Recensione di F.E.A.R.

Copertina Videogioco F.E.A.R.
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Monolith Productions
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile PC/Xbox 360 - 20 Aprile Ps3.
- Atmosfera terrificante
- I.A. di altissimo livello
- Graficamente notevole...
- ...anche se inferiore alla versione per PC
- Longevità in single player un pò limitata
- Missione bonus poco curata ed estremamente corta
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A cura di (-SolidSnake-) del
A distanza di un anno circa dall’uscita della versione originale nata su PC, sviluppata da Monolith Productions, la Day One Studios ha deciso di effettuare un porting per Xbox 360 di uno degli sparatutto in soggettiva a sfondo horror meglio riusciti degli ultimi anni: First Encounter Assault Recon (d’ora in poi F.E.A.R.). Saranno riusciti nel loro intento? Andiamolo a scoprire!

Una missione particolare
Nel titolo in questione impersonerete una recluta di un corpo speciale segreto, chiamato appunto First Encounter Assault Recon, il quale si occupa di fenomeni paranormali. Il vostro compito sarà quello di individuare e fermare un certo Paxton Fettel, un folle che sembra essere manipolato da una misteriosa bambina, la quale gli chiede esplicitamente di “uccidere tutti”, a comando di un potente esercito di cloni il “cattivo di turno” si prepara ad esaudire il desiderio della ragazzina. Alquanto insolita è stata la scelta da parte dei superiori di affidare un caso di tale importanza e segretezza ad un novizio, a parer loro le abilità dell’agente in questione sono semplicemente fuori dalla media e particolarmente indicate per l’insolita missione.
Fin da subito noterete una sorta di legame particolare tra il soldato e l’inquietante bambina, la quale più volte si divertirà a prenderci in giro con disturbanti visioni distorte della realtà, ma molto spesso simboliche e vari flashback che aiuteranno a comprendere meglio il passato della ragazzina piena di rabbia.

SlowMo, il bullet time secondo Monolith
La caratteristica che contraddistingue il protagonista da un semplice soldato sta soprattutto nei suoi ottimi riflessi, sfruttabili attivando la modalità SlowMo (che ricorda molto il Bullet Time già visto nel 2001 nell’ottimo Max Payne), utilizzandola, tutto ciò che vi circonda rallenterà: I movimenti degli avversari, i proiettili da loro esplosi, la deflagrazione di una granata ecc. Il beneficio che può trarre il giocatore da questa abilità sta nel fatto che mentre tutto rallenta, la velocità del protagonista rimane elevata, fornendo quindi un notevole vantaggio sui nemici, davvero impressionanti gli effetti particellari che vengono evidenziati durante l’utilizzo della slow motion come per esempio le scie d’aria lasciate dai proiettili e le esplosioni.

Intelligenza Artificiale avanzata
Sicuramente una delle cose che più colpisce insieme all’ottima atmosfera di gioco è l’I.A. dei nemici, molto evoluta. Più di una volta può capitare di esser messi alle strette da parte degli antagonisti i quali reagiranno in modo molto intelligente e ponderato a seconda delle vostre azioni; mentre in molti videogames il nemico non esita mai a “buttarsi a capofitto” verso il giocatore, in F.E.A.R. succede il contrario, gli avversari preferiranno utilizzare al meglio l’ambiente per disporsi in modo tattico oppure per nascondersi, in modo da tendervi un’imboscata, possono per esempio cooperare in modo da accerchiarvi, è davvero incredibile vedere con quale cautela in caso il giocatore decida di nascondersi e di lasciare la prima mossa ai soldati questi rimangano calmi e pazientino fino ad attendere una vostra mossa, o in alcuni casi inviino una loro “staffetta” a perlustrare la zona, bisognerà stare spesso attenti a non fare troppo rumore, a non mostrare la propria ombra e a non utilizzare la torcia in certi casi data la grande attenzione dei cloni in tutti questi particolari che possono allarmarli.

Un comparto tecnico notevole
L’atmosfera del gioco non sarebbe la stessa senza un comparto audio-visivo all’altezza, il titolo sfrutta il Jupiter-EX engine che abbiamo già visto nel lodevole Condemned: Criminal Origins, una delle componenti meglio riuscite del motore grafico sta sicuramente nelle ombre, le care vecchie stencil shadows. Queste ultime si prestano molto bene in un first person shooter con tematiche horror come F.E.A.R. grazie alla loro dinamicità, è davvero impressionante la cura rivolta da parte dei programmatori nella loro animazione, basti notare le proiezioni generate dal fuoco di una nostra arma applicate alla maggior parte degli elementi che compongono la scena 3D.
I talentuosi ragazzi della Monolith Productions hanno saputo sfruttare al meglio le caratteristiche di queste ombre per aumentare il coinvolgimento da parte del giocatore, capiterà per esempio di avere un flashback durante il gioco in cui vedremo un’insidiosa ombra comparire tra un corridoio e un altro lasciandoci il dubbio di cosa si celi dietro l’angolo.
Sebbene le ombre siano ben riuscite ci si domanda come mai con un hardware performante come quello della Xbox 360 non si sia scelto di utilizzare le più realistiche soft shadows (abilitabili sulla versione PC a patto di avere a disposizione un computer dalle prestazioni molto elevate).
Le animazioni sono molto buone, ricreate tramite la tecnica ragdoll, è davvero un piacere vedere come i nemici cadano a terra dopo un colpo letale o accusino il danno causato da un proiettile in modo realistico, altra nota positiva per la più che discreta interazione coi fondali arricchita da tutti i vantaggi del supporto del motore fisico Havok.
L’engine grafico gestisce alcuni effetti in pixel shader, parallax mapping e un largo uso di normal mapping, probabilmente si è un po’ abusato di quest’ultima tecnica, infatti un giocatore attento può facilmente notare un difetto simile a quello del Trinity engine (quello sviluppato per Doom III e utilizzato anche in versione migliorata da Quake IV e Prey): un polygon count un po’ bassino, sotto questo punto di vista si avrebbe potuto fare sicuramente di più, ovviamente un difetto sorvolabile, ciò che invece da fastidio è la qualità media delle textures inferiore alla controparte PC, non si può parlare proprio di limiti tecnici, tutt’altro, magari pigrizia da parte dei programmatori nel convertire il gioco, probabilmente questa è anche la spiegazione dell’assenza delle soft shadows sopra citate. Come “magra consolazione” è stato aggiunto il supporto del piacevole effetto blooming.

Un sonoro da brividi!
A contribuire nel ricreare un’ottima atmosfera si evidenzia un sonoro di ottima fattura, con musiche azzeccate ed effetti sonori davvero terrificanti, non mancheranno tocchi di classe come risate malefiche da parte della bambina ed altri suoni disturbanti che, se accompagnati da una volontà da parte del giocatore di volersi far spaventare dal gioco e da una dovuta preparazione pre-partita, (giocare al buio e con delle buone cuffie) offriranno un’esperienza di gioco sicuramente spaventosa!
L’unica pecca nel comparto audio sta nel doppiaggio in italiano di scarsa qualità, purtroppo le frasi pronunciate da parte dei nemici spesso sono senza enfasi e a volte danno l’impressione di esser state prese da un film comico! Anche il numero di voci è limitato e spesso capita di sentire un caposquadra nemico con la stessa voce di uno dei vostri superiori!

Multiplayer, azione istantanea e missione bonus
F.E.A.R. è giocabile anche in multigiocatore fino a 16 players, le modalità disponibili comprendono: Deathmatch, deathmatch a squadre, conquista la bandiera, eliminazione, nella quale ogni giocatore dispone di una singola vita, vince ovviamente l’ultimo che sopravvive, eliminazione a squadre ed infine le modalità in SlowMo. Queste ultime differiscono dalle altre per l’implementazione del bullet time caratteristico del gioco, attivabile a patto di aver raccolto il potenziamento adatto, chi utilizza questa caratteristica lampeggia di blu e diviene visibile sull’HUD di tutti i giocatori, diventando quindi facilmente localizzabile, utilizzando questa abilità il tempo rallenta per tutti, ma ovviamente il detentore dell’abilità ha maggiori benefici, potendo reagire più velocemente rispetto ai nemici, se si viene però uccisi si perde il power up, che cade a terra e può essere raccolto da chiunque.
Le mappe disponibili non sono moltissime, spesso riprendono il design dei livelli del single player, fortunatamente sono ben strutturate e di varie dimensioni, per soddisfare tutte le esigenze.
Per quanto riguarda la modalità azione istantanea si tratta semplicemente di una tipologia di partita in cui l’obiettivo è uccidere tutti gli ostili presenti in una delle mappe disponibili, a seconda del tempo impiegato, della precisione, della vita e dell’armatura persa si riceve una valutazione che può essere confrontata con quella di altri giocatori tramite le classifiche di Xbox Live.
Nota dolente per la missione bonus, un piccolissimo extra irrilevante in cui dovremo scortare Aldus Bishop fino al tetto, purtroppo la durata di questa piccola aggiunta è davvero limitata, in una decina di minuti si può facilmente completare, sarebbe stato più gradito un livello più longevo e magari che desse la possibilità di scoprire interessanti retroscena sulla trama.
Recensione Videogioco F.E.A.R. scritta da -SOLIDSNAKE- La conversione di F.E.A.R. pur non essendo al livello della controparte originale apparsa ormai un anno fa su Pc, è risultata complessivamente ben riuscita. L’atmosfera originale è intatta, regalando anche su Xbox 360 molta “paura”, la longevità non è elevatissima, ma l’esperienza videoludica offerta da questo prodotto è particolare e relativamente rara, perciò va sicuramente almeno provata. I fortunati che hanno potuto apprezzare il gioco nella versione per PC non sentiranno probabilmente il bisogno di acquistare questo porting data l’assenza di extra di rilievo.
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