Recensione di Smash Court Tennis 3

Copertina Videogioco Smash Court 3
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Namco Bandai
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     29 agosto
- Modalità carriera ben realizzata
- Editor giocatori completo
- Buon design di alcuni campi
- Controlli imprecisi
- Animazioni legnose ed approssimative
- I.A. scostante
- Comparto tecnico poco curato
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A cura di (andymonza) del
E’ un ottimo periodo per gli appassionati di tennis: dopo l’eccellente prova di Top Spin 3 arriva Smash Court 3, dopo ben 4 anni di latitanza dalle home console. L’origine di questo titolo è quantomeno inusuale: non capita spesso infatti di vedere porting da portatili a console casalinghe, eppure è proprio questo il caso. Comparso un anno fa su PSP, il titolo approda ora su Xbox 360, praticamente invariato nei contenuti e forte di una grafica in parte rivista. Vediamo come il titolo Capcom affronta l’universo tennistico.

Uno sport, molte strade diverse
Il non facile obbiettivo che Smash Court 3 si prefigge è quello di rappresentare la proverbiale “giusta via di mezzo” tra l’arcade più spudorato di Virtua Tennis e la rigorosa simulazione di Top Spin, che con la sua terza incarnazione ha raggiunto notevoli livelli di realismo e giocabilità. Con una mira del genere, il grosso rischio è quello di non eccellere in nessuno dei due campi, e sostanzialmente di non accontentare nessuno.
La prima accoglienza che il titolo riserva al giocatore, ovvero il menu, si presenta ben curata e ricca di opzioni: dalle classiche partite brevi ed esibizioni, si passa alla corposa modalità carriera, che come da copione ci permetterà di creare il nostro campione in erba e camminare con lui fino al firmamento delle stelle tennistiche. A questo aggiungiamo il tutorial, che data la grande quantità di colpi effettuabili non è assolutamente da trascurare ed ovviamente la modalità online. La modalità di più grande richiamo è ovviamente la classica carriera, che qui è chiamata Pro Tour: essa ci permetterà di iniziare dalle competizioni più piccole per poi diventare un professionista tra i primi del mondo. Un sistema simile a quello degli Rpg assegnerà dei punti alla fine di ogni match o sessione d’allenamento, che potranno poi essere distribuiti tra molte skill e stili differenti, dal serve and volley, al gioco da fondocampo, al footwork, che permetteranno al giocatore di modellare il proprio tennista sullo stile di gioco preferito. Una dettagliata agenda mostra chiaramente i tornei a cui è possibile di volta in volta partecipare divisi per anno; nel decidere quali competizioni affrontare occorre tenere d’occhio il fattore resistenza: soprattutto quando il nostro tennista sarà giovane, affrontato un torneo essa scenderà drasticamente, rendendo necessario un periodo di riposo, magari intervallato da qualche allenamento o match amichevole. Questo espediente aggiunge un gradito elemento strategico alla carriera, rendendo necessaria una gestione ragionata dei momenti di riposo e d’allenamento in vista dei grandi tornei. Man mano che la nostra fama salirà, potremo stringere accordi sempre più proficui con gli sponsor, i cui proventi ci permetteranno di acquistare attrezzatura per il nostro tennista nei molti shop dotati di brand ufficiale. Altra particolarità del Pro Tour è la periodica ricezione di lettere, che si dividono tra incoraggiamenti ed apprezzamenti dei fan, convocazioni per tornei ufficiali ed inviti a partite amichevoli.
Nel caso si cerchi un divertimento più immediato è invece opportuno rivolgersi alle modalità partita veloce e arcade, che scelto uno tra i tennisti più famosi del mondo ci metteranno subito in campo. Il carnet di sportivi presenti è davvero soddisfacente: divisi equamente tra maschi e femmine, si va dagli immancabili Federer e Nadal alle donne, Sharapova ed Hingis, per un totale di 16 star. Nel caso il vostro tennista preferito mancasse, il potente editor della modalità Pro Tour potrà essere utilizzato per crearlo ed utilizzarlo anche nelle modalità rapide.

In campo
Constatata la completezza delle diverse possibilità offerte da Smash Court 3, veniamo al gameplay vero e proprio. I quattro tasti principali del Pad sono dedicati ai fondamentali e necessitano di un caricamento tramite pressione per poi sviluppare la tecnica al momento del rilascio. Il tempismo necessario non perdona ed occorreranno diverse sessioni di allenamento prima di “prendere il ritmo”. Il movimento dei giocatori sul campo è oltremodo lento e poco preciso, e le animazioni dei colpi, vistosamente scriptate, aggiungono ad una pessima resa visiva anche una legnosità a livello di esecuzione effettiva. Non sempre i controlli rispondono con precisione: capiterà di voler impostare un colpo incrociato tramite inclinazione analogico e pressione del tasto e vedere il nostro tennista che si allontana dalla palla, non avendo “percepito” la nostra intenzione di colpire. Più volte riscontrate, queste falle portano presto alla frustrazione ed a un certo nervosismo nei confronti del gioco stesso, che tende a mettere il giocatore in difficoltà nei modi più sbagliati, che poco hanno a che fare con il tennis.
L’Intelligenza Artificiale che regola gli avversari alterna momenti di gioco notevole a pesanti falle. Vedrete i vostri concorrenti effettuare geniali cambi di ritmo, oppure imparare a sfruttare sistematicamente le vostre debolezze, per poi magari scoprire che una certa risposta angolata al loro servizio è un punto assicurato, oppure vederli venire a rete d’improvviso e senza le basi per farlo. Per quanto nel vivo di un match il feeling competitivo sia generalmente buono, la correzione di queste imprecisioni non avrebbe guastato. Davvero pessima è invece l’intelligenza artificiale dei vostri compagni nei doppi: perderanno metà delle palle senza motivo, e ne manderanno un altro quarto abbondante oltre la linea di fondo. Fortunatamente, il doppio si può giocare anche online.
Questi alti e bassi, accompagnati da un comparto animazioni che non può competere con la concorrenza, e da un set di controlli impreciso che si scontra con un sistema che alla base non perdona, finiscono per darci la pessima impressione che la vera difficoltà del gioco sia insita non tanto in un gameplay impegnativo, ma bensì in un set di strumenti carenti quando si tratta di affrontarlo.

Comparto Tecnico
Come già citato in apertura, il porting da una console portatile verso una next-gen è un’operazione inusuale, dai risultati senza dubbio incerti. Nonostante lo scontato aumento di risoluzione ed un po’ di pulizia delle texture, troviamo modelli poligonali ridotti all’osso, soprattutto negli sfondi, aliasing in abbondanza, ombre tutt’altro che dinamiche ed il già citato comparto animazioni davvero carente. L’impressione è quella che dal comparto tecnico visto su PSP ben poco sia effettivamente cambiato, ed in certi casi limite, come i menu, addirittura nulla. Il comparto audio certo non aiuta: dalle musiche al limite dell’irritante, al campionamento delle grida d’incitazione del pubblico tutto lascia un po’ a desiderare. Buona invece la resa del suono dei colpi.
Si salva il design: pur mancando la licenza ufficiale per i campi, molti sono stati riprodotti cambiandone semplicemente il nome; i campi più appaganti visivamente sono invece quelli di fantasia, come quello ambientato tra i canali di Venezia, o lo Sky Court Dubai, che si rifà a quello presente sull’eliporto della Vela con un tocco di spettacolarità in più.
Recensione Videogioco SMASH COURT TENNIS 3 scritta da ANDYMONZA Come si diceva in apertura, trovare la giusta via di mezzo è molto difficile. Ciò che delude davvero in Smash Court 3 è il fatto che tale lavoro di bilanciamento avrebbe anche funzionato, non fosse stato per le grosse carenze a livello di controlli, che in un gioco dove tempismo e coordinazione sono tutto risultano assolutamente inaccettabili. L’intelligenza artificiale che alterna momenti di genio ad altri di pura stupidità, ed un comparto tecnico al limite del passabile completano il quadro, lasciando poco spazio al vero divertimento.
Solo una modalità carriera davvero ben realizzata, un editor potente, e un ottimo design dei campi “di fantasia” salvano Smash Court 3 da una bocciatura, ma sono proprio questi gli elementi che fanno rimpiangere quella che, con qualche sforzo in più, sarebbe potuta diventare una gran bella esperienza tennistica.
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