Recensione di Small Arms

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Arcade
  • Sviluppatore:

     Gastronaut Studios
  • Costo:

     800 MP (9€ circa)
  • Data uscita:

     TBA
- Multiplayer divertente
- Sfondi ben animati
- Tipologia di gioco vincente
- Singleplayer breve e noioso
- Minigiochi stupidi
- Comparto audio insufficiente
A cura di (SAH) del
Nintendo ha fatto scuola non solo per quanto riguarda i platform, ma ha riscosso numerosi estimatori anche tra i giocatori di picchiaduro con un titolo alternativo ma incredibilmente appassionante: stiamo parlando di Super Smash Bros. Il gameplay prevedeva uno scontro tra due o più giocatori in un ambiente piuttosto ampio e completamente bidimensionale dove era possibile raccogliere armi (tipiche dell'universo Nintendo), power-up e tanto altro. L'energia era espressa in percentuale e man mano che il valore cresceva il giocatore, sotto i colpi incalzanti degli avversari, veniva lanciato sempre più distante sino a scomparire dallo schermo.

Copiando si impara
La base di fondo su cui si basa l'interà giocabilità di Small Arms è praticamente la stessa. Le differenze più sostanziali riguardano le ambientazioni, più piccole rispetto a quelle del titolo Nintendo, e il modo di morire. Per essere sconfitti infatti basterà portare la barra di energia del proprio avversario a zero. I personaggi non sono Zelda, Mario, Link e compagnia, ma personaggi stereotipati come ad esempio Ninja, panda armati fino ai denti e aliene molto chic. L'azione appare decisamente frenetica e le dimensioni ridotte degli ambienti non lasciano molto spazio all'aspetto strategico. Fin quando i personaggi sullo schermo non superano le due unità è possibile controllare l'azione con una certa agevolezza, permettendo al giocatore di elaborare attacchi ragionati e di spezzare il combattimento, rifugiandosi alla ricerca di oggetti curativi o nuove armi. L'arsenale a disposizione è piuttosto limitato non tanto nel numero, quanto più nell'efficacia effettiva delle singole armi. Fatta eccezione per il laser congelante e per il bastone allungante, la maggior parte si rivelano troppo fiacche per sconfiggere gli ultimi boss.
La modalità principale è divisa in una decina di episodi, a ciascun di essi corrisponde un combattimento contro uno o più avversari (fino ad un massimo di tre). Pur trattandosi di deathmatch tutti contro tutti capita spesso che la CPU si allei per prendere di mira il giocatore trasformando ogni scontro in un potenziale massacro. In alcuni casi sarà possibile sfruttare la strutturazione di alcuni livelli confinandosi nelle zone più elevate e colpendo da sotto senza pietà. Altre volte però, come nel livello in cui il giocatore dovrà affrontare due avversari su un treno in corsa, non sarà possibile scappare e pertanto l'azione si limiterà ad un continuo spara-spara nella speranza di subire il minor numero di perdite. Ogni personaggio è caratterizzato da uno stile di combattimento diverso: il gallinaccio e il maiale saranno più lenti nei movimenti ma assolutamente più letali con le armi pesanti. Altri invece saranno più abili nello sfruttare un particolare tipo di arma, come ad esempio il ninja sarà più a suo agio nell'uso di spade e katane e l'aliena nell'uso delle armi futuristiche. Come alternativa alle armi da fuoco è possibile sferrare anche attacchi diretti con pugni e calci.
Come contorno sono presenti un paio di minigiochi piuttosto stupidi (come il tiro al piattello) che non aggiungono niente al titolo. In compenso la debole modalità per giocatore singolo viene parzialmente ridimensionata da una modalità multiplayer che, se affrontata contro quattro giocatori umani, promette scintille. Il fatto di non trovarsi in un handicap match ma in un vero deathmatch permette una maggiore libertà d'azione, ammette la possibilità di creare alleanze di comodo oppure di scappare codardamente alla ricerca di qualche strumento particolare mentre gli altri avversari stanno continuando il combattimento. La grafica è pulita e piuttosto semplice, non impressionano particolarmente le texture dei personaggi mentre è stata riposta una maggiore cura nella realizzazione degli sfondi animati, che, pur non facendo gridare al miracolo, si dimostrano più che convincenti. Il comparto sonoro è pressochè assente se escludiamo una serie di musichette ripetitive e le urla e le grida dei vari personaggi.
Recensione Videogioco SMALL ARMS scritta da SAH Small Arms cerca di riproporre lo spirito di Super Smash Bros. su Xbox Live Arcade riuscendoci però solo parzialmente. Povero tecnicamente e piuttosto ripetitivo in termini di divertimento singleplayer, si salva grazie al servizio Live che riesce a rendere giustizia ad una tipologia di gioco sicuramente più votata al multiplayer. Per 9€ può valere l'acquisto ma consigliamo caldamente di testarlo a fondo con la modalità di prova.
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SCREENSHOTS
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