Recensione di Il Signore degli Anelli: La Conquista

Copertina Videogioco ISDA: La Conquista
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Pandemic Studios
  • Data uscita:

     Disponibile
- La Terra di Mezzo Next gen
- Divertente online
- Si rivivono le battaglie leggendarie
- Comparto tecnico molto al di sotto delle aspettative
- I veri protagonisti sono marginali
- Molti Bug
- Le voci non sono originali
- Alcune situazioni sono estremamente confusionarie
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A cura di (Darkzibo) del
Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della saga del Signore degli Anelli: oltre ad essere classificato come il secondo libro più letto del 900 (il primo è la Bibbia), è arrivato all'attenzione anche dei meno avvezzi alla lettura tramite la trilogia cinematografica di Peter Jackson. Durante le uscite dei film, furono pubblicati, per le console di allora e per PC giochi riguardante la saga tolkieniana. Da molto tempo, quindi (riteniamo come ultima espressione video ludica proprio La Battaglia per la Terra di Mezzo 2 prima per PC e poi per Xbox 360), gli hobbit non hanno abitato le nostre console next-gen (la PS3 non ha tuttora assaporato il gusto di avere nel proprio lettore un gioco sugli episodi della Terra di Mezzo). Adesso EA, da sempre publisher della saga, porta su Xbox 360 e PS3, un titolo sviluppato da Pandemic: Il Signore degli Anelli: La Conquista.

La Guerra dell'Anello
"Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo solo decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso."

Il titolo è stato sostanzialmente pensato, vedrete più avanti, per il comparto multiplayer: la storia, di conseguenza, segue sì il canovaccio della trilogia cinematografica di Peter Jackson, però con tagli sostanziali, dovuti anche alla natura del titolo e, infatti, si comincia con la battaglia per il fosso di Helm. Passando al gioco vero e proprio, non appena messe le mani sul pad, avrete la sensazione di aver già testato un titolo simile: Star Wars Battlefront. Il titolo, pur essendo pensato appositamente per il multiplayer presenta anche una modalità singolo giocatore che vi permetterà di rivivere i momenti più importanti della trilogia, impersonando talvolta gli eroi del film. Passando al gioco vero e proprio, noterete come si insiti sul fatto di rivivere le grandi battaglie appena citate e conquistarne i punti pricipali (in simil style Dynasty Warriors). La modalità in single player consente al giocatore di affrontare la Guerra dell’Anello, che vedrà le forze del bene contrapporsi al male, seguendo la falsa riga dei film, l’Ascesa di Sauron, sbloccabile dopo aver completato la campagna del bene e l’Azione Istantanea che vi consentirà di selezionare l’arena nella quale svolgere l’azione e le modalità in cui farlo.

Avrete a disposizione quattro tipi di classe: Stregone, Esploratore, Arciere e Guerriero. Ognuno di loro porta con sè abilità speciali, un’arma primaria e una secondaria. Lo stregone possiede come armi la verga (un bastone identico a quello di Gandalf) ed il fulmine, mentre le sue abilità prevedono la cura, l’onda d’urto e il muro di fiamme: questa classe è sostanzialmente la meno offensiva, utile soprattutto per rigenerare e difendere i compagni. L’esploratore ha come arma primaria i pugnali e come arma da lancio una carica esplosiva di relativa potenza, mentre le sue abilità speciali consistono nel divenire invisibile e nell'uccidere i nemici alle spalle oppure nel posizionare la polvere esplosiva per sgominare folti gruppi di nemici. L’arciere possiede come arma l’arco lungo e può lanciare frecce di vario genere: oltre all’attacco multiplo verso più nemici, scoccherà frecce avvelenate, utili per sfoltire le fila avversarie o infuocate, di sicuro e letale impatto. Infine troverete il guerriero, specialista del corpo a corpo (nonché forse il più scelto da parte dei giocatori): le sue armi sono, ovviamente, la spada e l’ascia da lancio mentre le abilità speciali, oltre a consentire di effettuare combo consistenti, sono il colpo infuocato, il turbine e la fiamma della furia. Tutte molto simili, a dire il vero, le combo per quest’ultima classe, in grado comunque di eliminare i nemici in gran numero e velocemente. La barra che sullo schermo compare in basso a destra servirà, una volta riempita, per sferrare gli attacchi speciali sopra elencati. Le classi fin qui indicate comprenderanno, in determinati punti del gioco, i personaggi della trilogia che potrete interpretare: Aragorn sarà il guerriero in grado di evocare per un breve istante l’Esercito dei Non Morti, Legolas l’arciere, Gandalf il mago ed Eowyn di Rohan l’esploratore. Nella stessa maniera saranno impiegabili Saruman, Sauron, Vermilinguo e la Bocca di Sauron per le forze del male. Purtroppo alcune categorie si presentano sin troppo marginali e sproporzionate: un arciere fa più danno con un calcio che con le frecce mentre il mago, in numerose occasioni, non sarà in grado di difendersi. La giocabilità resta poi un’incognita e presenta qualche difetto: le situazioni molto concitate generano confusione, tant’è che molte volte non riuscirete a gestire il vostro personaggio ed i suoi attacchi, che verranno sferrati a casaccio facendovi magari cadere da un altura. Se questi aspetti saranno sopportabili in single player, diventeranno odiosi in multiplayer. Il livello di Intelligenza Artificiale dei nemici risulta troppo limitato: essi si rivelano in grado di attaccare e recare danni solo grazie al numero spesso elevato con il quale si presentano, e non per la qualità della loro strategia: se una situazione del genere potrebbe andare bene per le orde di orchi, che comunque attaccavano proprio in maniera sproporzionata e senza ordini precisi nella Trilogia, lo stesso non si può dire per le truppe degli uomini e degli elfi che, essendo esigue, basavano la propria forza sulla strategia. L’Intelligenza Artificiale dei vostri compagni di avventura si presenta, se possibile, in maniera ancora peggiore, e li guida verso attacchi irragionevoli spesso fonte di truculente morti sotto gli attacchi nemici, o addirittura suicidi di massa.

In tanti nella Terra di Mezzo
Selezionando il reparto multiplayer avrete a disposizione diversi tipi di partita: Partita EA, Classificata, Partita Pubblica con avversari casuali o Partita Privata. Una volta scelta la vostra sfida si incarnerà in diverse forme: il classico deathmatch a squadre, dove impiegare tutte le classi presenti e, una volta ottenuti buoni punteggi dovuti agli attacchi precisi o alle combo devastanti, avere l’opportunità di impiegare un Eroe.
Se questi ultimi dovesse affascinarvi particolarmente, è stata pensata una modalità Deathmatch tutta dedicata agli Eroi: in questo caso sin da subito impersonerete il vostro prediletto. Nella modalità Conquista le due fazioni in gioco si affrontano per guadagnare le postazioni presenti nelle aree, ed il vincitore sarà la squadra che riuscirà a porre il proprio vessillo su tutte le aree. L’ultima opportunità da sfruttare in modalità multi giocatore mette in campo l’Anello, con le due squadre incaricate di prenderlo e mantenerlo nel rispettivo gruppo.
La longevità è senza dubbio rafforzata da questo comparto Multiplayer, anche se le 13 mappe e le modalità prima citate non riescono a far emergere Il Signore degli Anelli: la Conquista nell’Empireo dei giochi nati per l’ online.

Un mondo di eroi
Considerata la licenza su cui il titolo Pandemic si basa, era lecito aspettarsi un comparto grafico quantomeno curato, ma i risultati lasciano a desiderare. Andando con ordine, analizziamo la realizzazione dei personaggi: il vestiario è ben caratterizzato, composto da texture piuttosto realistiche anche se povere di colore. I veri difetti nascono dalle movenze: i combattenti sono mossi da animazioni ridotte all'osso, che si ripetono all'infinito. Gli Eroi ricordano da vicino le controparti reali, anche se va sottolineata una certa inespressività dei volti. Gli scenari sono, a giudizio oggettivo, estremamente deludenti, con strutture inconsistenti, povere e ingannevoli: uno sguardo al Fosso di Helm o al Nero Cancello, ridotti drasticamente quanto a dimensioni e forze sul campo, è sufficiente a rendersi conto dell'approssimazione con cui le riproduzioni si presentano. L’unica arena che si salva è Minas Tirith, ben ricostruita anche se povera di particolari.
Il colpo di grazia ad un comparto tecnico già vacillante è inferto dai numerosi bug che lo affliggono: dalle le asce del guerriero che restano sospese in aria (con tanto di ‘strisciata’ del lancio che per qualche secondo rimane sullo schermo) al diffusissimo clipping che fa sì che i personaggi spesso si incastrino negli scenari, talvolta portando a situazioni bloccanti.
Il comparto sonoro si rivela ottimo per le musiche arrangiate da Howard Shore, il creatore del capolavoro che è la soundtrack de Il Signore degli Anelli, ma ridotto per quanto riguarda la varietà delle musiche: i motivi saranno sempre i medesimi senza variare di livello in livello. Il doppiaggio in italiano non è stato purtroppo affidato allo stesso cast impiegato per i film, e la mancanza del carisma di Pino Insegno e Gianni Musy (rispettivamente Aragorn e Gandalf) si fa sentire, e conferma che Il Signore degli Anelli: la Conquista non è purtroppo un titolo in grado di rendere giustizia alla licenza di valore cui si appoggia.
Recensione Videogioco IL SIGNORE DEGLI ANELLI: LA CONQUISTA scritta da DARKZIBO Il Signore degli Anelli: La Conquista è un titolo che potrebbe far storcere il naso a molti, soprattutto agli appassionati della saga tolkieniana. Il comparto tecnico è tutt’altro che sufficiente mentre la giocabilità, penalizzata da un'Intelligenza Artificiale nemica e alleata deplorevole, rischia alla lunga di annoiare nel ripetere sempre la medesima azione. Se calcolate che le voci dei protagonisti non sono quelle che avete imparato ad apprezzare nei film e che il gioco in singolo è molto tagliato (inizierete l’avventura nel Fosso di Helm, presente alla fine del secondo libro, le Due Torri) e reinterpretato malamente (non ci sono mai state battaglie campali nelle Miniere di Moria, se non la fuga della Compagnia dell’Anello), avrete tra le mani un prodotto che raggiunge un voto sufficiente solo grazie al Multiplayer, in grado di divertire per qualche tempo.
Quest'ultimo aspetto è l'unico che giustifica un acquisto: al di là dei bug o della grafica carente, le assodate meccaniche multigiocatore già viste in Star Wars: Battlefront si adattano perfettamente al clima Tolkeniano, e si rivelano in grado di divertire a tratti. La speranza è comunque che Electronic Arts faccia in futuro un migliore utilizzo della preziosa licenza, e dia a Il Signore degli Anelli la trasposizone videoludica che si merita.
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