Recensione di Call of Juarez

Copertina Videogioco Call of Juarez
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Techland
  • Data uscita:

     Disponibile
- Buona Grafica
- Longevo
- Multiplayer ottimamente supportato
- Buona colonna sonora
- I.A. medio-bassa
- Fase esplorativa limitata
- Doppiaggio scadente
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A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Viva il Western di Sergio Leone, quando c’era Clint Eastwood e il suo mezzo sigaro, quando eravamo esaltati dalle magiche colonne sonore di Ennio Morricone e lo “spaghetti western” era amato da tutti. Riuscirà Call of Juarez nella titanica impresa di riportarci, anche solo per un istante, a quei meravigliosi momenti?

Una storia già vista…
La trama di Call of Juarez non è certo il massimo della originalità. Avremo a disposizione due protagonisti: il fuggiasco Billy Candle, ragazzo messicano accusato ingiustamente di omicidio (come tutti i protagonisti che si rispettino) e il reverendo Ray McCall, un simpatico vecchietto che in gioventù pare fosse un abilissimo pistolero, il quale, negli anni a seguire, si è messo al servizio di Dio per assicurare alla giustizia ogni tipo di delinquente.
Di seguito avremo un alternarsi tra Billy e Ray, l’uno che sfugge all’altro. Con Billy avremo la possibilità di giocare una modalità prettamente stealth, in cui appunto dovremo agire nell’ombra e risolvere i semplici enigmi che ci sbarreranno la strada. Nei panni di Ray invece vivremo la parte “sparatutto” del gioco, con diverse armi per il nostro arsenale e tanti nemici da riempire con del buon piombo. All’apparenza tutto pare molto vario e ben strutturato ma non è tutto oro quello che luccica.

Due protagonisti, due strade diverse…
Innanzitutto è bene sottolineare come tutti i clichè dei film western siano presenti all’appello: rapina al treno, indiani, sparatorie, duelli all’ultima pallottola e i saloon pieni di donnicciuole accoglienti e cowboy ubriachi.
Il fatto di aver a disposizione due protagonisti con abilità e compiti diversi fa sì che il gioco risulti abbastanza longevo e non privo di situazioni diverse tra loro. Peccato per la storia principale che rimane comunque sempre piatta e non decolla mai. Altra magagna non trascurabile è la ristrettezza degli ambienti in cui ci si può muovere. Per intenderci, le ambientazioni sono grandi ma è come se ci fossero dei corridoi prestabiliti dai quali non possiamo uscire, una grande limitazione che taglia le gambe all’esperienza esplorativa, soprattutto quando giocherete con Billy, visto che in una modalità stealth di tutto rispetto l’approfondita perlustrazione dell’ambiente circostante risulta fondamentale.
Tornando al discorso degli ambienti e dei paesaggi, almeno questi sono fatti davvero bene e forniscono una buona sensazione di vastità, ma, come dicevo prima, è solo una mera illusione. La varietà dei livelli rimane tuttavia abbastanza alta ed il loro continuo cambiamento riesce a dare una vera idea di fuga e inseguimento dei due protagonisti.
Infine il comparto sonoro è di tutto rispetto, una colonna sonora adatta e mai fuori luogo rende il tutto molto piacevole (certo l’avesse scritta Ennio Morricone sarebbe stata perfetta). Il doppiaggio invece, come nella maggior parte dei giochi, lascia un po’ a desiderare; a questo punto non ci rimane che far “parlare” le nostre pistole, non credete?

Nasconditi, mira, spara…
La pecca più grande di Call of Juarez probabilmente è la scarsa I.A. dei nemici: basta trovare un riparo adeguato e la carneficina può iniziare; i vostri avversari riusciranno magari a schivare qualche colpo e a nascondersi, ma la loro mira è a dir poco imbarazzante. Vi ho parlato di nascondiglio adeguato, ma ho provato io stesso a rimanere in piedi nel mezzo della sparatoria e prima di morire ho ucciso sei nemici. Una cosa del genere in uno sparatutto come si deve non esiste! Provate con Gears of War a fare una cosa del genere: anche al livello più semplice sareste fatti a pezzi in pochi secondi.
Una nota di merito va all’abilità speciale di Ray (quella di Billy è potersi arrampicare…) una sorta di super colpo, chiamato Concetration Mode, durante il quale ci muoveremo più veloci dei nemici (come se ce ne fosse realmente bisogno) in modo da tirarci fuori da situazioni scomode. La Concetration Mode però non sarà utilizzabile in punti particolari del gioco e necessita giustamente del tempo per poter tornare disponibile. Insomma non ne potete abusare.

Marrano, ti sfido a duello…
Fattore importantissimo per la longevità di qualsiasi titolo è il multiplayer. Call of Juarez per fortuna non delude affatto. Sono disponibili varie sfide sia on-line che contro un amico e tra queste vi sottolineo: Skirmish Mode, Robbery e Famous Event.
La prima è una sfida a due squadre classica: vince chi stermina l’avversario. Robbery, come suggerisce il nome, ha come obiettivo rubare dell’oro e trasportarlo nella zona prevista entro il tempo limite…una specie di guardie e ladri, insomma.
La terza e ultima che vi suggerisco è Famous Event: una selezione di mappe multiplayer basate su eventi famosi del selvaggio West. Tramite Xbox Live potremmo creare degli appositi match personalizzati oppure scontri utili alla scalata della classifica on-line.
Recensione Videogioco CALL OF JUAREZ scritta da DR. FRANK N FURTER Call of Juarez ha del potenziale enorme, se non fosse per la scarsa I.A. e le ambientazioni poco esplorabili sarebbe stato sicuramente un titolo da 90. Spero che i ragazzi della software house Techland faranno tesoro dei propri errori cosi da poter vedere un Call of Juarez 2 degno di entrare nell’olimpo dei titoli Xbox360. Resta comunque un titolo valido, in grado di offrire le sue buone 10 -15 ore di gioco e di intrattenere a lungo con il suo ottimo multiplayer.
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