Recensione di Undertow

Copertina Videogioco Undertow
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Chair Entertainment
  • Data uscita:

     disponibile
- Concetti innovativi
- Ottima realizzazione tecnica
- Frenetico come pochi
- Difficoltà in single player a volte troppo elevata
- Confusionario in più di un'occasione
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A cura di (Casacup) del
Recensire un gioco chiamato “Risacca” – questo è il significato della parola Undertow – non è certo cosa di tutti i giorni, così come non è cosa da tutti i giorni recensire uno sparatutto a scorrimento ambientato sui fondali marini. Il suddetto Undertow è il gioco che è stato scelto dalla Microsoft come risarcimento per i disagi degli ultimi tempi legati al sovraffollamento del Live, sovraffollamento che è pesato anche sulle spalle di tutti gli utenti Silver connessi con la propria console a internet e costretti, in molti casi, ad aspettare lunghissimi caricamenti della dashboard, a meno di disconnettere la console stessa.
Avrà la Microsoft scelto di regalarci un gioco di qualità?

In fondo al mar…
Il concetto di fondo sul quale si basa Undertow è molto semplice: due squadre, un fondale marino, delle basi da conquistare, vince chi per primo azzera i ticket della squadra avversaria. Questi fantomatici ticket altro non sono che un punteggio associato all’uno ed all’altro schieramento, e rappresentano la misura della “vita” della nostra squadra. Entrambi i punteggi decresceranno mano a mano col tempo di un tasso proporzionale al numero delle basi occupate dal rispettivo avversario. Tradotto: l’obiettivo è di possedere più basi dei nemici, in modo che i loro ticket si azzerino più velocemente dei nostri. Modalità alternativa per vincere è quella di conquistare tutte le basi del livello – cosa, diciamolo da subito, estremamente difficile –.
E fin qui non ci sarebbe niente di diverso da quanto visto in altri giochi, se non fosse per l’ambientazione e la dinamicità del tutto. Solitamente nelle missioni ogni squadra partirà possedendo una o più basi, e nei vari livelli – esplorabili solo in due dimensioni, ma comunque dotati di una certa non linearità grazie a passaggi nascosti tra fondali e tra le strutture marine – sarà nostro compito conquistare le basi nemiche, stazionando vicino ad esse per circa una decina di secondi dopo averle ripulite dai sub nemici. La situazione delle varie basi ed il timer per la conquista saranno gestite da minimali quanti efficaci indicatori circolare posti nella parte alta dello schermo: questi, nel momento di un cambio di possesso di una base, cambieranno mano a mano colore, permettendoci di tenere d’occhio i nostri possedimenti e di correre ai ripari in caso di tentativo di conquista nemico. Il tutto sarà infine completato da una freccia indicante la nostra posizione rispetto alle varie basi presenti nel livello. Un’interfaccia davvero efficace insomma, in grado di fornire con una semplice occhiata tutte le informazione sulla situazione attuale della battaglia.
Abbiamo parlato prima della dinamicità. Effettivamente le battaglie di Undertow sono un qualcosa di frenetico grazie soprattutto al sistema di controllo. In perfetto stile Geometry Wars, controlleremo il nostro sub con lo stick di sinistra, mentre lo stick di destra sarà adibito all’utilizzo delle armi. Vien da sé capire come sia immediato mirare e sparare in qualsiasi direzione e al contempo muoversi in maniera vorticosa; se a questo aggiungiamo la possibilità di effettuare brevi scatti, tramite la pressione del grilletto di destra, per compiere rapide manovre evasive, abbiamo una misura di quanto sia concitato il gameplay.
La chicca finale riguarda la parte strategica. I Chair Entertaiment hanno ben pensato di creare non una, ma quattro tipi di unità: Il sub, il dragone, il corsaro ed il destroyer. Ognuna di questa ha le proprie caratteristiche di velocità, difesa, portata e lentezza della armi, in un mix che renderà l’esperienza di ogni livello diversa a seconda della scelta. Alcuni infatti preferiranno utilizzare il rapidissimo sub, unità caratterizzata da un’ampia portata di fuoco e da un’alta velocità, mentre altri preferiranno il pesantissimo destroyer, una specie di sottomarino armato di potenti missili ma lento sia nel ricaricare che nel muoversi. Le varie unità saranno non solo intercambiabili durante la partita, ma anche potenziabili con i punti accumulati durante la stessa per migliorare le caratteristiche di potenza di fuoco, difesa e velocità di movimento. Di nuovo, la dinamicità la fa da padrone: mentre infatti sceglieremo chi impersonare o chi potenziare, la battaglia andrà inesorabilmente avanti, non permettendoci quindi di dilungarci troppo nelle varie scelte tattiche.
Infine, come in ogni sparatutto che si rispetti, saranno presenti svariati tipi di potenziamento, da quelli per la velocità e la potenza a quelli per aumentare il numero di bombe di profondità a nostra disposizione, utilizzabili col grilletto sinistro del pad.

Aspetti tecnici e modalità
Di buona fattura risulta il comparto tecnico, in particolare la realizzazione dei livelli. Nonostante Undertow sia uno sparatutto 2D ogni elemento è realizzato in tre dimensioni, con particolare cura per i dettagli. Per quanto i vari sub sembrino dei semplici puntini colorati semoventi, tutto il resto – città marine, fondali e relitti – sono realizzati con un’ottima prospettiva, dando un grande senso di profondità. I colori sono quanto di più adatto ci si aspetterebbe, con toni tendenti al classico blu oceano, e sia gli effetti di fumo che quelli luce sono, anche se non realizzati con altrettanta cura, ben adatti al contesto, e soprattutto permettono di distinguere gli elementi davvero importanti della scena.
Il vero difetto del gioco risiede infatti nel suo essere caotico e confusionario: sub che sparano da una parte, missili che arrivano dall’altra, mine che esplodono dall’alto e bolle di ossigeno che confondono ancor di più la situazione; inoltre la necessità di avere un ampio zoom per una migliore visuale del livello porterà ad una riduzione delle dimensioni dei vari personaggi su schermo. I sopra citati effetti luce – ogni unità brillerà del colore della propria squadra come una piccola lucciola – migliorano la situazione, che resterà comunque estremamente caotica soprattutto per chi prova per la prima volta il gioco.
Spendiamo le ultime parole per le modalità disponibili. La campagna in single player, lunga quindici livelli ed accompagnata da una buona storia, in realtà non è altro che un allenamento per il cuore del gioco, il multiplayer, sia locale che in rete. Grazie alla modalità uno contro uno su singola console ed al supporto fino a sedici giocatori – se non disponibili rimpiazzati dai comunque ottimi bot del computer – via Live, il gioco risulterà avere una longevità limitata soltanto dal divertimento.
Recensione Videogioco UNDERTOW scritta da CASACUP Undertow va abbastanza oltre il concetto di semplice sparatutto a scorrimento. La frenesia e la discreta componente strategica rendono il titolo un vero e proprio concentrato di divertimento, e il multiplayer contribuisce a rendere l’esperienza praticamente infinita. Il gioco non è però esente da difetti: la difficoltà della campagna in single player è a tratti davvero alta e, in alcuni frangenti, il gameplay risulterà decisamente caotico e confusionario.
Nonostante questo il divertimento la farà da padrone: non solo gli amanti dei giochi frenetici ad alto tasso di difficoltà, ma anche chi è in cerca di qualcosa di leggermente diverso dai “soliti” sparatutto fatti di omini armati di mitragliatore o di navi spaziali con megalaser, troveranno in Undertow – è proprio il caso di dirlo – una piccola perla nel fondo degli oceani.
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