Recensione di Hour of Victory

Copertina Videogioco Hour of Victory
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Nvision
  • Data uscita:

     2007
- Possibilità di controllare 3 diversi personaggi
- Ottenere tutti gli achievements non vi porterà via più di 5-6 ore
- Multiplayer gravemente insufficiente
- Scarsa longevità
- IA dei nemici deprimente
A cura di (Falconero) del
Il grandissimo successo ottenuto da capolavori come Call of Duty e Medal of Honor ha contribuito in maniera più che significativa ad una massiccia diffusione di FPS ispirati ad eventi bellici, ed in particolare alla Seconda Guerra Mondiale. La maggior parte di queste “produzioni” non si sono però dimostrate all’altezza delle aspettative, presentandosi, sotto alcuni punti di vista, come delle “imitazioni mal riuscite”, di titoli ben più famosi; purtroppo “Hour of Victory” ne è un perfetto esempio. Sviluppato da “nFusion”, il titolo è ambientato nel 1942, anni in cui la guerra si apprestava a volgere al termine; inizialmente vi ritroverete a combattere nel deserto del nord Africa, ma, in seguito, sarete costretti a scontrarvi con i tedeschi direttamente a Berlino. Siete pronti ad immergervi, ancora una volta, nella terribile realtà della Seconda Guerra Mondiale? Preparate i fucili, il conflitto sta per avere inizio!

Guerra al cubo
Nel corso dell’avventura, avrete la possibilità di scegliere tra 3 diversi soldati, ognuno dotato di particolari abilità, che lo renderanno più o meno utile in determinate situazioni: il primo, William Ross, un commando appartenente alle forze speciali Britanniche, data la sua notevole potenza fisica e la grande resistenza agli attacchi nemici, sarà fondamentale nelle fasi di gioco più pericolose; il secondo, il Sergente Calvin Blackbull, un ranger provvisto di un utilissimo rampino e un letale fucile da cecchino, si rivelerà importantissimo per attacchi a distanza; ed infine il Maggiore Ambrose Taggart, specialista in infiltrazioni, che grazie alle sue particolari abilità, vi permetterà di agire nell’ombra, in modo da evitare le zone più pericolose. Variare da un personaggio all’altro non vi procurerà particolari emozioni, visto che, ad eccezione delle poche specialità, ognuno di loro vi fornirà un’esperienza di gioco sostanzialmente uguale. Tutte le missioni potranno essere intraprese con uno qualunque dei tre soldati (tranne qualcuna appositamente sviluppata per un determinato personaggio), senza notare particolari differenze nel corso del gioco; l’unica cosa che cambierà in base alla vostra scelta sarà la tattica di avanzamento che potrete decidere di utilizzare. Nel corso della vostra avventura, potrete contare, oltre che su un discreto numero di armi, tutte in perfetto stile bellico (che si divideranno tra primarie e secondarie), su degli appariscenti mezzi di locomozione, come jeep e carri armati; l'utilizzo di quest'ultimi, sebbene possa apparire alquanto complicato, sarà relativamente semplice. Inoltre, la loro potenza di fuoco, estremamente violenta ed efficace contro qualsiasi nemico, sarà una delle cose più appaganti dell'intero titolo.

Soldati o semplici reclute?
Una delle cose che lascia più perplessi, è sicuramente l’intelligenza artificiale dei nemici lungo tutto l’arco della campagna; la maggior parte di loro infatti, non si dimostra assolutamente adeguata ad uno scenario apocalittico come quello della Seconda Guerra Mondiale. In una situazione qualunque, anche nelle missioni più “avanzate”, sconfiggere un intero “appostamento” si rivelerà incredibilmente semplice, anche perché i danni subiti da un singolo attacco non saranno assolutamente significativi; i vostri avversari infatti, saranno tutt’altro che agguerriti, al punto che, in alcune occasioni, potreste osservarli mentre vagano tra le macerie senza una meta ben definita, o nel peggiore dei casi, vederli immobili a guardarvi, in attesa di essere fatti fuori. Al contrario, se dovessero decidere di attaccare, non temete, perché dopo un paio di colpi si stancheranno, tornando ad fissarvi malinconicamente. Ad ogni modo, nel caso in cui dovesse essere presente un soldato di alto grado, i vostri nemici potrebbero sorprendervi; in compagnia di una qualsiasi figura militare di spessore, i soldati intensificheranno i loro sforzi per uccidervi. Purtroppo però, basterà sbarazzarsi della loro “fonte di coraggio” e tutto tornerà alla triste normalità. Nel caso in cui doveste essere colpiti gravemente, recuperare energia sarà facilissimo, ma allo stesso tempo abbastanza frustrante; sarete infatti costretti a rimanere completamente immobili, in attesa di un graduale ripristino dell’indicatore di salute. Ad ogni modo, vista le difficoltà dei nemici nel colpirvi, non dovrete ricorrere a questa pratica molto spesso.

Comparto tecnico
Tecnicamente parlando, “Hour of Victory” si presenta appena sufficiente, essendo inferiore alla maggior parte dei titoli a cui siamo abituati attualmente. Per quanto riguarda l’aspetto grafico, il livello generale è abbastanza buono, soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni di gioco (seppur prive di interattività), ma lascia un po’ a desiderare per ciò che concerne la rappresentazione dei vari personaggi. Si poteva fare molto di più, visto che l'intera realizzazione è stata fatta mediante l'Unreal Engine 3. Il sonoro è sicuramente uno degli aspetti migliori di questo titolo; le musiche di sottofondo sono decisamente adeguate e gli svariati effetti sonori di armi, bombe e quant’altro sembrano amalgamarsi ottimamente con l’atmosfera bellica proposta. Il gameplay, purtroppo, sembra il vero punto debole; nonostante una notevole semplicità di gioco, i vari comandi, oltre alle normali movenze del nostro personaggio, si dimostrano spesso statici ed inadatti alle situazioni di gioco più frenetiche. Fortunatamente il sistema di puntamento non presenta particolari difetti, mantenendosi senza dubbio sui normali standard di gioco di qualunque FPS che si rispetti. L’IA è senza ombra di dubbio l’aspetto peggiore del titolo; l’incomprensibile comportamento della maggior parte dei nemici potrebbe davvero portarvi ad implorare in ginocchio davanti al vostro schermo per un nemico “all’altezza” della situazione. Il servizio multiplayer on-line, al contrario di molti altri titoli, non riesce a migliorare in alcun modo la situazione; nonostante la possibilità di sfidarsi in diverse modalità di gioco, fino a 12 giocatori contemporaneamente, gli scontri sono caratterizzati da una disarmante facilità di annientamento, dove eliminare un nemico richiederà soltanto un paio di colpi. Inoltre la realizzazione generale soffre di una serie di insopportabili bug, come per esempio delle zone “buie” nelle quali il vostro personaggio potrebbe “bloccarsi” definitivamente, che vi costringeranno ad una prematura uscita dal gioco.
Recensione Videogioco HOUR OF VICTORY scritta da FALCONERO Massacrare interi plotoni di nazisti è sicuramente appagante, ma è un qualcosa che tutti noi abbiamo già fatto fin troppe volte. Nonostante le buone idee presentate, “Hour of Victory” non si dimostra in grado di regalare particolari emozioni. L’unica cosa capace di darvi qualche soddisfazione è la possibilità di affrontare una stessa missione con un personaggio diverso, in modo da variare la tattica di gioco. Ad ogni modo, la breve durata della “campagna”, unita ad una generale approssimazione tecnica, sia on-line che off-line, rende questo titolo sostanzialmente mediocre, adatto esclusivamente ai veri appassionati del genere. Se non siete tra questi, fareste meglio ad orientarvi altrove; sulla “piazza”, troverete senza dubbio qualcosa di più interessante.
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