Recensione di Ghostbusters: The Videogame

Copertina Videogioco Ghostbusters
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Terminal Reality
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Completamente in italiano
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Data uscita:

     Disponibile
- Ritorno degli Acchiappafantasmi in grande stile
- Ottimo comparto sonoro
- Atmosfera della serie ben riprodotta
- Qualche rallentamento
- Potrebbe apparire un po' ripetitivo alla lunga
- Gameplay poco originale
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A cura di (AWesker) del
Icona cinematografica degli anni Ottanta, Ghostbusters è un film cult uscito nel lontano 1984 e diretto da Ivan Reitman. Grazie all’enorme successo riscosso dalla pellicola, ne furono prodotti anche un secondo capitolo nel 1989, una serie a cartoni animati, un gran numero di action figure e, seppur abbastanza spartani per l’epoca, alcuni videogiochi. Nonostante sia passato diverso tempo da allora, gli Acchiappafantasmi sono rimasti nel cuore dei fan che chiedevano a gran voce un loro ritorno. Sembra proprio che ora questi desideri siano stati esauditi, poiché oltre a Ghostbusters: The Videogame, la cui versione per Xbox 360 è oggetto della nostra recensione, il prossimo anno inizierà la produzione del terzo lungometraggio ufficiale. Decaduta l'esclusiva temporanea di Sony, il titolo approda ora anche su Xbox 360, forte di una risoluzione maggiore, ma invariato quanto a gameplay e contenuti narrativi.

Le strade di New York sono di nuovo infestate dai fantasmi
Grazie alla storia scritta dagli autori originali (Dan Aykroyd e Harold Ramis), Ghostbusters: The Videogame si propone come una sorta di seguito dei due film. Ambientato due anni dopo gli eventi narrati nella seconda pellicola cinematografica, per la precisione nel 1991, il titolo ci metterà nei panni di un nuovo acchiappafantasmi senza nome (nel gioco ci si riferirà a lui semplicemente come recluta) che si unirà ai quattro membri storici per testare le modifiche apportate da Egon allo zaino protonico. Un’enorme quantità di energia spirituale è stata infatti rilasciata dal museo di New York, proprio nella sala dove si sarebbe dovuta tenere la mostra dedicata a Gozer, malefica divinità con cui i nostri eroi hanno già stretto amicizia nel primo film.
Il livello iniziale, ambientato all’interno di un hotel tanto caro ai fan della serie, costituisce quindi il classico tutorial utile per apprendere i comandi e tutti i rudimenti del perfetto acchiappafantasmi. L’obiettivo principale sarà quello di recuperare il verdognolo Slimer, che, oltre ad inzaccherare il povero Peter Venkman, si diverte a terrorizzare gli ospiti mangiando tutto quello che gli capita a tiro. Ovviamente, la storia si complicherà e ben presto dovremo vedercela anche con nemici storici quali il gigantesco uomo dei Marshmallow o la donna in grigio della biblioteca. La trama si mantiene perfettamente in linea con lo spirito della serie, proponendo i classici dialoghi ironici con le battute di Venkman e i discorsi tecnici di Egon, offrendo una spiegazione per tutto quello ciò accade su schermo.
La visuale adottata è la classica in terza persona, con il personaggio leggermente decentrato sulla sinistra come gran parte dei titoli recenti. Lo zaino protonico, grazie ai miglioramenti apportati da Egon, presenta quattro diverse modalità richiamabili velocemente con il D-Pad, ed ognuna mette a disposizione due tipologie di sparo differenti. Il classico flusso esplosivo servirà sia per indebolire gli spiriti sia per bloccarli e trascinarli nell’apposita trappola. Vi è inoltre la possibilità di rilasciare dei potenti dardi che potrebbero essere accomunati per effetto a delle classiche granate. Abbiamo poi il Soffiamelma, visto nel secondo film, che diviene utile per sciogliere la famigerata melma nera, ma propone anche una seconda modalità di fuoco che consente di creare dei lacci verdi indispensabili per risolvere dei piccoli puzzle disseminati lungo alcuni livelli. Segue lo Statiflusso che funge da “fucile spirituale” e permette di “congelare” i nemici e, infine, una specie di arma automatica utile per indebolire gli avversari più ostici. Catturando gli spettri, inoltre, guadagneremo del denaro che potremo spendere per acquistare i potenziamenti delle armi.
Oltre gli scontri contro creature di varia natura, particolare importanza rivestono le sezioni in prima persona in cui utilizzeremo il Rilevatore EPC per scansionare la zona in cerca di anomalie. Queste fasi serviranno per ottenere informazioni sui fantasmi incontrati, che andranno così ad aggiornare la Ectoguida del Tobin con report dettagliati, descrizioni e punti deboli delle varie manifestazioni spettrali.

Il fascino del raggio protonico
Nonostante la linearità del gameplay proposto sia ben evidente, poiché non dovremo fare altro che passare da situazioni spesso molto simili tra loro, il titolo si mantiene divertente e godibile per tutta la sua durata, grazie ai frequenti cambi di ambientazione implementati dagli sviluppatori. Gli ambienti presentano una discreta distruttibilità e appaiono ben caratterizzati dal punto di vista strutturale ed esplorativo.
Come descritto in precedenza, le molteplici situazioni messe a disposizione del giocatore portano inevitabilmente a confrontarsi con diverse tipologie di spiriti da catturare e rendere inoffensivi sfruttando tutti gli strumenti offensivi a disposizione degli acchiappafantasmi, cercando anche di ragionare sulla tattica più corretta da adottare. Il fatto di poter disporre di più di una tipologia di “fuoco” consente di poter selezionare quella più adatta in base all’effetto desiderato, fattore che si rivela molto importante in quanto la stessa difficoltà di uno scontro è direttamente condizionata dalla risposta dei fantasmi ai vostri attacchi, e sarebbe un grave errore pensare di potersela cavare utilizzando un approccio standard senza fare distinzioni. Di sicuro nella maggior parte dei casi il raggio protonico rappresenta la scelta più sicura, ma non sempre la soluzione più immediata si rivelerà essere anche la più semplice.
Se da questo punto di vista è possibile riscontrare un’ottima risposta dei comandi, fin dalle prime fasi di gioco sarà anche possibile accorgersi di uno dei difetti più evidenti, legato all’Intelligenza Artificiale che supporterà il giocatore in singolo. Se è pur vero che il gioco non adotta dinamiche molto evolute per natura stessa del gameplay, lascia un po’ perplessi osservare alcune azioni poco sensate ed assolutamente non in grado di offrire un valido supporto offensivo al nostro alter ego virtuale, andando occasionalmente ad incidere sull’esito degli scontri. Fatta questa doverosa premessa, l’azione scorre via fluida e il divertimento non tarda ad arrivare coinvolgendo il giocatore all’interno della tipica atmosfera della serie ben riprodotta anche nei dettagli. Come quasi ogni gioco di ultima generazione, non poteva mancare il supporto a Xbox Live, in grado di espandere la longevità del titolo che normalmente si aggira attorno alle otto ore per la sola modalità principale. Questa opzione appare ben distinta rispetto alla componente single player (con tanto di caricamento separato), in quanto il comparto multiplayer propone molteplici opzioni, tutte molto interessanti.

Fantasmi del passato e del presente
Il comparto multigiocatore si rivela in grado di espandere la longevità del titolo, che normalmente si aggira attorno alle otto ore per la sola modalità principale. Questa opzione appare ben distinta rispetto alla componente single player (con tanto di caricamento separato). Si comincia con quattro campagne cooperative, a loro volta suddivise in tre sottoparti, in cui potremo partecipare a sei diversi compiti. Contenimento prevede di intrappolare il maggior numero di fantasmi entro un certo tempo limite, Sopravvivenza, come dice il nome stesso, ci metterà contro orde di spettri con il compito di sopravvivere il più a lungo possibile, Distruzione consiste nell’annientamento di diabolici talismani generatori di fantasmi, Schiacciata a canestro ci vedrà “schiacciare” Slimer nelle super trappole, Protezione consisterà nel proteggere i Disturbatori di energia psicocinetica di Egon ed infine, in Ladro, dovremo impedire alle creature di rubare preziosi manufatti. Il tutto è completato dalle onnipresenti leaderboard, dove potremo consultare il grado raggiunto e varie statistiche concernenti le nostre performance. Il numero massimo di giocatori per partita è fissato a quattro e indubbiamente il divertimento ricavato dal supporto online appare molto solido ed appagante.
Dal punto di vista tecnico il risultato svolto è davvero pregevole, anche se non esente da difetti. Il comparto grafico di Ghostbusters: The Videogame è di buona qualità, ma non mancano alcuni elementi che sarebbe stato meglio curare maggiormente. Le scene in CG sono ben realizzate, mentre le cut-scene in-game presentano delle animazioni discutibili e non sempre valide. I modelli poligonali degli acchiappafantasmi sono abbastanza simili alla loro controparte reale, anche se talvolta assumono espressioni irrealistiche. Gli ambienti e i nemici presentano una cura minore, ma generalmente si attestano su buoni livelli, complice anche una palette cromatica azzeccata e textures all’altezza delle situazioni proposte. Il punto forte di questa produzione è da ricercare tuttavia negli effetti luce e particellari, in grado, durante gli scontri più accesi, di accendere lo schermo rendendolo ricco di colori e tonalità ben riprodotte. Da segnalare inoltre l’assenza della sincronizzazione verticale, che si traduce nel famigerato effetto tearing (per fortuna non troppo evidente) e la presenza di alcuni rallentamenti nelle fasi più concitate.
Rispetto alle versione Playstation 3, questa release per la console Microsoft presenta una risoluzione maggiore, e qualche effetto in più legato al danneggiamento, visibile soprattutto nelle bruciature lasciate dallo zaino protonico sugli oggetti e sui nemici.
La colonna sonora presenta le musiche originali della serie unite a composizioni del tutto inedite, mentre i fan saranno lieti di sapere che sono presenti i mitici doppiatori dei film, ad eccezione di qualche breve passaggio.
Tirando le somme si tratta di un gradito ritorno in grado di far felici sia gli appassionati della serie che tutti coloro che sono alla ricerca di un gioco divertente e non troppo impegnativo.
Recensione Videogioco GHOSTBUSTERS: THE VIDEOGAME scritta da AWESKER Se avete amato i film e i cartoni animati dedicati agli Acchiappafantasmi, GhostBusters: The Videogame potrebbe rappresentare per voi una piacevole sorpresa. Nonostante i difetti evidenziati in sede di recensione, i programmatori di Terminal Reality hanno saputo confezionare un prodotto all’altezza delle aspettative, divertente e ben realizzato, in grado di regalare ore di divertimento “ultraterreno” sia ai neofiti che ai fan della serie. Forse a livello di gameplay non si potrà parlare di originalità, ma a conti fatti il risultato finale può dirsi positivo e meritevole di attenzione.
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