Recensione di Vampire Rain

Copertina Videogioco Vampire Rain
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Artoon
  • Distributore:

     Leader
  • Data uscita:

     Disponibile/21 Agosto 2008 PS3
- Atmosfera decadente.
- Live completo e abbastanza divertente.
- In single-player longevità soddisfacente.
- Frustrante in molte situazioni di gioco.
- Graficamente modesto.
- Comparto sonoro sottotono.
- Dove sono il sangue o le scene horror?
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A cura di (Meno D Zero) del
Vivono fra noi!
Una mortale e feroce razza di vampiri, chiamata i Camminatori Notturni (che sembrano più degli zombi isterici usciti da “28 giorni dopo”), terrorizza e opprime la specie umana: il rischio di estinzione totale è serio!
Per fronteggiare la minaccia, il governo degli Stati Uniti invia una squadra tattica speciale operativa in una città americana ad alta densità vampirica per eliminare il problema dai denti aguzzi una volta per tutte, individuando e distruggendo i quattro Primi Camminatori, sorta di vampiri capi e menti-guida di tutta la razza.
Sotto una pioggia oscura e torrenziale, il soldato John Lloyd e i suoi compagni di squadra avranno solo una notte per effettuare con successo la loro missione e dovranno farlo agendo nell’ombra ed evitando di farsi mordere sul collo…ma forse anche chi ha giurato di “servire e proteggere” non è esattamente dalla loro parte…

Solid Fisher
Questa la trama a grandi linee di Vampire Rain, gioco che, per fugare fin dall’inizio ogni dubbio, cita visivamente (o copia spudoratamente, decidete voi) alcuni brand piuttosto famosi ed apprezzati nell’ambito dei giochi stealth: su tutti Metal Gear Solid (per il look high tech del protagonista e per l’aspetto grafico di radar e armi) e soprattutto Splinter Cell (per le sue movenze stealth) .
Se solo il gioco avesse ereditato anche la profonidità, le chicche ludiche e la bellezza del gameplay dei titoli sopraccitati, allora probabilmente ci troveremmo di fronte ad un piccolo capolavoro di stealth-game a sfondo horror…putroppo non è stato decisamente così, e Vampire rain si è trasformato in un pessimo e letale…

Stealth game assassino
Gli stealth game per definizione obbligano il giocatore ad agire nell’ombra e ad aggirare il nemico per colpirlo alle spalle, piuttosto che attaccarlo frontalmente, e per gran parte delle venticinque missioni di Vampire la nostra metodologia di azione sarà proprio questa.
Dato che l’azione di gioco si svolge di notte e in una città, dobbiamo sfruttare a nostro vantaggio le zone d’ombra e i percorsi alternativi, molto spesso posizionati sui tetti dei palazzi, dato che il gioco incoraggia un’esplorazione verticale dello scenario: scale, muretti, tubi del gas, recinzioni possono essere scalati e ci permettono di raggiungere zone ad altezze elevate, da cui controllare e studiare la situazione, magari servendosi dell’utile radar in perfetto stile Metal Gear Solid, cono visivo del nemico compreso.
Molto spesso i giochi di questo genere (pensiamo ai migliori esponenti in questa categoria come Hit-man Blood Money o Splinter Cell Double Agent) permettono il percorso di più strade alternative per arrivare all’obiettivo o strategie di approcci tattici differenti…nel caso di Vampire tutto ciò non viene minimamente contemplato, dato che la strada da percorrere è una ed una soltanto, ogni altra via è sbagliata o non porta da nessuna parte, e soprattutto basta farsi beccare da uno dei pericolosi quanti tonti (in senso dell’AI) Camminatori che infestano l’area di gioco per essere assolutamente spacciati, uccisi e riportati al punto di partenza per ritentare un altro approccio…tutto così finchè non si trova “LA STRADA GIUSTA”…
Vampire non ha nessuna pietà per gli errori del giocatore:
Vieni scoperto = vieni ucciso.

Vampiri cattivi cattivi
È incredibile quanto siano letali e pericolosi i Camminatori notturni che infestano l’area di gioco, a vederli in forma umana non si direbbe, dato che non fanno altro che:
- fumare incessantemente rimanendo immobili e facendo MOLTA attenzione possono essere freddati con un colpo di coltello alle spalle.
- se sono in due parlano ripetendo in loop sempre le stesse due frasi in croce…
Basta che si accorgano minimamente della nostra presenza e a quel punto non c’è più nulla da fare: entro pochi secondi si viene raggiunti ed uccisi, ovunque ci si nasconde, tetti compresi.
Ovvio che una scelta ludica di questo tipo se inizialmente (giusto i primi 5 minuti) può piacevolmente colpire il giocatore facendolo sentire braccato e in tensione costante per ogni minimo errore, sul medio periodo arriva a frustrarlo completamente con un’implacabile quanto vetusta logica del Trial & Error: alcune missioni sono state ripetute decine di volte dal sottoscritto prima di trovare l’unica via percorribile…insomma il divertimento e l’essenza stessa di agire nell’ombra vanno un po’ a farsi benedire in questo modo.
Per fortuna il gioco non è tutto così e propone anche delle sane e più abbordabili sezioni blastatorie, dove, armati di fucile a pompa, dovremo affrontare a viso aperto i Camminatori che ci sbarrano la strada, ed, in certi occasioni (contro i boss in particolare) toccherà adottare precise strategie di attacco per sopravvivere. In aggiunta alla discretamente longeva modalità single-player, troviamo tutta una sequela di prove e missioni secondarie slegate dalla trama principale affrontabili come e quando si vuole e concepite col chiaro intento di aiutare il giocatore a perfezionare le sue tecniche di gioco.

Pioggia infernale
Probabilmente la cosa realizzata meglio è proprio la pioggia, compagna fedele ed oscura per tutta la durata del gioco: cade con un pregevole effetto liquido sui corpi dei personaggi e sugli oggetti disseminati in città ed aiuta a donare al titolo un’atmosfera decadente e senza speranza.
Per il resto, tecnicamente parlando, il gioco è piuttosto modesto, a parte l’alta risoluzione verrebbe quasi da chiedersi cosa ha da spartire con la next-gen un titolo del genere.
I personaggi sono realizzati discretamente in quanto a numero di poligoni (soprattutto il volto del protagonista), ma quelli secondari sembrano usciti da una PS2, e le animazioni che gli danno vita lasciano parecchio a desiderare: movimenti legnosi e motion capture quasi sempre assente.
Le varie fasi di gioco sono narrate attraverso l’utilizzo di statiche e soporifere cut-scene realizzate col motore grafico del gioco e da qualche sequenza in FMV di ordinaria fattura.
Le ambientazioni sono piuttosto vaste ma terribilmente circoscritte (non si può assolutamente esplorare a piacimento l’area, appena si esce leggermente dal seminato si viene bloccati e rispediti indietro…) e l’interattività con lo scenario è praticamente nulla, al punto che se spariamo sul muro o su una delle tante macchine parcheggiate per le strade non vedremmo nemmeno il foro del proiettile...e in un gioco del 2007 di nuova generazione questo particolare dovrebbe far riflettere.
Il gioco non brilla particolarmente nemmeno sotto il profilo audio dato che il doppiaggio in inglese è davvero pessimo e senza nessun enfasi recitativa (di contrasto invece, mi viene in mente quello di The Darkness, ottimo e dallo stile assolutamente cinematografico) e la colonna sonora durante le varie fasi di gioco è composta in larga parte da temi ripetivi, anonimi e poco ispirati.

It's good to kill together
Stranamente, per la tipologia di gioco, grande attenzione è stata riposta alla parte Live di Vampire, al punto che la maggior parte dei pochi obiettivi si sblocca giocandoci on-line.
Un numero massimo di 8 giocatori può massacrarsi allegramente nella 4 arene disponibili zeppe di armi ed esplorabili anche e soprattutto in verticale, in diverse modalità differenti, tutte ampiamente personalizzabili a livello di opzioni. A fianco dei classici deathmatch a squadre e cattura la bandiera (qui rinominato per l’occasione cattura la fiamma) compaiono alcune inedite aggiunte, come la modalità distruzione (si va a caccia di uno specifico bersaglio) e distruzione a squadre.
Ma il vero punto di forza della modalità on-line è dato dalla possibilità, premendo un tasto, di trasformarsi in Camminatori e quindi essere enormemente più veloci, agili e letali di un comune essere umano.
Va però detto che, nella forma vampirica, la differenza di forza rispetto agli umani è decisamente troppo elevata e sbilancia non poco le partite. Per fortuna questo aspetto si può gestire a piacimento nelle varie e complete opzioni di gioco on-line.
Inoltre sparse per le mappe di gioco si possono trovare alcune bombe-trappole che, se usate nella maniera giusta, possono rivelarsi letali per i potenti Camminatori: riuscire ad uccidere un vampiro non con la forza ma usando l’astuzia da una certa soddisfazione ludica.
Vampire Rain incredibilmente si risolleva leggermente nella parte online che sa regalare fugaci attimi di divertimento, anche se inevitabilmente si trascina dietro i difetti tecnici e strutturali della parte single player: animazioni pessime, lenta risposta ai comandi, aspetto tecnico generale modesto.
Recensione Videogioco VAMPIRE RAIN scritta da MENO D ZERO Lo ammetto, nonostante i vari giudizi negativi che già da un po’ circolavano per la rete, ero ottimista e mi aspettavo qualcosa di più da questo Vampire Rain, speravo in un titolo con i suoi difetti ma che si lasciasse giocare e che possedesse un’anima genuinamente trash, un gioco per appassionati insomma.
Sfortunatamente le mie speranze si sono miseramente infrante contro il muro delle frustranti e ripetitive meccaniche di gioco, per non parlare della totale mancanza o quasi di componenti o atmosfere horror, unito ad un comparto tecnico assolutamente modesto e improponibile su una console come la 360.
Apprezzo lo sforzo di Microsoft di portare in occidente titoli e serie che fino a pochi anni fa da noi non sarebbero arrivate manco di striscio (e mi riferisco in particolare all’otaku Senko no ronde e allo sparattutto di Square Project Sylpheed usciti recentemente sul mercato PAL), ma forse un occhio alla loro qualità ludica sarebbe stata auspicabile…
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