Recensione di Battlestations Midway

Copertina Videogioco Battlestations M
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Eidos
  • Distributore:

     DDE
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-8
  • Data uscita:

     2007
- Decine di mezzi al proprio comando
- Musiche d'atmosfera
- Filmati spettacolari
- Telecamera non impeccabile
- Campagna troppo corta
- Alcune missioni frustranti
A cura di (Star Platinum) del
È sempre difficile realizzare un gioco basato su avvenimenti storici tanto importanti senza farsi prendere da un sottile occhio critico, portando tutto sotto la luce della ricostruzione, della coerenza e di una realizzazione tecnica che sia adeguata alle aspettative. Ed è facile lasciarsi coinvolgere nelle dinamiche che abitano il gioco che si sta vivendo, nelle ambientazioni che lo ospitano, sia pure in forma virtuale. La documentazione storica è imponente. Nonostante il tema centrale del gioco si riferisca solo ad uno specifico periodo della Seconda Guerra Mondiale, agli avvenimenti che hanno portato l'attacco di Pearl Harbor alle glorie (oscure per lo più) della storia mondiale. Eppure Battlestations Midway si propone come un titolo in grado di offrire un'esperienza di gioco molto realistica con scontri aerei, navali e sottomarini dal ritmo altissimo.

Lezione di storia
In Battlestations Midway tutto ruoterà attorno alle vicende della flotta americana svoltesi nel Pacifico del 1942, in quella che è conosciuta come una delle più classiche campagne militari della storia dell'umanità. L'attacco di Pearl Harbor rappresenta infatti l'apice degli scontri avvenuti in quegli anni tra le forze navali ed aeree giapponesi nei confronti della base navale statunitense di Pearl Harbor, situata nelle isole Hawaii. L'attacco, portato senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte giapponese, è considerato la causa scatenante dell'intervento statunitense nella Seconda guerra mondiale e fu un'operazione militare imponente, tanto è vero che il Giappone riuscì a ottenere momentaneamente il controllo del Pacifico e diede il via ai successivi successi nipponici prima che l'esercito americano riuscisse a riorganizzare una flotta in grado di tenere testa a quella giapponese.
In questo scenario tutt'altro che rassicurante, vestirete i panni di una recluta della Marina americana, tale Henry Walker e vi ritroverete subito al centro dell'azione, impegnati come artigliere a Pearl Harbor. Questo avvenimento rappresenterà per il vostro personaggio un punto di partenza, attraverso il quale si articolerà una carriera decisamente emozionante ed impegnativa.
Una volta avviato il gioco, sarete accolti da uno spettacolare filmato introduttivo che vi racconterà un po' la recente storia del vostro eroe. Fortunatamente, rispetto a quanto accade in altri giochi, nel caso decidiate di non dedicare attenzione a queste sequenze cinematografiche potrete scegliere di andare avanti "skippandole". Prima di avventurarsi nella modalità principale del gioco, la Campagna, sarà bene che facciate visita all'Accademia Navale. Essenzialmente si tratta di una modaltà tutorial che, passo dopo passo, vi fornirà indicazioni circa le differenti caratteristiche delle navi e degli aerei che avrete modo di controllare nel corso del gioco. Questa prima fase a conti fatti richiederà circa un'ora del vostro tempo, ma si rivelerà fondamentale per permettervi di poter gestire ogni situazione nel migliore dei modi.
Il sistema di controllo, seppur non complicato, richiederà una certa pratica per poter essere memorizzato pienamente. Il pulsante A vi permetterà di selezionare i bersagli e di assegnare l'ordine di spostarsi ad un'unità navale, mentre X sarà utilizzato per assegnare alcuni compiti di attacco -che per quanto riguarda specifiche azioni resteranno di competenza dell'intelligenza artificiale- se tali unità non saranno sotto il vostro controllo diretto. Al control stick di sinistra saranno affidate le operazioni di regolazione di rotta e velocità per una determinata unità, mentre utilizzando la levetta di destra potrete "guardare" attorno al vostro punto di osservazione, sia che siate su una nave sia che stiate controllando un cannone ad esempio. Il grilletto di sinistra vi permetterà di selezionare le armi da utilizzare tra quelle a vostra disposizione, mentre quello posto a destra è addibito al fuoco vero e proprio. Il pulsante Back vi permetterà di accedere alla schermata della mappa, dove potrete controllare la posizione delle unità sotto il vostro comando e quella del nemico, attraverso utili strumenti come radar o sonar. Quelli appena descritti, rappresentano comunque solo i comandi base. A seconda del tipo di unità che starete controllando ci saranno infatti diverse azioni supplementari, pertanto solo con molta pratica riuscirete ad avere un quadro completo della situazione.

Tutti per uno e uno per tutti
Le unità che avrete modo di controllare all'interno del gioco saranno davvero numerose e non si può non notare come sia stato fatto un lavoro davvero molto buono per trasmettere un'esperienza diversa a seconda del mezzo che andrete ad utilizzare. Se inizialmente avrete a che fare solo con piccole navi da pattugliamento molto agili e veloci ma deficitarie in fatto di armamenti, senza che trascorra molto tempo vi ritroverete al comando di unità dalle caratteristiche estremamente diverse e più complesse, come sottomarini (poco adatti a manovre rapide ma in grado di evitare il fuoco nemico grazie al fatto di potersi muovere anche in profondità), corazzate, portaerei, cacciatorpedinieri e numerosi tipi di velivoli. Sfortunatamente non pare possibile controllare le batterie antiaeree dislocate sulla terra ferma, ma è un fattore trascurabile in confronto alla mole di lavoro di cui dovrete occuparvi in mare, a partire dalla manutenzione delle vostre unità e riparazione dei danni che avrete subito durante gli attacchi. Sarà infatti molto importante schierare la flotta non solo in condizioni più che discrete ma anche strategicamente con attenzione, senza esporre quindi unità particolarmente deboli a scontri che potrebbero risultare fatali.
Durante la Campagna, modalità principale del gioco in singolo, controllerete in modo graduale molte di queste unità e potrete concentrarvi sui singoli mezzi prima di passare ad avere al comando flotte numerose e per questo più impegnative. Purtroppo queste prime missioni rappresentano anche la parte meno coinvolgente del gioco in quanto se l'azione vera e propria risulterà estremamente dinamica e spettacolare, tutto ciò che riguarderà la "preparazione" all'attacco, vale a dire gli spostamenti, il puntamento degli obiettivi nemici e i cambi di direzione, necessiterà di alcuni minuti di preparazione e potrebbe risultare sicuramente poco adatto a chi predilige un gameplay poco riflessivo e molto improntato al dinamismo puro, quindi senza voler far uso di molta pazienza.
Una missione sarà infatti costituita da una forte componente strategica, che rappresenterà la vera sfida e che risulterà in non poche occasioni anche frustrante, se non affrontata con la giusta concentrazione. Non soltanto vi sarà richiesto di assegnare in modo rapido e deciso comandi a diverse unità della flotta (che potrete selezionare in modo molto semplice, attraverso il D Pad), ma in parecchie circostanze trascorrerete il vostro tempo visualizzando la mappa e pianificando la strategia migliore per effettuare degli spostamenti, attuare azioni difensive o preparare degli attacchi verso il nemico. Il gameplay risulta quindi vario e articolato, ma non privo di difetti che ne pregiudicano la giocabilità. L'intelligenza artificiale non è molto affidabile e noterete presto che le vostre unità risulteranno sempre molto scarse nei danni che riusciranno ad infliggere al nemico, rispetto ai risultati che potreste ottenere voi stessi. Peccato solo che sia impossibile averle tutte ai propri ordini contemporaneamente. A questo si aggiunge un controllo delle unità navali che non è così immediato come si potrebbe pensare e che richiederà diversi comandi prima di potersi affidare ad una flotta sufficientemente autonoma e pronta a cooperare senza farsi la guerra a vicenda, seppur involontariamente.

Una battaglia è vinta, ma la guerra non è finita
La Campagna comprende undici missioni, più altrettante disponibili come sfide supplementari. Ognuna è contraddistinta da obiettivi principali (che consisteranno ad esempio nel protegere una nave o distruggere un'installazione militare), secondari (che richiederanno principalmente di distruggere un certo numero di nemici) e segreti, che si renderanno disponibili solo dopo aver soddisfatto particolari requisiti e principalmente legati al tempo che impiegherete per attuare determinate azioni. Un aspetto però fortemente negativo è contraddistinto dall'assenza, all'interno delle varie missioni, di checkpoints o qualsiasi altra possibilità di salvare a partita in corso. Questa scelta, davvero incomprensibile, si manifesterà in modo molto frustrante quando -magari dopo un'ora abbondante di gioco e con quasi tutti gli obiettivi completati- fallirete l'ultimo compito assegnatovi e vi toccherà ricominciare tutto dall'inizio, con un senso di rabbia che difficilmente riuscirete a reprimere dentro di voi. Il fatto che la Campagna di per sè non necessiti di un gran numero di ore per portarla a termine non giustifica il fatto di aver reso il gioco più difficile, senza per questo permettere anche ai meno esperti di poter vivere l'esperienza in modo rilassato e piacevole.
In vostro soccorso, oltre alle missioni supplementari (principalmente rivolte a confronti contro determinate categorie di mezzi militari, come navi, sottomarini e aeroplani), arriverà la modalità multiplayer online, che vi permetterà di partecipare a nove famosi scontri bellici, tra cui la drammatica e caotica Battaglia delle Filippine. Vi ritroverete così ad avere l'opportunità di cambiare il corso degli eventi, a seconda delle decisioni che saprete prendere schierando le vostre forze sul campo di battaglia.
La realizzazione tecnica di Battlestations Midway è di discreto livello. Il gioco supporta pienamente l'alta risoluzione (HDTV a 480p, 720p, 1080i, solo a 60 Hz), con filmati molto ben realizzati e d'effetto, supportati dettagli e effetti di riflessione davvero convincenti. Stessa cosa purtroppo non si può dire per la telecamera, che in più di un'occasione non appare precisa e fluida negli spostamenti, offrendo in rare cirrcostanze anche un fastidioso effetto bad clipping. Non farete però molto caso a tutto ciò a gioco avanzato, anche perchè trascorrerete la maggior parte del tempo a studiare la mappa.
Il sonoro è davvero molto coinvolgente, formato da musiche molto d'atmosfera e differenti a seconda dello schieramento (giapponesi o americani). Anche gli effetti sonori sono numerosi e ben realizzati, garantendo un senso di realismo molto elevato durante i combattimenti.
Una volta che avrete preso confidenza con il gioco, superato l'impatto iniziale e dopo aver appreso un po' di spirito strategico, troverete questo titolo divertente e stimolante. La modalità per un giocatore vi richiederà circa dieci ore per essere portata a termine, tuttavia le numerose opzioni offerte dal servizio Live (in cui potrete giocare fino in otto persone) vi permetteranno di aumentare considerevolmente la longevità, anche grazie al fatto che per vincere non vi basterà solo una buona strategia ma anche una perfetta cooperazione con i vostri compagni.
Recensione Videogioco BATTLESTATIONS MIDWAY  scritta da STAR PLATINUM Battlestations Midway riesce ad offrire una buona dose di divertimento, nonostante un sistema di controllo che inizialmente può apparire difficile da padroneggiare, soprattutto per chi non è molto pratico con questo genere di giochi. La realizzazione tecnica risulta sempre di buona fattura anche se alcuni aspetti avrebbero potuto essere resi in modo migliore. La modalità Campagna è composta da un numero missioni sufficiente ma non molto alto, tuttavia grazie all'opzione multiplayer online il gioco riesce a garantire una longevità sicuramente elevata. Per gli amanti delle simulazioni-sparatutto rappresenta un titolo da prendere seriamente in considerazione, mentre potrebbe non coinvolgere pienamente coloro che invece lo provano per la prima volta.
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