Recensione di Grand Theft Auto IV

Copertina Videogioco GTA IV
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Rockstar North
  • Distributore:

     Take 2
  • Lingua:

     Parlato inglese, testi a schermo in italiano
  • Giocatori:

     1 -16 (online supportato)
  • Data uscita:

     29 Aprile 2008 360/PS3 - 3 Dicembre 2008 PC
- Una città viva e dinamica
- Gameplay solido e variegato
- Sistema di coperture efficace e non invasivo
- Narrazione di altissimo livello
- Longevità eccezionale
- Multiplayer solidissimo e sfaccettato
- Grafica non eccelsa
- Internet non è stata tradotta
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A cura di (andymonza) del
Nonostante chi scrive si sia preparato a lungo a questo momento, davanti al foglio bianco l’impressione è ancora quella che ci siano troppe cose da dire tutte insieme.
Descrivere un’esperienza come Grand Theft Auto 4 con il solo uso delle parole appare un’impresa titanica, perché troppe sono le sfumature e le delicatezze che compongono il quadro generale.
Come si dice, da qualche parte bisogna pur cominciare, e lo faremo parlando di Niko Bellic, che vi presterà il suo corpo e la sua anima alla scoperta della “terra delle opportunità”.

Highway to Hell
La nostra avventura comincia dove finisce il viaggio di Niko, una fuga dagli orrori della guerra in Bosnia verso il Sogno Americano; non passerà molto tuttavia prima di scoprire che il cugino Roman potrebbe aver esagerato un po’ nelle sue lettere che raccontavano di attici da sogno, modelle e soldi facili. Un monolocale sporco, una sgangherata ditta di servizio Taxi ed una montagna di debiti è tutto quello che ci ritroveremo tra le mani. Fortunatamente l’esperienza della guerra e della povertà ci hanno donato quella tempra e quel distacco perfetti per un certo tipo di lavori, sporchi ovviamente, che le pessime conoscenze di Roman ci daranno l’occasione di cominciare. La disillusione di Niko, scappato da una guerra per finire nel bel mezzo di un’altra, è il tema portante di tutta la struttura narrativa, e rappresenta un significativo distacco rispetto al passato. Quel compiacimento scanzonato che caratterizzava la violenza dei precedenti capitoli è sparito; certo, avremo la stessa possibilità di un tempo di compiere atti efferati ed innominabili, ma ad un caro prezzo. Già spezzata dalla guerra, ed ora in vendita al miglior offerente, l’anima di Niko si farà via via più tetra ed oscura, ed il livello di partecipazione che la sua vicenda sarà in grado di suscitare nel giocatore consenziente non ha paragoni, almeno nel mondo videoludico. Invece di appesantire il gameplay, questa scelta impreziosisce la narrazione, lasciando perdipiù intatti i dialoghi Tarantiniani e l’irresistibile humor nero che da sempre caratterizzano il brand.

The Land of Opportunity
Ancor più di Niko Bellic e delle sue discutibili nuove amicizie, la vera protagonista di Grand Theft Auto IV è Liberty City, liberamente ispirata a New York. Al di là del mero comparto tecnico, di cui avremo occasione di parlare più avanti, ci sono molti elementi che contribuiscono a renderla la prima città verosimile mai vista in un videgioco. E’ difficile descrivere cosa si prova osservando centinaia di persone che vivono la loro vita, camminando per la strada sorseggiando caffè d’asporto, aprendo l’ombrello e mettendosi a correre quando piove, fermandosi a parlare agli angoli della strada, oppure rispondendo al cellulare. Vedrete automobilisti modello accertarsi delle condizioni di altri cittadini in seguito ad un tamponamento, oppure attaccarsi al cellulare chiamando il 911 se inizierete una sparatoria. Percorrendo la medesima strada potreste trovare una trentina di edifici diversi per design, finiture e struttura, ognuno dotato di particolari come cartelloni pubblicitari o scritte sui muri. Alla radio potreste addirittura sentir parlare dello stesso prodotto che avete visto pubblicizzato su Internet o sui vagoni del metrò. Tutto è vivo, organico e correlato, e si muove attorno a noi, con noi, o contro di noi.
In una città up to date come Liberty City i rapporti sociali dipendono molto dalle tecnologie di comunicazione, ed ecco che ci ritroveremo tra le mani un cellulare, utile per tenerci in contatto con i nostri nuovi amici via sms e telefonate, e ricordarci all’occasione degli appuntamenti importanti. Anche la malavita organizzata è entrata nell’era di Internet, ed occasionali puntate all’Internet Cafè ci permetteranno mandare e ricevere email (non è stato dimenticato neanche lo spam, a sfondo umoristico, ovviamente), navigare siti d’incontri in cerca dell’anima gemella, o semplicemente scaricare, a caro prezzo, qualche suoneria e sfondo per il cellulare. Questi elementi sono resi indispensabili nella finzione video ludica tanto quanto nella vita reale, e verosimili in maniera quasi inquietante; quando il cellulare inizierà a suonare mentre siete inseguiti dai reparti speciali dell’intera Liberty City proverete un sincero fastidio, molto simile a quello provocato dall’aprire un’email dal subject intrigante, per poi scoprirvi il solito annuncio pubblicitario di siti poco raccomandabili.
Per quanto l’incredibile densità di dettagli perfettamente integrati dia a volte l’impressione di vivere in una realtà alternativa, i confini ancora ci sono, e si concretizzano in un’interattività non al top. Per quanto case e palazzi siano a migliaia, pochissimi sono quelli esplorabili all’interno, tolti i locali, i negozi, e i luoghi delle missioni; la vita, per Niko Bellic, sarà perlopiù una questione di strada.

On a Mission
Il gameplay di GTA IV è ancora una volta scandito dal sistema a missioni già visto nelle precedenti incarnazioni: per iniziare un incarico sarà sufficiente recarsi nel luogo ove si trova il datore di lavoro di turno, indicato dalle sue iniziali sulla mappa. Giunti sul posto, a seguito di un breve intermezzo video, ci ritroveremo a dover completare una serie di obiettivi dal feeling decisamente familiare: eliminare un personaggio scomodo, intimidire uno sbruffone, pedinare uno spacciatore, e così via. Per quanto gli obiettivi siano di per sé abbastanza banali e ripetitivi, Liberty City e la sua straordinaria dinamicità penseranno a renderli interessanti. Non ci saranno mai due inseguimenti simili, né una sparatoria prevedibile, proprio perché intorno a voi troverete un mondo che reagirà attivamente ad ogni vostra azione.
Fondamentale nello svolgimento delle missioni è il ruolo del livello di sospetto, in tutto e per tutto simile a quelli passati, con l’aggiunta di una componente più dinamica: se nei precedenti capitoli l’unico modo di liberarsi delle famigerate stelline era recarsi al Pay’n’Spray più vicino, in questo sesto episodio sarà possibile mimetizzarsi nel dedalo di vie che attraversano la Grande Mela di Rockstar; ogni macchina o elicottero della polizia avrà un raggio visivo, che si manifesterà sulla vostra minimappa sotto forma di una circonferenza; per fuggire con successo dovrete uscire da quell’area di sospetto, e rimanerne fuori senza farvi notare per qualche secondo. Per quanto detto così possa sembrare semplice, la grandissima quantità di polizia presente nella Downtown di Liberty City renderà alcuni inseguimenti meravigliosamente caotici.
Data la particolare natura dei compiti che andrete a svolgere dietro compenso, sarà necessario familiarizzare in fretta con il sistema di combattimento.
Esso riprende il familiare lock-on sul bersaglio con l’aggiunta di qualche interessantissimo dettaglio. Il tasto LT ad esempio, dedicato alla mira, riconosce due differenti livelli di pressione: premuto a fondo effettuerà l’aggancio del bersaglio, premuto a metà permetterà invece di mirare liberamente.
Novità assoluta è invece il sistema di coperture, ormai vero e proprio must di qualsiasi action in terza persona che si rispetti. Rockstar, come sempre, fa le cose a modo suo, ed invece di renderlo fulcro delle sparatorie, lascia al giocatore la possibilità di scelta. Premendo il tasto RB Niko si porrà in copertura dietro la prima superficie disponibile; a questo punto potremo optare per un blind fire poco preciso ma sicuro per la nostra incolumità, oppure sporgerci con RT per un tiro più preciso ma molto più esposto. Se questo sistema, peraltro ben sviluppato ed appagante, non dovesse incontrare il vostro gusto, non preoccupatevi e fate semplicemente a meno di utilizzarlo: la possibilità di risolvere le cose “alla vecchia maniera” è stata contemplata, e funziona altrettanto bene.
Le armi a nostra disposizione sono moltissime, ben caratterizzate per suono e rinculo, e già ampiamente collaudate nei precedenti capitoli.

Dude, where's my car?
La guida è uno dei piaceri della vita, ed a chiunque ci sappia fare col furto d’auto, l’opulenta Liberty City offre ogni ben di dio. Cassoni fumosi e sgangherati oppure splendide e lucenti coupè sportive? Poco importa, a dire il vero, perché dopo pochi minuti si assomiglieranno tutte, dopo che la avrete ridotte ad una massa di lamiere contorte e fumanti. A questo proposito, il realismo nella guida e nelle collisioni ha raggiunto con l’implementazione dell’engine Euphoria dei livelli davvero impressionanti. Le sospensioni sono indipendenti e perfettamente funzionanti, le carrozzerie presentano decine e decine di punti d’impatto, dal graffio sulla fiancata alla deformazione; i corpi dei guidatori all’interno delle auto si muovono in maniera assolutamente realistica, con tanto di colpo di frusta nei frontali. Arrivano addirittura a simulare reazioni tipicamente umane, come coprirsi il volto con le mani subito prima di un impatto. Sfrecciando per le città si vorrebbero avere mille occhi, perché di sicuro i due a disposizione non bastano a cogliere la miriade di meravigliosi dettagli che Rockstar ha infilato in ogni singolo fotogramma.
Tra auto, moto, furgoni, barche, veicoli militari e di servizio ce n’è per tutti i gusti; ogni mezzo presenta caratteristiche proprie, un peso ed un comportamento unici che lo rendono particolarmente utile in determinate situazioni e scomodo in altre.
Ancora una volta, per risparmiare un po’ di preziose risorse impegnate ad elaborare l’impressionate struttura di Liberty City, è stato implementato quell’irritante sistema che riproduce più volte il modello di macchina che guidate in quel momento, che finisce per limitare il realismo e soprattutto rende difficile cambiare macchina “on the go”. Perdonabile, viste le circostanze, ma si sperava che fosse stato messo da parte.

Comparto Tecnico
Ed eccoci, al momento più difficile. Valutare il comparto tecnico di GTA IV è una di quelle cose che preferirei rimandare all’infinito, un po’ come la laurea. Presto spiegato il perché: i primi minuti di gioco non sono stati, almeno per sottoscritto, di “meraviglia”. Sinceramente, ero più impegnato a chiedermi se il concetto di “città viva” fosse stato reso facendo brulicare lo sfondo di aliasing e blur.
Alcune vedute, ben supportate dall’Alta Definizione, di certi titoli next gen degli ultimi anni hanno inizialmente rovinato l’impatto che la grafica di GTA IV ha avuto su di me; mi è servita qualche ora di gioco per capire, ed iniziare a stupirmi per davvero.
Va innanzi tutto valutata la varietà del design degli elementi presenti su schermo, e la loro incredibile quantità; la densità del traffico, ed il notevole dettaglio che caratterizza ogni veicolo; i passanti, ognuno reso con la stessa dovizia di particolari che caratterizza il protagonista; potrei continuare a citare elementi per svariati minuti, e tutto questo per una singola strada. Di strade così a Liberty City ce ne sono a centinaia, e vengono tutte caricate simultaneamente, senza fastidiose interruzioni. Persino le ambientazioni d’interni, seppur limitate, non presentano caricamenti.
Quando ci si capacita di tutto questo, il diffuso pop-up, la scarsa definizione delle ombre, il blur un po’ “acquarelloso” degli sfondi, le compenetrazioni di poligoni e l’aliasing passano in secondo piano, o meglio, se ne capiscono le ragioni.
C’è così tanto che si muove in ogni fotogramma, e ad un tale livello di dettaglio, che la pulizia della visione d’insieme ne soffre un po’, impastando leggermente gli sfondi in favore delle distanze ravvicinate.
Il comparto tecnico di GTA IV non fa gridare al miracolo, e non è di sicuro un esempio di alta definizione; diciamo piuttosto che vive di pregi differenti da quelli cui altre produzioni ci hanno abituato, sacrificando un po’ di polish in favore di un’illimitata quantità di elementi e di dettaglio.
Come sempre, la colonna sonora è sontuosa, con più di 200 canzoni con licenza ed una dozzina di stazioni radio tematiche, ricche di talk show e spot pubblicitari.
Il doppiaggio è eccellente, e chiunque conosca l’inglese apprezzerà di sicuro l’ottimo livello di recitazione di tutti i personaggi.
Se alla mancanza di doppiaggio in italiano sopperiscono i sottotitoli, occorre tuttavia fare due precisazioni: chi non conosce l’inglese sarà costretto a perdersi buona parte dei dialoghi che si tengono in macchina, poiché durante un inseguimento scorrere i sottotitoli non è consigliabile.
Peggio ancora, non potrà apprezzare l’eccezionale qualità dell’Internet presente nel gioco, che rappresenta un piccolo gioiello di humor e critica al mondo d’oggi; se il doppiaggio in italiano era forse chiedere troppo, la traduzione del testo presente su Internet sarebbe invece stato un gesto non eccessivamente impegnativo, la cui assenza limiterà purtroppo l’esperienza di alcuni.

Multiplayer
Anche Grand Theft auto fa finalmente il suo ingresso nelle lobby del gioco online, e come ci si aspettava, lo fa in grande stile.
Tramite il cellulare, in qualunque momento della campagna single player, potrete accedere ai menu multiplayer, ed alla grandissima quantità di modalità presenti. La cosa più esaltante, è che Liberty City online ci presenta identica alla sua controparte offline; traffico, polizia, pedoni, tutto è intatto.
Per essere sicuri di trovare sempre i vostri amici, sono state create apposite lobby, dove ci si potrà ritrovare per poi avviarsi insieme verso la city.
Tra le modalità troviamo alcuni classici, come il Deathmatch free for all o a squadre, diverse modalità di gara con i moltissimi veicoli, ed alcune interessanti modalità studiate appositamente, come Guardie e Ladri, dove una squadra di malviventi dovrà cercare di difendere il boss dagli attacchi dei poliziotti.
Alle modalità competitive si aggiunge un’interessante modalità cooperativa, Hangman’s Noose, che metterà voi ed il vostro party in competizione con un’intera squadra SWAT, mentre cercate di portare un NPC dall’aeroporto fino ad un rifugio sicuro; per quanto maledettamente ostica, se affrontata con i compagni giusti questa modalità regalerà soddisfazioni incredibili.
I Mafia Works riprendono la struttura della campagna singolo giocatore, permettendo a voi e ad altri tre amici di competere nel raggiungimento di obiettivi, dal rubare un’auto ad uccidere un NPC.
Degna di menzione è la modalità libera, che porrà voi ed altri 15 giocatori nel bel mezzo della città, senza regole né obiettivi precisi. Cosa succederà, dipenderà solo dalla vostra fantasia.
Ogni match online vi ricompenserà con un certo quantitativo di denaro, in seguito alla vittoria o al raggiungimento degli obiettivi. Il ranking online vi permetterà di tenere sempre d’occhio le vostre statistiche e quelle dei giocatori di tutto il mondo.
Nel complesso, questo comparto online non assume certo l’identità di aggiunta dell’ultimo minuto, ma si presenta solido, sfaccettato e tecnicamente perfetto.
Recensione Videogioco GRAND THEFT AUTO IV scritta da ANDYMONZA Per la prima volta, ho l’impressione che assegnare dei numeri a un’esperienza tanto organica e vibrante come GTA IV sia un peccato, una terribile limitazione.
Questo quarto capitolo, assunti toni più maturi, è una mirabile opera di intrattenimento e narrazione, capace di toccare in alcuni momenti apici hollywoodiani. Non esiste videogiocatore che non sia in grado di apprezzare almeno uno dei moltissimi aspetti che questo titolo presenta, e in questo senso, l’obiettivo di Rockstar di concentrare in un solo titolo ciò che la parola “videogioco” significa ed implica, è pienamente centrato.
Grand Theft Auto IV è davvero un gioco per tutti: chiunque vi si può cimentare, chiunque vi troverà i propri motivi di soddisfazione, con l’unica eccezione rappresentata dai più piccoli; a loro, dati i temi trattati, è vivamente sconsigliato.
I difetti riscontrati nel comparto tecnico, seppur leggermente limitanti in termini di voto sintetico, non andranno ad offuscare la qualità dell’intrattenimento.
L’incredibile esperienza della campagna single player, unita al divertentissimo multiplayer, vi darà l’impressione di aver giocato non un semplice videogioco, ma l’unione del meglio che si possa desiderare quando si pensa alla parola intrattenimento.
Se pensate che questo valga il prezzo di una sola scatola, non aspettate a fare vostro questo piccolo capolavoro.
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