Recensione di Tomb Raider Anniversary

Copertina Videogioco Tomb Raider A.
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Crystal Dynamics
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     PS2, PC: Disponibile - PSP. Xbox 360 26 ottobre - Wii: 13 Novembre USA
- Lo spirito originario della serie è tornato!
- Più longevo di Legend
- Gameplay efficace
- Level design ispirato
- IA superata
- Grafica inferiore agli standard attuali
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L’arte del remake
Dieci anni fa per la prima volta l’affascinante Lara si muoveva tra scenari spigolosi, vittima di un sistema di controllo che troppo spesso strappava dure imprecazioni. Eppure tutto sembrava bellissimo e l’atmosfera che si respirava era sufficiente per sorvolare su qualsiasi difetto. Da quel lontano primo episodio molti altri se ne sono aggiunti, consolidando una delle figure più popolari anche per chi non mastica quotidianamente videogames. Tutto ciò fino ad un inesorabile declino, culminato in The Angel of Darkness che ha fatto precipitare la serie nell’oscurità.
In occasione dell’annuncio di Tomb Raider Anniversary, ho pensato istintivamente ad una classica riedizione studiata per spremere fino all’ultima goccia un nome storico e ottenere facili guadagni. Fortunatamente è stato immediato il ricordo di Tomb Raider Legend uscito lo scorso anno, un episodio che, pur non settando nuovi standard, aveva rilanciato l’appeal della celebre razziatrice di tombe. Con fiducia ho quindi seguito le notizie che man mano sono state rilasciate, così da arrivare con curiosità ed impazienza a scartare la confezione di questa avventura che, dopo l’ultima apparizione a carattere più action, torna a focalizzarsi sul principio storico alla base della serie: l’esplorazione.
L’edizione che analizzerò in questa recensione è la versione Xbox 360 uscita in questi giorni, ricordo infatti che lo stesso gioco è stato pubblicato per PC e Ps2 già da diversi mesi.

Una storia nota, ma ancor più affascinante!
La trama non cambia rispetto a dieci anni fa, così ci ritroveremo a cercare tre frammenti di una preziosa reliquia esplorando tombe disseminate di pericoli. Si parte dalle grotte ghiacciate del Perù per arrivare in Grecia e quindi ci si ritrova tra le sabbie ardenti dell’Egitto.
L’ossatura del gioco è per cui la stessa, la storia è riproposta nella sua interezza ma tutto il resto vive una nuova vita e ci trascina in un’atmosfera ancor più affascinante di quella respirata la prima volta.
Inutile ricordare che nel 1996 i motori grafici tridimensionali erano ancora agli inizi, ben lontani dalle potenzialità che le meraviglie tecnologiche attuali possono offrire. I programmatori dovevano fare i conti con una potenza di calcolo ancora limitata e affidare al proprio ingegno il metodo per superare questi limiti e costruire comunque delle ambientazioni evocative.
Ora, a distanza di dieci anni, gli scenari che attraverserà Lara appaiono più ricchi di dettagli, meglio modellizzati e valorizzati da effetti grafici che un tempo erano impensabili. Quello che non è cambiato è “lo stile”. Proprio così, perchè sia che si possono muovere pochi poligoni oppure una quantità smisurata, quello che veramente fa la differenza è la classe di chi dirige la scena.
Accanto alle note positive segnaliamo che i personaggi non godono di molti poligoni e certe textures appaiono un po’ sbiadite in alcuni frangenti, mostrando una qualità discontinua. Sicuramente le produzioni recenti ci hanno offerto ambientazioni caratterizzate da una qualità tecnica maggiore, effetti grafici più elaborati e immagini più dettagliate tuttavia, come appena descritto, è il fattore stile che sopperisce molto bene a un motore grafico che senza dubbio non è al top della categoria.
La telecamera, vero cruccio di questo genere di giochi, si comporta tendenzialmente bene anche se in alcune situazioni, in particolare nelle sequenze acquatiche o negli ambienti stretti, può posizionarsi in modo da complicarvi i movimenti e provocarvi qualche arrabbiatura extra.
Da un punto di vista audio le musiche si fanno sentire solo nei momenti cruciali e, in questi casi, si rivelano sicuramente di’impatto. Peccato però che per la maggior parte del tempo ci ritroveremo avvolti dal silenzio e da pochi effetti ambientali. Il gioco è localizzato in italiano ma sono rari i momenti in cui sentiremo Lara parlare.

Agile e scattante
Il sistema di controllo è stato ripreso da Tomb Raider Legend e questa è un’ottima notizia, considerando che si trattava di uno dei migliori aspetti del gioco. Potrete quindi contare sul rampino magnetico e avrete un preciso controllo dei movimenti che Lara eseguirà. Il rampino, oltre che per farvi agganciare ad anelli sospesi fungendo da liana, vi sarà utile in determinati frangenti per correre lungo i muri. La vera novità, tuttavia, riguarda l’introduzione di una modalità Bullet Time. Sparando alle belve si aumenterà la loro rabbia così che queste si lanceranno in una carica che potrà essere evitata premendo un tasto e impartendo una direzione. In questo modo si eseguirà una schivata e nel frattempo vedrete due cerchi che andranno a sovrapporsi. Sparate nel momento esatto e vi produrrete in un colpo letale alla testa che abbatterà la malcapitata bestiola.
A proposito di nemici, in questo episodio torneranno a ostacolarvi, come nel gioco originale, animali feroci piuttosto che orde di soldati. Gli scontri a fuoco saranno comunque una parte marginale del gioco che sarà incentrato soprattutto sulle fasi di esplorazione.
I vostri avversari non godono di una intelligenza artificiale brillante, infatti tenderanno a incastrarsi in parti dello scenario o eseguire percorsi precalcolati.
Ogni tanto faranno comparsa delle cut scene in cui dovrete premere al momento giusto determinati pulsanti che appaiono sullo schermo. Niente di impegnativo dato che la sequenza dei pulsanti è sempre la medesima, per cui sono solo brevi intermezzi che servono a dare maggiore spettacolarità alla storia ma che non apportano nulla di interessante al gameplay.
Ben studiata la disposizione dei check point, in caso di morte difficilmente dovrete ripercorrere lunghe e noiose sequenze che già conoscete. Questo perché sono posizionati nei momenti cruciali e il loro numero non è più così esiguo come nell’episodio originale.

Un’avventura che non finisce troppo presto
Il punto debole di Tomb Raider Legend era indubbiamente la durata del gioco che si completava troppo in fretta, ma soprattutto troppo facilmente. Se l’episodio originale di Tomb Raider era particolarmente impegnativo anche a causa dell’imprecisione del sistema di controllo, ora la situazione appare più rosea in virtù dei controlli rivisti che vi permetteranno di superare anche le situazioni più intricate: in bilico sulla punta di un palo a dieci metri da terra o aggrappati con una mano ad una piccola sporgenza nella roccia sarete a vostro agio anche nelle situazioni più estreme!
Quello che è rimasto intatto è la difficoltà degli enigmi a cui si aggiungono sequenze platform che metteranno alla prova concentrazione e precisione.
Completato il gioco potrete accedere anche a una missione extra ambientata nel castello di Lara.
Per sbloccare tutti gli obiettivi proposti, inoltre, vi sarà richiesto di completare l’avventura più volte perché dovrete superare delle sfide a tempo, completare un livello o lo scontro con un boss senza morire…difficile riuscirci al primo tentativo.
Nelle ambientazioni sono nascoste delle reliquie e dei manufatti che non saranno visibili percorrendo velocemente il livello. Solo con un’analisi più attenta e approfondita potrete sbloccare passaggi segreti o raggiungere luoghi nascosti per fare vostri i preziosi oggetti.
Completando i livelli di gioco potrete sbloccare contenuti extra che spaziano da vestiti alternativi ad altri bonus come immagini, video, musiche e altro ancora.
Recensione Videogioco TOMB RAIDER ANNIVERSARY scritta da Passano gli anni ma è una grande soddisfazione scoprire che incontrare Lara è affascinante come la prima volta. Con Angel of Darkness la serie aveva conosciuto il suo momento più buio, per fortuna il cambio di rotta imposto dai nuovi sviluppatori già con l’episodio precedente, Tomb Raider Legends, è giunto a completa maturazione in questo remake. Le avventure di Lara riscoprono lo spirito originario della serie basato sull’esplorazione e un comparto grafico ispirato, unito ad un sistema di controllo soddisfacente, rendono le peripezie negli antichi sepolcri stimolanti e gratificanti. Non aspettatevi di vivere un’esperienza di gioco innovativa, piuttosto assaporerete il gusto di riscoprire uno stile di gioco che, nonostante gli anni sulle spalle, si rivela ancora avvincente.
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