Recensione di Mortal Kombat vs DC Universe

Copertina Videogioco Mortal Kombat vs
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Midway
  • Data uscita:

     21 Novembre 2008
- Crossover ben riuscito
- Buona caratterizzazione dei personaggi DC
- Gameplay divertente
- Poco longevo
- Pochi sbloccabili
- Grafica sottotono
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A cura di (andymonza) del
70 anni di fumetti, e 16 di picchiaduro si scontrano in una lotta senza quartiere, schierando 22 tra i loro migliori guerrieri. La storia dietro a Mortal Kombat vs. DC Universe è degna di qualunque fumetto crossover vi sia mai capitato per le mani, talmente assurda da non sollevare obiezioni: senza svelarvi troppo, ci limitiamo a dire che la collisione dei due mondi crea alleanza e rivalità nel giro di poche battute, ed in ogni caso ogni scusa è buona per suonarsele.

Combat evolved
L’esperienza singolo giocatore offre una modalità storia, che vedrà gli scontri intervallati da sequenze realizzate con il motore di gioco, una classica modalità arcade, una modalità sfida, in cui dovremo completare alcune tra le combo più difficili contro avversari inerti, e l’immancabile allenamento.
La modalità storia è un ottimo modo per farsi un’idea sullo stile di combattimento ideato dagli sviluppatori per questo picchiaduro, che pur affondando le sue radici nella serie Mortal Kombat, introduce diverse novità atte a svecchiare per quanto possibile il genere.
Se da una parte torna un set di controlli classico, con l’analogico votato agli spostamenti in 3D e la croce a quelli in 2D, ed i tasti d’attacco in posizioni familiari, a portare novità ci pensano quattro particolari modalità di combattimento che sarà possibile attivare durante i match: la prima è Klose Kombat, che tramite la pressione del tasto R1 a distanza ravvicinata ci permetterà di afferrare l’avversario, e colpirlo usando i tasti tradizionali: la telecamera effettuerà uno zoom, ed una rappresentazione grafica dei tasti del pad comparirà a schermo, evidenziando quelli che vengono premuti. Nel caso l’avversario riesca a premere il giusto tasto nello stesso momento dell’attaccante, si libererà dalla presa e potrà portare un contrattacco.
Simile nella sostanza, ma molto più spettacolare è il Free Fall Combat, che si attiverà in maniera contestuale all’ambiente. L’attaccante si lancerà contro l’avversario sfondando una parte dello scenario, ed i due cominceranno a precipitare avvinghiati. In maniera identica al Klose Combat si potranno portare gli attacchi, con l’aggiunta però di una barra sulla sinistra che si riempirà ad ogni colpo andato a segno: una volta passato un certo limite, l’attaccante potrà premere R1 per scatenare una supermossa, tanto spettacolare quanto devastante. Anche in questo caso, l’avversario potrà liberarsi premendo in tempo i tasti dell’attaccante.
Test your might vede invece un giocatore afferrare l’altro ed iniziare a correre sfondando i muri degli stages: durante quest’animazione, ai giocatori sarà richiesto di premere tutti i tasti del pad a ripetizione alla massima velocità possibile: questo sposterà un indicatore in basso allo schermo in direzione del’uno o dell’altro opponente, ed a fine sequenza il vincitore otterrà da un minimo di 0 ad un massimo di 30% di danno sull’avversario.
L’ultima variante al combat classico è la Rage, rappresentata da una barra divisa in due segmenti posta sotto a quella di salute: man mano che incasserete colpi essa si riempirà. Riempito il primo segmento otterrete la possibilità di bloccare le combo dell’avversario, mentre riempita l’intera barra potrete attivare il rage mode premendo entrambi i grilletti: per una manciata di secondi assorbirete gli attacchi, e le vostre combo saranno imparabili.
Tolta la Rage, queste modalità particolari spezzano il frenetico ritmo di combattimento tipico della serie Mortal Kombat, alternandovi momenti in cui l’azione si fa più spettacolare e lenta: come tutte le innovazioni, quand’anche buone, piacerà a coloro che cercano un po’ di novità in un picchiaduro, ma scontenterà probabilmente i veterani della serie originale, che difficilmente gradiranno queste relative semplificazioni.
La Rage merita invece un discorso a sé, in quanto se ben usata permette straordinarie rimonte, capovolgendo spesso i pronostici: a volte, arrivare ad un passo dallo sconfiggere un avversario e vederlo premiato per aver preso botte tutto il tempo non è esattamente gratificante.

Choose your side
La modalità storia vi chiederà di scegliere con quale delle due fazioni volete giocare; non sarà il giocatore a scegliere i personaggi con cui combattere, ma essi cambieranno a seconda dell’evolversi della vicenda, che viene narrata da diversi punti di vista; l’espediente funziona, mantiene alto l’interesse e dona sufficiente varietà al giocato. Cambiando fazione, la vicenda narrata sarà la stessa, ma esplorerà ulteriori punti di vista e situazioni parallele.
Il completamento di entrambe le campagne vi terrà impegnati per circa sei ore, al termine delle quali potrete cimentarvi con l’Arcade Mode: qui sarà possibile scegliere il personaggio, e si procederà attraverso una serie di scontri 1 contro 1, con la possibilità di effettuare Fatality e Bruatlity a fine scontro.
A parte una brevissima sequenza filmata, e due personaggi sbloccabili, non c’è molto altro ad aspettarvi alla fine.
In ultimo, la modalità sfida vi vedrà impegnati nel completamento di combo che concatenano supermosse contro un avversario inerte: mediamente difficile e tutto sommato poco gratificante.
Il multiplayer permette scontri uno contro uno tra giocatori divisi in quattro stanze pubbliche. Di ognuno è possibile verificare il numero di vittorie consecutive, ed altre statistiche.

Comparto Tecnico
Il comparto tecnico soffre di alti e bassi: a sfondi convincenti e parzialmente distruttibili se ne alternano altri ben più piatti. I modelli dei personaggi sono generalmente molto ben fatti, ma le textures tendono a renderli un po’ troppo plasticosi. Le animazioni, spesso legnose, faranno forse la gioia dei veterani di Mortal Kombat, ma da un titolo odierno era forse lecito aspettarsi un po’ più di cura in un comparto così importante. Buono invece il design generale, che pesca dai fumetti e dai videogiochi mettendo insieme costumi, fisici e fisionomie all’altezza dei personaggi.
Il comparto audio, non eccezionale quanto ad effetti, si fa apprezzare per i temi musicali dedicati ai personaggi, sempre ben contestualizzati.
Le mosse finali hanno ricevuto notevoli tagli rispetto alla violenza tipica della serie Mortal Kombat, con buona pace di chi al tempo lo stimò anche e soprattutto per il gore: il PEGI non permette più certe leggerezze.
Recensione Videogioco MORTAL KOMBAT VS DC UNIVERSE scritta da ANDYMONZA Mortal Kombat vs DC Universe è, nel complesso, un titolo che azzarda un curioso crossover e, partendo dalle solide base del picchiaduro alla mortal kombat, aggiunge qualche interessante novità.
Purtroppo un’offerta d’intrattetimento piuttosto scarna, per nulla supportata da un numero neanche sufficiente di personaggi ed elementi sbloccabili ed un comparto tecnico gradevole, ma non esente da grossi limiti, non permettono voti alti.
I giocatori in cerca di un picchiaduro leggero ne gradiranno l’immediatezza, mentre i fan della serie Mortal Kombat rimarranno delusi da un gameplay inframmezzato da sequenze più lente e dal fortissimo attenuamento della violenza.
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