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Damnation

Damnation

Hands-on

A cura di del
L’evoluzione nel mondo degli action in prima e terza persona è caratterizzata da brusche accelerazioni e lunghi periodi di stallo; di tanto in tanto un titolo riesce ad imporsi sulla concorrenza grazie a qualche idea originale che, irrimediabilemente, viene poi riproposta in molte altre produzioni nei mesi a venire.
Damnation è all’apparenza un tipico action in terza persona, fortemente ispirato a Gears of War, anche se alcuni elementi contribuiscono a renderlo un prodotto più particolare di quanto non appaia.
Invece di limitarsi a clonare, gli sviluppatori di Blue Omega hanno scelto di miscelare elementi appartenenti a diversi generi videoludici, crendo un mix dalle discrete potenzialità. Il codice preview a nostra disposizione presentava alcuni livelli derivati da una versione ancora molto primitiva del gioco: la natura provvisoria di molte texture, ed in alcuni casi l’assoluta mancanza, così come modelli poligonali non completi ed una lunga serie di “work in progress” non ci hanno permesso di farci un’idea a 360 gradi sul gioco, bensi di scalfirne la superficie e comprendere perlomeno la natura del gameplay.

Tutta un’altra storia
Il plot parte da un fatto storico, la Guerra di Secessione americana, e sviluppa un futuro alternativo in cui il conflitto non si è affatto concluso, ma continua da più di quarant’anni. Per quanto la guerra l’abbia oltremodo arricchito, l’imprenditore Prescott vuole la sua fine e conta di eliminare con un solo blitz del suo potente esercito privato entrambe la fazioni in gioco, per poi avere il controllo su tutti gli Stati Uniti.
Come membri di un gruppo di ribelli noti come “Peacekeepers”, vi ritroverete nei panni di Hamilton Rourke a cercare di impedire a qualunque costo i piani di Prescott, tentando nel frattempo di salvare la popolazione sfollata.
Queste premesse hanno permesso agli sviluppatori di inscenare un presente alternativo dalla forte caratterizzazione steampunk: armi, veicoli ed abbigliamento abbinano elementi futuristici ad un design decisamente retrò, e lo stesso vale per gli scenari ed i personaggi, che vestono un mix di armature futuristiche e cappelli dal sapore decisamente western.

Spara, salta e guida
Il gameplay ideato dagli sviluppatori Blue Omega non differisce dalla media degli action in terza persona, ma si nota una certa contaminazione: tra una sparatoria e l’altra capiterà infatti di incappare in vere e proprie sezioni platform, dove, tramite una serie di mosse predefinite che il tutorial ci permetterà di assimilare gradualmente, potremo farci strada attraverso i vasti livelli che ad una buona estensione territoriale aggiungono spesso un notevole sviluppo in verticale. Interessanti alcune mosse effettuabili, come la possibilità di saltare tra muri opposti per raggiungere punti particolarmente elevati; i controlli sono intuitivi, ed a volte addirittura semplicistici, al punto da non richiedere la direzione con l’analogico quando si salta. A queste sezioni, atipiche per quello che a primo approccio sembra un semplice action, se ne affiancano di più tradizionali, dove ci si trova a fronteggiare squadre di nemici con un vasto arsenale a disposizione. Quest’ultimo si presenta in maniera piuttosto classica, presentando tutte le armi che ci si aspetta di trovare in un titolo del genere; ad esse tuttavia manca qualsiasi personalità, sia estetica che di comportamento: il rinculo è standard, non vi sono modalità di fuoco secondario, ed anche la caratterizzazione sonora si rivela pittosto piatta. Alle normali armi corte e lunghe si affianca un solo tipo di granate di prossimità che possono essere sia lanciate contro i nemici, sia piantate a terra per creare trappole. Durante i livelli che ci è stato possibile provare nella versione preview a disposizione il nostro alter ego era costantemente affiancato da due compagni, guidati da una discreta intelligenza artificiale: essi si sono rivelati efficienti quanto a precisione nell’abbattere i nemici, ma un po’ meno quanto ad autodifesa, rendendo spesso indispensabile la rianimazione, effettuabile tramite un tasto da premere a distanza ravvicinata.
Ancor più deficitaria è apparsa l’Intelligenza Artificiale che guida le truppe nemiche: esse compaiono in punti di spawn spesso visibili (si spera che nella versione finale del titolo ciò venga dissimulato con più efficacia) e tendono ad attaccare alla cieca, dimostrando scarso interesse per le coperture. Oltre alla poca tattica, essi non sembrano sempre attenti alla nostra presenza, e capita spesso di essere completamente ignorati se non a distanza molto ravvicinata.
Ad affiancare queste due tipologie di gameplay ve n’è una terza, che coinvolge i veicoli. Nei livelli presenti nella versione preview ci è stato possibile testare una moto guidabile anche sulle pareti; allo stadio attuale il modello di guida è apparso piuttosto approssimativo, privo di un vero senso di accelerazione, nè di qualsivoglia gestione relistica della fisica.
Il design dei livelli è sufficientemente vario e gli scenari presentano un buon numero di dettagli, oltre a spunti per la copertura; per quanto infatti il gameplay non preveda un sistema dedicato, l’abbassamento tramite il tasto B dietro ad elementi ambientali risulta talvolta utile per defilarsi dal fuoco nemico.
La vastità delle mappe, che si estendono tanto verso l’orizzonte quanto in verticale, si apprezza particolarmente durante le fasi di platforming, che nonostante la loro natura parzialmente scriptata si rivelano sostanzialmente l’elemento meglio realizzato e più divertente di tutto il gameplay.

Comparto Tecnico
Al primo impatto il gameplay non riesce a restituire una sufficiente fisicità: per quanto alcune animazioni risultino gradevoli alla vista, si ha sempre l’impressione che il personaggio sia privo di peso e fluttui sul terreno. Se quest’impressione è di per sè fastidiosa durante le fasi di corsa, essa peggiora nel platforming, alcune delle cui mosse sono per di più scriptate, con una conseguente limitazione della libertà esplorativa.
I modelli dei personaggi sono sufficientemente dettagliati, ma di scarsa resa estetica ci è apparso il blur che ne confonde i contorni durante la corsa. Il resto dei modelli poligonali presenta una qualità altalenante: discreti quelli degli edifici, spesso scarni quelli dei veicoli.
La presenza di intere sezioni di livello prive di texture, e di altre vistosamente provvisorie, non permette una valutazione definitiva in questo settore, anche se si può affermare che a meno che la versione finale non venga completamente rivista e ripulita, le premesse non sono incoraggianti.
Il frame rate è soggetto a cali nelle situazioni più concitate, ed in particolare durante la guida dei veicoli, anche se resta da vedere se il problema verrà risolto prima del rilascio.
Il comparto audio è per ora valutabile solo sotto il profilo dell’effettistica, in quanto nella versione preview mancava completamente qualsivoglia accompagnamento musicale; il campionamento effettuato per le armi e per i motori dei veicoli ci è parso di bassa qualità, ripetitivo e piuttosto anonimo.

I test effettuati sulla versione preview di Damnation non hanno per ora dato risultanti incoraggianti; per quanto il gameplay risulti vario grazie alle tre macrotipologie di gioco presenti, l’intelligenza artificiale deficitaria e l’arsenale anonimo non permettono alla componente action di offrire un livello d’intrattenimento sufficiente. Migliori si sono rivelate le sezioni di platforming, grazie soprattutto ai livelli vasti, mentre la guida dei veicoli necessiterebbe di una revisione e di molta più personalità. Nonostante la natura ancora incompleta della versione oggetto delle nostre prove, le premesse non sono incoraggianti; se tuttavia gli sviluppatori si daranno da fare per rivedere l’intelligenza artificiale e le mancanze tecniche, Damnation potrebbe avere qualche chance di sfruttare i suoi lati interessanti, quali il setting affascinante e la varietà nel gameplay. Ricordiamo che nella versione finale sarà presente ache un comparto multiplayer sia competitivo che cooperativo, anche se la versione in nostro possesso non ci ha permesso di ricavare sufficienti impressioni sulla sua natura.

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