Recensione di Call of Duty: World at War

Copertina Videogioco Call of Duty 5
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Treyarch
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 18 (Multiplayer online)
  • Data uscita:

     14 Novembre 2008
- Coinvolgente ed epico
- Modalità multiplayer completissime
- Comparto tecnico notevole
- Troppo lineare
- Livelli scriptati e non veramente dinamici
- Campagna single player assente di un vero e proprio plot narrativo
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A cura di (AP) del
Le volte che un videogioco ci ha portato nella Seconda Guerra Mondiale sono state innumerevoli e, nonostante si siano privilegiati approcci più tattici ad altri più arcade, l’ambientazione, le armi e i nemici sono stati sostanzialmente sempre gli stessi. Per questo il quarto capitolo di Call of Duty ha portato una ventata d’aria fresca in una serie che stava cominciando a riciclare situazioni e a rendere il tutto meno interessante. In Call of Duty 4: Modern Warfare, non fu però solo introdotta una modalità single player innovativa e adrenalinica, ma anche una sezione online curatissima che ha portato il gioco a vincere una battaglia, a prima vista impari, contro un colosso come Halo 3. Mentre già si parla di un sesto episodio e si cominciano a fare illazioni sul periodo storico che verrà rappresentato, esce finalmente in tutto il mondo il quinto capitolo che racconta la vicende di due soldati semplici destinati a sopportare violenze estreme e ad eseguire ordini non condivisi. Sebbene i loro fronti siano lontani (uno combatte i giapponesi nel Pacifico e il secondo i nazisti sul suolo europeo) la loro missione sarà quella di sopravvivere agli orrori del conflitto e possibilmente aiutare i propri compagni in questa lotta sanguinaria. Siete pronti ad accompagnarli?

Una guerra sporca e cattiva
L’introduzione a cui assisterete sarà un collage di diversi filmati d’epoca che mostreranno molti degli orrori della guerra e contribuiranno a darvi il primo pugno nello stomaco.
Ai restanti ci penserà la campagna che affronterete e che si aprirà con una scena particolarmente cruda e decisamente forte. Dopo di ciò sarete gettati completamente allo sbaraglio su di una spiaggia che verrà illuminata dalla luna e dalle esplosioni di proiettili, granate e capanne incendiate. Nessun tutorial di preparazione, solo tanta azione immediata per far capire subito al giocatore cosa significa essere nel mezzo di una battaglia.
La classica visuale in prima persona vi accompagnerà per tutta l’avventura: alcuni indicatori vi informeranno se sarete in piedi, accucciati o sdraiati, altri vi informeranno di quante munizioni disponete, mentre una pratica bussola vi indicherà, oltre alla posizione dei nemici e dei vostri compagni d’armi più vicini, anche da quale parte dovrete andare per perseguire il prossimo obiettivo. Se questa scelta a prima vista può sembrare indicativa di una certa libertà nei movimenti, in verità questa sensazione verrà presto ridimensionata dalla struttura dei livelli. Questi, seppur apparendo graficamente piacevoli, immersivi e in alcuni casi anche dinamici, soffrano dello stesso problema che affligge l’ultimo tie-in di James Bond, sviluppato non a caso proprio da Treyarch e con lo stesso motore grafico. L’azione che viene rappresentata su schermo è assolutamente incalzante e adrenalinica, ma purtroppo molto scriptata. I vostri compagni si muoveranno sempre nello stesso modo e, se i programmatori hanno deciso che un vostro commilitone farà una determinata azione in un determinato luogo, non ci sarà possibilità di fargli cambiare idea. Ciò limita pesantemente il fattore esplorativo e non permette sperimentazioni di sorta. Un'altra pecca la si può notare talvolta quando siete assediati dai nemici: questi continuano ad avanzare a causa di un perentorio respawn, obbligando il giocatore a farsi strada verso il proprio obiettivo anche quando si ha un riparo sicuro capace di limitare perdite e danni. Mantenendo un profilo attendista, infatti, si va incontro all'esaurimento delle munizioni e al successivo game over.
Le armi del nostro arsenale saranno bene o male le classiche che abbiamo imparato ad utilizzare nei capitoli precedenti: si passa da fucili a colpo singolo con otturatore, a mitragliatrici leggere o pesanti. Non mancano nemmeno pistole, fucili da cecchino con ottiche diverse e granate lanciabili con il dorsale RB. Una piacevole novità risulta il lanciafiamme, capace di bruciare più nemici con un colpo solo e di farci apprezzare le macabre animazioni di morte che accompagnano la loro dipartita mentre ci aggiriamo per i tortuosi bunker dei giapponesi. Piacevole e divertente la campagna che ci porta a combattere sul Pacifico grazie ad un’ambientazione decisamente più originale e meno inflazionata di quella utilizzata nella campagna russa che ripresenta combattimenti pee situazioni già viste nei capitoli precedenti. Il plot narrativo non risulta particolarmente robusto e spesso ci si ritrova sballottati da una missione all’altra senza seguire con precisione il logico svolgimento degli avvenimenti. A interrompere l’azione sono comunque presenti alcune variazioni sul tema che vi vedranno ai comandi di un tank armato con un potente lanciafiamme e di un aereo da bombardamento impegnato in una battaglia navale davvero epica e suggestiva

La guerra si fa in tanti
Il vero fiore all'occhiello della saga di Activision è sempre stato il comparto multiplayer, capace di risucchiare in un vortice tutti i soldati virtuali sparsi per il globo. Nonostante Treyarch abbia vissuto quasi unicamente di rendita riproponendo modalità quasi identiche al celeberrimo predecessore, alcune nuove modalità sono state inserite. La più attesa è senza dubbio la modalità cooperativa che vi permetterà di combattere l'intera campagna (o quasi) a giocatore singolo, spalleggiato da un numero di amici che va da uno a tre. In questo modo non aumenteranno le routine che gestiscono l'intelligenza artificiale, ma aumenteranno proporzionalmente il numero di nemici che dovrete affrontare rendendo caotica ed entusiasmante ogni battaglia.
Se invece gradite il classico deathmatch gettatevi nella mischia con il ritrovato sistema di punti esperienza già visto in Modern Warfare e cominciate a salire di livello affrontando sfida tutti contro tutti, a squadre, Capture the flag e tutti i classici della serie che qui ritornano più in forma che mai. Ad ogni avanzamento di livello verrà sbloccato un miglioramento che può essere un'arma, una mimetica, un potenziamento del personaggio o un abilità propria capace di migliorare ed arricchire l'esperienza di gioco, invogliando il giocatore a vedere cosa gli verrà messo a disposizione dopo.
Le mappe sulle quali combatterete saranno estrapolate dalle missioni in singolo e la loro conformazione è stata decisamente studiata nei minimi dettagli garantendo una scelta invidiabile di opportunità e di approcci in base alle armi che imbraccerete.
Molto utile la presenza di stanze d’allenamento che impediranno ai neofiti di incrociare immediatamente dei veterani armati di tutto punto, facendoli scontrare tra loro ed evitando la frustrazione di essere abbattuti continuamente da cecchini che sparano da centinaia di metri.
Le partite su Xbox Live si sono svolte senza lag alcuna e con la chat attiva garantendo una stabilità di sistema degna dei migliori prodotti.

Comparto tecnico
Il motore graficoutilizzato per mettere in scena i drammatici eventi narrati, è lo stesso utilizzato l’anno scorso per Call of Duty 4 ma, complici la bontà del motore stesso, la diversa ambientazione e un processo di affinamento, la differenza tra i due titoli c’è e si vede. Ad ambientazioni ricche di dettagli ed entusiasmanti da percorrere però si contrappone la staticità delle stesse. Nulla di quello che vedrete sarà distruttibile a meno che i programmatori non abbiano deciso il contrario. Ciò rende poco dinamico il nostro passaggio impedendo strategie più complesse dal semplice mirare e sparare. Nonostante ciò le ambientazioni più naturali e rigogliose (presenti in abbondanza nella campagna del Pacifico) simulano perfettamente le giungle e combattere in esse risulta davvero emozionante. Questa versione Xbox 360 risulta decisamente più pulita della controparte per PS3 grazie a texture più definite e meno sfuocate capaci di donare al tutto una cosmesi più realistica. Molto bello l’effetto grafico del lanciafiamme e le esplosioni in generale che fanno molto film hollywoodiano.
Gli effetti sonori non lasciano il segno, benché si facciano notare i diversi suoni prodotti dalle armi e i rumori della battaglia avvolgano completamente chi può disporre di un impianto surround multicanale. Epiche ed emozionanti le musiche che compongono la colonna sonora, capaci di coinvolgere e di spingere ad alzare il volume.
La giocabilità è quella tipicamente arcade della serie, i comandi sono sempre reattivi e funzionali e chi ha già giocato i capitoli precedenti si troverà subito a proprio agio. La moltitudine di modalità in multiplayer allungano una longevità nella media se giocato in singolo elevandola esponenzialmente grazie alla nuova modalità cooperativa e alla sempre ottima modalità competitiva, aggiornata sullo scheletro della struttura del quarto capitolo.
Un ultima nota sulle diverse edizioni in commercio.
Oltre alla classica confezione contenente disco di gioco e istruzioni, si può trovare nei negozi la collector’s edition, che nella grande scatola in metallo comprende una piccola borraccia da collezione con inciso il titolo del gioco alloggiata in un rivestimento di gomma piuma e il box classico del gioco contenente però un coupon con un codice da registrare sul sito del gioco che vi darà e sua volta un codice da inserire su Xbox Live. Riscattandolo avrete dei vantaggi multiplayer tra cui un potente mitragliatore disponibile fin da subito, un particolare colore del tag e una settimana in cui i punti esperienza che guadagnerete giocando in multiplayer varranno il doppio. Questa settimana verrà decisa dagli sviluppatori e verrà comunicata sul sito ufficiale.
Recensione Videogioco CALL OF DUTY: WORLD AT WAR scritta da AP Call of Duty World at War è un gioco che basa moltissimo del suo successo sulle peculiarità del suo illustre predecessore e riesce a seguire le sue orme senza tuttavia le novità di cui Modern Warfare si fece portatore. Ciò non significa che il nuovo titolo Activision sia poco interessante, solo che non ha saputo rischiare e innovare come invece è accaduto l’anno scorso. Per il resto questa Chiamata al Dovere, corrisponde a quanto visto in passato, proponendo un comparto multiplayer davvero grandioso e una campagna spettacolare e, questa volta, condivisibile con i propri amici. Prima del passaggio del testimone ad Infinity Ward con il prossimo già annunciato sesto capitolo, avremo da divertirci parecchio.
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