Recensione di Dynasty Warriors: Gundam

Copertina Videogioco DW Gundam
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Omega Force
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano (testi)
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     disponibile
- I Mobile Suits sono fedelmente ricreati
- Il doppiaggio giapponese
- E’ il solito DW
- Grafica old-gen
- I.A. inesistente
A cura di (Fabfab) del
Che brutta cosa essere così appassionato di un particolare franchise da trovarsi a recensire ogni nuova uscita dello stesso, specie quando queste sono così frequenti. Così appena poche settimane fa ero qui, su queste stesse pagine, a recensire Warriors Orochi e a dire di come la serie di Omega Force si trascini ormai in una stanca ripetizione di sè stessa, ed ecco che ora mi trovo a dover dire praticamente la stessa cosa per l’ennesima variante che in sostanza non varia nulla.
Si, perché l’unica novità in questo ennesimo capitolo della saga è quella che salta immediatamente agli occhi: i guerrieri della Cina mitologica e del Giappone feudale sono stati sostituiti dai mech di alcune delle infinite saghe di Gundam. Finito. Per il resto qualunque altra recensione di uno dei capitoli della saga di Dynasty Warriors o Samurai Warriors scritta nell’ultimo anno andrebbe benissimo per descrivere questo Dynasty Warriors Gundam (“Gundam Musou” in Giappone).

Spreco di risorse futuristiche
Per chi non lo sapesse, quello di Gundam è uno dei più celebri ed amati anime di fantascienza. La prima serie uscì nel 1979, ad opera di due grandi nomi come Yoshiyuki Tomino (regia) e Yoshikazu Yasuhiko (character design) e narrava della guerra scoppiata, in un ipotetico futuro, tra la Terra e le sue colonie spaziali. Alla prima serie hanno fatto seguito decine di altri prodotti - film, oav, altre serie televisive, manga, romanzi, videogiochi - che hanno ulteriormente arricchito e complicato la cronologia delle vicende.
Detto questo e considerando che il titolo Koei mescola assieme Gundam di anni e serie differenti, a volte concedendosi più di una licenza creativa, appare evidente come il prodotto sia pensato esclusivamente per appassionati conoscitori della saga. Chiunque si approcci al gioco privo di una conoscenza approfondita delle varie storie, si troverà di fronte ad una trama che quasi nulla spiega ed invece dà tutto per scontato. Non aspettatevi una presentazione dei personaggi o delle vicende, perché non ne troverete.
La narrazione è realizzata mediante una scelta stilistica di tre o quattro generazioni fa, vale a dire avvalendosi di immagini statiche dei personaggi che dialogano tra loro, senza animazioni realizzate ad hoc che avrebbero fatto la felicità degli appassionati.
Ho precedentemente accennato a “licenze creative” da parte degli sviluppatori. In effetti le trame, pur richiamando quelle originali (ma è presente anche una storyline inedita, che riunisce Gundam e protagonisti di saghe diverse) non sono del tutto fedeli all’originale cui si ispirano, conseguenza dovuta al fatto che occorreva riadattarle al gameplay del gioco. Ecco allora che ogni situazione si risolve sempre nel consueto scontro di massa…

Nel solco della tradizione
Il gameplay di DW Gundam è quello tipico di ogni titolo dell’accoppiata Koei/Omega Force e si risolve in un picchiaduro di massa in cui da soli o quasi si affrontano centinaia di avversari contemporaneamente.
Le mosse a disposizione sono semplici ed immediate: ogni Gundam utilizzabile possiede un attacco di mischia, portato con la spada laser, ed un attacco a distanza, un colpo di arma da fuoco. Ogni volta che si combatte, un’apposita barra si riempie e permette di utilizzare un colpo speciale che spazza via più nemici alla volta. Oltre a questo si utilizza lo stick analogico per spostarsi ed è presente un tasto per il salto. Più si combatte, più si sbloccano nuove armi e poteri che potenziano il nostro Gundam.
Se vi state chiedendo come sia possibile affrontare orde di nemici con solo tre attacchi, non preoccupatevi, perché gli avversari sono afflitti da una agghiacciante intelligenza artificiale che li rende tante pecore destinate al macello, incapaci di sfruttare la superiorità numerica per creare qualche serio problema. Le uniche difficoltà si hanno con i boss finali, più che altro a causa della scarsa manovrabilità e della solita telecamera che non riesce a tenere dietro adeguatamente all’azione di gioco.
Si avanza tra tutta una serie di livelli, la cui ambientazione varia tra uno spoglio e brullo paesaggio terrestre ed uno spoglio e vuoto paesaggio spaziale, senza che la giocabilità si diversifichi minimamente. Ogni campo di battaglia è suddiviso in ideali “quadrati” da conquistare con pazienza uno alla volta, in modo da portare alla vittoria la propria fazione. In battaglia veniamo affiancati da alcuni alleati che vanno seguiti ed assistiti per evitare che vengano sopraffatti. In effetti l’unico elemento atto a contenere l’ineluttabile “morte cerebrale” del videogiocatore è dato dalla necessità di tenere sempre d’occhio il campo di battaglia, perché spesso le condizioni di vittoria presuppongono la sopravvivenza di alcuni dei nostri compagni. Qualora la missione fallisse, in qualunque punto ci si trovi, occorre ricominciare tutto da capo, scelta piuttosto irritante, specie quando si è giunti davanti al boss finale.

Tecnica
Anche le considerazioni tecniche sono le medesime di sempre. Il gioco non sfrutta le potenzialità della nuova generazione. Il punto di forza della serie rimane, come sempre, l’enorme quantità di personaggi a schermo, un elemento più di apparenza che di sostanza considerando che questi non dispongono della più elementare I.A.
La particolare scelta di design presenta Gundam e Zack con un aspetto cartoonoso piuttosto che realistico, al contrario, ad esempio, del recente (ed altrettanto deludente) “Target in sight”, ma la cosa non è necessariamente un male. Spogli e poco ispirati, come di consueto, gli ambienti, troppo uguali gli uni agli altri e con ancora presenti inspiegabili fenomeni di pop-up.
Per fortuna almeno la colonna sonora appare ispirata, così come il doppiaggio giapponese (ma è possibile scegliere anche l’inglese, con sottotitoli italiani, ovviamente).
La longevità è nella norma e dipende sostanzialmente dalla voglia di giocare all’ennesimo titolo-clone: se questa persiste ancora, allora di cose da fare ce ne sono. Peccato che come al solito manchino opzioni per l’on-line, e che l’unica concessione al multiplayer sia una mediocre modalità cooperativa via split-screen.
Recensione Videogioco DYNASTY WARRIORS: GUNDAM scritta da FABFAB Dynasty Warriors Gundam è praticamente lo stesso gioco di sempre, con l’unico accorgimento di aver sostituito i guerrieri pseudo-storici di Cina e Giappone con futuristici Gundam. Per il resto rimangono i soliti problemi: giocabilità, ripetitiva, I.A. ridicola, nessuna profondità nei combattimenti, grafica di vecchia generazione. A questi aggiungete che la storia è pensata per veri otaku della serie, per cui senza una conoscenza più che approfondita delle vicende è quasi impossibile capire cosa sta succedendo. In definitiva un gioco destinato ai soli amanti di Gundam, disposti a venire a patti con un gameplay adattato e non sempre adeguato.
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