Recensione di Project Gotham Racing 4

Copertina Videogioco PGR 4
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Bizarre
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     12 ottobre 2007
- Diverse novità interessanti
- Più città e mezzi
- Ottimo multiplayer
- Comparto tecnico molto buono...
- ...ma con qualche pecca evitabile
- Livello di difficoltà a volte sbilanciato
- Non più di otto concorrenti alla volta
- La somiglianza con PGR3 è comunque evidente
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A cura di (Songoku) del
A due anni di distanza dal precedente capitolo, e dopo aver fatto venire l’acquolina in bocca ai fan impazienti, i ragazzi di Bizarre Creations tirano fuori dal cilindro la quarta incarnazione di Project Gotham Racing.
Partendo da una base ormai consolidata, gli sviluppatori hanno inserito alcune importanti novità, con l’idea di dare nuova freschezza a un franchise ormai piuttosto sfruttato. Vediamo nel dettaglio cosa questo titolo ha da offrire.

Modalità di gioco
La struttura fondamentale è rimasta molto simile al passato. Il primo menù a comparirci davanti (per quanto riguarda il single player) ci propone sfide in buona parte conosciute: è possibile buttarsi nella modalità arcade, composta da dieci differenti eventi molto vari, che danno accesso a un alto numero di medaglie (complessivamente 108); oppure si può scegliere una “Sfida al cronometro” (facile immaginare cosa comporta); oppure ancora possiamo preferire una “Partita personalizzata”, nella quale scegliere nel dettaglio dove correre, con che condizioni climatiche, con che auto ecc. Ovviamente, però, la modalità regina è la “Carriera Gotham”, che di gara in gara ci vede tentare la scalata alla classifica mondiale dei piloti. Troviamo qui un calendario che prevede molti eventi, ognuno dei quali composto da un numero variabile di sfide. Ogni gara può porre obiettivi diversi al giocatore: tradizionali corse a più partecipanti (fino a otto complessivi, non moltissimi a dire il vero) con lo scopo di arrivare per primi; gare dove occorre ottenere il miglior tempo sul giro; sfide votate alla spettacolorità, dove trionfa chi compie più trick possibili (ma continuando a correre, non vale girare in tondo!); prove particolari come quella che prevede un percorso cosparso di barriere di coni da schivare, cercando nel contempo di completare il circuito nel minor tempo possibile.
Dal punto di vista della struttura nuda e cruda, dunque, non si vedono grosse novità. D’altronde le possibilità erano già varie in precedenza, e si è pensato di puntare su altri settori del gioco per inserire le maggiori innovazioni. Parzialmente diversa la questione del multiplayer, che trattiamo in un paragrafo apposito.

Guida sì, ma con stile
Questa è uno dei grandi dogmi della serie. Fin dalle prime incarnazioni su Xbox (ma in realtà a partire dalla precedente creatura dei Bizarre, Metropolis Street Racer su DC), PGR ha sempre prediletto un approccio arcade, meno interessato alla costumizzazione ossessiva del mezzo e più votato all’azione, con un preciso sistema di ricompense per quei giocatori che riescono a compiere manovre altamente spettacolari come derapate, testacoda e via dicendo (per guadagnare gli ormai famosi kudos).
PGR4 non tradisce questa tradizione, presentando lo stesso sistema di assegnazione dei punti (però questa volta maggiormente affinato e meno casuale) e uno stile di guida abbastanza simile ai predecessori. La componente arcade si incarna, come detto, nella predilezione per una guida efficace ma anche spettacolare, unita alla possibilità di spendere i proprio kudos per comprare auto, circuiti e nuove modalità di gioco, piuttosto che singoli pezzi delle vetture.
Non si pensi però che tale approccio determini un risultato totalmene irreale, alla Ridge Racer: il sistema di guida è immediato, ma non per questo semplice. Ciò significa che ogni vettura si comporta in modo differente dalle altre, e necessita di un po’ di pratica per essere padroneggiata appieno. I testacoda non voluti e gli incidenti non saranno affatto rari, specie nelle prime ore di gioco e soprattutto se non avete mai messo mano a uno dei precedenti capitoli. Non si arriva a un livello di simulazione pari a quello dei vari Gran Turismo o Forza Motorsport, ma d’altronde non era nemmeno questa l’intenzione degli sviluppatori, visto l’incentivo alla spettacolorità delle corse. Ulteriore elemento di complicazione sono la migliorata AI degli avversari e le condizioni climatiche mutevoli, come spiegato nel paragrafo successivo.

Il gameplay del titolo risulta nel complesso solido ed efficace, anche se si notano alcuni sbilanciamenti nel livello di difficoltà (tre sono le opzioni disponibili preliminarmente: facile, medio, difficile). Tali disomogeneità si notano soprattutto tra una gara e l’altra dello stesso evento, per cui alcune sfide come quella dei sorpassi risultano solitamente molto facili, mentre altre sono più ostiche (a volte persino frustranti, se il vostro obiettivo è sempre e solo il primo posto).

Nuove possibilità sono concesse nella modalità foto: fermando l’azione per ottenere un’immagine della corsa, potremo agire su tutta una serie di parametri che vanno dai tradizionali luminostà e contrasto, per arrivare alla profondità di campo, l’effetto tunnel, il blur, la distorsione dell’immagine. E potremo perfino accedere a un’opzione (acquistabile coi kudos) che trasforma l’immagine in una foto 3D, visibile con gli appositi occhiali. La possibilità di condividere tali fotografie on line è un ulteriore stimolo a fare diversi esperimenti, creando di fatto una sorta di mini-gioco artistico che molti potrebbero trovare rilassante e appagante.

Le maggiori novità: moto, clima dinamico, AI
In PGR4 ci sono alcune novità evidenti rispetto ai predecessori, ampiamente anticipate nei mesi scorsi.
Prima di tutto c’è la possibilità di usare non solo automobili, ma anche moto. Il parco veicoli è piuttosto nutrito in questa nuova edizione: parliamo di circa 120 mezzi (con l’inclusione di veicoli “pesanti” come la Shelby GT500E o la Chevy Sting Ray), di cui 30 su due ruote. Questo fatto, unito alla possibilità di usare le moto fin da subito, la dice lunga sulla cura che gli sviluppatori hanno voluto mettere su questa nuova opportunità, che è tutt’altro che un semplice bonus.
Alla guida delle moto l’anima arcade del titolo si nota maggiormente: la volontà di far gareggiare assieme i due tipi di mezzi determina la necessità di rendere le moto particolarmente solide e stabili. Ciò significa che urti anche leggeri - che nella realtà causerebbero gravi cadute - in PGR4 sembrano solo infastidire il pilota, che dalla sella non avrà paura di insultare i suoi avverari.
La guida delle moto è abbastanza simile a quella delle auto, e il passaggio non dovrebbe creare eccessivi fastidi al giocatore. Le prime sembrano però leggermente più sensibili alle condizioni dell’asfalto, in caso di pioggia o neve. Senza contare la difficoltà di guadagnare kudos se gli avversari sono tutti a bordo di auto: in questo caso la complessità di non farsi sbattere a terra potrebbe impedire di pensare alla spettacolarità, con piccolo tradimento all’anima del gioco.
Altra grossa e pubblicizzata novità riguarda il clima: in PGR4 possiamo trovare le più disparate condizioni atmosferiche, dal sole alla pioggia, dalla neve alla nebbia (anche in dipendenza della città in cui ci troviamo). Ma la cosa importante è che tali condizioni mutano all’interno della stessa corsa: possiamo insomma partire col sole e finire sotto l’acqua, con tutto il corollario di formazione di pozzanghere e modificazione del manto stradale. Questi cambiamenti (che, va detto, non sono mai eccessivamente drastici all’interno della singola corsa) hanno un’effettiva influenza sullo stile di guida, che deve adattarsi ai cambiamenti avvenuti durante la gara: la stessa curva che prima abbiamo affrontato col sole, potrebbe dover essere approcciata in modo nuovo al passaggio successivo, a causa dell’inizio di un acquazzone.
Nei mesi scorsi si era anche parlato di una intelligenza artificiale migliorata. In effetti ci sembra di notare un buon passo avanti, con avversari che non si limitano a compiere le loro traiettorie ma che regiscono alle diverse situazioni assumendo una guida ora pulita, ora più aggressiva, non disdegnando i tamponamenti. E per la prima volta sembrano interessati allo spettacolo, votato al guadagno di kudos!

Comparto tecnico: bei risultati e qualche difetto
Dal punto di vista audiovisivo PGR4 si presenta certamente bene. L’elemento forse più accattivante sono gli scenari delle diverse città, da sempre punto di forza della serie, che appaiono dettagliati e spettacolari, illuminati egregiamente e in definitiva molto realistici. Anche il pubblico è migliorato, con decine di spettatori e fotografi che si comportano tutti in modo diverso, creando un notevole colpo d’occhio quando gli sfrecciamo accanto (l’impatto è inferiore se ci avviciniamo in modalità foto, ma era prevedibile).
Gli sfondi, tuttavia, non si differenziano molto rispetto al passato, almeno per quanto riguarda i tracciati già presenti in PGR3: le città raggiungibili sono Macao (Cina), Las Vegas (USA), London (Inghilterra), San Pietroburgo (Russia), Tokyo (Giappone), New York City (USA), Shanghai (Cina), Quebec (Canada), Michelin Test Track (circuito ispirato ad una reale pista statunitense).
Buone sensazioni dall’asfalto, soprattutto per quanto riguarda le condizioni atmosferiche più estreme. Alcune piste presentano un manto stradale un po’ piatto e monocolore, ma sono la minoranza. Nella maggior parte dei casi l’asfalto è corposo e rivestito di texture convincenti, e il massimo risultato si raggiunge con la pioggia e la neve. In questi casi notiamo tutta una serie di effetti pregevoli, come il riflesso delle vetture e dello scenario e la presenza di pozze d’acqua che sono sì belle da vedere, ma anche direttamente coinvolte nel gameplay.
La pioggia è realizzata con cura, e se decidete di usare la visuale interna all’abitacolo (ben realizzata anche se un po’ difficile da usare) potete ammirare le singole gocce sul parabrezza, che vengono spazzate via dai tergicristalli per essere subito sostituite da altra acqua caduta dal cielo. Anche i fiocchi di neve sono ben realizzati, tuttavia il loro impatto visivo è meno spettacolare rispetto ai temporali: molto meglio la neve a terra, che influenza pesantemente la guida del mezzo e che è splendida da vedere. Si consideri anche la differenza tra la strada vera e propria e le immediate vicinanze, dove lo strato di neve è più alto e perciò più pericoloso per la guida.
La maggiore nota dolente - oltre al fatto che, comunque, il salto di qualità visiva rispetto a due anni fa non è eccelso - riguarda paradossalmente le auto. I vari modelli (appartenenti a molte case famose) sono fedeli all’originale, ma purtroppo sono affetti da un fastidioso effetto aliasing, che si nota troppo spesso: i bordi del nostro mezzo sono sovente seghettati, troppo in confronto allo scenario e alla pista, con un risultato non proprio piacevole. Fortunatamente questo problema si presenta in misura molto minore nel garage, dove una visuale che simula la camminata del pilota ci permette di ammirare tutte le vetture da noi acquistate.
Altro difetto riguarda i danni: le auto in pratica non si rompono mai, al massimo possiamo veder comparire graffi sulla carrozzeria o ragnatele sul parabrezza, ma niente deformazioni particolari. Un ultimo, piccolo appunto sui tempi di caricamento, che potevano essere inferiori.
Il frame rate rimane solido sui 30 fps, anche se qualche lievissimo rallentamento di nota nelle fasi più concitate, col numero massimo di veicoli sullo schermo. La sensazione di velocità è efficace, in parte grazie a un provvidenziale effetto blur che sfoca e diluisce leggermente gli elementi intorno alla macchina, in parte perché l’ambientazione cittadina consente di far sfrecciare molti più corpi solidi ai lati del mezzo.

La colonna sonora presenta molti nomi noti della scena elettronica, rock e punk, anche se a un ascoltatore non appassionato di questi generi potrebbe sembrare un po’ ripetitiva. Niente da dire invece sugli effetti sonori, soprattutto per quanto riguarda i rombi dei motori: tutti diversi e realistici, con anche notevoli differenze a seconda del punto di vista (la visuale esterna comporta un certo suono, quella dentro l’abitacolo ne determina un altro, più attutito e ovattato, e via dicendo).

Multiplayer
Come già in passato, il gioco via internet rimane un punto importante di PGR. Oltre alle consuete e più scontate modalità, questo nuovo capitolo include la corsa in squadra: possiamo formare un gruppo di amici (fino a 4, con possibilità di scegliere una divisa comune), che poi si sfidano contro altre squadre in modalità quali “cattura la bandiera”, “gatto e topo, “guardie e ladri”. Al di là della pura corsa, poi, una parola va spesa per il “PGR su richiesta”, evoluzione della vecchia PGR TV. Attraverso questa rinnovata modalità, possiamo condividere con gli altri utenti foto e filmati, ricercabili attraverso un motore di ricerca impreziosito da un buon numero di opzioni. Senza contare la possibilità di studiare da spettatore le sfide tra i giocatori più esperti, così da imparare nuovi trucchi e tecniche.
Recensione Videogioco PROJECT GOTHAM RACING 4 scritta da SONGOKU Project Gotham Racing 4 si rivela certamente un gioco valido. I ragazzi di Bizarre Creations hanno mantenuto una base tradizionale, con un approccio sostanzialmente arcade che non disdegna però elementi simulativi. Accanto a questo sono state introdotte alcune novità, come la presenza delle moto o degli effetti atmosferici dinamici, uniti ad una AI potenziata. I veicoli sono molti e la carriera in singolo discretamente lunga e varia. Il comparto tecnico è complessivamente buono e votato allo spettacolo. Il gioco on-line rimane un punto di forza. Accanto a queste note positive troviamo però anche qualche difetto, come un fastidioso aliasing sulle vetture, un numero massimo di concorrenti non elevatissimo, un livello di difficoltà a volte sbilanciato. Più in generale, ogni giocatore deve valutare soggettivamente le varie novità: se non vi interessano più di tanto le moto e le condizioni del tempo (se, quindi, volete usare un volante per l’unico scopo di arrivare prima degli avversari), PGR4 potrebbe rivelarsi più simile al predecessore di quanto non voglia ammettere.
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