Recensione di Madagascar 2: Fuga dall'Africa

Copertina Videogioco Madagascar 2
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Data uscita:

     novembre 2008
- L'atmosfera del film è intatta - Gameplay frammentario
- Molti minigiochi noiosi
- Comparto tecnico sotto la media
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A cura di (andymonza) del
La regola del tie-in, la quale prevede che ad ogni film di richiamo nelle sale corrisponda un videogioco multipiattaforma, è (quasi) infallibile.
Per quanto essa ci abbia portato nel corso degli anni molte più delusioni che effettive ore di divertimento, il recente Kung Fu Panda ha dimostrato che i miracoli qualche volta avvengono; nonostante la longevità scarsa, il titolo presentava un gameplay ed un comparto tecnico piacevoli.
Ormai prossimi all’uscita di Madagascar 2 sotto Natale, ci siamo avvicinati a questo tie-in con curiosità, nella speranza che anch’esso aiutasse a sfatare il mito.

In fuga dall’Africa
Seguendo la trama del film a breve nelle sale, il titolo Activision riprende le avventure di Alex&co. da dove le avevamo lasciate: non riuscendo ad abituarsi al selvaggio habitat africano, i quattro amici faranno di tutto per tornare al confortevole Zoo di New York da cui provengono.
Invece di dare al titolo un’impronta action/platform come spesso avviene per questo genere di titoli, gli sviluppatori hanno optato per un mix di minigiochi di vario genere, uniti tra loro da cut-scenes e brevissime fasi esplorative che portano avanti la narrazione. Questo espediente finisce per spezzare eccessivamente il ritmo di gioco, e la poca coesione tra un minigame e l’altro è ulteriormente peggiorata da controlli imprecisi, e dalla sostanziale ripetitività delle azioni da compiere. I minigame si presentano in grande quantità, ed è evidente l’impegno da parte degli sviluppatori nell’inventare ogni sorta di piccole missioni da completare; a rovinare in parte l’esperienza è tuttavia il modo in cui questi minigiochi si completano, spesso poco fantasioso ed afflitto da un set di controlli piuttosto impreciso. Perdipiù, le singole sessioni sono spesso divise in due o tre round, che costringeranno a ripetere più volte la stessa prova senza apparente motivo. Di minigioco in minigioco prenderete i controlli dei quattro protagonisti a turno: come spiegato da King Julien nel tutorial iniziale, ogni personaggio ha una sua abilità speciale, come il ruggito di Alex il leone, la durissima testa ed il grande equilibrio di Marty la zebra, o l’ingombrante didietro di Gloria l’ippopotamo. A questi poteri sarà legata la soluzione di ogni minigame, che presenterà sfide adatte al protagonista di turno: ci ritroveremo così a spaventare degli uccellacci ladri di pietre con il ruggito di Alex, oppure a chiudere delle valige con i possenti quarti posteriori di Gloria.
Le brevi fasi platform presenti tra un minigioco e l’altro sono spesso sin troppo facili e lineari: l’unica eccezione è rappresentata da un divertentissimo siparietto con protagonista Marty la zebra, che si ritroverà a ruzzolare in giro per un livello in equilibrio su un enorme masso sferico. Questo, ed altri momenti di gameplay divertente, dimostrano che una struttura più aperta ed esplorativa avrebbe giovato non poco al titolo.
Nei livelli dedicati all’esplorazione troverete sparsi dei gettoni da collezionare, che permetteranno di acquistare in uno shop presente nel menu, come costumi per i personaggi.
A mantenere alto il morale ci pensa fortunatamente l’atmosfera allegra e scanzonata tipica della controparte cinematografica: gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro con dialoghi e cut scenes, che riescono a mettere in evidenza tutta l’irresistibile simpatia dei protagonisti anche quando il plot si prende qualche licenza poetica rispetto al film, necessaria per creare sufficienti situazioni di gioco.
Terminata la campagna, che offre circa 6 ore di gioco, vi sono alcune modalità alternative cui è possibile accedere dal menu principale: Africa Arcade permette di cimentarsi in dieci minigiochi consecutivi con altri giocatori in locale. Questa possibilità si rivela azzeccata, e la cooperazione riesce a dare quel qualcosa in più al gameplay.

Comparto tecnico
Il comparto tecnico di Madagascar 2 si basa su un design curato, che ricalca alla perfezione gli animali e le ambientazioni che troverete al cinema. E’ altresì un peccato che su queste buone fondamenta non si sia costruito abbastanza: la modellazione poligonale dei personaggi è appena sufficiente, e gli sfondi sono spesso troppo poco dettagliati. Le animazioni sono discrete, ma talvolta alcune movenze si mostrano approssimative e mal amalgamate con lo scenario. Il comparto audio si divide tra un’effettistica che alterna suoni simpatici ad altri decisamente più irritanti, ed una colonna sonora piacevole, ispirata alla controparte cinematografica.
Recensione Videogioco MADAGASCAR 2: FUGA DALL'AFRICA scritta da ANDYMONZA Anche tenendo presente che Madagascar 2: Fuga dall’Africa è un titolo espressamente dedicato ai più piccoli, vi sono alcune imperdonabili sviste che rendono l’esperienza di gioco macchinosa e frustrante. Se già la divisione in minigiochi tende a spezzare troppo il ritmo e ad annullare qualunque senso di progresso e relativa gratificazione, i controlli e la ripetitività peggiorano la situazione.
Riallacciandoci a quanto detto in apertura, si conferma che l’eccezione rappresentata dalla trasposizione videoludica delle avventure del panda Po rimane per ora un caso unico, e la media dei tie-in stenta purtroppo a raggiungere livelli di risicata sufficienza. Il consiglio d’acquisto è dunque limitato ai più giovani tra i fan sfegatati di Alex e compagnia, a patto che non si aspettino troppo.
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