Recensione di Bullet Witch

Copertina Videogioco Bullet Witch
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Cavia
  • Distributore:

     Atari Italia
  • Lingua:

     italiano (testi)
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Alicia è un bel personaggio
- Incantesimi dagli esiti devastanti
- Alla fine il gioco è abbastanza divertente
- Grafica e gameplay old-gen
- Scarsa IA dei nemici
- Facile e breve
- Live poco sfruttato
A cura di (Fabfab) del
Capita che ci siano titoli attesissimi, che tutti i videogiocatori conoscono e bramano, seguendo mese dopo mese l'evolversi della situazione: notizie sempre più approfondite, immagini sempre più succulente. Ma se chiedessi ad un qualunque possessore di Xbox 360 di indicarmi la sua Top Ten di must buy del 2007, difficilmente questo Bullet Witch sarebbe rientrato nel novero.
D'altronde guardo gli sviluppatori, Cavia, e penso a titoli non esattamente esaltanti come i due Drakengard e Beat Down. Butto un occhio al gioco e mi trovo davanti all'ennesimo gioco d'azione / sparatutto che tra le poche novità presenta una protagonista femminile e per giunta nemmeno maggiorata. Insomma, a volte escono giochi non accompagnati da hype di alcun genere o da grande battage pubblicitario e riescono comunque a stupire, ma purtroppo non è il caso di Bullet Witch.

Una strega ci salverà
Alicia, la protagonista, è una strega (ma dai?) che invece di bacchette magiche e scope volanti predilige un’assai meno evocativa arma da fuoco, il Gun Rod, che manuale e sviluppatori spacciano per “scopa” anche se con le classiche ramazze ha ben poco a spartire. In realtà si tratta di un oggetto sovradimensionato rispetto alle misure di Alicia (piuttosto bassina se paragonata agli altri combattenti presenti nel gioco) dal design stiloso ma dall’improbabile portabilità, in grado di trasformarsi a seconda delle necessità in fucile, cannone o gatling gun.
L’utilità del Gun Rod appare tuttavia indiscutibile, perché Alice non vive in qualche mondo fiabesco né frequenta in incognito un tranquillo liceo giapponese. La ragazza, infatti, è costretta ad affrontare la dura vita di un futuro post-apocalittico, in cui il nostro mondo è stato devastato da guerre ed epidemie e come se non bastasse i demoni camminano sulla terra con l’obiettivo di sterminare gli umani.

Munizioni infinite, incantesimi devastanti
Bullet Witch è sostanzialmente uno sparatutto in terza persona orientato verso l'azione più pura, senza troppi tatticismi. In quanto strega, la protagonista affianca alle normali armi da fuoco degli interessanti poteri magici, di natura offensiva, difensiva o curativa, in grado di variare un poco l'azione di gioco. Il particolare design di Alicia risulta fin da subito di chiara matrice nipponica, con la protagonista che ama spaziare da scosciate tutine sadomaso ad assai poco pratici abiti alla marinaretta, per la gioia di un certo tipo di utenza (in cui mi colloco io stesso): senza contare quelli che sarà possibile scaricare dal Live (al momento in cui scriviamo c’è un delizioso abitino bianco, disponibile però solo per gli utenti Gold).
A schermo notiamo due barre energetiche, una dedicata all’energia vitale ed una a quella magica: la prima si ricarica automaticamente col tempo, la seconda aumenta per ogni nemico abbattuto.
Il parco mosse risulta piuttosto limitato: Alicia può correre, accovacciarsi, usare il Gun Rod come arma da mischia, saltare e schivare mediante una serie di agili acrobazie. Una volta estratta l’arma dispone anche di una visuale più ravvicinata, che aiuta a mirare meglio il bersaglio ma nel contempo rallenta i movimenti della protagonista. Un po’ più complessa risulta la gestione degli incantesimi, in quanto bisogna accedere a ben tre sottomenù di selezione per evocarli, il che complica un poco le cose quando si tratta di dover far ricorso rapidamente ad uno dei poteri a disposizione.
La principale arma offensiva di Alicia è rappresentata dal già citato Gun Rod, un'arma poliedrica che all'occorrenza può trasformarsi in un potente fucile, in una devastante mitragliatrice oppure, se occorre lavorare di fino, in un'arma di precisione. In Bullet Witch c’è una curiosa gestione delle munizioni: queste sono virtualmente infinite, perché direttamente correlate all’energia magica della protagonista. Ogni volta che si ricarica, l’operazione richiede un certo quantitativo di energia magica, il che rende virtualmente illimitata la riserva di proiettili.
I poteri magici di Alicia, come detto, hanno diverse finalità, anche se in realtà prevalgono quelli di natura offensiva: per difendersi dispone di Muraglia, che evoca un muro dietro al quale ripararsi, mentre Sacrificio consente di donare parte delle proprie energie per curare compagni o passanti che siano rimasti feriti. Tutti gli altri incantesimi servono sostanzialmente a fare molto male, come Volontà, che permette di scagliare elementi del fondale contro i nemici, o Elemento, che potenzia il Gun Rod. Le magie più spettacolari sono tuttavia le Grandi Magie: Tuono, Tornado e Meteo, che richiedono grandi quantità di energia magica, ma sono in grado da sole di sconvolgere l’ambiente di gioco, devastandolo letteralmente. A dare man forte al giocatore contro il soverchiante numero di avversari, infatti, concorre anche un certo grado di interattività degli ambienti, che consente, ad esempio, di scagliare un fulmine su una stazione di servizio per farla saltare in aria e coinvolgere nell'esplosione tutti i nemici attorno.
Il level design risulta estremamente lineare, paradossalmente anche quando all’apparenza esistono più strade da seguire, perché alla fine c’è sempre un solo ed unico modo per venire a capo delle situazioni, un unico posto verso cui convergere per avanzare. L’esplorazione è ridotta al minimo, e come sempre accade (ma non dovrebbe più accadere) basta un cancello chiuso per fermare una strega, nonostante le sue armi e le sue magie. Curiosamente mancano anche oggetti da raccogliere o con cui interagire, per cui nel mondo di Bullet Witch non c’è veramente nulla da fare se non sterminare i nemici che ci vengono incontro. Fortuna che esistono le magie: devastare con esse un ambiente altrimenti immutabile è una soddisfazione non da poco.

Un gioco di vecchia generazione
Se a livello di gameplay Bullet Witch non offre nulla di particolarmente originale, le cose non migliorano sotto l’aspetto tecnico. L’I.A. dei nemici è a dir poco preistorica, in genere questi reagiscono alla nostra presenza ma non è raro trovarli incastrati da qualche parte oppure riuscire a freddarli mentre loro sono impegnati a fare altro (sparare ai civili, girare in tondo) e ignorano ostinatamente le nostre pallottole.
Anche la grafica non stupisce in positivo. In particolare i primi livelli, ad ambientazione cittadina, sono i peggiori, con palazzi che sembrano presi direttamente da GTA3 ma… meno interattivi, nemmeno una vetrina è possibile sfondare! Per fortuna le cose migliorano una volta che si passa alle successive ambientazioni, ma è un passaggio dal mediocre al sufficiente, di sfruttare davvero la 360 non se ne parla nonostante la presenza di alcuni scorci davvero evocativi. Non parliamo poi del frame rate ballerino e, soprattutto, di un consistente fenomeno di pop-up che fa apparire all’improvviso molti elementi del fondale solo quando ci si avvicina abbastanza.
Discreti i modelli dei personaggi, il look di Alicia è molto curato ed intrigante, anche se in alcune movenze la ragazza appare ancora un po’ rigida. Del tutto anonimi, invece, sia gli altri personaggi sia gli avversari, che curiosamente si riducono – boss a parte – a poche varianti delle stesse tipologie (i soldati, i colossali Giga e le Teste-Noci). La cosa migliore, alla fine, rimangono gli spettacolari e devastanti incantesimi con cui la protagonista manda in pezzi buona parte dello scenario.
Nella norma il sonoro, che alterna pezzi interessanti ad altri anonimi; discreto il doppiaggio inglese, sottotitolato in italiano.
Molto scarsa, infine, la longevità. I combattimenti non sono mai troppo impegnativi, nonostante la presenza di nemici che possono eliminare Alicia con un solo colpo, e portare a compimento l’avventura non richiederà più di 6-7 ore, contando anche i numerosi checkpoint sparsi per i livelli. La rigiocabilità è minima e manca persino una modalità multiplayer. Il Live non è minimamente sfruttato, è solo possibile accedere ad una classifica mondiale dei punteggi di gioco: attualmente sono anche disponibili per il download una decina di livelli aggiuntivi, ma solo a pagamento, una specie di beffa considerato il già elevato prezzo del gioco.
Recensione Videogioco BULLET WITCH scritta da FABFAB Tempo di conclusioni. Bullet Witch è un action/shooter molto old school, sia in termini di giocabilità che – purtroppo – di grafica e l’impressione finale è quella di un prodotto pensato per le console di vecchia generazione e traghettato all’ultimo momento in quella successiva. Eppure se si accettano i limiti intrinseci del prodotto, Bullet Witch è in grado di regalare qualche ora di sano divertimento blastatorio, il tutto arricchito dalla presenza di incantesimi dal devastante impatto sull’ambiente. Peccato per il prezzo elevato che, unito al fatto che le sbandierate missioni aggiuntive scaricabili dal Live sono a pagamento, mi spinge a consigliarvi di attendere un calo di prezzo del prodotto, oppure di reperirlo usato.
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