialisti della lega nella prova tecnica che state affrontando. Già dai livelli di difficoltà intermedi non sarà semplice battere questi personaggi sul loro terreno preferito, però è l'unico modo per incrementare le statistiche e accedere a nuovi eventi in carriera.
Molte partite, inoltre, non richiederanno di essere esclusivamente vinte, bensì avrete obiettivi specifici da raggiungere con il vostro alter-ego (rubare un determinato numero di basi o effettuare un fuoricampo ad esempio).
In definitiva questa “Become a Legend” fa di The Bigs 2 un gioco più che godibile anche in singleplayer: chi non ha la possibilità di collegarsi tramite Xbox LIVE può comunque contare su 15/20 ore di divertimento, ovvero il tempo richiesto per portare a termine con successo la modalità.
Naturalmente, se cercate qualcosa di più classico, è possibile intraprendere anche la stagione regolare; non crediamo servano spiegazioni in questo caso, visto che si tratta della tipica serie di incontri con play-off finali, esattamente come accade in MLB.

In due è meglio
Vista la natura spettacolare ed esagerata del gameplay, non stupisce il fatto che The Bigs 2 dia il meglio di se quando giocato in multiplayer. Che vi cimentiate in un uno contro uno spalla a spalla, rincorriate il record nel pinball in co-op oppure tentiate di scalare la ladder attraverso qualche classificata su Xbox LIVE, ricaverete nel confronto con avversari umani il massimo del divertimento che il titolo 2K Sports saprà regalarvi.
Durante i nostri test abbiamo constatato come il net-code sia fluido e veloce rendendo il gioco online un'esperienza quasi del tutto priva di lag, fattore importantissimo in un gameplay dove occorre il massimo tempismo nella pressione dei pulsanti.
A cercare il pelo nell'uovo, potremmo dire che in fondo le modalità multiplayer non sono tantissime e che con un minimo sforzo in più si poteva andare oltre alla classica amichevole per quanto riguarda i match classificati. Però, già con questa semplice offerta, la longevità di The Bigs 2 cresce a dismisura e con essa il vostro interesse a lungo termine verso il gioco.

Tecnicamente parlando
Il motore grafico studiato dagli sviluppatori è leggero e funzionale, pur non eccellendo in fotorealismo. I giocatori sono sufficientemente dettagliati, anche se gli sforzi maggiori sembrano essere stati dedicati alla riproduzione delle leggende del baseball, tutte molto riconoscibili. Gli stadi appaiono un po' spogli sui diamanti ma il difetto è celato da spalti ed oggetti di contorno curati e molto dinamici.
Si poteva fare qualcosa di più, invece, con le animazioni: dopo diverse partite vi accorgerete che molti movimenti sono pesantemente riciclati, soprattutto per quanto riguarda i power-up, e la corsa dei giocatori proprio non convince. Difetti che, in un arcade, hanno un peso specifico basso e difficilmente minano l'esperienza di gioco, però il “graphic whore” che è in voi finirà per percepirli.
Sul fronte sonoro, invece, si distingue la colonna sonora composta da pezzi di gruppi celebri quali Korn, i quali vi accompagneranno sia nei menu che durante le vostre giocate migliori, esaltandovi ancora di più: una scelta davvero azzeccata. Gli effetti fanno il loro onesto dovere, così come le voci fuori campo ed il commento televisivo, totalmente in inglese. A proposito della lingua, dobbiamo segnalare un difetto abbastanza grave: sulla scatola è riportato un “tutto in italiano” fuorviante, in quanto il manuale è tradotto nel nostro idioma ma il gioco è completamente in lingua inglese. Non che in un titolo del genere sia un ostacolo insormontabile, però non fatevi ingannare.
Recensione Videogioco THE BIGS 2 scritta da VIKTOR Non è mai facile mescolare arcade e simulazione ed ottenere una ricetta di qualità. Nel caso di The Bigs 2, però, il piatto finale è ricco e sostanzioso, ennesima dimostrazione della capacità di 2K Sports nel confezionare titoli sportivi di alto livello. Il divertimento scorre a fiumi tanto in singleplayer grazie al Become a Legend ed ai suoi svariati mini-giochi, quanto in multiplayer dove i fattori sfida e carisma crescono esponenzialmente. The Bigs 2 si lascia giocare fin da subito, pregio che verrà apprezzato soprattutto dai non esperti del settore, e punta a conquistarvi con la spettacolarità e l'enfatizzazione dei suoi colpi e power-up. A patto di non essere fondamentalisti della simulazione pura, per i fan del baseball è un acquisto pressoché obbligato, mentre per tutti gli altri il consiglio è di dargli una possibilità: potreste scoprire il giusto titolo sportivo fresco e spensierato con cui sollazzarvi in questo caldo agosto.
Appuntamenti LIVE e Video Rubriche
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967