Recensione di Fatal Inertia

Copertina Videogioco Fatal Inertia
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Koei
  • Data uscita:

     disponibile X360/ 15 Luglio PS3
- Ambientazioni
- Il Live funziona
- Alcune funzioni eseguibili dai mezzi
- Giocabilità scarsa
- Percorsi brevi e poco originali
- Scarsa longevità
- Poche modalità
- Bolidi insulsi
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A cura di (Darkzibo) del
Con Fatal Inertia sembrava dovessimo trovarci di fronte al nuovo F-Zero o, forse paragone è più azzeccato, al nuovo Wipeout, entrambi rappresentanti di un genere abbandonato quasi del tutto: le corse futuristiche. In effetti questa tipologia di giochi non ha visto titoli degni di nota nella nuova generazione e in molti confidavano in questo gioco sviluppato da Koei (famosa per la serie Dinasty Warriors). Non resta che scrutarlo per capire se le aspettative siano state rispettate o meno.

Corse e qualcosa in più
Si può tranquillamente affermare che Fatal Inertia non abbia fatto parlare molto di sé, se non per il fatto che sarebbe dovuto uscire in contemporanea su Xbox 360 e PS3 andando invece incontro a problemi tecnici che ne hanno decretato lo spostamento della versione per la console di casa Sony. Parliamone subito, Fatal Inertia forse ha puntato, troppo frettolosamente, sullo sfruttamento della mancata concorrenza di un genere simile nella nuova generazione. Sinceramente l’ho aspettato questo gioco, da appassionato di F-Zero e Wipeout, e vi posso dire che purtroppo le mie aspettative sono state sensibilmente deluse. Il contenuto di Fatal Inertia è troppo banale e letteralmente al di sotto di ciò che si era legittimato auspicare per questo titolo. Dal punto di vista del gameplay, scordatevi i due titoli citati prima: Fatal Inertia è molto più lento (non ci sono i 900 km/h annunciati), frustrante, dalla giocabilità minata, che costringe il giocatore non a riempirsi di adrenalina come un gioco del genere dovrebbe trasmettere, ma a annoiarsi e addirittura a rallentare nei pressi di una curva, come se ci trovassimo in un gran premio che non prevede auto futuristiche ma mezzi gommati. La vostra navetta sarà anche troppo soggetta agli sbalzi delle alture, alle collisioni con gli altri mezzi, e faticherà ben qualche secondo prima di riprendersi dopo uno scontro, che potrebbe persino portare a un testa-coda. Inutile dire come la giocabilità e di conseguenza l’attrattiva per questo titolo sia minata. Per non parlare della struttura dei percorsi, corti, ripetitivi, stabilmente inaccessibili e privi di quel fascino che, pur non godendo dell’alta definizione, pervadeva quelle due pietre miliari di cui ho parlato poco sopra. I percorsi sono talmente poco estesi che potrete anche occupare il primo posto per 4 giri su cinque e all’ultimo, fatalmente, picchiare contro una roccia e perdere il primato senza possibilità di riagguantarlo. Vi ritroverete a correre in anni futuristici, ma affronterete zone tipicamente esotiche, che vanno dalle foreste tropicali ai sottoboschi, dal canyon all’isola paradisiaca che saranno sì scenari apprezzabili allo sguardo, ma che non incideranno a favore della giocabilità.
Non tutto è da gettare naturalmente, e di idee buone ce ne sono. In particolare ricordo il turbo-freno, che permette, tenendo pressati il pulsante dell’accelerazione con quello del freno di accumulare energia all’interno del proprio motore in modo da effettuare un’accelerata efficiente soprattutto nell’istante in cui inizia una gara o la si sta concludendo per bruciare il proprio avversario sul traguardo. Attenzione a non sovraccaricare il caricamento, perché rischiereste di incappare in seri guai per il motore. Di valido è presente anche la rotazione laterale di 360° impiegabile tramite una doppia pressione di uno dei due grilletti utilizzati per la virata in grado di salvare la nostra navicella da uno schianto sicuro contro un ostacolo. Anche se, diverse volte, vi sarà impossibile riuscire a entrare in una grotta senza continuare a cozzare contro la pareti, senza calcolare che è anche difficile trovare la giusta imboccatura. Un altro pregio è rappresentato dal fatto che ogni arma possiede un doppio utilizzo che vi permetterà di attaccare il veicolo che vi precede o pospone in base all’utilità che riterrete più opportuna.
Purtroppo le modalità che troverete in Fatal Inertia non sono delle più originali: giocatore singolo e multiplayer, anche tramite Live (fino a otto giocatori). La prima comprende la corsa veloce, la modalità carriera e l’allenamento. Nella corsa vi sarà concesso di impostare gli estremi per una gara, con la scelta del percorso, la modalità di sfida e le condizioni meteorologiche, nella modalità carriera affronterete un’improbabile storia (ma sappiamo quanto poco conti la trama in un titolo del genere) e nell’ultima modalità vi eserciterete per affinare le tecniche di guida e di attacco. Ogni gara della modalità carriera vi darà punti nel rankings mondiale e di seguito sbloccherete alcune modalità come quella garage che vi darà la possibilità di personalizzare al meglio il vostro aereo. Purtroppo la carriera non dura molto se non per qualche ripetizione di alcune piste che, come detto precedentemente, data la presenza di ostacoli in grado di farvi perdere la gara, dovranno essere ripetute diverse volte. Il Live funziona piuttosto bene e in questo caso Fatal Inertia guadagna qualche punticino, ma ancora non ci siamo. Non ci sono lag evidenti, ma le partite sembrano tutte uguali, in grado di portare a una noia incredibile dopo poco tempo.

Fatalità è trovare qualcosa di originale
Per quanto riguarda la grafica, possiamo distinguere due momenti, quello che riguarda i percorsi e quello che si interessa dei bolidi. Partiamo dal primo, al quale corrisponde anche un momento positivo. Gli scenari sono belli e di vario genere ricoperte da ottime texture e in grado di impiegare bene l’alta definizione. Le texture e gli effetti di luce sono realizzati con una certa maestria e l’acqua con i suoi spruzzi è realistica. Vi invito a provare percorsi come isola paradiso (che mi ha ricordato gli scenari di Just Cause) o il sottobosco. Belli, sì ma pochi e privi di originalità: per lo più saranno percorsi ovali, con curve di facile sfida. Altra mancanza che ho riscontrato è la presenza di percorsi effettivamente futuristici, con strutture estremamente grandiose e città capaci di ricordare da vicino Metropolis. Passiamo ai nostri aerei, come li chiama il gioco: niente di più banale, quattro modelli impiegabili da subito di cui due sono molto simili, uno sembra un aereo stealth e l’altro un taxi. Si può cambiare il colore e nel garage anche le caratteristiche tecniche e il lato estetico, ma niente di realmente appassionante e approfondito. Per non parlare delle texture, sembra di giocare a una versione incompleta del gioco tanto questi involucri virtuali sono insufficienti.
Altra nota negativa, e in questo caso proprio di nota si tratta, viene dal comparto sonoro, privo di musiche accattivanti, a parte qualche brano rock di discreta fattura, ma niente di adrenalinico come lecitamente ci si aspetterebbe. Gli effetti sono proposti in maniera confusa con il rombo dei bolidi simile a una lavatrice che centrifuga. Ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma in fondo anche questo comparto rappresenta ciò che è il titolo, qualcosa con qualche buona idea ma privo di reali meriti.
Recensione Videogioco FATAL INERTIA scritta da DARKZIBO Alla nuova generazione manca un gioco di corse futuristiche degno di questo nome. Posso dirlo a maggior ragione dopo aver provato Fatal Inertia: un titolo di belle speranze ma di poca concretezza strutturale. La giocabilità è molto scarsa sia per un difetto sostanziale della gestione del mezzo, sia per quanto riguarda l’interazione con l’ambiente circostante. Purtroppo una tecnica discreta e un sonoro pessimo fanno il resto. Senza contare la longevità che di gioco effettivo conta ben poche ore. E nel caso vogliate giocarci, sappiate che quello che vedrete all’inizio, ovvero i percorsi e tutto il resto, è ciò che vi accompagnerà fino alla fine del gioco. Un vero peccato per questo lavoro di Koei che, con diversi accorgimenti in più, avrebbe potuto dare ai giocatori dell’ultima generazione di console un vero titolo di corse futuristiche.
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