Recensione di Gears Of War

Copertina Videogioco Gears Of War
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Epic Games
  • Distributore:

     Microsoft
  • Data uscita:

     disponibile - 28 agosto 2015 (Ultimate Edition)
- La miglior grafica vista sino ad ora
- Sonoro cinematografico
- Ottima implementazione delle modalità multiplayer
- Frenetico e violento
- Campagna single player un po' corta
- La storia poteva essere sviluppata meglio
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A cura di (AWesker) del
Finalmente l’Emergence Day è giunto! Il giorno tanto atteso da tutti i possessori di Xbox 360 finalmente è arrivato e tutto non sarà più come prima. Epic Games è riuscita a rispettare le scadenze e a far uscire Gears Of War per la data prestabilita, la fretta sarà stata cattiva consigliera o sono riusciti a confezionare un capolavoro che rimarrà nella memoria della storia videoludica, mantenendo fede alle promesse fatte? Se avete già dato una sbirciatina al voto, conoscete già la risposta….

La guerra infiamma anche sul pianeta Sera
Gli eventi narrati in Gears Of War hanno luogo in un lontano pianeta chiamato Sera, colonizzato dalla razza umana in un non precisato futuro. Tutto scorreva tranquillamente, ma la competizione per il possesso di un'importante risorsa energetica chiamata Imulsion (praticamente l’equivalente del nostro petrolio) fa scattare ben presto una guerra tra gli uomini per riuscire a prenderne il controllo. Non sapevano, però, che nel sottosuolo del pianeta, le armate delle Locuste si stavano organizzando per distruggerli. Già affaticati a causa delle lotte interne, nel giorno dell’Emersione furono sterminate intere comunità e la quasi totalità della popolazione nei giorni successivi. Tuttavia, per non arrendersi completamente al nemico, con un tentativo disperato, gli umani usarono armi chimiche e raggi laser orbitali per distruggere quello che rimaneva delle loro città e installazioni militari. In seguito venne fondata la COG (Coalition of Ordered Government), una organizzazione con il solo scopo di liberare il pianeta dalla presenza ostile. Nel titolo vestiremo i panni di Marcus Fenix, un soldato che è stato condannato a quarant'anni di reclusione nel carcere di massima sicurezza di Jacinto per insubordinazione, in quanto ha disubbidito ad un ordine diretto di un superiore per salvare il padre, tra l’altro non riuscendoci perché arrivato troppo tardi. Tuttavia adesso il mondo ha bisogno di lui e per questo motivo viene richiamato in servizio.

Sparatorie tra antiche macerie
Fin da subito possiamo notare le similitudini tra Resident Evil 4 di Capcom e il titolo Epic Games. La visuale utilizzata è infatti praticamente identica, denominata in “seconda persona”, in pratica la telecamera è posta subito dietro al personaggio, il quale, però, non è posizionato al centro dello schermo, ma un po’ sulla sinistra. I comandi sono piuttosto intuitivi: lo stick analogico sinistro serve per muoversi; quello destro per spostare la telecamera e, premuto, effettua uno zoom; il D-Pad è adibito alla selezione delle varie armi; X permette di interagire con lo scenario, aprendo porte, attivando interruttori e altro ancora; A ingaggia combattimenti corpo a corpo; Y sposta la telecamera visualizzando alcuni punti di interesse, ad esempio per la raccolta di oggetti importanti oppure il luogo da cui stanno arrivando le locuste; il pulsante dorsale sinistro (LB) fa rivedere gli obiettivi della missioni e lo status dei vostri compagni di squadra; il pulsante dorsale destro (RB) effettua la ricarica delle armi, con una seconda pressione effettuata al momento opportuno, quando la barra della ricarica si ferma sulla parte bianca o, al massimo, grigia, effettuerete una ricarica rapida, diminuendo la sua durata, in caso contraria incepperete la canna, con conseguente perdita di tempo e imprecazioni del povero Marcus; infine, il grilletto sinistro serve per mirare e quello destro per sparare. Come avete potuto leggere, ho tralasciato il pulsante A perché merita un discorso più esteso a parte. Infatti il tasto è adibito alle azioni più importanti e fondamentali per la meccanica di Gears Of War: le coperture. Infatti l’aspetto del gioco non deve ingannare, non si tratta del solito sparatutto ignorante dove non si deve fare altro che continuare ad avanzare cercando di uccidere ogni cosa che si muove e basta. Data la resistenza dei nemici che dovremo affrontare, per i quali non basteranno pochi colpi prima di vederli stramazzare al suolo, sarà doveroso, per la nostra sopravvivenza, cercare riparo dietro i vari elementi dello scenario, per poi sporgersi al momento giusto per riversare la nostra scarica di colpi su di loro. Quando si è protetti dietro ad un muretto, sempre tramite la pressione del tasto A e di una direzione, è possibile effettuare una serie di movimenti diversi, come scavalcarlo, gettarsi velocemente alla sua destra o sinistra, oppure anche effettuare una giravolta SWAT per raggiungere un nascondiglio vicino minimizzando il rischio di essere colpito. Tenendo premuto il pulsante A, inoltre, inizieremo a correre accovacciati, bellissimo in questo caso il movimento ondulatorio della telecamera, che mostra la scena come se effettivamente una persona la stia riprendendo in presa diretta mente lei stessa sta correndo dietro di noi in quel modo. Tuttavia, l’utilizzo di un solo pulsante per effettuare questo elevato numero di opzioni, può dare qualche problemino nel caso ci trovassimo in un punto dove sono presenti un gran numero di coperture, facendo attuare al personaggio movimenti che non avevamo intenzione di fare.
L’armamentario a nostra disposizione è sufficientemente vario, si va dalla classica pistola, al fucile a pompa, alle mitragliette, al fucile di precisione, le classiche granate, per finire con quelle più carismatiche del gruppo: il fucile d’assalto Lancer, che combina un classica mitraglietta ad una baionetta con motosega per tranciare i corpi dei sventurati nemici contro i quali ci lanceremo dopo averla attivata con la pressione del tasto B; e il Martello dell’alba, arma satellitare a raggio particellare, estremamente potente, è l’unica che può uccidere gli avversari più temibili (come i Berserker), richiede tuttavia un lungo tempo di ricarica e il suo utilizzo è limitato agli ambienti all’aperto e solo quando il satellite è online.
Una volta superato il primo atto, ed essere stato promosso al grado di sergente, diverrete il leader del vostro team, con la possibilità di impartire loro ordini, come raggrupparsi, aprire o cessare il fuoco, tramite la pressione del tasto LB e, successivamente, Y, B o A a seconda dell’azione che intendete attuare. Avanzando nella nostra avventura ci troveremo anche in situazioni dove dovremo dividerci in due gruppi, scegliendo in quale direzione dirigerci, aumentando leggermente la varietà del titolo.
Purtroppo, al livello di difficoltà più basso (Casuale, traduzione erronea dell’originale Casual, che si riferiva ai giocatori occasionali e meno abili) non impiegherete più di cinque-sei ore a completare il tutto, decretando una certa brevità dell’esperienza in singolo. Tra l'altro la storia, soprattutto sul passato di Marcus e le motivazioni che hanno portato le Locuste a riemergere dal suolo, è piuttosto lacunosa, e il finale aperto lascia presagire l'arrivo di un secondo capitolo che farà luce su molti aspetti oscuri della trama.

A caccia di Locuste in compagnia
Oltre alla campagna single player, che, sebbene di breve durata, vi terrà adeguatamente impegnati se affrontata alle difficoltà più alte, la longevità del titolo è assicurata dalla presenza di modalità multiplayer, sia in locale che in System Link e Xbox Live. Menzione d’onore alla cooperativa, che vi permette di giocare l’intera storia con un vostro amico, il quale interpreterà Dominic Santiago. Davvero utile e interessante la possibilità di iniziare a giocare la campagna in solitario, e poi invitare, in qualsiasi momento, chi vorrete, senza dover riprendere dall’inizio. Le nostre prove effettuate tra italiani non hanno evidenziato alcun tipo di problema, le partite scorrevano liscie come se si stesse giocando sulla stessa console.
Come da tradizione Epic (per chi non lo sapesse, sono anche i creatori della serie Unreal), sono presenti inoltre delle modalità competitive. Fino ad otto giocatori potranno prendere parte in furiose battaglie multiplayer, dove, oltre alla precisione, conteranno molto la prontezza di riflessi e lo studio dell’ambiente circostante per inquadrare i luoghi dove nascondersi e cercare di prendere di sorpresa i nostri avversari. A nostra disposizione avremo dieci mappe, di modeste dimensioni visto il numero massimo di utenti che possono ospitare, ma abbastanza varie ed interessanti. Le modalità disponibili sono: Zona di Guerra, il classico team deathmatch tra una squadra di umani e una di locuste, dove l’obiettivo è di eliminare tutti i membri del gruppo avversario; Assassinio, in cui ogni squadra ha un leader (il colonnello Hoffman per gli uomini e il generale RAAM per le locuste), l’obiettivo è quello di uccidere il capo della fazione avversaria. Il giocatore che riesce nell’impresa diventerà il leader del suo team nel turno successivo, mente il leader della squadra sconfitta sarà quello che ha totalizzato il maggior numero di punti nel turno precedente; Esecuzione, molto simile a “Zona di guerra”, con la differenza che, invece di morire dopo essere stato abbattuto e dissanguato, il giocatore viene rianimato. L’unico modo per uccidere un membro del team avversario è eliminarlo con l’esecuzione capitale, effettuabile a distanza ravvicinata quando il nemico è in fin di vita premendo il tasto X. Ovviamente, su Xbox Live, è possibile scegliere se effettuare una partita classificata, nella quale viene tenuta traccia delle prestazioni e dei punteggi complessivi, per poi confrontarli con quelli degli altri consultando l’apposita leaderboard, oppure una partita del giocatore, organizzata per puro divertimento con gli amici. Colui che apre una sessione di gioco può selezionare vari parametri, quali il tipo di gioco, la mappa selezionata, il numero di turni e la durata del dissanguamento.
Nel caso tutto questo non vi bastasse ancora, in futuro è prevista la distribuzione sul marketplace di mappe aggiuntive a pagamento, per tenere alto l’interesse verso il titolo.

Solo una parola: SPETTACOLARE!
Sin dalla nostra fuga dalla prigione assistiamo a qualcosa di stupefacente. La grafica di Gears Of War è infatti assolutamente fuori parametro, la migliore mai vista sino ad ora su console o PC. Grazie all’utilizzo dell’Unreal Engine 3.0 (sviluppato dalla stessa Epic Games), il titolo offre delle visuali di gioco assolutamente sbalorditive, con personaggi su schermo dettagliatissimi, sia per quanto riguarda gli umani, sia le locuste, costituiti da un gran numero di poligoni e ricoperti da texture spettacolari, curate fin nei minimi dettagli. Ovviamente, anche le ambientazioni non sono da meno, alcune delle quali sembrano praticamente reali, soprattutto nelle parti ambientate tra le rovine distrutte delle città. Ottimi anche i riflessi sulle superfici e l’illuminazione in generale. Il tutto, inoltre, gira su Xbox 360 senza intoppi a 30 fps stabili, rallentando solo nelle situazioni più concitate e nelle cutscene, le quali sono renderizzate in tempo reale dal motore poligonale del gioco. Ogni tanto, tuttavia, può capitare di avere di fronte qualche texture un po’ sottotono rispetto al resto, ma si tratta di cercare il cosiddetto “pelo nell’uovo”. Nonostante tutto, bisogna tuttavia far presente che, seppur sia splendido, l’ambiente ha una interattività praticamente pari a zero. Infatti è tutto sostanzialmente immobile, l’unica cosa ravvisabile sono i fori dei proiettili sui muri, che tuttavia spariscono dopo poco, così come i cadaveri dei nemici, mentre gli oggetti distruttibili sono davvero esigui, come, ad esempio i divani che, tra l’altro, dopo aver subito un certo quantitativo di colpi, si spezzano a metà, manco fossero un blocco di cemento. Altra pecca del titolo è costituita dalla quasi assenza della fisica e di un rag doll soddisfacente. Infatti, seppur massicce e presumibilmente molto pesanti, le Locuste, una volta uccise, possono assumere posizioni quantomeno innaturali, inoltre, camminandoci sopra, letteralmente trascineremo i loro corpi con noi, come se fossero di gommapiuma. Pessima inoltre la resa dell’acqua, sebbene sia gradevole alla vista, infatti, rimane praticamente “su un altro piano” rispetto ai personaggi, i quali non vengono minimamente bagnati e non si nota nessun effetto su di loro. Altro piccolo appunto va fatto all’illuminazione, spesso precalcolata, tanto che alcune volte i nostri soldati non proiettano neppure un’ombra. Queste comunque sono piccolezze che non pregiudicano l’impianto grafico eccezionale del titolo, ma offre qualche punto di riflessione su dove i programmatori possono migliorare un prodotto già ottimo tecnicamente, probabilmente in un futuro Gears Of War 2.
Al pari della grafica, grande attenzione è stata riposta nella parte sonora, con musiche epiche ed adatte all’occasione che accompagnano le battaglie, condite da effetti sonori di ottima qualità ed una resa multicanale decisamente soddisfacente. Il doppiaggio, completamente in italiano, è di buona fattura e ripropone anche tutto il linguaggio scurrile dei nerboruti soldati, senza particolari censure.
Recensione Videogioco GEARS OF WAR scritta da AWESKER Gears Of War può essere definito come il primo vero titolo next generation, la killer application per Xbox 360 che tutti attendevano con ansia dal lancio della console. La sua eccezionale grafica, la migliore vista sin ad ora su qualsiasi macchina, unita ad un sonoro ottimamente realizzato e una giocabilità molto elevata, nonchè una buona longevità garantita dalle varie modalità multiplayer, decreta l'action game Epic quasi come simbolo della console Microsoft, in attesa del terzo capitolo di Halo. Possedere un Xbox 360 e non acquistare Gears Of War sarebbe un errore imperdonabile. Cosa fate ancora qui? Correte al negozio!
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