Recensione di Wik e le Anime Rubate

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Costo:

     800 MicroSoft Points
- Stile accattivante
- Multiplayer locale fino a 4 giocatori
- Oltre 120 livelli
- Controlli ostici ai principianti
- Assenza di multiplayer online
A cura di (Garese) del
XBox Live Arcade è il posto adatto per gli sviluppatori indipendenti, per mettere sotto i riflettori i propri prodotti, e questo è esattamente il caso di Reflexive Entertainment, che ha portato sul Marketplace di Microsoft il suo gioco, vincitore del premio “Innovation in Game Design” all’Independent Games Festival: Wik e le Anime Rubate.

Wik e le Anime Rubate è un insolito incrocio fra un platform e un puzzle game, in cui controlleremo una buffa creatura umanoide dalle sembianze anfibie (Wik, appunto). Il gioco è suddiviso in livelli, ognuno consistente di una schermata 2D piena di alberi, piattaforme mobili e formazioni rocciose. L’obiettivo è raccogliere più larve possibile e darle in pasto a Slotham, una massiccia creatura violacea che attraversa il fondo del livello. Le larve appariranno in posizioni casuali nel livello, e dovremo aiutare Wik a raggiungerle con le acrobazie più disparate. Una volta nelle vicinanze, potremo risucchiare una larva e “sputarla” verso Slotham, e a quel punto verrà contata come raccolta; quando avremo raccolto abbastanza larve completeremo il livello, passando a quello successivo. Se invece Slotham raggiungerà la fine della schermata prima di aver mangiato un numero sufficiente di larve, dovremo rifare il livello.

Un piccolo uomo-rana
Nonostante il concept sia apparentemente semplice, il gameplay contiene numerose variabili: ad esempio, potremo rallentare l’avanzata di Slotham lanciando miele ai suoi piedi. Dovremo inoltre vedercela con sempre maggiori quantità di pericolosi insetti, alcuni dei quali velenosi ed altri che possono essere distrutti solo in maniere specifiche. Sono presenti anche vari potenziamenti che potremo raccogliere: monete, gemme, bombe in grado di ripulire lo schermo e glifi per manipolare il tempo. La prima stranezza di cui ci si accorge giocando è che Wik non cammina, ma può solo saltare, e utilizzando la levetta analogica potremo fargli compiere brevi saltelli o lunghi balzi a seconda della destinazione che vogliamo raggiungere. Fortunatamente il salto non è l’unica abilità di Wik: infatti, lo strano tesserino è in grado di utilizzare la sua lingua per aggrapparsi alla maggior parte degli oggetti che compongono il livello, usandoli per dondolarsi; guadagnando la giusta velocità e rilasciando la lingua al momento opportuno potremo raggiungere posizioni altrimenti impossibili con un semplice salto. I controlli (limitati a tre tasti, A per il salto, B per la lingua e Y per prendere oggetti/creature) necessitano di un minimo di pratica per sapersi destreggiare, ma il loro apprendimento viene facilitato da alcuni simpatici tutorial durante il gioco.

Da soli o con gli amici
Oltre alla modalità Storia, in cui col progredire dei livelli ci verrà narrata la storia di Wik con dei versi in rima piuttosto bizzarri, abbiamo la modalità Sfida, una sequenza lineare di scenari abbastanza complicati, e la modalità Bonus, che enfatizza le meccaniche acrobatiche del gioco. Il supporto a XBox Live! è purtroppo limitato alla classifica online, nella quale potrete confrontare i vostri punteggi con quelli degli amici; è però presente una modalità multiplayer locale fino a quattro giocatori, dove è possibile sfidare tre persone per dimostrare chi è il più agile e veloce. Le tre modalità multiplayer sono Acchiapparella, Peste e Abisso di Fuoco: le prime due sono competitive, mentre la terza è una specie di gara di sopravvivenza; dovremo saltare in continuazione fra piattaforme che scendono dall’alto verso un abisso di lava, e probabilmente è la migliore delle tre modalità.

Aspetto tecnico
Su uno schermo ad alta definizione in 720p, Wik si mostra nel suo semplice splendore, pieno di effetti e creature in movimento. Lo stile grafico risulta molto accattivante, e ricorda non poco classici per PSOne come Oddworld e Heart of Darkness. Anche se ad una prima occhiata i livelli tendono ad assomigliarsi l’uno con l’altro, la varietà del level design e abbastanza elevata, e le numerose disposizioni degli elementi sullo schermo renderanno necessario una diversa strategia per completare ogni livello. Il comparto audio è adatto all’ambientazione di gioco, con musiche ambientali che sembrano uscire dai lavori di Tim Burton; un’eccezione è il tema che sentiremo una volta raccolto il power-up che rallenta il tempo: una esilarante musica techno che stona (volutamente) con l’atmosfera eterea del gioco. Gli effetti sonori sono buoni, specialmente lo squittio che emettono le larve quando sono catturate da un insetto.
Recensione Videogioco WIK E LE ANIME RUBATE scritta da GARESE Se cercate un’avventura platform divertente e con un buon livello di sfida fra i giochi XBLA, con Wik e le Anime Rubate potete andare sul sicuro. Le strane meccaniche di gioco, unite al design originale e agli oltre 120 livelli (senza contare le modalità alternative) valgono tutti gli 800 Microsoft Points necessari all’acquisto. I controlli risultano complicati ai principianti, soprattutto all’inizio, ma una volta presa confidenza con le abilità del piccolo Wik, il gioco saprà regalare divertimento a tutti gli amanti dei platform.
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