Recensione di Silent Hill Homecoming

Copertina Videogioco Silent Hill
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Survival horror
  • Sviluppatore:

     Double Helix Games
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Sottotitoli in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     27 febbraio 2009
- Il nuovo sistema di combattimento è integrato perfettamente
- Atmosfera degna di Silent Hill
- Akira Yamaoka si conferma un genio musicale
- Trama interessante...
-... ma poteva essere raccontata in modo migliore
- Vistosi rallentamenti
- Comparto grafico altalenante
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A cura di (Dr. Frank N Furter) del
In molti, i fans soprattutto, al momento dell’uscita dei primi video del gameplay del nuovo Silent Hill si sono “spaventati”. Non tanto per l’atmosfera, ma per i grandi cambiamenti che la serie stava subendo (sistema di combattimento in primis). Dopo una lunga sessione di gioco, che ci ha portati a terminare il titolo per ben cinque volte, possiamo affermare con sicurezza una cosa: Silent Hill è vivo, molto probabilmente più ora che durante la fine della scorsa generazione.

Homecoming
Alex Shepard è il protagonista della nuova avventura della saga Konami. Alex sta tornando nella sua cittadina natale, Shepard’s Glen, in cerca del suo fratello minore Josh. Non appena arriva, il nostro eroe capisce che qualcosa non va. L’ambiente è fin troppo silenzioso, non c'è nessuno per le strade e i pochi amici rimasti sembrano non capire cosa stia succedendo. Il primo incontro con la mamma di Alex porterà con se ulteriori domande, apparentemente senza risposta alcuna.
Inutile continuare svelandovi il plot di Silent Hill Homecoming (d’ora in poi SHC). Nonostante tutto vorremmo soffermarci sull’argomento con alcune riflessioni. La trama è davvero solida, adatta al mondo malato e corrotto della cittadina americana. Man mano che scoprirete nuovi dettagli, il ribrezzo e l’angoscia per quello che è successo cresceranno in modo costante. L’unica pecca del team statunitense “Double Helix” è stata il non infondere quella magia, quel senso di mistero e misticità che le produzioni giapponesi hanno sempre avuto. Il concetto di fondo è: un’ottima storia che poteva essere narrata meglio, soprattutto nella sua parte finale in cui i pezzi del puzzle si uniscono troppo velocemente come se ci si affrettasse troppo verso la conclusione. Detto questo non si vuol dire che il plot sia da buttare, anzi, ma ci è parso però giusto sottolineare questo aspetto.
I cinque diversi finali daranno ulteriori spiegazioni ai fatti, anche se l’ending “UFO” (sempre presente) è totalmente slegato dalla trama in quanto goliardica presa in giro del gioco stesso. La durata della storia varia tra le 8 e le 10 ore anche se, come da tradizione, ci saranno armi extra e nuovi costumi da sbloccare per le partite successive.

Addestramento militare
Come in molti sapranno, Alex è un membro dell’esercito U.S.A. e, in quanto tale, abituato a combattere e a maneggiare diversi tipi di armi. Da qui nasce la “scusa” per introdurre il nuovo sistema di combattimento presente in SHC. Innanzitutto avrete la possibilità di pararvi e schivare gli attacchi con la pressione di un apposito tasto. Le schivate possono essere indirizzate sia verso destra sia verso sinistra oppure indietro. Sulla parte destra dello schermo comparirà una sorta di arco il quale rappresenterà la vostra barra vitale. Veniamo al punto della questione: come influenza il gameplay? In maniera del tutto positiva. In primo luogo i combattimenti all’arma bianca sono strutturati ottimamente senza banalizzare lo scontro ad un semplice “schiva all’impazzata”. Evitare gli attacchi nemici richiede il giusto tempismo e, in molti casi, la giusta arma. Ci sono alcuni mostri particolarmente ostici da affrontare contro i quali nemmeno la pistola o il fucile risultano molto efficaci. In più, far proprio questo nuovo sistema non è affatto facile poiché richiede allenamento, conoscenza dei nemici e tempismo adeguati.
Quello che sembrava un elemento snaturante per la saga, si rivela invece essere azzeccato per la strada del rinnovo che SH cerca d’intraprendere.
Sarà estremamente appagante riuscire ad apprendere appieno l’utilizzo di ogni arma e rispedire all’inferno le immonde creature che vi si parranno di fronte.
Bisogna anche dire che le armi da fuoco danno un vantaggio considerevole durante i combattimenti. La pistola e il fucile possono uccidere molto facilmente e con pochi colpi i nemici più pericolosi. È anche vero che le munizioni non sono tantissime ma è palese che il bilanciamento tra i due metodi d’attacco sia un po’ squilibrato.

Atmosfera “made in Silent Hill”
Tutti i fan della saga saranno d’accordo nell’affermare che SHC rievoca ottimamente l’atmosfera dei primi capitoli. Per capire di cosa stiamo parlando faremo anche degli accostamenti con il film “Silent Hill” uscito nell’estate del 2006. Evitando discussioni futili sulla qualità della pellicola, quest’ultima aveva certamente dei pregi da non sottovalutare, primo fra tutti, le ambientazioni.
SHC riprende in pieno lo stile del film, offrendo uno scenario fatto di ferro, sangue e ruggine. Lo spazio che vi circonderà è composto da una moltitudine di dettagli, dai suoni assordanti delle macchine a vapore, delle ventole in costante movimento e dalle urla dei mostri nascosti nel buio.
Quando sarete all’aperto per le strada della città, noterete la leggera “pioggia” di cenere che scende costante dal cielo. Il cuore sotterraneo di Silent Hill brucia ancora.
Bellissimo il cambio da una dimensione all’altra. Chi ricorda il film saprà bene di cosa stiamo parlando. Il luogo in cui vi trovate perde pian piano i pezzi come se si staccassero dalle pareti, rivelando la vera natura dell’incubo che vi si nasconde dietro.
Ottimo il design dei mostri, ispirato e realizzato con cura. Anch’esso è un elemento importante per aumentare il senso di disagio e di paura che il gioco vuole trasmettervi.
Il fatto che ora possiedano un’intelligenza artificiale più sviluppata, li rende ancora più mortali e pericolosi. I nemici non si limiteranno ad attaccarvi nella loro area, ma cercheranno d’inseguirvi fino a bloccarvi in un vicolo cieco. Un esempio lampante sono i cani che incontrerete in strada. Questi ultimi vi correranno dietro fino a quando non li ucciderete o troverete un palazzo dove nascondervi.
L’unica pecca del comparto “mostri” è la presenza dei seguaci dell’Ordine. Oltre ad essere un mero copia/incolla della versione cinematografica, spezzano completamente l’atmosfera da incubo fatta di mostri orripilanti e situazioni surreali.

Realizzazione tecnica
Il comparto grafico di Silent Hill rappresenta il suo difetto principale. Partendo dai protagonisti si nota subito la lampante differenza tra Alex e il resto del cast. Mentre il primo può vantare di un dettaglio poligonale buono, non si può dire lo stesso dei personaggi comprimari. Le loro espressioni facciali sono ridicole, a tratti del tutto assenti. Le acconciature fanno “paura” in quanto sembrano delle parrucche mal fatte.
Abbiamo riscontrato degli occasionali cali di frame-rate durante le normali fasi esplorative e, in rari casi, durante le cut-scene.
Buono invece il sistema d’illuminazione, perfetto quando vi ritroverete nella dimensione oscura. Quest’ultimo lavora ottimamente per regalarvi momenti di alta tensione.
Le animazioni dei mostri, in particolare le infermiere, ricalcano quelle viste nella pellicola cinematografica. Il risultato finale è inquietante.
Un comparto tecnico fatto di alti e bassi con larghi margini di miglioramento per il futuro.
Recensione Videogioco SILENT HILL HOMECOMING scritta da DR. FRANK N FURTER Silent Hill Homecoming vi riporterà indietro nel tempo, a quando il nome “Silent Hill” incuteva timore solo a nominarlo. Peccato per l’estrema facilità degli enigmi, o almeno per la maggior parte di essi. Il nuovo sistema di combattimento si integra ottimamente nel contesto e la trama ha davvero molto da raccontare. Recensire un titolo alla Silent Hill non è facile. Ci sono tante varianti da prendere in considerazione e le immancabili comparazioni con quello che fu un glorioso passato. Homecoming è uno di quei pochi titoli che è partito in “svantaggio”, poiché tutti (fan e semplici videogiocatori) erano pronti a scommettere sulla morte definitiva di questa saga.
Silent Hill, invece, è ancora vivo, oggi più che mai... e ricordate, nel sottosuolo, la città brucia ancora.
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