DLC Fallout 3 - Operation Anchorage

Copertina Videogioco Operation Anchorage
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Bethesda Softworks
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     Completamente Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Buona resa dell'ambientazione
- Divertente variante al gameplay standard...
- Ottimi oggetti premio al completamento...
- ... variante soggettivamente apprezzabile
- ... premi forse troppo potenti
- Non è rigiocabile (perchè mai?)
- Qualche errore di traduzione
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A cura di (Shiryo) del
Torniamo a parlare di Fallout 3 grazie al recente rilascio della prima espansione scaricabile, ovvero Operation Anchorage, esclusiva per Xbox360 e Games for Windows.
Ambientata nel 2066, ovvero più di 200 anni prima del periodo in cui si svolge la main story, l’operazione permetterà di rivivere quella che nella cronologia del titolo fu la liberazione di Anchorage, in Alaska, da parte dell’esercito Americano dalle armate comuniste Cinesi.

Enter the POD
Una volta acquistato il pacchetto al prezzo di circa 10 euro (800 Microsoft Points, che dovrebbero equivalere a circa 20 tappi di Nuka Cola) e caricata una partita qualsiasi, dopo qualche secondo passato nella Zona Contaminata si riceverà un segnale radio di aiuto sul proprio Pip Boy che chiederà di raggiungere un determinato punto della mappa.
Giunti sul luogo incontrerete i Rinnegati della Confraternita d’Acciaio che vi chiederanno di aiutarli: all’interno di un avamposto circondato da Super Mutanti che dovrete sterminare prima di guadagnare l’accesso, i rinnegati hanno trovato componenti tecnologici di grande importanza bloccati dietro una porta impossibile da aprire. L’unico in grado di varcare la soglia, in quanto fornito di PipBoy, sarà proprio il protagonista, che dovrà prima ottenere i parametri necessari all’accesso attraverso il completamento di un particolare simulatore di guerra.
Vi troverete quindi presto ad interagire con un particolare POD che, grazie ad una tecnologica tuta neurale, permetterà di immergervi virtualmente in Alaska attraverso una simulazione “non protetta”, che come i giocatori più accaniti di Fallout 3 già sanno, significa “ad una morte virtuale corrisponde morte anche nel mondo reale”, cosi come insegnano anche i film di Matrixiana memoria.

Vedere per la prima volta.. la neve
In Alaska vi troverete immediatamente sul campo di battaglia, dove il vostro improvviso arrivo e relativo disorientamento vengono giustificati da un goffo atterraggio con il paracadute. Immediatamente il videogiocatore ha modo di capire quelle che saranno le dinamiche di questo DLC lungo tutto l’arco delle circa 3/4 ore di gameplay offerto; già dal primo scontro con i Cinesi ci si accorgerà che la giocabilità viene volutamente indirizzata in maniera evidente verso l’azione, con nemici che realizzano meno danni rispetto a quanto succeda nella storia principale e la quasi completa eliminazione della gestione dell’inventario. L’uccisione dei numerosi comunisti che ostacolano l’eroe del Vault 101 testimonierà volta per volta di essere alle prese con un simulatore, dato che i corpi dei nemici si dissolveranno attraverso un inedito effetto digitale, impedendo di raccoglierne armi ed effetti personali.
Queste scelte danno quindi un marchio forte all’intera avventura, dato che porteranno il giocatore a non utilizzare tutti quegli elementi ruolistici che si rendono normalmente necessari in Fallout 3, ivi compreso il sistema S.P.A.V. preferendo un azione assai più diretta che sembra fare un omaggio agli FPS classici.
A confermare queste impressioni, è la presenza per tutta l’operazione di dispenser di munizioni ed energia abbondantemente presenti nelle varie aree, che si estendono in percorsi assai lineari, tanto che anche l’approccio più sconsiderato dei nemici difficilmente porterà alla morte del protagonista, contrariamente a quanto accadrebbe nelle Waste Lands a pari livello di difficoltà impostato. Saranno invece i comunisti Cinesi a cadere molto facilmente sotto i colpi potenti delle armate americane, dotate delle armi già apprezzate nel gioco originale, oltre che da un potentissimo fucile Gauss, che permetterà di uccidere dalla distanza, con uno o due colpi, anche i soldati più duri, tra i quali figurano dei simil-ninja dotati di tute Stealth che ne lasciano intraverdere solamente la presenza.
Altra aggiunta al gameplay nella simulazione è una gestione piuttosto semplicistica delle truppe da affiancare al protagonista e la scelta del set di armi da utilizzare per le varie mini-missioni attraverso appositi terminali; purtroppo quest'ultima è vittima di evidenti errori di traduzione che ne rendono l'utilizzo assai macchinoso.

Take a mortal man... watch him become a God
Evitando volutamente dettagli sulla trama e sugli eventi che accadranno, ci limitiamo a spiegare che l’avventura sarà composta di una prima fase nella quale si alterneranno fasi velatamente stealth a sparatorie ravvicinate in spazi stretti, ed una seconda fase nella quale verrete messi a capo di un esercito, con la possibilità di scegliere le truppe che vi seguiranno in battaglia e le armi da utilizzare, in una serie di tre mini missioni che porteranno al faccia a faccia con il generale nemico.
Terminata la simulazione ci si ritrova nuovamente nell’avamposto dei rinnegati, con il Pip Boy abilitato all’apertura della misteriosa stanza. Non è un segreto che al suo interno troverete tutte le armi ed attrezzature esclusive del DLC utilizzate durante la liberazione di Anchorage, tra le quali il fucile Gauss, una Power Armor T-51b invernale, la Spada Folgorante del Generale Cinese ed un' Armatura furtiva tecnologicamente avanzata che renderà invisibili automaticamente quando ci si abbassa senza alcun limite di durata, rendendo assai meno importante l'utilizzo dei preziosi quanto rari Stealth Boy nel gioco.

Qualche premio di troppo?
Proprio i premi, per quanto molto soddisfacenti agli occhi del videogiocatore appassionato di Fallout che per tutta l’avventura ha dovuto sudare sette camicie in ogni singolo scontro, rischiano di sbilanciare il gameplay del titolo, dato che essendo questa missione affrontabile anche nelle prime ore di gioco ad avventura appena iniziata, questi finiscono per dare la possibilità di affrontare l’intera storia principale con una delle armi più potenti del gioco ed una semi-invisibilità praticamente infinita, minando seriamente la giocabilità dell'avventura principale, anche perchè tra i vantaggi ottenuti con il completamento della missione v'è la possibilità di utilizzare le Power Armor, che diversamente sarebbe acquisibile solo dopo 15 ore circa di gioco standard; tra l'altro ci vorrà ben poco ad entrare in possesso di una di queste armature, dato che oltre a quella bianca in premio, se ne possono requisire con le cattive alcune più potenti direttamente ai ribelli prima di lasciare l'avamposto.
In aggiunta è piuttosto fastidioso constatare che una volta completata l'operazione, nonostante si tenti di interagire con il POD che permette la simulazione, questo non reagisce in alcun modo, chiedendo al giocatore di indossare la tuta neurale per permettergli l’accesso, nonostante il protagonista la stia già indossando; probabilmente più un bug che una scelta voluta... o almeno lo speriamo, perché questo giustificherebbe l’attesa della risoluzione del problema.
L’impossibilità di rigiocare la missione offerta dal DLC a meno che non si abbia un salvataggio precedente rovina la sua stessa utilità, ovvero quella di offrire un gameplay d’azione e per nulla ruolistico capace di spezzare i ritmi talvolta sin troppo tattici del gioco fuori dal simulatore, oltre che rendere impossibile la ricerca in un secondo tempo delle dieci valigette sparse nel mondo virtuale, che una volta raccolte sbloccano una Skill segreta particolarmente utile: non collezionarle subito significa quindi averle perse per sempre.
Qualche piccolo bug grafico completa il quadro di un DLC divertente e capace di stemperare la tensione della trama principale del titolo Bethesda, ma che lascia in parte perplessi per la scarsa cura in alcuni dettagli e per alcune scelte che potrebbero non essere condivise.
Recensione Videogioco FALLOUT 3 - OPERATION ANCHORAGE scritta da SHIRYO L’acquisto di questo primo DLC per Fallout 3 è da consigliare a chiunque voglia la completezza dell'esperienza di gioco, dato che il pacchetto offre oggetti e armi uniche che fanno da premio al completamento della missione, la quale si rivela una divertente pausa dal desolato mondo post apocalittico delle Waste Lands attraverso un’ambientazione assai diversa e un gameplay action che, insieme, fanno quasi dimenticare di essere alle prese con l’RPG di casa Atari.

Dobbiamo però consigliare di intraprendere questa missione solo dopo aver giocato buona parte della storia principale, per non rischiare di modificare quasi completamente il gameplay del gioco a causa dei premi sovradimensionati che questo DLC darà al suo completamento.
Qualsiasi scelta facciate in merito, ricordate di salvare in un altro file prima di affrontare l’Operazione Anchorage, pena l’impossibilità di rivivere l’Alaska salvo avviare una nuova partita da zero.

Per fugare qualsiasi dubbio ricordiamo che la prossima espansione prevista per Febbraio sarà The Pitt, ambientata a Pittsburgh, mentre a Marzo sarà reso disponibile il terzo DLC, ovvero Broken Steel, che alzerà il livello massimo raggiungibile da 20 a 30 e sbloccherà la possibilità di continuare a giocare dopo il completamento della Main Quest.
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